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GLI ADOLESCENTI E LA RETE
L’avvento di Internet, dello smarth phone, dei tablet, dei Social Network, ha rappresentato per la nostra società un vero e proprio tsunami virtuale, che ha investito in modo repentino ed esponenziale, soprattutto le nuove generazioni, che nate e cresciute nell’era digitale, non hanno memoria di come ci si possa relazionare agli altri, divertirsi, apprendere, senza l’ausilio del Personal Computer e delle strumentazioni tecnologiche ad esso connesse.
L’adolescente di oggi, figlio del 2000, si presenta quindi alla sfida evolutiva rappresentata dall’adolescenza, con un solido bagaglio tecnologico che gli permette di confrontarsi nelle varie aree di sperimentazioni del Sé (area gruppale, area sessuale e area ludica) sia, nell’ambiente esterno sia, nell’isolamento della propria stanza.
L’identità adolescenziale, vestitasi dell’abito della digitalità, sembra aver aumentato ancora di più il divario generazionale (digital device) tra le vecchie e le nuove generazioni che, per continuare ad offrire il sostegno e il supporto necessario al raggiungimento della stessa, devono a loro volta arricchirsi di in una genitorialità digitale che le permetta di monitorare le inevitabili e necessarie incursioni nel mondo digitale, con la consapevolezza dei rischi e dei pericoli che la navigazione comporta. Il testo presentato riporta in modo chiaro e rappresentativo una descrizione dettagliata ed accurata dell’adolescente assorto nella navigazione, in un’ottica di integrazione tra aspetti psicologici, psicodinamici e neuroscientifici. L’obiettivo è quello di fornire agli adolescenti in primis, ma anche ai genitori, agli insegnanti, agli specialisti del settore e a tutti coloro che si relazionano con gli adolescenti, un’utile e maneggevole “bussola”, al fine di orientarsi in modo maggiormente specifico nella comprensione della modalità di utilizzo della Rete, evidenziando le potenzialità ma anche i pericoli della navigazione, per agire in modo preventivo e tempestivo qualora venga evidenziato un uso inappropriato del Web, che può sfociare in una vera e propria patologia
I MODELLI DI ATTACCAMENTO NEL WEB
Gli adolescenti che utilizzano la Rete in modo problematico hanno anche riportato meno soddisfazione nelle relazioni interpersonali e relazioni più povere con i loro genitori (Liu & Kou, 2007). Altri studi hanno mostrato come l’attaccamento giochi un ruolo nella modalità con la quale la persona interagisce con gli altri nella Rete (Buote et.al. 2009). Il presente contributo si propone di riportare parte dei risultati di una ricerca, che si sta svolgendo presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica dell’Università Sapienza di Roma, tesa ad fornire una fotografia dettagliata dell’uso delle nuove strumentazioni tecnologiche su un campione di 500 soggetti del Lazio, (13-18 anni), mostrando la relazione con aspetti sintomatologici rilevati dall’SLC-90, con lo stato dell’attaccamento (Ca-Mir), con la percezione dell’attaccamento ai genitori e agli amici.
Nello specifico in questa sede verranno presentati i risultati di un campione (n=50) di adolescenti ai quali è stata somministrata l’AICA per analizzare le possibili relazioni tra la sicurezza dell’attaccamento, vista come fattore protettivo, e l’utilizzo adeguato degli strumenti proposti dal mondo virtuale
Nonostante siano ancora scarsi gli studi che hanno direttamente indagato la relazione tra modelli di attaccamento e l’utilizzo problematico di Internet, i dati delle ricerche condotte in questo ambito ci forniscono una prova indiretta di questa relazione (Volpi, 2014). Ad esempio, strategie di adattamento Preoccupato, come ritiro, senso di colpa (Li et.al.2009), timidezza e un controllo degli impulsi esterno (Chak & Leung, 2004) hanno mostrato relazioni significative con un utilizzo problematico della Rete (Wei et.al. 2005). La recente pubblicazione del DSM5 (maggio 2013) ha ritenuto necessario raccomandare ulteriori ricerche nell’area dell’Internet Addiction (IA) prima di fornire al disturbo criteri di legittimità diagnostica.
OBIETTIVI: la ricerca ha analizzato la relazione tra l’utilizzo di internet da parte degli adolescenti, in relazione alle variabili dell’attaccamento. Lo scopo della ricerca è quello delineare un profilo psicologico degli adolescenti per discriminare le variabili che delineano il confine tra uso e abuso.
METODOLOGIA: hanno partecipato allo studio 500 adolescenti (F=221; M=214) con un’età compresa tra i 13 e i 18 anni.
STRUMENTI:
BFAS -The Bergen Facebook Addiction Scale (Andreassen, et. Al. 2012); SPQ - Shorter Promis Questionnaire (adattamento italiano Baiocco et.al. 2005); MPIQ - Mobile Phone Involvement Questionnaire (Walsh et.al., 2010); UCLA - Loniless Scale (Russel, 1996); Self Disclosure Online (Schouten et.al. 2007); IPPA – Inventory of Parent and Peer Attachment (Armsed e Greenberg, 1989; SCL-90 - Syntom Check List (Derogratis, 1980) Ca-mir (Pierrehumbert 1996).
RISULTATI PRELIMINARI:
I risultati dello studio hanno messo in evidenza quanto l’identità “digitale” delle nuove generazioni multitasking sia rappresentativa nella popolazione adolescenziale normale e come il ”rifugio nella Rete” sia strettamente legato a situazioni di vulnerabilità psichica e trascuratezza emotiva.
L’utilizzo non adeguato di Facebook viene predetto dalla rabbia provata nei confronti del padre e mostra relazioni significative con la depressione e sintomi ossessivi compulsivi; emergono inoltre differenze significative legate alle differenze di genere e all’età.
CONCLUSIONI: viene evidenziata la relazione predittiva tra la sicurezza dell’attaccamento e l’utilizzo adeguato di Facebook, che si riflette nella percezione della sicurezza dell’attaccamento ai genitori e agli amici, nella capacità di esprimere le proprie emozioni, nel mantenere l’equilibrio tra amicizie online e amicizie offline, nel benessere psicologico; variabili queste che impediscono l’isolamento nelle “stanze virtuali”
"Dai fantasmi nella psicoterapia genitore-bambino alla trasmissione intergenerazionale della psicopatologia"
Il capitolo del Manuale di psicologia clinica dell'età evolutiva offre una descrizione dettagliata corredata da casi clinici del pensiero della Fraiberg e di Cramer con particolare riferimento all'applicazione clinica della psicoterapia genitore-bambino
"L'Infant Research e le neuroscienze nel lavoro terapeutico"
Il capitolo del manuale di psicologia clinica dell'età evolutiva offre una ricca e dettagliata panoramica dei criteri applicativi dell'infant research alla psicoterapia genitore-bambino. Nel capitolo sono presenti numerose esemplificazioni cliniche
Il Rifugio della Rete in adolescenza: integrazione tra attaccamento e nuove forme di psicopatologia
I nuovi adolescenti si presentano alla loro sfida evolutiva, con un bagaglio tecnologico che può costituire uno strumento di ausilio per il superamento dei diversi compiti evolutivi oppure può rappresentare un pericolo, spesso non riconosciuto, per lo sviluppo di nuove forme di psicopatologia, le Internet Related Psychpathologies (Cantelmi et.al. 2000) che variano dal gioco d’azzardo compulsivo online, alla dipendenza dal cybersesso, alla dipendenza da cyberrelazioni, alla dipendenza da giochi di ruolo online, alla dipendenza da eccessive informazioni, alla dipendenza da social network quali facebook, twitter, ed altri. In questa forma di addiction il computer diventa un rifugio (Steiner, 1983) nel quale poter regolare stati emotivi terrifici che rischierebbero, se non sedati, di elicitare la sensazione delirante di una frammentazione dell’identità personale. Il presente contributo, in linea con le indicazioni proposte in letteratura, propone i primi risultati di una ricerca più ampia, che si sta svolgendo presso il Dipartimento di Psicologia dinamica e Clinica dell’Università Sapienza di Roma, sull’utilizzo di internet, del telefonino e di facebook su un campione di 400 soggetti del Lazio, (13-18 anni), confrontandoli con l’utilizzo temporale che ne fanno i loro genitori, e mostrando la relazione con aspetti sintomatologici rilevati dall’SLC-90, con lo stato dell’attaccamento (Ca-Mir), con la percezione dell’attaccamento ai genitori e agli amici e la rappresentazione della famiglia. In un campione (n=25) più ristretto è stata somministrata l’AICA per analizzare le possibili relazioni tra la sicurezza dell’attaccamento, vista come fattore protettivo, e l’utilizzo adeguato degli strumenti proposti dal mondo virtuale. I risultati di questa prima fase della ricerca verranno integrati con la fase successiva che si indirizzerà ad analizzare i correlati neurobiologici dell’attaccamento nell’ottica di integrazione tra neuroscienze e psicologia
"La base sicura nella psicoterapia genitore-bambino"
Il capitolo del manuale di Psicologia clinica dell'età evolutiva è incentrato sulla descrizione della teoria dell'attaccamento dal suo esordio fino all'applicazione clinica dei suoi fondamenti. Ogni evoluzione chiave della teoria viene corredata da note biografiche degli autori e da numerose esemplificazioni cliniche
"L'osservazione microanalitica e il paziente prototipico"
Il capitolo del manuale di psicologia clinica dell'età evolutiva offre una ricca e dettagliata panoramica, corredata da esemplificazioni cliniche, del pensiero di Daniel Stern
I modelli dell'attaccamento nel Web
INTRODUZIONE: Nonostante siano ancora scarsi gli studi che hanno direttamente indagato la relazione tra modelli di attaccamento e l’utilizzo problematico di Internet, i dati delle ricerche condotte in questo ambito ci forniscono una prova indiretta di questa relazione (Volpi, 2014). Ad esempio, strategie di adattamento Preoccupato, come ritiro, senso di colpa (Li et.al.2009), timidezza e un controllo degli impulsi esterno (Chak & Leung, 2004) hanno mostrato relazioni significative con un utilizzo problematico della Rete (Wei et.al. 2005). Gli adolescenti che utilizzano la Rete in modo problematico hanno riportato meno soddisfazione nelle relazioni interpersonali e relazioni più povere con i propri genitori (Buote et.al. 2009.
OBIETTIVO DELLA RICERCA: Il presente contributo si propone di riportare parte dei risultati di una ricerca, che si sta svolgendo presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica dell’Università Sapienza di Roma, tesa ad fornire una fotografia dettagliata dell’uso delle nuove strumentazioni tecnologiche su un campione di 520 soggetti del Lazio, (13-18 anni), mostrando la relazione con aspetti sintomatologici rilevati dall’SLC-90, con lo stato dell’attaccamento (Ca-Mir), con la percezione dell’attaccamento ai genitori e agli amici.
METODOLOGIA
Strumenti:
BFAS - The Bergen Facebook Addiction Scale (Andreassen, et. Al. 2012); SPQ - Shorter Promis Questionnaire (adattamento italiano Baiocco et.al. 2005); MPIQ - Mobile Phone Involvement Questionnaire (Walsh et.al., 2010); UCLA – Loneliness Scale (Russel, 1996); Self Disclosure Online (Schouten et.al. 2007); IPPA – Inventory of Parent and Peer Attachment (Armsed e Greenberg, 1989; SCL-90 - Symptom Check List (Derogatis, 1980); Ca-mir (Pierrehumbert 1996).
Campione e metodologia: Hanno partecipato allo studio 520 adolescenti (F= 272; M= 248 ) con un’età compresa tra i 13 e i 18 anni (media=16,20 ; DS=1,40). Il tempo medio per la compilazione è stato di 40 minuti. La partecipazione è stata volontaria previa autorizzazione da parte dei genitori dei ragazzi.
Conclusioni: I risultati dello studio hanno messo in evidenza quanto l’identità “digitale” delle nuove generazioni multitasking sia rappresentativa nella popolazione adolescenziale normale e come, in realtà, il ”rifugio nella Rete” sia strettamente legato a situazioni di vulnerabilità psichica e trascuratezza emotiva (Schimmenti et. al. 2012). Il livello preliminare di analisi, qui presentato, ha messo in evidenza come la percezione della sicurezza della base sicura della famiglia sia un fattore protettivo rispetto ad un utilizzo inadeguato del Web
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