1,721,052 research outputs found

    Livestock farming, high-quality cheese and territory

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    L’agricoltura e la produzione di cibo, nel contesto globale attuale, devono fare fronte a importanti sfide, quali la salvaguardia della qualità dell’ambiente, il cambiamento climatico, la salute pubblica e la stabilità economica. Il passaggio verso un’agricoltura più sostenibile permetterebbe ai territori di continuare a produrre cibo senza compromettere la disponibilità di risorse per le comunità future, garantendo inoltre condizioni eque per i produttori. A Reggio Emilia, diverse sono le produzioni di eccellenza, non solo nel settore strettamente alimentare ma anche nella ricerca in ambito agricolo e nella meccanica agricola. La città, aperta alla dimensione internazionale, ospita la Scuola Autunnale Internazionale sull’Agricoltura sostenibile “Alla ricerca di terre e cibi di qualità” nell’ambito del progetto EXPO in RE: AgricoltuRE per la sostenibilità, l’energia e il nutrimento. Obiettivo della scuola, organizzata da Regione Emilia Romagna e Comune di Reggio Emilia, è di promuovere il dibattito e la formazione internazionale su agricoltura, sostenibilità e territorio, accogliendo a Reggio Emilia rappresentanti istituzionali (del governo, delle province, degli enti locali), agenzie di promozione e marketing, università, imprese, centri di ricerca dai paesi target. I focus riguardano approcci, tecniche, scambi di esperienze e possibili collaborazioni sui fattori chiave della produzione agricola: - Acqua e suolo come risorse: valorizzazione, risparmio, sostenibilità. - Produzioni sostenibili e di alta qualità: allevamento sostenibile come fattore chiave per la qualità dei prodotti, impatto ambientale e benessere animale. Il lavoro presentato in questo contesto si focalizza sul concetto di sostenibilità ambientale degli allevamenti zootecnici, con particolare riferimento agli allevamenti di bovine da latte. Vengono presentate le filiere di due tipologie di formaggio Parmigiano Reggiano di alta qualità e strettamente legate ai territori di origine: da bovine di razza Reggiana e da bovine di razza Modenese

    Influenza del livello proteico e lipidico della dieta sulle prestazioni produttive di giovanili di sarago

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    Vengono presentati i risultati della somministrazione di sei diete, diversificate per apporto proteico e lipidico, a giovanili di sarago

    Valutazione nutrizionale di alimenti per suini. 2.Applicazione di una metodica in vitro di previsione della digeribilità ileale della proteina grezza

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    Vengono descritti i risultati dell'applicazione di una metodica in vitro proposta da ricercatori danesi (Boisen e Fernandez, 1995) sulla stima della digeribilità della proteina greggia su 40 campioni di mangimi completi per diverse categorie di suini, 8 di pastone di granella e 5 di nuclei proteici

    Esperienze di allevamento di scrofe all’aperto

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    The paper describes the evolution of outdoor pig production and points out the main reasons for the growing interest in this system: low capital cost, varying in different situations from 25-70% of those for a conventional intensive system, and lower production cost; growing awareness of animal welfare issues. The most important factors affecting the results of the system, i.e. suitable soil type and climate, skilled stockmanship, are discussed, and an outline of outdoor equipment and management is drawn. The most critical problem of outdoor sow keeping seems to be high piglet mortality. The results of three outdoor units in North - East Italy confirm a great variability of performance, even in the same farm, in different periods. Piglet mortality was very high in critical periods, especially wet and cold weather. Some final considerations about the feasibility and the future importance of outdoor pig production are reported

    Confronto tra diverse tecniche di valutazione in vitro della digeribilità di alimenti per suini

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    Vengono presentati i risultati di quattro metodiche per la valutazione della digeribilità in vitro della sostanza secca e della proteina, testate su due alimenti composti, a basso e alto contenuto in fibra, per suini

    A comparison of the predictions of digestible energy content of compound feeds for pigs by chemical or in vitro analysis

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    The comparison of the predictions of the digestible energy (DE) content of commercial compound pig feeds from the organic matter in vitro digestibility (OMD) and five recent and accurate multiple regression equations based on chemical components was examined. The OMD was determined by submitting each sample (17 compound feeds for lactating or pregnant sows and 23 for piglets and growing–fattening pigs) to three sequential incubations with enzymatic solutions in a closed system to simulate the gastric and pancreatic digestion and the degradation in the hind gut (2, 4 and 18 h of incubation, respectively). OMD values were converted into energy digestibility coefficients (dE), which together with gross energy (GE) content were used to calculate DE (=GE*dE). Chemical components (ash, ether extract (EE), crude protein (CP), crude fibre (CF), NDF and ADF) and GE content were used to predict the DE content using five multiple equations, selected in terms of their accuracy (r2 and/or RSD).The DE content was closely correlated with NDF (r, −0.91, p<0.01), while ADF and CF were correlated to a lesser degree (r,−0.75, and −0.79, respectively, p<0.01) and no significant relationship was found with ash. The average DE contents estimated with the multiple equations were slightly lower than those predicted in vitro (from 15.15–15.40 vs. 15.58 MJ/kg DM). The differences between the DE content estimated with the multiple equations and that predicted in vitro (ΔDE) were highly, and negatively, correlated with the ash content of the feeds (r from −0.68 to −0.84, p<0.01) and it was estimated that the ΔDE varied by 4–5% (ca. 0.71 MJ/kg DM) when the ash content (62 ± 14 g/kg DM) ranged from low to high levels (from −1 to +1 SD). All the ΔDE values had negative correlations with both CP (r, from −0.62 to −0.68, p<0.01) and EE (r, from −0.48 to −0.53, p<0.01). The fibre components, present in all equations either as NDF, ADF or NDF-ADF, were not significantly related with any of the ΔDE considered. The prediction of DE content based on the in vitro technique considered or chemical parameters showed a general coherency, the only exception concerning the ash fraction

    La fibra nell’alimentazione dei suini.

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    Dopo un breve richiamo sulle caratteristiche delle frazioni fibrose degli alimenti, vengono illustrate le principali possibilità di utilizzazione degli alimenti fibrosi nelle diverse categorie di suini: scrofe in lattazione e gestanti, suinetti, suini in accrescimento. Un approfondimento è dedicato alle polpe di bietola. Viene preso in considerazione anche il ruolo dei materiali fibrosi alla luce della recente normativa sul benessere dei suini allevati

    Confronto tra quattro metodiche di stima in vitro della digeribilità di alimenti per suini

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    Vengono esposti i risultati di un confronto eseguito applicando quattro diverse metodiche di stima in vitro della digeribilità a due miscele isoproteiche a diverso contenuto in fibra

    L’impiego di lisati vegetali nella produzione del suino pesante

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    Vengono descritti gli effetti, nutrizionali ed extra-nutrizionali, di lisati vegetali introdotti nella razione di suini pesanti

    Pisello proteico e fava alternativa alla soia nella dieta della bovina

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    Vengono presentati i risultati di tre sperimentazioni condotte per verificare l'effetto di fonti proteiche alternative alla soia (pisello proteico e fava) nella razione di bovine da latte in comprensorio Parmigiano-Reggiano
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