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UNA STATUA DEL SANTO, MA NON SOLO, PARTE DA PADOVA PER L’AFRICA ORIENTALE IL 15 MARZO 1936
In the years 1935-1937, during the conquest and occupation of Ethiopia, Italy is
crossed by a wave of colonial exaltation that pervade all components of society including the Catholic communities and religious orders. This micro-story describes the context and specific events related to the dispatch to Eastern Africa of a statue
of Saint Anthony of Padua, is based largely on the sources of the Archives of the Italian Province of Saint Anthony of Padua of the Conventual Franciscan Friars and
investigates the central role played by the rector of the basilica del Santo, Fr. Giacomo
Gorlatto ofmconv, who corresponds with the leaders of the Fascist Confederation
of Agricultural Workers, with Institutions and fascist hierarchs, with the Royal
resident of Quo`ram, with the confreres and with the italian and eritrean Catholic
hierarchies. The devotion and charisma of Saint Anthony are declined in a colonial
key, i.e., through his statue the Saint will not fail to bring down his blessings and
thus help the work of civilization favored by the glorious italian conquest
25 aprile, Celebrazione della totale liberazione del territorio italiano? Le vittime delle incursioni aeree anglo-americane tra storia, memoria e rimozione
Il significato della Resistenza, della liberazione e del 25 aprile è stato sottoposto a una continua strumentalizzazione politica, a una guerra della memoria, è stato oggetto di un ininterrotto scontro ideologico. Nel corso “della totale liberazione del territorio italiano”, l’avanzata degli Alleati è stata accompagnata da numerose incursioni aeree le cui vittime sono state espunte dalla “narrazione egemonica” post-bellica che si è sviluppata attorno alla sola violenza nazifascista.
L’autore, analizzando due casi specifici, ricostruisce le frantumate memorie delle vittime dei bombardamenti aerei alleati, evidenzia la loro persistente dissociazione dalle memorie collettive prevalenti del 25 aprile, auspica la collocazione delle vittime della violenza degli Alleati all’interno di una rivisitata memoria nazionale del 25 aprile
Negli anni di piombo a Padova. Tra le righe di una pagina da non voltare.
La memoria degli anni di piombo permane divisa anche dopo quarant’anni. Di quella stagione politica, segnata dalla violenza, si sono sedimentate memorie parziali, scotomizzate, infedeli, fino alla totale rimozione. Quella generazione di ventenni non ha vissuto solo violenza, estremismo, eversione, di destra o di sinistra, non è stata solo oggetto o soggetto di violenza, ha anche partecipato alla politica come progetto di trasformazione democratica. A Padova e nella sua Università, non c’erano solo autonomi e indiani metropolitani o neofascisti, c’erano anche giovani che univano al percorso di studio quello della politica riformatrice nelle fila del Partito Comunista Italiano (PCI), e tra questi l’autore che propone la sua memoria: dalla ricostruzione di una storia minima al riconoscimento di alcuni degli avversari del tempo, dalla riflessione sulle responsabilità personali nello svolgimento dell’attività politica allo studio di un segno di quegli anni spietati, l’assassinio di due militanti del MSI perpetrato a Padova dalle Brigate rosse il 17 giugno 1974
The unraveling architecture of the junctional sarcoplasmic reticulum.
The sarcoplasmic reticulum (SR) of skeletal muscle controls the contraction-relaxation cycle by raising and lowering the myoplasmic free-Ca2+ concentration. The coupling between excitation, i.e., depolarization of sarcolemma and transverse tubule (TT) and Ca2+ release from the terminal cisternae (TC) of SR takes place at the triad. The triad junction is formed by a specialized region of the TC, the junctional SR, and the TT. The molecular architecture and protein composition of the junctional SR are under active investigation. Since the junctional SR plays a central role in excitation-contraction coupling and Ca2+ release, some of its protein constituents are directly involved in these processes. The biochemical evidence supporting this contention is reviewed in this article
Auasc, Etiopia, 18 maggio 1937. Quattro volti senza nome e la memoria coloniale nell'Italia repubblicana
Auasc, Etiopia, 18 maggio 1937: quattro giovani etiopi sono fucilati dai militi della Divisione Tevere nel quadro delle grandi operazioni di polizia coloniale che seguono alla conquista militare dell’Etiopia voluta dall’Italia fascista. Partendo dalle istantanee inviate dalla camicia nera PC alla famiglia e conservate in una dimora salentina, l’autore ricostruisce il “fatto” dell’esecuzione e lo inserisce nel vasto contesto della società del tempo, in Italia e nell’Oltremare. Dal contesto emergono riflessioni che attengono alla costruzione della memoria dell’esperienza coloniale nell’Italia del XXI secolo e alla responsabilità degli italiani nella politica del regime fascista, in particolare in quella della guerra d’Etiopia e dell’avvaloramento dell’Africa Orientale Italiana
Adele Zara, Giusta tra le Nazioni. Adele Zara, Righteous among the Nations. אדלה זרה ז''ל, חסידת אומות העולם La persecuzione e la salvazione degli ebrei dal 1938 al 1945. La responsabilità degli italiani e delle Istituzioni della Repubblica dopo il 1945
Adele Zara è stata proclamata “Giusta tra le Nazioni” dallo Stato di Israele nel 1996 per avere salvato la famiglia ebraica Levi durante le persecuzioni nazi-fasciste del 1943-1945. Dopo l’8 settembre 1943, migliaia di ebrei poterono salvarsi -malgrado la caccia all’ebreo messa in atto dalle autorità tedesche e italiane, malgrado la difficoltà di vivere in clandestinità- per lo sviluppo di un ampio movimento di resistenza civile all’interno del quale emersero i “Giusti”, che ci ricordano che è sempre possibile scegliere individualmente il bene anche quando il progetto politico dello Stato contempla il genocidio.
A partire dalla specifica vicenda Zara-Levi, il libro discute le ragioni di una scelta consapevole e coraggiosa di salvazione in un contesto difficile e pericoloso dal punto di vista sociale, politico e militare, e sviluppa una riflessione non solo sulla responsabilità e le colpe di chi è stato coevo di quelle vicende ma anche sulla responsabilità di chi è nato dopo quella tragedia, sulla responsabilità della società e delle Istituzioni dell’Italia repubblicana nei confronti delle comunità ebraiche perseguitate dal fascismo monarchico e dal fascismo collaborazionista della RSI
C2+ dependence of transverse tubule-mediated calcium release in skinned skeletal muscle fibers
Isometric force and 45Ca efflux from the sarcoplasmic reticulum were measured at 19°C in frog skeletal muscle fibers skinned by microdissection. After Ca2+ loading, application of the ionophores monensin, an Na+(K+)/ H+ exchanger, or gramicidin D, an H+ > K+ > Na+ channel-former, evoked rapid force development and stimulated release of ~30% of the accumulated 45Cawithin 1 min, whereas CCCP (carbonyl cyanide pyruvate p-trichloromethoxyphenylhydrazone), a protonophore, and valinomycin, a neutral, K+- specific ionophore, did not. When monensin was present in all bathing solutions, i.e., before and during Ca2+ loading, subsequent application failed to elicit force development and to stimulate 45Caefflux. 5 min pretreatment of the skinned fibers with 50,μM digitoxin, a permeant glycoside that specifically inhibits the Na+, K+ pump, inhibited monensin and gramicidin D stimulation of 45Caefflux; similar pretreatment with 100 μM ouabain, an impermeant glycoside, was ineffective. Monensin stimulation of 45Ca efflux was abolished by brief pretreatment with 5 mM EGTA, which chelates myofilament-space calcium. These results suggest that: (a) monensin and gramicidin Dstimulate Ca2+ release from the sarcoplasmic reticulum that is mediated by depolarization of the transverse tubules, which seal off after sarcolemma removal and form closed compartments; (b) a transverse tubule membrane potential (myofilament space-negative) is maintained and/or established by the operation of the Na+, K+ pump in the transverse tubule membranes and is sensitive to the permeant inhibitor digitoxin; (c) the transverse tubule-mediated stimulation of 45Caefflux appears to be entirely Ca2+ dependent. © 1986, Rockefeller University Press., All rights reserved
Calcium binding proteins of junctional sarcoplasmic reticulum: detection by 45Ca ligand overlay.
In skeletal muscle, the junctional sarcoplasmic reticulum (JFM) plays a crucial role in excitation-contraction coupling and Ca2+ release. In the present report, the sarcoplasmic reticulum (SR) was fractionated into longitudinal SR (LSR), terminal cisternae (TC), and JFM. Each fraction had a unique protein profile as detected by SDS-polyacrylamide gel electrophoresis as well as specific Ca2+ binding proteins as judged by 45Ca ligand overlay of nitrocellulose blots. Ca2+ binding proteins of LSR were the Ca2+ ATPase (Mr of 115K), an 80K polypeptide, and the intrinsic glycoprotein (Mr of 160K); Ca2+ binding proteins of JFM were polypeptides with the following Mr values: 350K and 325K (feet components), 200K, 170K, a doublet of 140K, 118K, 65K (calsequestrin), and 52K. Measurements of Ca2+ binding to SR fractions by equilibrium dialysis indicated that 8-17 nmol Ca2+/mg of protein was specifically bound. After EDTA extraction of calsequestrin, JFM still bound Ca2+ (5-6 nmol/mg of protein), suggesting the existence of specific Ca2+ binding sites. The Ca2+ binding sites of Ca2+-gated Ca2+ release channels might be on two JFM polypeptides (Mr's of 350K and 170K) which are putative channel constituents (F. Zorzato, A. Margreth, and P. Volpe (1986) J. Biol. Chem. 261, 13252-13257)
Nell'azione per l'azione. Massimiliano Aloisi nella Resistenza romana (1939-1945)
Massimiliano (Massimo) Aloisi (1907-1999), professore di Patologia generale dal 1948 al 1978, nelle Università di Ferrara, Modena e Padova, è stato un personaggio di prima grandezza nel panorama scientifico, culturale e politico della seconda metà del secolo scorso.
Della sua attività nella Resistenza romana e nel gruppo comunista romano, dal 1939 in poi, non si sa molto. Nel presente saggio, quell’attività, nella sua genesi e nelle sue articolazioni, è descritta sulla base di fonti bibliografiche, letterarie e archivistiche e di una stringata nota autobiografica pubblicata nel 1987: da un generico sentimento antifascista a un compiuto sviluppo politico nel biennio 1937-1939, favorito dai soggiorni di studio a Berlino e a Londra; dalla militanza antifascista all’azione del partigiano combattente all’indomani dell’8 settembre 1943
Distribution of endoplasmic reticulum and calciosome markers in membrane fractions isolated from different regions of the canine brain.
Four regions of the canine brain (frontal lobe, parieto-occipital lobe, brainstem, and cerebellum) were each fractionated by differential centrifugation into a crude mitochondrial pellet (P2) and a crude microsomal pellet (P3). Markers of endoplasmic reticulum (glucose-6-phosphate phosphatase and rotenone-insensitive NADPH cytochrome c reductase) and markers of the 1,4,5-trisphosphate (IP3)-sensitive Ca2+ store ([3H]IP3 binding and IP3-induced Ca2+ release) were measured. No correlation was found between the two classes of markers, which suggests that the IP3 receptor does not belong to the endoplasmic reticulum in canine brain. Cerebellum P2 and P3 fractions displayed levels of [3H]IP3 binding 10- to 30-fold higher, and rates of IP3-induced Ca2+ release greater than 15-fold faster than the homologous cerebrum and brainstem fractions. Actively accumulated Ca2+ was only partially released by IP3, both before and after saponin disruption of the plasma membrane compartment. The proportion of the IP3-sensitive Ca2+ store relative to that of the total (IP3-sensitive and IP3-insensitive) Ca2+ store was variable; i.e., it was larger in cerebellum P2 (approximately 90%) than in cerebrum fractions (less than 30%). Cerebellum fractions constitute the best source from which an IP3-sensitive Ca2+ storing organelle can be purified
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