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    Performance di guida in conducenti di mezzi pesanti

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    Abbiamo esplorato in quale misura i livelli di vigilanza e performance dei conducenti di veicoli pesanti risentono di caratteristiche individuali quali età, profilo di personalità, abitudini voluttuarie e cronotipo oltre che di altri fattori legati alla turnazione lavorativa

    Relationship between lead exposure and endocrine system

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    In this paper are briefly reviewed the current knowledge on the relationship between lead exposure and the endocrine system. In particular are pointed out the interference of lead on reproductive function both in males and females and the hormonal mechanism involved. Another effect only recently recognized as public health problem regards the supposed interference of lead on somatic growth, even if the results obtained in the field are very conflicting. Our personal studies carried out on children and adolescents have shown a negative relationship between lead and stature as well as with hormones involved in somatic growth, such as LH and FSH. Several other endocrine mechanism to explain the effect of lead on growth are also described. For what concern the thyroid function, from the majority of studies seems that this hormonal activity is affected by lead only for long-term and heavy exposure. Finally the relationship between low lead exposure and blood pressure has been examined as well as the hormonal mechanism involved. The controversial results from literature may be partly accountable to the difficulty to control the several confounding factors affecting the blood pressure

    Il ruolo dei fattori di distrazione sulla incidentalità stradale

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    Nell’ambito dei fattori di rischio degli incidenti stradali, un ruolo importante sembra essere svolto dai livelli di attenzione del conducente che possono essere inadeguati per la guida di un autoveicolo, compito particolarmente complesso, basato sull’interazione uomo, ambiente, veicolo, in cui è richiesta una vasta gamma di abilità sia cognitive che fisiche. In relazione allo stato attentivo, i conducenti di un autoveicolo possono essere classificati come: attenti, distratti, sonnolenti, svegli o in uno stato definito come “looked but didn’t see” .Si stima che oltre il 25% degli incidenti stradali sia da attribuire ad una alterazione dei processi attentivi del conducente che può essere riconducibile a stanchezza, sonnolenza, stati psicologici, assunzione farmaci, alcol e/o droghe o all’azione di fattori di distrazione, che distolgono l’attenzione del conducente dal compito principale che sta svolgendo, la guida di un autoveicolo. Le principali fonti di distrazione per un conducente sono rappresentate da persone e/o oggetti esterni al veicolo (pedoni, biciclette, altri veicoli, cartelloni stradali, lavori stradali...) o interni al veicolo stesso e legati principalmente alla presenza di altri passeggeri, all’uso del telefono cellulare, o ad altri dispositivi tecnologici (condizionatore, autoradio o lettore CD, navigatore satellitare ...).In alcuni casi il conducente si impegna in compiti secondari che possono essere di diversa complessità manuale o visiva (regolazione della radio, del climatizzatore, del navigatore, sistemazione di oggetti .. assunzione di cibo o bevande...) e/o comportano un impegno mentale in grado di distogliere la sua attenzione dalla guida, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza. Considerata la crescente attenzione al ruolo svolto dai fattori di distrazione sul rischio di incorrere in incidenti stradali, vengono illustrate le più recenti acquisizioni in merito al diverso peso dei fattori di distrazione in relazione alle caratteristiche socio demografiche e al profilo cognitivo e comportamentale del guidatore

    Aspetti epidemiologici del burnout in un campione di medici anestesisti.

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    E’ stata condotta un’indagine trasversale su un gruppo di anestesisti, e per confronto su un gruppo di medici di sanità pubblica, per verificare se lo stress occupazionale misurato con il Maslach Burnout Inventory correla con alcune variabili personali e con la tipologia dell’attività lavorativa. I risultati indicano l’esistenza di un profilo di rischio secondo il quale non essere coniugati, essere di sesso femminile ed espletare mansioni superiori si associa ad un maggior livello di esaurimento emotivo, mentre la depersonalizzazione è correlata alle mansioni e alla tipologia del servizio in cui si opera. Va inoltre sottolineato che elevati livelli di ansietà correlano positivamente con l’esaurimento emotivo e negativamente con la realizzazione personale

    Metaboliti mielotossici del benzene nella leucemia umana

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    E' stato osservato che alcuni soggetti presentano una più spiccata attitudine metabolica alla biotrasformazione del benzene in un metabolita mielotossico. Si intende verificare se la proporzione di efficienti metabolizzatori sia più elevata nei soggetti affetti da leucemia rispetto ad un gruppo di controllo appaiato per le principali variabili confondenti

    I fattori umani negli incidenti stradali

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    Nonostante sia opinione largamente condivisa che i fattori umani legati alla condizione psicofisica del conducente contribuiscano in misura rilevante nel determinismo degli incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte nella fascia di età compresa tra i 15 e i 30 anni, non è stato ancora ben definito il ruolo svolto dai suddetti fattori, né quantificato con precisione il loro contributo. Diverse variabili di natura psicofisiologica, socio-comportamentale e sanitaria legate all’età, alla dieta, al debito di sonno, al ritmo sonno/veglia, al cronotipo, all’assunzione di farmaci e/o ad alcune patologie, possono tradursi in una ridotta vigilanza nella conduzione dell’autoveicolo e/o addirittura al colpo di sonno, con pericolose conseguenze sulla capacità di guida. Il Centro di Ricerca per lo Studio dei Determinanti Umani degli Incidenti Stradali, istituito presso l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, è impegnato nello studio dei fattori psicofisiologici e comportamentali che incrementano il rischio di incorrere in incidenti stradali.In particolare stiamo esplorando le relazioni tra alcuni tratti della personalità quali impulsività, aggressività e “sensation seeking” (ricerca di sensazioni forti) e i comportamenti alla guida, valutandone altresì le basi biologiche (dopamina, adrenalina, noradrenalina, serotonina).Dal momento che molti degli incidenti stradali più gravi sono attribuiti allo stato di sonnolenza del guidatore, stiamo inoltre indagando se e in che misura il cronotipo del guidatore ed i livelli di melatonina, assunta come marcatore del ritmo circadiano, possano condizionarne, almeno in certi orari della giornata, i livelli di performance, stimati tramite la misura dei tempi di reazione a stimoli semplici e complessi.I risultati finora conseguiti hanno evidenziato interessanti relazioni tra i fattori psicologici ed i comportamenti di guida rischiosi, e se confermati da più estese indagini, forniranno le basi conoscitive per l’adozione di specifiche misure di prevenzione degli incidenti stradali, in accordo con gli obiettivi previsti dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale

    Learning impairment produced in rats by the cannabinoid agonist HU 210 in a water-maze task

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    To ascertain whether the cannabinoid agonist HU 210 (25, 50, or 100 mu g/kg, IP) influences rat spatial learning, water-maze performance was examined in the place (hidden platform)-and cue (visible platform)-versions of the Morris water maze. In addition, other unlearned behaviors were examined, namely, vocalization and wall hugging during the place task, and motor abilities during a motor test battery. The results obtained show that HU 210 at 50 or 100 mu g/kg (once daily for 4 days, 60 min before a daily session) impaired learning in the place version but not in the cue one: wall hugging and enhanced vocalization were also displayed by the animals in the fourth session. Motor activity was compromised by the same treatment schedule. When the drug was discontinued, the effects produced by HU 210 at 50 mu g/kg reversed in 3 days, while disruption of acquisition and vocalization caused by HU 210 at 100 mu g/kg remained after 7 days ́ abstinence. Discussion centers on the possible specific cognitive mechanisms affected by the drug and on aspecific factors (i.e., anxiety-like state), which may contribute to the impairment of spatial learning

    Valutazione dello stress nei pazienti odontoiatrici

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    PREMESSE: Numerosi studi hanno evidenziato che una quota rilevante dei pazienti prova un certo grado di ansia e paura nei confronti del trattamento odontoiatrico e vive la seduta dal dentista come un evento stressante. È stato inoltre ipotizzato che il livello di stress generato dalla seduta odontoiatrica sia condizionato da diversi fattori sia legati allo specifico trattamento odontoiatrico che alle caratteristiche individuali del paziente stesso (sesso, età, personalità, pregresse esperienze ...). Obiettivo del presente studio è valutare, attraverso la stima del grado di attivazione neuroendocrina, se e in che misura, la seduta dal dentista sia vissuta da soggetti adulti come unaesperienza stressante.MATERIALI E METODI: Ai partecipanti allo studio, adulti di entrambi i sessi, di età compresa tra i 20 e i 65 anni, vengono somministrati i seguenti questionari: STAI (State-Trait Anxiety Inventory) nella versione Y2 (ansia di tratto) e Y1 (ansia di stato) e FDPQ (Fear and Dental Pain Questionnaire) nella versione ridotta. Per ogni soggetto viene inoltre compilata una apposita scheda per la raccolta dei dati personali di interesse per la ricerca, tra cui informazioni relative ad esperienze pregresse di dolore in relazione a trattamenti odontoiatrici. Prima e dopo la seduta odontoiatrica si provvede inoltre alla raccolta, di campionidi saliva per la misura dell’alfa-amilasi e del cortisolo, markersbiochimici dei due principali sistemi coinvolti nella risposta allo stress.RISULTATI: I risultati preliminari dello studio supportano l’ipotesi di una attivazione simpatoadrenergica di grado diverso in relazione all’invasività della procedura odontoiatrica. Anche i livelli di ansia (ansia di stato) sono risultati correlati alla procedura odontoiatrica, oltre che a pregresse esperienze di dolore, alla componente ansiosa della personalità (ansia di tratto) ed al punteggio ottenuto nel questionario FDPQ
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