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Biblioteca STOÀ 2. Esperienze
Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura
Biblioteca STOÀ 1. Dipositivi
Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura
Biblioteca STOÀ 3. Teorie
Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura
Costruire esperienze
Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura
Brunazzi, Pietro. ”Ri-Architettura: Il progetto di ricostruzione come progetto di evocazione della rovina.” In Interni: Nuove geografie della ricerca, ed. Jacopo Leveratto, Viviana Saitto, and Valeria Sansoni, 152-154. Santarcangelo di Romagna: Maggioli, 2021.
La disforia come dispositivo per un transmanifesto
[Recensione a: Paul B. Preciado, "Dysphoria mundi. Il rumore del mondo che crolla", trad. it. di R. Arrigoni, Fandango Libri, Roma, 2023]
Parafrasando le parole di Italo Calvino a proposito de "La rovina di Kasch" (1983) di Roberto Calasso, si potrebbe affermare che "Dysphoria mundi" tratta di due argomenti: il primo è Preciado, il secondo è tutto il resto
Profanare Notre-Dame, ripartire da un giardino
[Recensione a: Gilles Clément, "Notre-Dame-des-Plantes", Bayard, Montrouge, 2021]
Se la rivoluzione "forestale" che sta investendo il mondo dell'architettura e del progetto odierno fosse un dipinto, questo sarebbe una versione aggiornata della nota "Libertà che guida il popolo" di Eugène Delacroix (1830); a indicare la via al centro della tela – sostituendosi alla statuaria Marianne – ci sarebbe sicuramente Gilles Clément
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