1,721,034 research outputs found

    Biblioteca STOÀ 2. Esperienze

    No full text
    Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura

    Biblioteca STOÀ 1. Dipositivi

    No full text
    Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura

    Biblioteca STOÀ 3. Teorie

    No full text
    Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura

    Costruire esperienze

    No full text
    Biblioteca Stoà è un contenitore di letture critiche e testi di ogni tempo. Uno spazio aperto in cui riflessioni e pensieri si intrecciano per disegnare quella linea sottile che tiene insieme fatti culturali e visioni sperimentali. È un luogo che si compone di lingue molteplici con l’obiettivo di restituire una riflessione ragionata e aggiornata sui temi e le questioni proposte dalla rivista Stoà. Si presenta come uno spazio libero, accessibile a tutti, in cui giovani studiosi delle discipline del progetto propongono e reinterpretano posizioni e punti di vista che influenzano e nutrono l’architettura dando forma a una biblioteca sempre più ampia che tiene insieme in maniera critica tempi, spazi e posizioni sul modo di fare e pensare il progetto di architettura

    La disforia come dispositivo per un transmanifesto

    No full text
    [Recensione a: Paul B. Preciado, "Dysphoria mundi. Il rumore del mondo che crolla", trad. it. di R. Arrigoni, Fandango Libri, Roma, 2023] Parafrasando le parole di Italo Calvino a proposito de "La rovina di Kasch" (1983) di Roberto Calasso, si potrebbe affermare che "Dysphoria mundi" tratta di due argomenti: il primo è Preciado, il secondo è tutto il resto

    Profanare Notre-Dame, ripartire da un giardino

    No full text
    [Recensione a: Gilles Clément, "Notre-Dame-des-Plantes", Bayard, Montrouge, 2021] Se la rivoluzione "forestale" che sta investendo il mondo dell'architettura e del progetto odierno fosse un dipinto, questo sarebbe una versione aggiornata della nota "Libertà che guida il popolo" di Eugène Delacroix (1830); a indicare la via al centro della tela – sostituendosi alla statuaria Marianne – ci sarebbe sicuramente Gilles Clément
    corecore