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    Il tema del viso in L'Espèce humaine di Robert Antelme. Le interpretazioni di Giorgio Agamben e Ruth Leys.

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    I volti che arrossiscono sono un'importante presenza in L'Espèce humaine di Robert Antelme. Quando un viso diventa rosso (o rosa) c'è sempre un significato nascosto: l'autore del saggio dimostra che, in questo libro, il rossore e la vergogna sono fortemente collegati. Il saggio si divide in due sezioni: nella prima, l'autore introduce il tema del volto nel lavoro di Antelme e in seconda battuta analizza due interpretazioni opposte di passi peculiari di L'Espèce humaine. Infatti, Giorgio Agamben sostiene che i volti che arrossiscono siano spesso il segno di una vergogna intesa come sentimento ontologico; Ruth Leys al contrario sostiene che nel libro di Antelme non ci sia alcun collegamento tra il volto che arrossisce e una emozione fissa e, in particolar modo, che la vergogna non abbia un ruolo in questo libro.Blushing faces are an important presence in Robert Antelme’s L'Espèce humaine. When a face turns red (or pink) there is always a hidden meaning: the author of this essay demonstrates that, in this book, blushing and shame are heavily linked. The essay is divided in two sections: in the first, the author introduces the theme of faces in Antelme’s work; then, he compares two opposite interpretations of peculiar passages in L’Espèce humaine. Indeed, Giorgio Agamben states that red faces are often a sign of shame as onthological feeling; on the other side, Ruth Leys states that in L’Espèce humaine there isn’t any link between blushing and a fixed emotion and, especially, that shame hasn’t a role in this book

    Anatomia di un tradimento. Riflessioni sulla figura di Giuda in La Gloria di Giuseppe Berto.

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    Il saggio si propone di analizzare l’ultimo romanzo di Giuseppe Berto, La gloria, attraverso il tema della colpa e della vergogna. A tal fie, è necessario mettere in correlazione il romanzo con tutti i testi precedenti, fio ai primissimi racconti, allo scopo di ricostruire lo scacchiere auto-intertestuale dell’autore. I risultati raggiunti sono una breve ricostruzione della genesi del romanzo e una nuova consapevolezza di quanto Berto facesse uso di tutti i temi già trattati e della propria autobiografi nella narrazione del groviglio emozionale che muove la Gloria: una lotta psicologica tra Gesù e Giuda alternata da momenti di dominio e sottomissione, e da alterne immedesimazioni da parte dell’autore. Descrizione della vittima e del carnefie per antonomasia, La gloria è, in questo senso, il vero testamento dello scrittore.The essay aims to analyse the last novel by Giuseppe Berto, La gloria, through the themes of guilt and shame. To do so, it is necessary to compare the novel with all the past texts, in order to reconstruct the author’s auto-intertextual web. The results are a brief reconstruction of the genesis of the novel and a stronger awareness about the usage, by Berto, of the majority of the themes already written about and of his own biography. All of this moves the narration of La gloria: a psychological fiht between Jesus and Judas, with moments of dominion and submission of each other, and alternated identifiations of the author himself. As a description of the quintessential victim and the perpetrator, La gloria is the real last will of Giuseppe Berto

    Testimoniare senza esperire? Le problematiche fonti di «Il cielo è rosso»

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    È possibile fare testimonianza di eventi ai quali non si è partecipato? Giuseppe Berto sembra esserci riuscito, a suo modo, nell'opera prima Il cielo è rosso. Il saggio si propone di rispondere a questa domanda attraverso un'analisi delle problematiche fonti del romanzo di Berto che, come è noto, è stato scritto in totale isolamento durante il periodo in cui l'autore è stato prigioniero di guerra a Hereford, Texas. Berto, in diversi luoghi della sua opera e in alcune interviste, ha spesso parlato del suo periodo americano, rivelando ai lettori i suoi motivi di ispirazione e le sue fonti. In particolare ha parlato di alcune fotografie, pubblicate sulla rivista Life. Queste immagini, ritrovate dall'autore del saggio e qui pubblicate dopo settant'anni dai fatti, sono corredate da un articolo vergato da un caporale americano, che sembra avere ispirato in più punti l'autore di Il cielo è rosso. Il saggio si conclude con una rilettura della genesi del romanzo, attraverso alcune categorie critiche mutuate da Calvino e da Benjamin

    S'avì pazenzia d'lezar ste' librett. Olindo Guerrini e i Sonetti romagnoli: le carte e i libri.

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    Recensione del volume "S'avì pazenzia d'lezar ste' librett. Olindo Guerrini e i Sonetti romagnoli: le carte e i libri"

    Nell'archivio delle lettere ricevute: Olindo Guerrini e l'affaire Zola

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    Poco tempo dopo la pubblicazione della sua difesa di Alfred Dreyfus, il noto J’accuse, Emile Zola subisce una campagna di delegittimazione da parte di un giornale francese, d’accordo con i servizi segreti. Attraverso l’aiuto di Raniero Paulucci di Calboli, diplomatico italiano a Parigi, Zola contatta Olindo Guerrini per chiedere aiuto nella ricerca di documenti che possano scagionarlo. L’articolo, attraverso la pubblicazione delle due lettere indite di Paulucci di Calboli e di Zola e l’ausilio delle informazioni dedotte dalla stampa francese dell’epoca, ricostruisce lo scandalo.Shortly after the publication of his defense of Alfred Dreyfus, the well-known J'accuse, Emile Zola undergo a campaign of delegitimization by a French newspaper, in accord with the secret service. Through the help of Raniero Paulucci di Calboli, an Italian diplomat in Paris, Zola contacts Olindo Guerrini and asks for his help in finding documents that could exculpate him. The article, by publishing the two letters from Paulucci di Calboli and Zola and with the aid of the information from the French press of the time, retraces the scandal

    Il discorso associativo e il dialogo in absentia nel Male Oscuro di Giuseppe Berto

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    Il saggio propone, attraverso una lettura stilistica e narratologica, una visione approfondita della prosa del Male oscuro, il romanzo più importante di Giuseppe Berto. In particolare, dopo un’analisi accurata del discorso associativo – ovvero il particolare stream of consciousness di cui fa uso l’autore – si individua nei dialoghi in absentia che il protagonista indirizza al padre, ormai defunto, uno dei nodi centrali del romanzo, quello in cui le innovazioni stilistiche della prosa bertiana prendono maggiormente corpo. Per giungere a tale conclusione, l’autore del saggio concentra l’analisi su alcuni aspetti particolari del romanzo, come il trattamento della voce narrante, l’utilizzo di plurimi livelli di narrazione, il cambiamento repentino e non sempre giustificato dei tempi verbali

    Metanarrazione e necessità della finzione. Un confronto tra Maus di Art Spiegelman e Yossel di Joe Kubert

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    Maus è una graphic novel in due volumi, pubblicati a distanza di cinque anni l'uno dall'altro.Un'opera di grande importanza per il suo impatto sul pubblico – primo fumetto a vincere un Premio Pulitzer, nel 1992 – ma soprattutto per le modalità narrative che adotta nell'affrontare un tema delicato come quello della Shoah. Art Spiegelman è figlio di due ebrei polacchi sopravvissuti alla Shoah, Vladek e Anja,emigrati negli Stati Uniti nel 1951. Non è quindi un diretto testimone dei fatti e non sceglie di raccontare la storia di come i suoi genitori siano sopravvissuti. Disegna invece la storia di come suo padre gli ha raccontato le proprie vicende. Non scrive quindi la biografia del genitore, ma un estratto della propria autobiografia, vale a dire il momento in cui Art vuole scrivere un libro sul padre e inizia a intervistarlo

    Chi è Marco Balossardi? Appunti per la storia di una beffa giornalistica

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    Il saggio ripercorre il lancio sul mercato del Giobbe di Marco Balossardi, eteronimo di Olindo Guerrini, e la seguente polemica scoppiata sui giornali di tutta Italia. Guerrini, in accordo con diverse testate, mette in piedi un’attenta strategia pubblicitaria, alla quale partecipa in prima persona, che punta all’inasprimento graduale della polemica, tanto da richiedere l’intervento diretto della vittima stessa della beffa, Mario Rapisardi.Te essay retraces the launch of Giobbe by Marco Balossardi, an Olindo Guerrini’s heteronym, and the following journalistic debate on Italian newspapers. Guerrini, in agreement with several publishers and journalists, orchestrates a precise advertising strategy, which aims to a gradual increase of the polemic. Such a debate will see the involvement of the victim himself, Mario Rapisardi
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