1,721,085 research outputs found

    Introduzione

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    Curator's introduction to the conference proceedings concerning the Italian art writer Pietro Selvatico Estense (Venice, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, October 22-23 2013)

    Esperimenti di welfare locale. Riflessività, pratiche professionali e innovazioni organizzative nei servizi alla persona

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    L’evoluzione della struttura sociale del nostro Paese, dei bisogni della popolazione e la crisi degli ultimi anni hanno messo in luce l’emergere di nuove esigenze e nuove domande di policy a cui i sistemi di welfare, nel loro insieme, faticano a dare risposta. Da tempo – da più parti – si è affermata l’esigenza di superare la logica prestazionale dei servizi alla persona. L’oggetto di questo volume è l’analisi della capacità di risposta dei servizi di fronte alle sfide odierne del welfare in cui i servizi sono chiamati a confrontarsi con esigenze più complesse delle persone stesse, mobilitando risorse che prima erano solitamente invisibili o sottovalutate. Il tentativo di questo volume è precisamente quello di elaborare un’interpretazione a partire sia dai dati di sistema che dalla narrazione di chi quella realtà definisce e affronta giorno per giorno in prima persona. Nella prima parte del volume si tenterà di definire i confini che delimitano l’oggetto di ricerca, ossia il welfare locale, cuore del sistema di protezione sociale in Italia. Nella seconda parte verrà esposta la parte empirica della ricerca attraverso l’analisi di alcuni studi di caso realizzati nel welfare veneto e nel welfare lombardo. In un quadro di risorse limitate e di frammentazione degli interventi sociali, si mostrerà che un’evoluzione sostenibile del welfare territoriale è possibile solo se gli attori in gioco saranno in grado di promuovere legami, rafforzare le capacità di farsi carico delle persone, consolidare forme di reciprocità e supporto che non possono essere più affidate a un unico attore sia esso il sistema ‘pubblico’ o la società civile. Utilizzando l’approccio morfogenetico si vedrà che ciò è possibile grazie ad alcuni meccanismi di ricomposizione e di mediazione che rendono possibile l’innovazione sociale nei servizi alla persone. L’approccio realista, distinguendo fra il condizionamento strutturale (in cui rientrano le dinamiche politiche, sociali ed economiche), il condizionamento culturale (in cui incontriamo i concetti e le elaborazioni di un periodo storico) e l’interazione fra i gruppi, permette di capire se e come vengono prodotte le innovazioni nel welfare locale. Questo, ad esempio, si vede nelle pratiche dei professionisti che lavorano in prima linea: essi sono i primi in grado di influenzare i modelli di servizi alla persona affinché i bisogni delle persone non siano mai assunti come dati e conosciuti, ma anzi esplorati e compresi. O ancora, si vede, nella descrizione e nell’analisi di come gli attori scoprono insieme quello che devono fare e come devono farlo relazionandosi sia all’interno che all’esterno di un servizio. La specificità di questo lavoro risiede proprio nel tentativo di comprendere le ‘giuste’ forme di apprendimento pubblico o sociale che gli attori – condividono o meno – per realizzare efficacemente gli scopi che ogni servizio alla persona dovrebbe portare a compimento. L’analisi di queste modalità operative, diventerà sempre più necessaria se vogliamo trovare vie d’uscita rispetto ai problemi che il welfare ci pone quotidianamente. L’approccio del realismo critico si pone così come uno strumento più che mai adatto per l’analisi delle politiche sociali per due ragioni: i) è utile per scorgere le tendenze culturali e strutturali a livello di welfare territoriale; ii) può sopperire a una tipica mancanza del nostro sistema di welfare, spesso incapace di valorizzare positivamente le esperienze locali. L’elaborazione scientifica di questo libro si pone come uno strumento riflessivo per coloro che quotidianamente affrontano resistenze e tentativi di cambiamenti nella cultura del welfare, pur nella consapevolezza che rimane difficile prevedere se (e come) il nostro sistema ridurrà o no la frammentazione degli interventi sociali

    Il lavoro sociale e la sfida della riflessività. Appunti per una sociologia dei servizi alla persona

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    Attraverso l'accostamento pensoso di grandi riferimenti di merito come T. Parsons, E. Goff man e J. Gadrey. Questo confronto prepara la proposta teorica di un percorso possibile di coniugazione di rifl essività e social work, confi gurando e declinando in particolare la felice intuizione che gli spazi d’ inedito sono possibili e che l’ attore riflessivo sia innanzitutto l’ educatore sociale, “primo agente” dell’ azione di cura della persona. Questo testo cerca di ri-comprendere e apprezzare, in tutta la sua portata, la necessità odierna di una professionalità, qual è quella dell’ educatore sociale, se resa capace di ri-dare senso al legame sociale che si trasforma, di generarlo e di ri-generarlo là dove questo è ferito, umiliato, misconosciuto. L’ educatore sociale non ha evidentemente ricette e non prepara neppure risposte preconfezionate. L’ educatore sociale esercita una funzione di coscienza anticipante e di presenza incalzante e, per questo, un bel giorno, come in un racconto, va alla ricerca di qualcuno e di qualcosa che possa riempire vuoti culturali e che possa dare senso al fardello della promessa e dell’ impegno educativo. Basta il primo passo perché alla persona attenta e determinata si aprano orizzonti, si ripresentino terreni da dissodare e da coltivare. Chi rifl ette sull’ educazione, fi no a pervenire a una propria teoria, tende anche a ridimensionare la ridondanza quasi patologica di emergenze, di urgenze, di cadute e di sfi de che connota i nostri giorni.Lo sfondo del lavoro è il lavoro educativo e sociale a confronto con le trasformazioni del welfare in atto3, della sua cultura, della sua struttura e delle sue pratiche, permeate dal loro inserimento nel vasto e complesso processo globale4. L’ ipotesi di fondo è che il processo di globalizzazione contenga, malgrado le patologie da esso prodotte, un potenziale “promettente” per la rigenerazione del legame sociale, struttura portante dell’ umano; e che questa possibilità sia intrinseca agli elementi fi duciari della socialità e negli stessi fattori dai quali ha origine la crisi del legame sociale (tra cui l’ insicurezza e la paura)5. Si tratta però solo di una chance, che non arriva necessariamente ad attualizzarsi. La globalizzazione può allora contenere in sé antidoti alle sue patologie, aprire possibilità inedite all’ agire sociale, può attivare forme di reciprocità e di responsabilità. Resta tuttavia aperto l’ interrogativo sulla capacità soggettiva dell’ Io postmoderno di cogliere questa chance per farsi attivo protagonista di una nuova forma dell’ essere-in-comune

    "L'assistente sociale fra pratiche on-line e pratiche off-line. Il caso dello Spazio We.Mi San Gottardo"

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    Di fronte alla contrazione delle risorse disponibili che si impone sempre di più e alla scarsa capacità di innovazione delle politiche sociali, il welfare si sta spostando nel mondo delle piattaforme, provando, in questo modo, a rispondere alla sfida della sostenibilità in maniera diversa. Su questa premessa si basa il seguente contributo, che intende offrire una riflessione sul compito dell’assistente sociale alla prova della logica delle piattaforme di welfare. Il caso che viene qui di seguito presentato, mostrerà, almeno in parte, la possibilità di seguire una via alternativa all’attuale definizione di contesto. Vengono descritte alcune pratiche dell’assistente sociale, on-line e off-line, che rappresentano una sperimentazione di un welfare ‘diffuso’ e ‘condiviso’

    Storie di altari lignei in Friuli. Provvedimenti di tutela delle Soprintendenze e delle Kunstschutzgruppen durante la guerra (1915-1918).

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    La documentazione relativa alle attività di tutela in Friuli da parte delle autorità italiane e di quelle di occupazione (dopo Caporetto) vengono messe a confronto sul tema dell'interesse manifestato per la scultura lignea. La Soprintendenza di Venezia sotto la direzione di Fogolari interviene su opere poco note dell'area montana. Le commissioni istituite negli eserciti di occupazione censiscono manufatti per lo più inediti dei quali talvolta si è persa traccia

    Incontrando il lavoro di rete. Il caso delle reti di solidarietá della Regione Veneto

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    The aim of this paper is to explore some aspects of network processes in social work through a case-study. We will see the deepening of the network functions in social work analyzing a regional project that is changing the culture of foster care in Veneto region . The network has not only support functions and containment in a social continuous (and growing ) emergency, but also it shows a preventive function , to counteract the degradation of social relations and a function that facilitates the transition from a culture of dependence of service to a culture of empowerment of all involved stakeholders in service

    Ricostruire percorsi di vita. L’esperienza della comunità per minori «La Viarte»

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    Lo studio di caso qui presentato entra nella quotidianità di una comunità per minori e ne analizza le pratiche educative. La metodologia utilizzata è di tipo qualitativo. Per entrare nella cultura della comunità e per rilevare le pratiche educative capaci di re-immettere ciascun minore in un percorso di vita positivo, sono state utilizzate l’osservazione partecipante e interviste in profondità e di gruppo. Lo studio di caso ha evidenziato una funzione di «genitorialità simbolica» svolta dagli educatori della comunità come elemento positivo da cui partire per la ricostruzione del percorso di vita di ciascun minore grazie all’esperienza di un legame capace di donare e nutrire «vita buona». La scelta di educare attraverso questa modalità si fonda sul convincimento che nessuno diventa uomo da solo. E che il processo educativo diventa umanizzante lì dove può rigenerarsi il legame fra giovane e adulto

    Introduzione: il sociale e il sociologico nella produzione culturale di massa

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    Il presente volume, partendo da oggetti e prodotti mediatici con cui si ha a che fare nell' esperienza quotidiana (serie tv, romanzi, film, fumetti), vuole rendere familiari alcuni concetti sociologici di base e allo stesso tempo interpretare sociologicamente i prodotti culturali volta per volta presi in considerazione. Questi oggetti vengono qui affrontati come occasione per una riflessione di carattere generale sui concetti fondamentali della sociologia. In questo senso, il volume è il tentativo di coinvolgere come lettori attivi gli studenti di scienze sociali, attraverso alcuni dei concetti più noti nella sociologia classica e contemporanea, andando oltre la sola definizione teorica. Ogni saggio di questo volume può diventare così un esercizio di apprendimento attivo proprio perché basato sull'analisi di un prodotto culturale del nostro tempo. Obiettivo primario di chi fa sociologia non è solo parlare alla comunità di “addetti ai lavori” ma anche mostrare ai newcomers quanto essa si configuri come un sapere applicabile alla vita quotidiana, anche rispetto agli oggetti più inattesi. Le analisi dei prodotti della cultura pop, che qui sono presentati, possono offrire quindi uno specchio attraverso cui mostrare l'ordinario nello straordinario, le regolarità nelle eccezioni, fornendo opportunità per riflettere e confrontare prospettive di genere, etnia, classe sociale e altro ancora, dialogando sia con gli accademici sia con coloro che sono interessati a un’analisi rigorosa, teoricamente e metodologicamente fondata, della realtà sociale
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