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Data quality and coordinate monitoring for a permanent network: proposal and experiences
GPS e DinSAR per il monitoraggio di deformazioni: l'esperimento MIST e i primi risultati
Dal GPS alla tomografia troposferica per la correzione di immagini SAR nel monitoraggio temporale delle deformazioni
Il vapor d’acqua è un elemento fondamentale dell’atmosfera ed è il principale responsabile dei fenomeni meteorologici. Sia il segnale GPS che il segnale SAR vengono ritardati dalla presenza di vapor d’acqua nella troposfera nella stessa misura. A differenza del SAR, in cui tale effetto non è separabile dalle deformazioni, opportune compensazioni di reti GPS permettono di effettuare una stima separata del ritardo troposferico, che dunque può essere sfruttata per la correzione delle osservazioni SAR.
In particolare, l’elaborazione delle osservazioni GPS di una rete di stazioni permanenti permette di stimare il cosiddetto Zenith Total Delay (ZTD), ovvero una media generalmente oraria del ritardo troposferico che insiste sulle osservazioni relative a ogni singola stazione della rete stessa.
Tale stima, a seconda della distanza che intercorre tra i vertici della rete in esame, può essere effettuata in maniera assoluta per ogni punto della rete o in maniera relativa , ovvero rispetto ad una stazione di riferimento.
A partire dai valori stimati è in teoria possibile effettuare una predizione del ritardo troposferico nelle posizioni e nelle direzioni utili al SAR (tomografia stocastica).
Il presente lavoro si focalizza su due tematiche di ricerca, distinte ma intrinsecamente correlate. Innanzitutto viene analizzata la consistenza delle stime di ZTD fornite dalla compensazione della rete di stazioni permanenti della regione Lombardia (GPSLombardia).Un secondo passo è consistito nella messa a punto di una prima metodologia di predizione stocastica dello ZTD, a partire dalle stime ottenute dalla compensazione sopraccitata
Utilizzo di stazioni permanenti per il miglioramento dell’accuratezza di dispositivi GNSS a basso costo
Comparison of the performance of medium and low level GNSS apparatus, with and without reference networks
The principle of mobile mapping is to combine some surveying techniques with results coming from a navigation apparatus. In this context there is a tendency to try to use cheaper and simpler devices, particularly for GNSS receivers. At the same time there is an increasing diffusion of reference networks of permanent GNSS stations. In this paper we investigate to what extent the differential positioning can alleviate the degradation of accuracy due to the use of medium and low level devices. Some experiments of RTK and kinematic positioning elaborated with and without corrections coming from permanent GNSS stations are described. It turns out that differential corrections significantly enhance the information acquired by medium level GNSS devices, although in some cases also stand-alone low level apparatus can have performances of unexpected good accuracy
A first estimate of the transformation from the global IGS and the Italian ETRF89-IGM95 RF for the Italian Peninsula
L'esperimento MisT: i dati e le stime degli effetti troposferici in una rete permanente GPS multiscala
MisT è un esperimento condotto dal Politecnico di Milano, nell’ambito del progetto ESA-Metawave e del progetto ASI-Morfeo, con il supporto strumentale e logistico di Leica Geosystem. Lo scopo dell’esperimento è lo studio della stimabilità dei ritardi troposferici in reti a scala local
GPS per il monitoraggio di deformazioni: calibrazione della matrice di covarianza delle basi stimate
Nel monitoraggio delle deformazioni l’entità del fenomeno che si vuole rilevare è spesso confrontabile con gli errori di osservazione.
Nel caso del GPS, come è noto, le covarianze associate alle basi sono sottostimate non essendo note le correlazioni presenti tra gli errori di osservazione, che spesso vengono assunte pari a zero.
Si pone dunque il problema di ricavare covarianze realistiche a valle della compensazione dei dati GPS, a partire cioè dalle stime ottenute. Ciò richiede l’applicazione di schemi di misura opportuni che permettano di calibrare le matrici di covarianza supponendo che la loro forma sia prevalentemente determinata dalla geometria mentre la scala, ovvero il , sia eccessivamente ottimistico.
Si tratta allora di usare una forma ridondante delle osservazioni per una ristima del esterna al metodo dei minimi quadrati.
Tale tecnica è stata applicata nelle campagne di misura GPS condotte dal nostro gruppo per il controllo di deformazioni della frana di Assisi nell’ambito del progetto MORFEO
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