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L'arte del dandy, il dandy come (opera d')arte. Dagli Yellow Nineties ai Seventies Glam: poseurisme, travestitismo e performance
Alla fine del XIX secolo nasce la figura del Dandy. Figlio ribelle della nuova società contemporanea basata sulla rivoluzione industriale, il dandy si pone come un ‘eroe’ antagonista che, come gli artisti più all’avanguardia del suo tempo (da Wilde a Beardsley e da Huysmans a Klimt), mette in atto tutta una serie di comportamenti volti a dichiarare la propria indipendenza dalla classe dominante, quella borghese. Gli strumenti adottati dal dandy per rimarcare questa ‘differenza’ sono soprattuto il modo ricercato di vestirsi, l’assunzione di pose affettate e l’esibito disimpegno. Di qui il taglio raffinato degli abiti, la ricerca del particolare squisito, l’ostentata ambiguità sessuale e, di conseguenza, l’importanza del trucco e della maschera.
Abiti eccentrici, maquillage, travestitismo e androginia sono tutti ingredienti che, oltre mezzo secolo dopo, ritroveranno nuova linfa vitale nelle pratiche artistiche degli anni Settanta del Novecento quando, sorpassate le cosiddette “Neo-avanguardie dure” (Minimalismo, Arte povera, Arte concettuale ecc.), si aprirà la stagione della “Citazione” e della “Ripetizione differente” che troveranno nell’ambiente dello spettacolo, in particolare in quello musicale, la loro massima normalizzazione. Per dirla con le parole di Bowie, “pensavamo d’essere esploratori d’avanguardia, rappresentanti d’una forma embrionica di post-modernismo”
Calixto Ramirez. Cuatro pasos Milano
Esposizione del lavoro "Cuatro passo Milano" dell'artista messicano Calixto Ramirez alla Galleria Maab di Milano
Una risata ci salverà. Modena e la caricatura negli anni della Grande Guerra
Recensione della mostra Una risata ci salverà. Modena e la caricatura negli anni della Grande Guerra (a cura di Stefano Bulgarelli e Cristina Stefani) presso i Musei Cvici di Moden
Cuatro pasos / Milano
Il lavoro di Calixto Ramírez s’inserisce all’interno di un ampio progetto chiamato Cuatro Pasos, vincitore del premio Level 0 ad ArtVerona 2015 e intrapreso dall’artista messicano a partire dal 2016 coinvolgendo due città italiane, Napoli (Cuatro Pasos | Napoli, Museo del ’900, Castel Sant’Elmo, Napoli) e Trieste (Cuatro Pasos | Trieste MLZ ART DEP Gallery, Trieste).
Nucleo fondante di questa indagine è la ricerca di nuove possibilità di relazione fra l’artista e i luoghi in cui si trova a intervenire. I famosi “quattro passi” del titolo quindi, non sono da intendersi alla lettera, ossia come un mero girovagare per la città, quanto piuttosto come una attenta e meditata ricognizione, sia fisica che mentale, che fa di lui un novello Flâneur proiettato ai nostri giorn
Le carte della Fabbriceria. Politiche e strategie del consenso
Studio dell’archivio della Fabbriceria di San Francesco in Bologna conservato presso la biblioteca della chiesa francescana bolognese relativo ai lavori di restauro otto-novecenteschi operati sotto la guida di Alfonso Rubbiani e della sua famosa Gilda
Le incisioni di Umberto Boccioni nella collezione Tabarroni
Le opere di Umberto Boccioni all’interno della collezione Tabarroni ripercorrono, quasi per intero, tutta la carriera dell’artista in questo campo artistico. "Gisella", "La madre che lavora all’uncinetto" e "La madre davanti al tavolo con le forbici" infatti, sia per la loro oggettiva qualità, sia per l’arco cronologico che coprono (dal 1907 al 1910) costituiscono, di fatto, un importante nucleo di opere altamente rappresentativo della parabola dell’artista, non solo nell’ambito ristretto dell’incisione ma anche in quello più generale del suo periodo prefuturista
Una risata ci salverà. Modena e la caricatura negli anni della Grande Guerra
Recensione della mostra Una risata ci salverà. Modena e la caricatura negli anni della Grande Guerra (a cura di Stefano Bulgarelli e Cristina Stefani) presso i Musei Cvici di Moden
Il PRIMOATTORE. Giuseppe Ciro Galvani. Una vita tra arte, teatro e cinema
Ciro Galvani (Giuseppe Ciro Galvani, Castle San Pietro Terme 10 aprile 1867- 28 gennaio 1956)
Diplomatosi alla Regia Accademia di Belle Arti di Bologna, iniziò giovanissimo a collaborare con le più importanti riviste illustrate italiane e straniere in qualità di disegnatore e caricaturista. Contemporaneamente intraprese la carriera di attore drammatico. Recitò nelle compagnie di Emanuel Zacconi e di Eleonora Dusa. La sua collaborazione e la devozione alla Duse, al centro della sua vita artistica, lo portano a recitare nei più importanti teatri di tutto il mondo. Fanno parte della storia del teatro le sue interpretazioni nei drammi dannunziani Francesca da Rimini (1901, Ostasio), Più che l’amore (1906, Virginio Vesta), La Nave (1908, Vescovo Sergio), Fedra (1909 Messo e Aedo). Durante il primo conflitto mondiale organizza spettacoli per i soldati al fronte e gli invalidi negli ospedali, mentre all’estero tenne varie conferenze di propaganda in favore del Prestito Nazionale. Parallelamente iniziò anche l'attività cinematografica interpretando oltre una ventina di film tra il 1909 e il 1937; tra questi si ricordano "Salomé" di Ugo Falena (1090), "Kean. Genio e sregolatezza di Armando Brunero (1916), "Nemsis" di Carmine Gallone (1920), "La Nave" di Gabriellino d'Annunzio (1921, insieme a Ida Rubinstein), "La mirabile visione" di Luigi Caramba (1921) e Scipione l'Africano ancora di Carmine Gallone (1937)
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