157 research outputs found

    Carlo Promis : insegnare l'architettura

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    Il volume costituisce il catalogo della mostra aperta in occasione del XXIII UIA World Congress (Torino, 23 giugno - 12 luglio 2008) e dedicata a Carlo Promis, architetto, archeologo e storico nella Torino risorgimentale. Di Promis il catalogo coglie il ruolo di primo professore di “Architettura civile” nella Scuola di Applicazione per ingegneri e architetti di Torino (divenuto Politecnico nel 1906). Il manoscritto inedito di Promis “Trattato di architettura civile”, qui presentato per la prima volta, costituisce il filo conduttore che lega i programmi per la formazione dell’architetto con i disegni didattici con la sua biblioteca personale e che consente di mettere in luce i metodi e gli strumenti di trasmissione del sapere. A cogliere la sua eredità saranno 267 architetti, tra i primi laureati che, formati secondo il metodo da lui proposto, offriranno un contributo di assoluto rilievo alla realizzazione di quel paesaggio urbano della Torino dell’Ottocento che conosciamo. --- Saggi principali: La “biblioteca dell’architetto” nelle fonti documentarie dell’Archivio Promis / Clara Vitulo (p. 13-29). - Formare l’architetto “moderno” / Vilma Fasoli (p. 43-49)

    Les archives d'entreprise: la Società Nazionale Officine Savigliano

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    En 1880, la mairie de la ville de Savigliano (province de Cuneo, Piémont, Italie), la Société Alta Italia et l’entreprise belge Ernest Rolin s’associent pour fonder, à Turin, la Società Nazionale Officine Savigliano (snos). La société bénéficie ainsi du soutien d’un capital mixte italien et belge. Spécialisée dans la construction et la réparation de « matériel ferroviaire, ponts et toitures métalliques, constructions méca..

    Capitali e province nell'Impero Austro-Ungarico. La transizione alla modernità

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    Il contributo illustra e chiarisce temi e obiettivi del progetto di ricerca - coordinato dall'autore - volto a profilare la messa a punto di un quadro sistematico delle trasformazioni e degli sviluppi che, tra il 1848 e la fine del XIX, hanno interessato le principali città dell'Europa orientale con particolare attenzione ai centri che hanno fatto parte dell'impero Austro-ungarico. Propone uno studio comparato di alcune realtà urbane (Vienna, Budapest, Lubiana, Zagabria, Belgrado, Fiume, Trieste, Graz, Sarajevo, Gorizia, Udine) al fine di mettere in evidenza i progetti, i comportamenti, le scelte e gli esiti di una parte d'Europa che per la sua estensione geografica e territoriale e per la complessità plurinazionale delle sue componenti storico-culturali costituisce oggi una delle aree più ampie e complesse e, forse non ancora sufficientemente indagate, dell'Europa contemporanea. Nel saggio le storie di queste città sono sottoposte a un esercizio di "riscrittura" che mette in evidenza quattro temi: i rapporti tra potere militare e potere civile; le relazioni tra i progetti di espansione urbana e definizione delle reti infrastrutturali di trasporto; l'applicazione dei principi di "igiene" e di "decoro"; i protagonisti del cambiament
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