1,721,028 research outputs found

    Evoluzione delle biocostruzioni a vermetidi e loro utilizzo come "markers" paleobatimetrici e paleoclimatici

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    Il rinvenimento di livelli biocostruiti a vermetidi all'interno di un complesso di scogliera messiniano nella Penisola Salentina ha permesso il primo studio di queste particolari biocostruzioni per il Miocene Superiore. Le biocostruzioni a vermetidi oloceniche ed attuali vengono normalmente utilizzate come ottimi indicatori ecologici ed il confronto con diversi esempi di questo tipo, soprattutto dell'area mediterranea, ha messo in evidenza alcune differenze riguardanti i principali generi biocostruttori (Petaloconchus per il Miocene, Dendropoma durante l'Olocene e attualmente) e gli organismi incrostanti ad essi associati. Nonostante queste diversità, è stato possibile verificare anche per il Miocene la possibilità di utilizzare tali biocostruzioni come "markers" paleoclimatici e paleobatimetrici (legate alla fascia intertidale o alla zona immediatamente sottostante). Un'ipotesi preliminare considera la sostituzione fra questi due diversi generi come la conseguenza di mutamenti di tipo climatico

    Paleontologia per non vedenti – esperienze nell’ambito della mostra “Conchiglie, meraviglie di un mondo sconosciuto”

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    Esperienze nell’ambito della mostra “Conchiglie, meraviglie di un mondo sconosciuto”, tenutasi a Modena, presso la struttura espositiva del Foro Boario, dal 2 Ottobre all'11 Novembre 2004

    Il Museo di paleontologia

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    Viene descritto il museo di paleontologia, la sua storia dalle origini fino ai giorni nostri. Viene illustrata anche l'attività didattica e le mostre. Un paragrafo è dedicato ai semiofori del Museo, vale a dire i reperti più importanti o più rappresentativi

    Orto Botanico (redazione testi scientifici in CD interattivo - serie CD multimediali Musei Scientifici Universitari di UNIMORE)

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    La serie di CD multimediali dedicata ai Musei Scientifici Universitari costituisce parte di un più ampio pro- getto, grazie al quale l’Università di Modena e Reggio Emilia si propone di “aprire” in modo sempre più efficace le proprie risorse culturali. I Musei universi- tari costituiscono un settore fondamentale di questo patrimonio. Essi sono doppiamente preziosi in quanto, accanto al ruolo di divulgazione delle ultime scoperte scientifiche, sono al contempo testimonianza storica dell’evoluzione delle scienze e della passione che da secoli anima gli studiosi del nostro Ateneo. Rendere sempre più accessibile questa ricchezza è quindi un compito irrinunciabile, da intra- prendere ricercando modi di comunicazione atti a coinvolgere la totalità dei possibili utenti. Da questa esigenza è nata la collaborazione fra i Dipartimenti cui i Musei fanno capo e il Ser- vizio Accoglienza Studenti Disabili dell’Ateneo. Due sono gli ambiti in cui si è scelto di operare: in primo luogo è stata intrapresa una progres- siva rimozione delle barriere architettoniche che impediscono un completo accesso alle strut- ture museali. Parallelamente si sta procedendo alla creazione di percorsi e supporti didattici innovativi, che risultino pienamente utilizzabili anche da chi per problemi fisici, sensoriali o cognitivi, può avere difficoltà nell’attingere a queste risorse. I Cd di presentazione dei Musei sono stati strutturati per poter essere pienamente sfruttati sia da chi utilizza periferiche di ausilio visivo (ingranditori, screen reader) sia da chi non è in grado di utilizzare il mouse per operare la selezione dei contenuti. Gli scopi sono molteplici: fornire un’immagine sintetica ma esauriente del contenuto dei diversi Musei, consultabile an- che quando non sia possibile collegarsi ai relativi siti internet; una “visita guidata” utilizzabile anche nell’impossibilità di recarsi personalmente nella sede; uno strumento prezioso per chi volesse “prepararsi” ad una visita e gustare appieno la ricchezza delle collezioni museali

    Ciottoli e blocchi di origine recifale nei conglomerati basali della Formazione a Colombacci (Messiniano, bassa Val Secchia, Appennino settentrionale)

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    Recent erosion in the lower valley of the Secchia River has uncovered part of the late Messinian and Pliocene succession, which consists of the Colombacci and Argille Azzurre formations, respectively. A conglomerate unit, about twenty meters thick and discordant on the underlying epi-Ligurian substratum, occurs at the base of the Colombacci Formation. This conglomerate holds carbonate cobbles and boulders of reefal origin. A detailed analysis of these carbonate clasts allowed to recognize some typical microfacies (bioclastic rudstone, coral packstone, algal crust wackestone, mudstone-wackestone rich in bryozoans and serpulids), which suggest a correlation with the lower Messinian reefal deposits outcropping in several circum-Mediterranean localities. At present, lower Messinian deposits characterized by similar reefal facies do not occur in the Apennines of Modena and Reggio provinces; the only outcrops of Messinian reefal carbonates located on the Po plain side of the Apenninic chain occur in the Parma-Piacenza foothill area (Vigoleno, Scipione). The large size and the sedimentological characters (alluvial and fan-delta environments) of the conglomerate suggest that the provenace of the carbonate clasts was the present-day sector of the Modenese Apennines and that the original reefal deposits were completely eroded during a relative short time, i.e. between the late Messinian and the Early Pliocene. These reefal sediments, likewise those of northwestern Emilia, most probably constituted the basal unit of the Messinian depositional sequence which includes also the pre-evaporite and evaporite deposits. The reefal carbonates of the Modena Apennines, together with those of northwestern Emilia and Monferrato, represent the northern boundary of the Messinian coral reefs distribution. Their occurrence at these latitudes may correspond to a particular warm period which, according to isotope and radiometric data from oceanic sediments, should be placed between 6.4 and 6.2 Ma ago

    Vermetid-microbialite association: an example of carbonate production from the Late Miocene of the Salento Peninsula

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    Alla base di un complesso di scogliera del Messiniano affiorante nella Penisola Salentina è stata rilevata la presenza di una particolare associazione a vermetidi e microbialiti.Le osservazioni in affioramento hanno permesso di distinguere due facies: una inferiore, rappresentata da sottili colonizzazioni a vermetidi in posizione di vita, ed una superiore costituita da depositi clinostratificati con gusci di vermetidi isoorientati.L’analisi delle microfacies (SEM, EDS ed epifluorescenza) hanno messo in evidenza due tipi di micrite: una microbialitica, la cui deposizione in situ è stata indotta dal degrado della materia organica (che prevale nei depositi isoorientati), el’altra detritica (che prevale nelle colonizzazioni in situ).Questi dati hanno permesso di riconoscere due fasi deposizionali: in un primo momento si avrebbe la colonizzazione del substrato da parte della comunità a vermetidi, accompagnata dalla deposizione di micrite di origine detritica. In un secondo tempo, fenomeni di risedimentazione porterebbero alla morte deivermetidi e alla isoorientazione dei relativi gusci, accompagnate dalla deposizione di micrite di origine microbica
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