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Nota in tema di credito al consumo: "i prestiti personali"
In materia di prestiti personali, in assenza di una disciplina specifica, si era posto il problema di una qualificazione del negozio giuridico, anche in ordine ad una più diffusa esigenza di tutela del richiedente il credito, specie sul fondamento della ricorrenza di una certa prassi negoziale che tende a trasferire sull'utente ogni rischio contrattuale, garantendo comunque la reintegrazione economica dell'ente finanziatore. la possibilità di inquadrare opportunamente lo schema negoziale adottato correntemente consente di individuare la disciplina legale applicabile; trattandosi poi di contratti conclusi mediante formulari, il ricorso alla disciplina applicabile era parso quanto mai opportuno, consentendo la verifica della validità delle condizioni generali sottoposte all'utente sotto forma di regolamento generale per la concessione del credit
Il ruolo dell'amministratore di minoranza nel Testo unico dell'intermediazione finanziaria e nella corporate governance
Il presente lavoro illustra il contenuto e le modalità di
applicazione della disciplina sull’elezione dell’amministratore
di minoranza delle società con azioni quotate, alla luce
della riforma introdotta dalla legge 28 dicembre 2005, n.
262, e sue successive modificazioni. Dopo un’analisi del
quadro legislativo e regolamentare, vengono esaminati i
principali profili applicativi connessi alla normativa in questione,
e in particolare le problematiche relative alla legittimazione
alla presentazione delle liste e alla determinazione
delle soglie di capitale a tal fine rilevanti, nonché le ipotesi
significative di collegamento. L’esposizione si chiude con
alcune riflessioni sul ruolo dell’amministratore di minoranza
e sul suo rapporto con il concetto di indipendenza
L'organo amministrativo nel sistema monistico. Amministratori indipendenti e funzioni di controllo
Il modello monistico di amministrazione e controllo viene esaminato sotto il profilo dell’indipendenza e del conflitto di interessi degli amministratori nella prospettiva internazionale e nazionale, soffermando l’attenzione sui problemi interpretativi della disciplina e sul delicato rapporto fra diligenza e responsabilità, formulando altresì alcune riflessioni sull’importanza di un amministratore indipendente e sulla necessaria rappresentatività della componente indipendente del consiglio e sull’esigenza una cultura etica della società. In relazione all’indipendenza degli amministratori, si pone l’attenzione sul carattere eterogeneo della nozione di indipendenza; in particolare, è esaminato il concetto di indipendenza nella disciplina del codice civile. L’attenzione viene inoltre focalizzata sul comitato di controllo quale organo delegato alla supervisione della gestione sociale. In particolare, si analizzano le sue funzioni nella prospettiva internazionale e la normativa italiana sui requisiti dei suoi membri. Quale supervisore della qualità dei sistemi amministrativi e di controllo interni, viene in rilievo il confronto con la prassi statunitense ed un parallelo con la normativa italiana, imponendosi riflessioni il suo ruolo di garanzia degli interessi dei soci sotto il profilo dell’adeguatezza dei sistemi di rilevazione
Alcune riflessioni sul concetto di imprenditore artigiano
Muovendo dalla nozione di artigiano fornita dagli artt. 2 segg. legge 8/8/85 n° 443, facendoi riferimento ai criteri di cui all’art. 2083 C.C. , il lavoro propone un'analisi critica del criterio, di elaborazione giurisprudenziale e ripetuto in modo tralaticio, secondo cui, nell’ambito dell’artigianato, sarebbe stato soggetto a fallimento solo l’artigiano il quale
espandesse le proprie dimensioni facendo loro assumere un carattere industriale e perseguisse un fine di profitto speculativo. In particolare, l'indagine focalizza l'attenzione sul concetto di profitto speculativo in una prospettiva storic
Contributo allo studio della cartolarizzazione dei crediti
Tra le innovazioni che hanno determinato la crescita dei sistemi finanziari e la diffusione degli strumenti negoziabili un ruolo primario ha assunto la tecnica cosiddetta di "securitisation", neologismo che in italiano è stato tradotto con i termini di cartolarizzazione.
La cartolarizzazione consiste nella cessione di crediti (o di altre attività finanziarie non negoziabili) idonei a produrre flussi di cassa pluriennali e nella loro successiva conversione in titoli negoziabili collocabili sui mercati. Questa procedura ha avuto origine negli Stati Uniti d'America ed è stata basata in primis sulla mobilizzazione di mutui edilizi. Sono poi seguite le cartolarizzazioni dei crediti concessi tramite le carte di credito, dei crediti per l'acquisto di autovetture e per il finanziamento di infrastrutture e di attività di leasing. Peraltro, qualsiasi sia l'attività ceduta è essenziale che la struttura finanziaria della stessa sia in grado di generare il cash flow necessario a ripagare gli investitori.
I crediti vengono ceduti ad una società o ente che, a fronte delle attività cedute, emette quote di partecipazione o titoli negoziabili sui mercati finanziari nazionali o internazionali; tale società o ente il cardine dell'operazione. Il nucleo centrale dell'impianto di cartolarizzazione è dunque costituito dalla natura del soggetto cessionario, il quale, oltre ad essere distinto dal soggetto cedente le attività, deve avere, se del caso, vita limitata e costi di costituzione e di gestione oltre che requisiti di patrimonializzazione molto contenuti. Nella pratica internazionale per conseguire questo risultato si sono adoperate due diverse tipologie di soggetti: i fondi comuni di crediti, ossia soggetti privi di personalità giuridica, e intermediari specializzati con personalità giuridica.
La cartolarizzazione, vede le sue prime applicazioni in Italia sul nascere degli anni novanta anche se solo nel 1999, con la legge n. 130 del 30 Aprile, viene introdotta nel nostro ordinamento giuridico una disciplina generale ed organica in materia di operazioni di cartolarizzazione dei crediti, consentendone la realizzazione attraverso società di diritto italiano appositamente costituite
Evoluzione del concetto di attività bancaria nell'ordinamento italiano alla luce delle esperienze straniere
L'allargamento dell'operatività ha comportato la necessità di una nuova regolamentazione che tenesse conto di nuovi più penetranti controlli finalizzati alla stabilità del sistema creditizio. L'italia ha subito profondamente l'influsso della normativa comunitaria, superando i vincoli tecnico-giuridici che caratterizzavano la legge bancaria del '3
I FINANZIAMENTI DI PROGETTO. ASPETTI SOCIETARI E CONTRATTUALI
Il presente lavoro – sulla base delle indicazioni scaturenti dalla letteratura economica (teorica ed empirica) e del confronto internazionale – si propone di analizzare le principali caratteristiche dello strumento e di indagare le caratteristiche regolamentari suscettibili di favorire ilricorso al PF. Nell'indagine si è posta l'attenzione sull’esistenza di possibili aspetti di criticità nell’ordinamento italiano alla fine degli anni '90, prospettando – ove possibile –alcune misure correttive
Controllo societario e controllo sull'imprenditore
La nozione di cotrollo di cui all'art. 23 del tu in materia bancaria e creditizia riproduce la previsione dell'art. 2359 c.c., arricchita da una serie di presunzioni in presenza delle quali si configura una situazione di influenza dominante. Sotto wuesto profilo assume rilievo un ulteriore aspeto della disciplina del concorso bancario: lo scollamento tra concetto di imprenditore formale e di imprenditore in senso sostanziale deve focalizzare l'attenzione dello studioso sui profili di responsabilità ricollegabili a quei legami dai quali derivi un'elevata concentrazione di poter
La vigilanza sulle banche e sugli altri intermediari finanziari
sono delineati la funzione della vigilanza, il ruolo e i poteri delle Autorità di vigilanza nei settori bancario, finanziario e assicurativo con riferimento al singolo intermediario ed in una prospettiva di gruppo. La dottrina ha avuto cura di evidenziare che tanto l’attività bancaria, quanto l’attività di intermediazione finanziaria non bancaria, sono sottoposte a forme di vigilanza che si inseriscono nel diversificato ambito delle forme di intervento dei pubblici poteri nell’economia. Detta forma di intervento, sotto un profilo generale, si estrinseca nel potere di controllo su atti e attività, nonché nel potere di informazione, ispezione ed eventualmente di indirizzo generale da parte degli organismi che costituiscono il centro di riferimento delle funzioni amministrative di un determinato settore
Project Financing
Il lavoro analizza le principali caratteristiche dello strumento e fornisce una rassegna della letteratura economica, individuando gli aspetti regolamentari che possono favorire il più appropriato ricorso allo strumento, soffermandosi brevemente sull’evoluzione della disciplina
italiana del PF vigente alla fine degli anni '9
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