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Con-testi di vulnerabilità e domanda di senso. Riflessioni sulle sfide sociali della psicologia clinica
Identifico l’oggetto di analisi della psicologia clinica nei modi di interpretare la convivenza, agiti dagli individui, dai gruppi sociali, dalle istituzioni, dagli esperti. I modi di interpretare strutturano la nostra osservazione e comprensione dei problemi, così come il modo di affrontarli e di rispondervi. In questo scritto, analizzo il mito di un individuo che agisce, reagisce, si “ammala” nel vuoto sociale – un mito alimentato anche dalla ricerca e dalla prassi psicologico clinica – evidenziando le condizioni contestuali entro cui le risposte individuali maturano e la vulnerabilità sociale è costruita.
In questa prospettiva, la distinzione tra livello individuale e sistemico di analisi e di intervento viene meno: il “sintomo” segnala una patologia della relazione e interroga sulle premesse, intersoggettivamente e culturalmente condivise, che la alimentano. Nello scenario odierno, caratterizzato da fenomenologie fortemente critiche per la convivenza (dal movimento no-vax ai localismi identitari segnati dal ribadimento della propria diversa ed esclusiva appartenenza religiosa, etnica, ideologica, politica), sostenere le istituzioni nella comprensione del contesto (soggettivo, intersoggettivo, culturale, simbolico) in cui si opera e del rapporto intrattenuto con l’Altro da sé è una possibile funzione che la psicologia clinica può perseguire e mettere al servizio della convivenza e del suo sviluppo
Una lettura semiotica del gioco d’azzardo
Si propone uno schema interpretativo psicodinamico e contestuale del gioco d’azzardo. Adottando una concezione semiotica dell’inconscio, si evidenzia come la propensione al gambling possa essere intesa come il precipitato di una specifica modalità di rapporto tra l'individuo i modelli culturali attivi entro l’ambiente semiotico in cui egli è inscritto
The unconscious as symbol generator: A psychodynamic-semiotic approach to meaning making
The aim of this chapter is to highlight the role that the unconscious plays in meaning-making. In pursuit of this goal, we will propose a semiotic conceptualization of the unconscious. Our starting point is Ignacio Matte Blanco’s theory of the unconscious. With it we will present a model of the affects as a mode of semiosis, in contrast to semiosis in “paradigmatic” (logical) thought. We will discuss (a) how affective semiosis might be conceived, (b) what kind of object it takes as its reference, and (c) how a joint psychodynamic and semiotic approach can help to understand meaning-making
Field and dynamic nature of sensemaking. Theoretical and methodological implications.
In this paper a dynamic and semiotic model of meaning (DSMM) is presented. According to it: a) meaning is the emergent product of a field dynamics; b) meaning consists of the way signs iteratively combine with each other in the local circumstances of communication; c) meaning is bivalent, i.e. it emerges from the iterative mutually constitutive tension between two components: an observable side, the Significance in Praesentia (SIP), namely the portion of the world used as sign, and a latent side, the Significance in Absentia (SIA), namely the pertinent gestalt of linkages among signs defining the condition of interpretability of the former. In the second part of the work some methodological implications of DSMM for the study of meaning are highlighted. In particular, emphasis is given to the wisdom of adopting a methodology being able to model the contingency and situativity of socio-symbolic phenomen
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