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    La tipologia dei sistemi di partito e i "casi" italiani. Un'analisi logica e empirica.

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    Uno dei più importanti contributi di Giovanni Sartori alla politica comparata è costituito dalla sua tipologia dei sistemi di partito. Dopo aver sviluppato nella prima parte una analisi critica e logica dei tipi multipartitici, (il pluralismo limitato e moderato, il pluralismo estremo e polarizzato), nella seconda parte l'articolo evidenzia l'utilità di quei tipi e delle loro "possibilità alternative" allo scopo di analizzare tre diversi casi della politica italiana dopo la Seconda guerra mondiale, ovvero la Prima Repubblica, l'era Berlusconi (1994-2011), gli anni recenti e del governo di Matteo Renzi. In particolare, dopo una breve discussione dell'interpretazione di Sartori della Prima Repubblica come un caso di pluralismo estremo e polarizzato a una rassegna critica delal letteratura sul "bipolarismo frammentato" degli anni 1994-2001, l'A. avanza l'ipotesi che alcune importanti tendenze recenti nella politica italiana (una polarizzazione multidimensionale con pochi partiti rilevanti) potrebbe condurre ad un modello di pluralismo polarizzato, ma limitato.One of the most important contributions Sartori made to comparative politics is its typology of party systems. After developing a critical and logical analysis of multiparty types (limited and moderate pluralism, extreme and pluralized pluralism) in the first part, in its second part the article shows the usefulness of those types and of their "alternative possibilities" in order to analyse the three different cases of Italian politics after World War II: the "First Republic", the "Berlusconi era" (1994-2011), the recent years and Matteo Renzi's government. In particular, after a brief discussion of Sartori's interpretation of the First Republic as a case of extreme and polarized pluralism and a critical overvew of the literature on the "fragmented bipolarism of the 1994-2011 period, the A. advances the hypothesis that some important contemporary trends in Italian politics (a multidimensional polarization with few relevant parties) might be conducive to a model of polarized but limited pluralism

    Un biennio «eccezionale» e il suo racconto

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    L'A. ripercorre il secondo mandato presidenziale di Giorgio Napolitano, un biennio «eccezionale» sotto più di un profilo: nell'unicità del suo stesso verificarsi nel corso della storia della Repubblica italiana; in ordine alla particolare e controversa congiuntura storico-politica che lo ha determinato; e infine dal punto di vista dell' esteso esercizio dei poteri presidenziali, che ha portato a leggere il ruolo di Napolitano nei termini di una vera e propria leadership politica. Con l'ausilio di alcuni dei discorsi tenuti dal Presidente Napolitano durante il biennio 2013-2015 e attraverso dunque una ravvicinata analisi della sua "narrazione", l'A. mette in luce il modo in cui egli ha interpretato il proprio ruolo e i propri poteri e gli obiettivi ai quali ha finalizzato tali poteri, in un contesto di forte condizionamento, ancorché differenziato, della presidenza sugli esecutivi Letta e Renzi

    Imperfezioni della democrazia

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    L'importanza degli approcci teorici e metodologi di Giovanni Sartori - padre della Scienza politica italiana - emerge in tutta la sua evidenza nell'analisi che negli anni egli ha proposto della democrazia, analizzata sul piano empirico e su quello teorico, con un continuo richiamo tra questi due piani. Utilizzando gli strumenti forniti da questa analisi, e in particolare la dialettica individuata da Sartori tra realismo e tensione verso l'ideale, e tra realismo e cattivo realismo, da un lato, e ideale e perfezionismo democratico, dall'altro, l'A. indaga i principali nodi del dibattito pubblico sulle istituzioni e la democrazia italiane

    La Quinta Repubblica: un'analisi sistemica

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    Il "segreto" del modello semi-presidenziale francese, analizzato in una prospettiva storica di lungo periodo, è probabilmente la sua flessibilità istituzionale - ad esempio con il complesso equilibrio che è venuto a costituirsi tra presidenza, primo ministro, esecutivo e maggioranza parlamentare - e dunque la sua adattabilità in termini sistemici. L'articolo, dopo una analisi dei meccanismi che hanno governato il funzionamento del sistema politico della V Repubblica, concentra l'attenzione sull'ultimo decennio e sui fenomeni di mediatizzazione, personalizzazione e spettacolarizzazione che hanno investito la politica francese, contestualmente a mutamenti nei comportamenti dell'opinione pubblica e a crescenti percezioni di inadeguatezza del ceto e delle istituzioni politiche, per concludere con una riflessione - anche alla luce della letteratura più recente sulla "crisi" francese - sulle conseguenze di quei fenomeni sull'assetto istituzionale della V Repubblica e in particolare sul ruolo - storicamente cruciale - della Presidenza

    Concetti, valori e pratica tra filosofia, teoria e scienza politica. Le lezioni di Carl Joachim Friedrich e Giovanni Sartori

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    Divisi da una generazione, ma incontratisi in alcune occasioni, Carl Joachim Friedrich e Giovanni Sartori rappresentano entrambi l’incontro tra la cultura europea e quella americana, tra una variegata e complessa tradizione europea dello studio della politica, fortemente condizionata dalle scienze giuridiche e dal pensiero filosofico, e il tentativo della scienza politica americana, negli anni Cinquanta e Sessanta, di assumere metodi e status propri. Trovano a misurarsi, così, lo studioso italiano e l’emigrato tedesco, con la “rivoluzione comportamentista”. Di questa, sia Friedrich, sia Sartori, condividono il generale obiettivo di fare dello studio della politica un scienza vera e propria, che vada oltre gli approcci giuridici e filosofici e se ne distingua. Tuttavia, in entrambi si riscontra una composita critica al nuovo approccio statunitense, ai suoi metodi e ai suoi disegni di ricerca. In particolare, accanto alla rivendicazione del permanere delle istituzioni come dimensione cruciale per lo studio della politica, dimensione che nell’approccio comportamentista si perde, i due studiosi, pur nelle loro differenze, misurandosi con i presupposti e i procedimenti del comportamentismo hanno posto grande attenzione ai concetti e alla loro formazione come premesse centrali di ogni studio della politica, ai valori come riferimento problematico, ma imprescindibile, nonché agli scopi della scienza politica, non riconducibili in modo esclusivo ad una conoscenza fine a sé stessa. In questo loro procedere, la filosofia e la teoria politica e il loro rapporto con lo studio “scientifico” della politica hanno rappresentato un riferimento costante, tanto complesso, quanto necessario per costruire una disciplina nuova e autonoma, ma in grado di attingere in modo fecondo a discipline affini e al tempo stesso consapevole del proprio “linguaggio” e dei propri presupposti culturali. L'articolo mette a fuoco in modo analitico e approfondito i percorsi di Friedrich e Sartori, nello loro somiglianze e nelle loro differenze, con riferimento a queste specifiche tematiche e propone una riflessione sull’importanza che questo loro contributo mantiene per una disciplina dalle fondamenta ancora fragili

    Giovanni Sartori teorico e scienziato della democrazia

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    Nella cultura italiana il nome di Giovanni Sartori è indissolubilmente legato a quello della Scienza Politica, la disciplina accademica che egli per primo ha insegnato in Italia in modo stabile, che è riuscito a radicare nel contesto universitario nazionale e alla quale ha offerto un contributo decisivo dal punto di vista teorico e metodologico. Il suo apporto alla disciplina ha risentito dell'incontro, a partire dai primi anni Cinquanta, con i grandi nomi della politologia statunitense, ma anche della sua estrazione intellettuale europeo-continentale, come dimostra la grande attenzione che egli ha sempre dimostrato per l'analisi, in chiave storica, dei concetti e termini politici. L'articolo illustra questo percorso, per poi mostrare l'intreccio tra teoria e analisi empirica nell'ambito di uno dei temi più importanti da lui affrontati, ovvero la "democrazia", oggetto sia della sua teoria politica, sia della sua politica comparata

    Il Senato francese. Un contropotere in un parlamentarismo razionalizzato

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    Il senato francese ha una lunga tradizione che risale, perlomeno, agli inizi della Terza Repubblica. La sua natura di camera di rappresentanza delle comunità locali, e in particolare di quelle di piccole e medie dimensioni dei territori rurali e/o periferici, costituisce l’eredità più importante di quella tradizione. Per quanto concerne il ruolo che la camera alta ha svolto sin dai tempi della Terza Repubblica nell’ambito della formazione delle leggi e del controllo dell’esecutivo, esso ha conosciuto significativi mutamenti nel tempo. Tuttavia è possibile rilevare un’azione costante dei senatori volta a rafforzare il potere della propria assemblea. Dopo una breve ricostruzione dell’esperienza del senato nella Terza e nella Quarta Repubblica, l’articolo analizza in modo dettagliato la natura del senato della Quinta Repubblica e il ruolo da esso svolto nel sistema politico francese contemporaneo. Esso, inoltre, pone particolare attenzione ad alcune criticità riguardanti, in particolare, la dimensione rappresentativa del senato , così come alle modalità specifiche attraverso le quali esso contribuisce al processo di formazione delle leggi e e al controllo del potere esecutivo. In conclusione, l’A. sottolinea come, nonostante la natura asimmetrica del bicameralismo francese che attribuisce una posizione dominante all’assemblea nazionale e nonostante la razionalizzazione del parlamentarismo che pone l’esecutivo e la sua maggioranza alla camera bassa (dominata dal primo) al centro del sistema politico, il senato francese sia in grado di giocare un ruolo tutt’altro che marginale, in particolare con riferimento alla legislazione e ai suoi contenuti.The French senate of the Fifth Republic has a long tradition dating back, at least, to the beginning of the Third Republic. Its nature of a chamber representing local communities , and in particular rural and/or peripheral territories, constitutes the main legacy of this tradition. As to the role the upper house has been playing since the birth of the Third Republic in the legislative process and in the control of the government, it has experienced relevant changes during the time. Nonetheless, a constant effort of senators of increasing their power can be observed. After a brief overview on the experiences of the Third and Fourth Republic, the article analyses in detail the senate’s nature and his role in the contemporary French political system. It also dedicates particular attention to some criticalities concerning in particular its representativeness and to the specific way the second chamber contributes to the legislative process and to the function of controlling the executive. In conclusion, the A. points out how, notwithstanding an asymmetric bicameralism giving a prominent position to the assemblée nationale and the rationalisation of parliamentarism that puts the relationship between the government and the lower house (with the dominance of the former) at the centre of the political system, the French senate is able to play a significant role, especially with regard to the legislative process

    Renzi & Co. Il racconto dell'era nuova

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    Il volume propone una ricostruzione della narrazione della fase di governo di Matteo Renzi e delle figure (ministri, vertici del Partito democratico, politici di spicco) a lui vicine, attraverso l'analisi delle interviste rilasciate a quattro quotidiani (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa e Quotidiano Nazionale) dal febbraio all'ottobre 2014 e in trasmissioni televisive nazionali di infotainment e di intrattenimento (Rai 3, La7, Canale 5) dal febbraio al dicembre 2014. Di Matteo Renzi sono stati presi in considerazione anche alcuni discorsi isituzionali, e sempre di Renzi e del ministro Maria Elena Boschi l'attività svolta su Twitter dal febbraio al 10 novembre 2014. Le fonti utilizzate riguardano altresì settimanali popolari (Vanity fair, Oggi, Chi); in questo caso sono state analizzate sia la copertura data ai personaggi oggetto dello studio, sia alcune interviste significative. La narrazione ricostruita nelle sue componenti è stata proposta a partire dalle categorie della campagna permanente, della mediatizzazione, spettacolarizzazione e popolarizzazione della politica e dello storytelling. Il "racconto" è stato in conclusione interpretato nella sua natura attraverso i concetti della fiaba (a partire dalla concettualizzazione di Propp) e del mito (individuato in letteratura come un concetto interpretativo particolarmente fruttuoso per analizzare la retorica dei leader contemporanei) e nella sua funzione ed efficacia con riferimento al carattere dell'esperienza del governo Renzi nella particolare fase politica italiana nel quale si colloca e alla sua capacità di raccogliere o meno consenso nella opinione pubblica nazionale

    Non-Thermal Features in TeV-Blazars and the Galactic Center Region with MAGIC and Prospects for CTA

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    Our Universe is known to be the venue where extreme, powerful and violent phenomena occur in the most compact objects, interstellar and intergalactic space. Its non-thermal behaviour can be seen with the gamma eyes of space-based and ground-based telescopes, and the observations performed with these innovative instruments represent the novel research field of the Gamma-ray Astronomy. On the balance between the life-and-death in stars lies the presence of extremely energetic particles, the cosmic rays CRs, which are accelerated in compact and massive astrophysical sources, and are responsible for the prominent part of the gamma-ray emission detected at the Earth position. Several theories have been outlined for explaining how CRs are accelerated, and what are the mechanisms accountable for their diffusion and interaction with the interstellar environment of Our and external galaxies. Many questions are still open regarding the location at which the acceleration occurs, and the flavour's origin of the emission. In the gamma-ray astronomy the sources under investigation are both galactic and extra-galactic, and the physical processes governing the observed emission are essentially the same, but what changes is the playground in which they work. Indeed, the channels that are responsible for energy losses in CR propagation (dissipation mechanisms), are invoked for describing the production of high energy photons ( seeding mechanisms). With the current gamma-ray telescopes many exciting studies on the non-thermal nature of the Universe can be done, including also exotic physics. Many new knowledges on the highest energetic face of the Universe have been achieved and many mysteries have been unveiled in the last two decades, when the gamma-ray astronomy has become increasingly important. Accompanied to new discoveries there are always new mysteries and questions to answer. With the present date gamma-ray telescopes many physical informations can be earned, and in the next generation instruments rely the expectation of finding the solutions to the nowadays unresolvable puzzles and questions, exposed by current operating telescopes. In this context this project wants to contribute, by analyzing observational data and interpreting the measurements, in simulating synthetic data with the expectation of attaining explanations on the long-standing discussions and debates. The physical processes and mechanisms responsible for the very high energy (VHE; E>100 GeV) gamma-ray emission from active galactic nuclei (AGNs) are still unclear and poor known. The characterization of the non-thermal features in these sources is a vibrant research field, in which study the variability aspects in blazars, the cosmological origin of the Universe, the strength of the intergalactic magnetic field (IGMF) and its constraint, and the nature of the extragalactic background light (EBL). The extreme side of the Cosmos can further be used to test theories in fundamental physics and unveil new messengers of the novel multi-messenger astronomy. % %The nature of the processes defining the high and very-high energy component of the measured spectra is a vibrant research field, in which the study of the variability aspects in astrophysical sources, and the cosmological origin of Our Universe, constraining the strength of the inter galactic magnetic field, describing the nature of the extra-galactic background light, and finding an application in the novel multi-messenger astronomy and fundamental physics. The origin and transport mechanisms of relativistic CRs and their interplay with the interstellar environment of the Galaxy challenge the efforts of the astroparticle community in providing realistic modelling to describe the evolution of the CRs travel throughout the Milky Way, and the gamma-ray production. Our Own Galaxy is known to be a strong source of gamma-ray diffuse emission associated with the CR propagation within the galaxy. The implementation of increasingly realistic phenomenological models reproducing the gamma-ray emission has a key role in the measurements of the gamma-ray flux from astrophysical objects, since represents the only method providing the background model above which the sources appear. This work has contributed as part of the multi-year observing campaign of the MAGIC experiment on the BL Lac prototype, BL Lacertae. In this context, the data measured by the MAGIC telescopes, and Fermi-LAT satellite have been analyzed and then have been compared with multi-wavelength observations and previous flaring activities in order to define the variability pattern of the source. Moreover, in this project has been investigated the extreme behavior of 1RXS J081201.8 + 023735, an extragalactic source belonging to a peculiar class of blazars, the extreme high frequency peacked BL Lac objects (EBHL). Since the redshift of these objects is low, they represent ideal laboratories where studying the cosmological origin of the Universe, the interplay of gamma rays with the IGMF, and testing emission mechanism models, both leptonic and hadronic in origin. In the key science project of the MAGIC collaboration the hunting and classification of promising candidates to include in the catalog of extreme blazars have a fundamental role. RXJ have been detected for the first time in the VHE regime at 5.21 sigma significance level, its discovery has been presented at the COSPAR 2021 conference, and the source has been included in the TeVcat, the reference catalog of TeV sources, in January 2021. The violent, powerful and extreme behavior is also a facet of Our Galaxy, and in this framework the Galactic Center region is an intriguing playground where the observed gamma-ray emission could arise from several emission channels. Among the suggested scenarios, a definitive explanation seems not to be achievable with currently operating telescopes, and many expectations rely on the next generation imaging Cherenkov telescopes (IACTs), the Cherenkov Telescopes Array (CTA). In this project, the so-called Central Molecular Zone (CMZ) has been considered to test four phenomenological models of the gamma-ray diffuse emission in order to disentangle between the PeVatron and inhomogeneous diffusion scenarios. The need to provide increasingly realistic models of the diffuse gamma-ray emission has a crucial role in the definition of the background model used in the analysis chain of IACT data, and in particular for CTA it is represent a promising opportunity to disentangle among the scenarios. In this project, the unclassified source HESSJ has been considered to test the impact of different background models on the emission that will be measured with CTA. The simulated spectra advise that in the next future a definitive explanation on the Galactic Center intricate panorama could be reached. Moreover, a synthetic population of nowadays unresolved astrophysical particle accelerators residing in the inner parsecs of the Milky Way has been simulated in order to provide a realistic list of sources to include in the second Data gamma rays of CTA

    La scienza politica per riformare l'Italia

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    Il saggio, che si inserisce in un volume di scritti dedicati a Gianfranco Pasquino, Professore emerito dell'Università di Bologna, analizza i diversi elementi dell'approccio metodologico e sostantivo (carattere 'applicativo' oltre che descrittivo e esplicativo della scienza politica, analisi sistemica e comparata, analisi dei processi della policy istituzionale, analisi delle narrazioni) con i quali il politologo torinese, allievo di Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, ha affrontato - sia sul piano scientifico, sia su quello dell'intellettuale "militante" - il problema delle riforme istituzionali e costituzionali in Italia a partire dagli anni Ottanta
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