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    Abstract di «Conflitti religiosi nella Milano imperiale. Ilario di Poitiers e il programma neoniceno in Occidente. Aussenzio di Milano e una reliquia dell'omeismo latino»

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    The latest polemical work written by Hilary of Poitiers is directed against Auxentius on the occasion of the failed attempt to remove him from the episcopal see of Milan (ca. 364). This study offers a reconstruction of the dispute between Hilary and Auxentius in the frame of the pro-Nicene program, promoted by the bishop of Poitiers after his re turn from eastern exile, paying attention to the documents, chronology and nature of the Milan debate. Alongside the Contra Auxentium, a portion of the manuscript tradition provides the letter that the bishop of Milan addressed to the emperors Valentinian I and Valens in his own defence, containing a creed and the notes in which the author explains his accession to the Homoian Council of Rimini (359). The second part of the study is dedicated to the analysis of this profession, compared to other Homoian creeds

    Audiomobiles, Sculptures and Conundrums

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    Roberto Gerhard was a pioneer of electronic music in England creating a number of substantial concert, theatre and radio works from as early as 1954. Gerhard’s electronic music is one of the richest repositories for understanding the development of the composer’s late compositional technique. Apart from the Symphony no.3, ‘Collages’, none of Gerhard’s electronic music is published. This paper will discuss aspects of Gerhard’s electronic music, focusing on Audiomobiles (1958-59) and Sculptures (1963)

    Lattanzio, il "Cicerone cristiano", e altri grandi scrittori cristiani

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    Tracciato un profilo della fortuna, della vita e delle opere di Lattanzio, il capitolo si concentra sul trittico apologetico dell'autore africano verificando per quali aspetti sia congruo, e per quali risulta improprio, il suo tradizionale accostamento a Cicerone. Tratta in seguito della vita, dell'opera e dello stile di Ilario di Poitiers, con esempi scelti dal pamphlet Contra Constantium; è aggiunta una nota sul latino di Lucifero di Cagliari

    Abstract: Nota sugli studi cristiani di Vincenzo Ussani. La fortuna di Egesippo e il testimonium Flauianum

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    Vincenzo Ussani senior (1870 - 1952) fu interessato a problemi storico-religiosi, filologici e letterari delle antichità giudaiche e cristiane. Studiò a lungo la tradizione latina del Bellum Iudaicum di Giuseppe Flavio e i suoi rapporti con quella slava, giungendo a conclusioni che reggono alla controprova degli studi contemporanei ed esprimendosi sulla ipotetica paternità ambrosiana della versione. Fu attratto dal testimonium Flauianum, a cui dedicò gli studi che lo indussero a formulare ipotesi allora inedite e a stabilire una sostanziale autenticità dei passi filo-cristiani delle Antiquitates Iudaicae. L’articolo cerca di ricostruire tutto ciò mettendo in evidenza alcune intuizioni metodologiche ancora valide.Vincenzo Ussani senior (1870 - 1952) was interested in historical-religious, philological and literary problems of Jewish and Christian antiquity. He studied at length the Latin tradition of Josephus Flavius’ Bellum Iudaicum and its relations with the Slavic tradition, reaching conclusions that stand up to the scrutiny of contemporary studies and expressing his opinion on the hypothetical Ambrosian authorship of the version. He was attracted by the Testimonium Flauianum, to which he dedicated his studies that led him to formulate hypotheses that were then unpublished and to establish a substantial authenticity of the pro-Christian passages of the Antiquitates Iudaicae. The article attempts to reconstruct all this by highlighting some methodological insights that are still valid

    Nota sugli studi cristiani di Vincenzo Ussani. La fortuna di Egesippo e il testimonium Flauianum

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    Vincenzo Ussani senior (1870 - 1952) fu interessato a problemi storico-religiosi, filologici e letterari delle antichità giudaiche e cristiane. Studiò a lungo la tradizione latina del Bellum Iudaicum di Giuseppe Flavio e i suoi rapporti con quella slava, giungendo a conclusioni che reggono alla controprova degli studi contemporanei ed esprimendosi sulla ipotetica paternità ambrosiana della versione. Fu attratto dal testimonium Flauianum, a cui dedicò gli studi che lo indussero a formulare ipotesi allora inedite e a stabilire una sostanziale autenticità dei passi filo-cristiani delle Antiquitates Iudaicae. L’articolo cerca di ricostruire tutto ciò mettendo in evidenza alcune intuizioni metodologiche ancora valide.Vincenzo Ussani senior (1870 - 1952) was interested in historical-religious, philological and literary problems of Jewish and Christian antiquity. He studied at length the Latin tradition of Josephus Flavius’ Bellum Iudaicum and its relations with the Slavic tradition, reaching conclusions that stand up to the scrutiny of contemporary studies and expressing his opinion on the hypothetical Ambrosian authorship of the version. He was attracted by the Testimonium Flauianum, to which he dedicated his studies that led him to formulate hypotheses that were then unpublished and to establish a substantial authenticity of the pro-Christian passages of the Antiquitates Iudaicae. The article attempts to reconstruct all this by highlighting some methodological insights that are still valid

    Epistula Apostolorum (CA 22, 52; ed. C. Schmidt TU 43). Alcune questioni aperte

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    Le pagine tracciano alcune questioni tuttora irrisolte circa il testo apocrifo noto come Lettera degli apostoli, prospettando le direttrici che la ricerca storico-filologica e dottrinaria intorno all'opera può ancora intraprendere: ambiente d'origine, identità dell'autore, luogo e cronologia di redazione. Sono nondimeno interessate ad alcuni aspetti specifici: principalmente, l’osservanza pasquale dell’autore (plausibilmente quartodecimano), l’uso delle fonti scritturistiche (canoniche e apocrife), le convergenze con altri testi più o meno coevi. Scritta originariamente in greco, la Lettera degli Apostoli è un apocrifo cristiano davvero antico, che desta grande interesse per il suo contenuto. Dai tempi della sua riscoperta in occidente, all’inizio del XX secolo, è stata oggetto di varie indagini volte soprattutto ad accertare il luogo e la data di redazione. Altri studi si sono interessati a questioni particolari, come appunto le sue fonti scritturistiche. Secondo le conclusioni a cui sono giunti alcuni esperti, la Lettera potrebbe essere la prima opera cristiana a testimoniare l’uso esclusivo dei quattro vangeli canonici. La sua datazione si riflette pertanto sulle nostre conoscenze a proposito della formazione del Nuovo Testamento e dell’uso dei vangeli nella chiesa antica. A causa dei problemi presenti nel testo, la cui tradizione ha subito vari incidenti, queste indagini non sono però giunte a risultati sicuri e la questione dell’origine è rimasta piuttosto oscura. L’originale greco non è pervenuto. La Lettera ha una tradizione etiopica ed è documentata da un ms. papiraceo copto (del IV o V sec.) in stato gravemente mutilo. Alcuni frammenti di una versione latina, datati al V sec., sono presenti in un palinsesto proveniente dalla biblioteca di Bobbio, oggi custodito a Napoli: Napoli, Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, ex Vind. lat. 2 (olim Vindob. 16), sec. VII VIII. Scoperti e pubblicati nel 1908 da Josef Bick, sono più largamente conosciuti dal 1919 per l’edizione di Carl Schmidt. I frammenti latini portati alla luce coprono alcuni passi del testo copto dell’Institut de la Mission archéologique français au Caire rinvenuto da Schmidt ed edito sotto il titolo: Entretiens de Jésus avec ses disciples après la rérurrection (Texte und Untersuchungen zur Geschichte der altchristlichen Literatur 43). Questa era la seconda e più larga parte del testo etiopico edito nel 1913 da L. Guerrier con il concorso di S. Grébaut e denominato Le Testament en Galilée de Notre Seigneur Jésus Christ (Patrologia Orientalis 9/3), Paris 1913 (19822). I frammenti sono di grande importanza perché depongono per l’insospettabile fortuna occidentale di un testo di origine greca. Nei primi anni del Novecento furono studiati ad occhio nudo e pubblicati in stato piuttosto lacunoso. Le più recenti metodiche permettono di completare il rilevamento di Bick e, se del caso, restituire integralmente il testo che si trova nella scriptio inferior. Il ritrovamento di nuove parti della versione latina contenuta nel palinsesto di Napoli avrebbe un valore incalcolabile per le nostre conoscenze sulla Lettera degli Apostoli e potrebbe chiarire alcune delle questioni di studio da tempo penosamente sospese. Il completamento di un passo, in cui le lezioni etiopica e copta divergono, sarebbe importante per determinare con maggior sicurezza la data di composizione della Lettera e, di conseguenza, per ampliare le nostre informazioni sulla cronologia di formazione del canone neotestamentario

    La partecipazione di Eusebio di Vercelli ai fatti di Milano del 364

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    Si esamina la parte di Eusebio di Vercelli nella controversia milanese tra Ilario e Aussenzio e nel programma "neoniceno" che fu avviato dai sinodi di Parigi (361) e Alessandria (362)

    Premio / borsa di studio su base nazionale intitolato alla memoria di Emilio Gandolfo e destinato alla migliore tesi magistrale in storia del cristianesimo antico (sec. I-VII) e letteratura cristiana antica (comprese le lingue antiche orientali) nell'a.a. 2020/2021

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    Motivazioni di attribuzione del premio: «La tesi, dal titolo “Ilario di Poitiers, Contra Auxentium. Studio della tradizione, testo critico, commentario storico-dottrinale” è uno studio maturo, che integra le competenze e metodologie di studio dell’autore, convergenti verso l’imminente edizione critica del testo del Contra Auxentium. La tesi denota una notevole competenza dell’autore sul piano della ecdotica e della ricostruzione storico-dottrinale, attraverso lo studio della controversia che oppose Ilario al vescovo di Milano Aussenzio, in un periodo di rapida evoluzione degli assetti religiosi e istituzionali in occidente sotto i regni di Costanzo II, Giuliano e Valentiniano I. In conclusione, la tesi, che si giova di un solido impianto filologico e di una buona sensibilità letteraria, è originale e apporta un guadagno di conoscenza. Ciò la rende meritevole della borsa di studio intitolata alla memoria del sacerdote Emilio Gandolfo» (dal verbale dei lavori della Commissione giudicatrice e dal decreto d’approvazione atti n. 97 del 3/5/2023 (rep. n. 30/2023) a firma del Rettore Prof. E. Gaudio

    Ramorino, Felice (1852-1929)

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    Voce sulla vita e le opere di Felice Ramorino, con bibiografia di/su Felice Ramorino
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