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L’estetica biologica di Ernst Haeckel tra evoluzionismo darwiniano e morfologia goethiana
Il saggio di Valeria Maggiore, L’estetica biologica di Ernst Haeckel tra evoluzionismo darwiniano e morfologia goethiana, è dedicato, come ben chiarisce il titolo, a uno dei maggiori sostenitori delle teorie evoluzionistiche e al chiarimento dei motivi che lo hanno condotto a optare per una versione del tutto particolare di monismo evoluzionistico, in cui estetica morfologica e ricerca biologica dialogano costantemente e si fondono nell’illustrazione
La plasticità delle forme: Catherine Malabou e la configurazione plastica fra trasformazione e distruzione
In the volume “Avant demain. Épigenèse et rationalité” the French thinker Catherine Malabou states that every kind of form (artistic, biological, but also conceptual form) emerges through epigenesis, a term borrowed from the natural sciences. In other words, forms “become” because each of them acquires its configuration gradually and progressively through incorporations, modifications and adaptations, processes inscribed, according to the author, within the so-called paradigm of the “plasticity of forms”. If, however, any form is constructed through epigenesis, then the concept of plasticity does not escape this view either: it emerges progressively during philosophical thought, incorporating accidental events that, as we will attempt to highlight in the course of this article, contribute to its very definition. Our aim, therefore, is to grasp the conceptual path of plasticity, a term that, deriving from the Greek expression πλαστική τέχνη (plastic art), proves to be central to the aesthetic understanding of forms
La controversia sull’Antropocene
Il toolkit Essere umano e Natura nell’epoca dell’Antropocene si propone
– attraverso schede teoriche, compiti di realtà, attività e pratiche
laboratoriali – di fornire ai discenti del secondo biennio e dell’ultimo
anno degli Istituti di formazione secondaria superiore e ai docenti
delle discipline umanistiche materiali specificamente progettati per
affrontare con uno sguardo nuovo problemi legati ai concetti di ecologia,
antropocene, paesaggio, wilderness, ambiente, biodiversità, sostenibilità
ed economia circolare. Tali contributi sono volti non solo a sostenere
il coordinamento tematico nella progettazione di un percorso autenticamente
multidisciplinare, ma soprattutto a favorire negli studenti
la riflessione e il confronto attivo fra pari, al fine di promuovere la
crescita delle competenze ecologiche
La natura in movimento: dal giardino planetario al Terzo Paesaggio
Il toolkit Essere umano e Natura nell’epoca dell’Antropocene si propone
– attraverso schede teoriche, compiti di realtà, attività e pratiche
laboratoriali – di fornire ai discenti del secondo biennio e dell’ultimo
anno degli Istituti di formazione secondaria superiore e ai docenti
delle discipline umanistiche materiali specificamente progettati per
affrontare con uno sguardo nuovo problemi legati ai concetti di ecologia,
antropocene, paesaggio, wilderness, ambiente, biodiversità, sostenibilità
ed economia circolare. Tali contributi sono volti non solo a sostenere
il coordinamento tematico nella progettazione di un percorso autenticamente
multidisciplinare, ma soprattutto a favorire negli studenti
la riflessione e il confronto attivo fra pari, al fine di promuovere la
crescita delle competenze ecologiche
L’ambiente come “mondo che ci circonda”
Il toolkit Essere umano e Natura nell’epoca dell’Antropocene si propone
– attraverso schede teoriche, compiti di realtà, attività e pratiche
laboratoriali – di fornire ai discenti del secondo biennio e dell’ultimo
anno degli Istituti di formazione secondaria superiore e ai docenti
delle discipline umanistiche materiali specificamente progettati per
affrontare con uno sguardo nuovo problemi legati ai concetti di ecologia,
antropocene, paesaggio, wilderness, ambiente, biodiversità, sostenibilità
ed economia circolare. Tali contributi sono volti non solo a sostenere
il coordinamento tematico nella progettazione di un percorso autenticamente
multidisciplinare, ma soprattutto a favorire negli studenti
la riflessione e il confronto attivo fra pari, al fine di promuovere la
crescita delle competenze ecologiche
L’ecologia: la scienza del “sentirsi a casa”
Essere umano e Natura nell’epoca dell’Antropocene. Toolkit per affrontare le sfide ecologiche dalla prospettiva delle Environmental Humanitie
Environmental Aesthetics and “being moved by nature”. Reflections for rethinking the theory of the sublime
In the age of Anthropocene, can Aesthetics propose a not prevaricating behavioural model towards nature, leading to a new conception of humanity based on our being moved by nature? In this article, we will try to answer this question, exploring how some exponents of contemporary Environmental Aesthetics have examined the significance of human emotional responses to nature. Starting from the assumption that Kant defines the sublime as a motion of the soul, we wonder how Aesthetics can reinterpret this concept to affirm not human superiority over nature but his being part of it. To do so, we will turn our attention not only to some exponents of Environmental Aesthetics but also to Schopenhauer's concept of the sublime and the thought of Arne Naess, the father of the Deep Ecology movement
Næss, Goethe, Calvino. Prospettive per un’estetica della natura non-riduzionista
Il concetto di “Sé ecologico” proposto da Arne Naess può rivelarsi importante per pensare una discontinuità rispetto alla tradizione scientifica galileiana, promuovendo un approccio più rispettoso dell’ambiente. Si tratta di un’identità allargata e relazionale che, interpretando metafisicamente il principio della Gestaltpsychologie “il tutto è più della somma delle parti”, implica un radicale ripensamento del rapporto uomo-mondo, in una prospettiva che fa eco alle riflessioni di due illustri letterati: J.W. Goethe e I. Calvino. Nel romanzo Palomar, Calvino mette difatti in luce alcuni limiti del metodo analitico su cui si fondano le scienze galileiane e nei suoi scritti scientifici Goethe avanza una concezione della natura che anticipa le riflessioni ecologiche: essa è un tutto onnicomprensivo del quale i singoli individui sono momenti che possono però realizzarsi solo riconoscendosi parte del tutto. Un processo di decentramento del sé che, sottolinea Naess, dà voce non all’uomo ma all’esperienza della natura, espressione ossimorica che indica tanto un complemento di possesso (un’esperienza propria della natura) quanto un complemento di specificazione (l’esperienza che ogni ente, dal suo punto di vista, sperimenta del tutto di cui è parte). La sfida che si pone Naess e che ben si accorda con le riflessioni di Goethe e Calvino è che la nostra immaginazione è sempre antropomorfa e per questo la nostra esperienza della natura non può mai essere neutra: è un esperire estetico che si vive in prima persona e impone il recupero della sfera del qualitativo nel nostro rapporto con l’ambiente.The “Ecological Self” concept proposed by Arne Naess can be important to underline a discontinuity with the Galilean scientific tradition, promoting a more respectful attitude to the environment. It is an enlarged and relational identity which, metaphysically interpreting the principle of Gestaltpsychologie "the whole is more than the sum of the parts", implies a radical rethinking of the human-environment relationship in a perspective that echoes the reflections of two illustrious writers: J.W. Goethe and I. Calvino. In the novel Palomar, Calvino highlights some limits of the analytical method, which is the ground of Galilean sciences; in addition, in his scientific writings, Goethe advances a conception of Nature that anticipates ecological reflections: for him, Nature is an all-embracing whole of which every single individual is part; however, every individual can reach its auto realization by recognizing itself as part of the whole. It is a process of decentralization of the self which, underlines Naess, gives voice not to man but to the experience of Nature: it is an oxymoronic expression which indicates both a complement of possession (it is an experience proper to Nature) and a genitive case (it is the experience by which every entity, from its point of view, experiences the whole of which it is a part). The challenge posed by Naess (which fits well with the reflections of Goethe and Calvino) is that our imagination is always anthropomorphic; for this reason, our natural experience can never be neutral: it is an aesthetic experience that we experience firsthand and requires the recovery of the qualitative sphere in our relationship with the environment
Sentire la natura. Un nuovo spazio per l’Estetica nell’età dell’Antropocene
Il volume si propone di chiarire le molteplici sfumature del nostro sentire contemporaneo la natura, non adottando però un approccio storicistico, bensì concettuale: soffermeremo la nostra attenzione su alcune parole-chiave (ecologia, Antropocene, ambiente, Estetica ambientale, sublime ed ecologia profonda), cercando echi e conferme di un sentire la natura affine al nostro in quel clima intellettuale in cui l’ecologia stessa in quanto disciplina scientifica ha visto la nascita
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