1,567 research outputs found

    Italo insolera fotografo

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    Italo Insolera, storico, urbanista, autore del celeberrimo saggio dal titolo Roma Moderna, è stato anche fotografo. Nel corso della sua vita professionale, Italo Insolera ha scattato migliaia di immagini per i suoi studi di urbanistica e per la stesura dei numerosi Piani che ha firmato come progettista. Il volume presenta al lettore una selezione del ricco Archivio fotografico, creato nel tempo da Insolera. Sono documentati oltre 200 scatti, che illustrano le periferie romane, l'area archeologica centrale oltre a denunciare l'abusivismo perpetrato ai danni dell'Appia Antica. Il viaggio attraverso le fotografie di Insolera prosegue documentando anche il Piano per le coste della Gallura in Sardegna e quello per la Dorsale umbra oltre alle immagini scattate a Parigi tra gli anni '50 e '60, a Tunisi e a Samarcanda, in Grecia e in Spagna. Il volume è arricchito dai preziosi contributi a firma, tra gli altri, di Adriano La Regina, Vezio De Lucia, Rita Paris, Paolo Berdini, Italo Zannier e Walter Tocci

    Alle radici del dibattito Post-Growth. La lezione di Emilio Sereni

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    Si evidenzia il contributo seminale di Emilio Sereni al superamento della dicotomia economico/ecologico in una prospettiva di sviluppo fortemente ancorata al territorio e ai luoghi. Cinquant’anni prima che si iniziasse a discutere di paradigmi post-growth come alternativa a forme di crescita insostenibili, irresponsabili e in realtà senza sviluppo, Sereni aveva proposto di guardare al paesaggio agrario, con l’evidenza delle sue stratificazioni di saperi plurisecolari, come prospettiva ottimale per riflettere sulla crisi che nel 1962 appare pervadere le forme assunte dal boom economico postbellico: quella diffusa devastazione del territorio che ha condotto, da un lato, all’ipertrofia delle rendite urbane speculative, dall’altro all’abbandono di interi comprensori interni con esiti fortemente intrecciati che, di lì a pochi anni, mostreranno il tragico volto delle alluvioni, del dissesto idrogeologico, della marginalizzazione territoriale. La sua prospettiva ha per noi una valenza non solo analitica, ma anche interpretativa e propositiva, messa in luce già negli anni ’60 da Italo Insolera che, per la recensione della Storia del paesaggio agrario, scriveva sulle colonne di Urbanistica: “Nel processo di integrazione delle nozioni proprie di diverse discipline che caratterizza l’attuale preparazione culturale in funzione della pianificazione territoriale e della programmazione economica, il testo di Sereni ha un posto insostituibile”. Infatti, “l’autore ha raccolto una serie di appunti mirabilmente precisi su come, nelle varie epoche, l’organizzazione della proprietà e della conduzione generasse certi tipi e modi di coltura e come poi questi trasformassero la natura, o l’eredità delle precedenti generazioni agrarie, fino a quello che è oggi il paesaggio caratteristico delle varie regioni della Penisola”; “un compendio di storia rurale” che “qui ci interessa per la grande importanza che riveste per l’urbanistica”, e che si dovrebbe “intitolare “Saper vedere l’agricoltura”. Ad accomunare i due studiosi, è il ricorso alla storia come chiave di lettura del presente: Sereni nei termini dell’analisi marxista, Insolera come arena privilegiata di ricerca interdisciplinare per individuare, nel complesso delle trasformazioni strutturali, quelle “invarianti” delle pratiche spaziali che ne rappresentano il patrimonio collettivo, e in quanto tali, il perno dell'azione pianificatoria.Aim of this proposal is to highlight the seminal contribution of Emilio Sereni to overcoming the economic/ecological dichotomy in a development perspective strongly anchored to the territory and places. Fifty years before post-growth paradigms began to be discussed as an alternative to unsustainable, irresponsible forms of growth, Sereni proposed to look at the agricultural landscape, with the evidence of its centuries-old stratifications of knowledge, as an optimal perspective to reflect on the crisis that in 1962 appears to pervade the forms assumed by the post-war economic boom: that widespread devastation of the territory which led, on the one hand, to the hypertrophy of speculative urban rents, on the other to the abandonment of entire internal districts with strongly intertwined results which, within a few years, will show the tragic face of floods, hydrogeological instability, territorial marginalization. Sereni perspective has for us an analytical value, and an interpretive and propositional value. Indeed, they have been highlighted already in the 60s by Italo Insolera who, in reviewing for Urbanistica his “Storia del Paesaggio Agrario Italiano”, wrote: "In the process of integration of the notions of different disciplines that characterizes the current cultural preparation as a function of territorial planning and economic programming, Sereni's text has an irreplaceable place”. In fact, "the author has collected a series of admirably precise notes on how, throughtout time, the organization of ownership and management generated certain types and methods of cultivation and how these then transformed nature, or the inheritance of the previous generations of farmers, up to what is today the characteristic landscape of the various regions of the Peninsula”; “a compendium of rural history” which “interests us here due to the great importance it has for urban planning”, and which should be “entitled ‘Learning to see agriculture’”. What joined the two scholars is the use of history as a key to understanding the present: Sereni in terms of Marxist analysis, Insolera as a privileged arena of interdisciplinary research to identify, in the complex of structural transformations, the "invariant" ones of spatial practices that they represent its collective heritage, and as such, the core of planning action

    La natura del conflitto

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    Un confronto e una riflessione tra l'ecolopgia politica di Erik Swyngedouw e i contributi del fisico Marcello Cin

    Lo spazio ai margini. Italo Insolera: fotografia e storia come strumenti per una nuova critica del territorio

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    La ricerca approfondisce un versante meno indagato dell'attività di Insolera, quella di fotografo amatoriale, per una restituzione complessiva del suo impegno intellettuale, che ripercorrere criticamente, attraverso il suo obbiettivo fotografico, i processi di modificazione di lungo periodo della realtà italiana del dopoguerra. La chiave di lettura proposta offre così un approccio multidisciplinare alla disciplina urbanistica che trova il suo cardine nella storia, secondo una concezione storiografica come esercizio finalizzato alla critica sociale e alla denuncia della politica di gestione del territorio

    Sezione II – Materiale / Immateriale

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    La sezione curata da Barbara Pizzo mette al centro una delle coppie che più frequentemente caratterizza il dibattito sulla città e l’urbano, quella che mette in relazione le dimensioni ‘materiale’ e ‘immateriale’. Offre estratti selezionati e commentati da Edoardo Esposto, Alessandra Valentinelli, Michele Nani, e dalla stessa curatrice. Ogni sezione include otto saggi, articolati in quattro coppie di testi, ciascuna opportunamente introdotta: oltre a motivare le ragioni (sostanziali e di metodo) della specifica selezione all’interno di un quadro di riferimento teorico e di una precisa prospettiva, per ogni coppia di testi si mostrano i punti di connessione e di rottura, di dialogo e di contrapposizione. Inoltre, ai consueti riferimenti bibliografici si aggiunge un seppur breve itinerario testuale – ulteriori letture consigliate per approfondire o per allargare lo sguardo, commentate dagli autori. La maggior parte delle coppie di saggi mette a confronto e in connessione un saggio del passato, che potremmo definire come un ‘classico’, con un testo più contemporaneo, e/o appartenente ad un diverso contesto culturale. Diversi sono gli equilibri che abbiamo cercato di mantenere: oltre alla già citata attenzione per testi del passato, si è cercato di dar conto della ricchezza e varietà di provenienza geografica (autori del Nord e del Sud Globale), di genere, di tradizione disciplinare, ecc. Ciascun autore/autrice ha proposto delle riflessioni che s’inscrivono nella più ampia dimensione tematica (gli assi tematici di cui sopra), articolandola e approfondendola

    Roma periurbana. Risorse agricole, territori, realtà sommerse

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    La mostra "Roma Periurbana", Risorse Agricole, Territorio, Realtà sommerse" si è tenuta presso il "Mattatoio", il polo espositivo della Fondazione Palaexpo e di Roma Capitale presso il Mattatoio di Testaccio a Roma. La mostra è nata su iniziativa dell'Associazione RomaAgricola, una rete di realtà che operano nel campo dell'agricoltura periurbana, a cominciare dalla Cooperativa Agricoltura Nuova di Decima, protagonista dell'occupazione delle terre negli anni '70 nonché dell'organizzazione della prima conferenza agricola a Roma con il sindaco Argan: "Il progetto consiste nel valorizzare e nel recuperare l'agricoltura cittadina e perturbana, assumendone la centralità strategica, in grado di integrare aspetti molteplici: difesa del suolo e dell'ambiente, vivibilità urbana, qualità alimentare, creazione di lavoro qualificato, solidarietà e integrazione sociale, accoglienza degli immigrati, educazione ambientale, sperimentazione e innovazione. L''agricoltura infatti, rappresenta una straordinaria risorsa territoriale di cui fortunatamente dispone la nostra città, nonostante anni di feroce speculazione edilizia e fondiaria ne abbiano appannato l'evidenza. Le sue effettive potenzialità, unite a una straordinaria consistenza di aree verdi pubbliche, a nostra disposizione, fanno sì che Roma risulti, a tutti gli effetti, capitale europea dell'agricoltura e del verde"

    Lettera di Alessandra

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    Un ritratto critico dell'opera di Alessandra Carnaroli, autrice fra le più apprezzate delle ultime generazioni della poesia di ricerca. La sezione a lei dedicata, nel numero della rivista, contiene inoltre saggi di Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, e Ivan Schiavone; e vari inediti dell'autrice. Il saggio è pubblicato con lo pseudonimo di Tommaso Ottonieri.A critical portrait of the work of Alessandra Carnaroli, author of the most appreciated in the latest generations of italian research poetry. Published under the pseudonym Tommaso Ottonieri

    Selected letters of Alessandra Strozzi

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    The letters of Alessandra Strozzi provide a vivid and spirited portrayal of life in fifteenth-century Florence. Among the richest autobiographical materials to survive from the Italian Renaissance, the letters reveal a woman who fought stubbornly to preserve her family's property and position in adverse circumstances, and who was an acute observer of Medicean society. Her letters speak of political and social status, of the concept of honor, and of the harshness of life, including the plague and the loss of children. They are also a guide to Alessandra's inner life over a period of twenty-three years, revealing the pain and sorrow, and, more rarely, the joy and triumph, with which she responded to the events unfolding around her.This edition includes translations, in full or in part, of 35 of the 73 extant letters. The selections carry forward the story of Alessandra's life and illustrate the range of attitudes, concerns, and activities which were characteristic of their author

    Challenging the author: Gavin Douglas's Eneados

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    Gavin Douglas’s Eneados, a translation into the “Scottis” tongue of Virgil’s Aeneid, completed in 1513 and first published in London in 1553, presents, as well as the translation of the additional thirteenth book by Maphaeus Vegius, original prologues and marginal notes to the text, rubrics and articulate conclusive material. The present paper analyses this complex paratext as evidence of Douglas’s almost philological attention to the original and his preoccupation with a faithful reproduction; it is also suggested that the models for his organization of the commentary might be both medieval (i.e., manuscripts such as Petrarch’s Virgilius Ambrosianus) and early modern, as in the case of editions of classical works: the most apt example being Jodocus Badius Ascensius’ edition of the Aeneid, printed in 1501. The Eneados thus stands on the threshold between manuscript and print, and might have indicated new possibilities of use of the printing medium in Scotland, and of the value of the translation of a classical text, had history not intervened with the Scottish defeat at Flodden Fields in 1513, which put a temporary stop both to the circulation of the Eneados and to the development of Scottish printing

    Nicetas Nicaenus, De azymis

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    The RAP online repertorium offers the first comprehensive catalogue of polemical literature related to the schism between the Roman Catholic and Orthodox Churches from the 9th to the 16th century and can be described as an ideal continuation of the *Clavis Patrum*. Each entry identifies the work (often unpublished or newly discovered in manuscript catalogs), lists its various titles (since medieval texts often lack stable titles), provides incipit and explicit (with possible variations), and examines the manuscript tradition and foliation (by reviewing catalogs or manuscripts, verifying dates, folios, etc.). It also includes relevant bibliography (critical editions and studies), identifies the author (using prosopographical studies, dictionaries, repertories, sigillography, etc.), and provides essential biographical details. Each work is classified by literary genre (e.g., treatise, dialogue), the corresponding Byzantine term, and the main polemical themes (e.g., Filioque, Azymes, Purgatory), and is assigned a unique RAP identification number. The Repertorium Auctorum Polemicorum is identified by the International Standard Serial Number (ISSN) 3035-2096 [continuously updated publication
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