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In principio era l'happening
L'articolo si inserisce nell'ampio dossier dal titolo "Teatro e performance" (a cura di R. Rizzente e F. Serrazanetti) che indaga la seconda riforma teatrale novecentesca, ovvero la reinvenzione del teatro a partire dall'attenzione al corpo, alle tecnologie, al rapporto con le arti visive. L'articolo indaga quattro decenni di trasformazioni teatrali, dal 1950 al 1980, riflettendo sui limiti fra teatro e performance. La rivoluzione newyorkese degli anni '50 e '60 apre le porte a un cambiamento globale che scardina i meccanismi rappresentativi del teatro di finzione a favore di un'adesione spassionata e formalmente anarchica alla realtà. Di cui le performance degli anni '70, le postavanguardie, le cantine romane, Bob Wilson e Peter Brook sono debitori. Un focus particolare è dedicato al Living Theatre, ovvero all'esperienza più compiuta e radicale di sovversione dei fondamenti rappresentativi. Gli ultimi due paragrafi "La riforma della realtà" e "Fare e non rappresentare" si occupano della tensione alla concretezza dell'esperienza scenica che si afferma compiutamente negli anni Settanta (Grotowski, Odin Teatret, e ancora Living Theatre) e alla dimensione performativa che attraversa le esperienze del Nuovo Teatro italiano degli anni '80 (Lombardi Tiezzi, Martone, Barberio Corsetti, Neiwiller) con uno sguardo alle esperienze internazionali di Bob Wilson e Peter Brook
PREMIO SCENARIO XV EDIZIONE E PREMIO SCENARIO PER USTICA VI EDIZIONE
Nel 2015 l’Associazione Scenario (presidente, legale rappresentante e direttore artistico Cristina Valenti) ha promosso e organizzato la 15a edizione del PREMIO SCENARIO e la 6a edizione del PREMIO SCENARIO PER USTICA.
Il concorso, ormai ampiamente riconosciuto a livello nazionale come una delle principali iniziative (e per molti versi unica) dedicate progettualmente alla promozione del nuovo, si è articolato attraverso diversi momenti, investendo il territorio nazionale:
- Fase istruttoria: raccolta e selezione dei progetti a cura delle 9 Commissioni zonali (formate dalle imprese teatrali socie di Scenario).
- Tappe di selezione: due rassegne a cura di: Teatro Gioco Vita, Piacenza ( 28, 29, 30 marzo 2015) e Teatri di Bari - Teatro Kismet (Bari, 28, 29, 30 aprile 2015), con presentazione pubblica di 48 progetti selezionati nella fase istruttoria (con giuria nazionale formata da soci di Scenario e dagli esperti del settore Roberta Ferraresi, critica e studiosa di teatro, e Pierfrancesco Pisani, impresario teatrale.
- Finale (organizzata all’interno del Festival di Santarcangelo, nei giorni 13, 14 luglio 2015, con una Giuria presieduta da Antonio Calbi (direttore del Teatro di Roma) e composta da Silvia Bottiroli (direttrice artistica Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza), Stefano Cipiciani (direttore Fontemaggiore, presidente Associazione Scenario), Serena Sinigaglia (regista), Cristina Valenti (docente Università di Bologna, direttore artistico Associazione Scenario).
- Proclamazione dei progetti vincitori e segnalati (Generazione Scenario 2015):
Vincitore del Premio Scenario 2015: MAD IN EUROPE - UNO SPETTACOLO IN LINGUA ORIGINALE di Mad in Europe (Varese).
Vincitore del Premio Scenario per Ustica 2015: GIANNI di Caroline Baglioni (Perugia).
Segnalazione speciale ai progetti:
HOMOLOGIA di DispensaBarzotti (Torino)
e PISCI ’E PARANZA di Mario De Masi (Montefredane - Avellino). I dodici progetti giunti in Finale sono stati selezionati fra 48 progetti semifinalisti, presentati alle Tappe di Selezione a partire da 155 proposte (68 provenienti dal Nord, 60 dal Centro, 27 dal Sud e dalle Isole) pervenute al Premio e valutate da 10 Commissioni zonali dell’Associazione Scenario, distribuite su tutto il territorio nazionale.
Il percorso del Premio è stato accompagnato da una indagine statistica sui nuovi soggetti e le nuove forme di teatralità giovanile negli ambiti della ricerca e dell’impegno civile, realizzata attraverso la raccolta ed elaborazione dei dati emersi dai questionari compilati dai partecipanti ai Premi Scenario e Scenario per Ustica.
Attraverso appositi questionari sono state raccolte informazioni sulle caratteristiche dei gruppi o degli artisti (età e numero dei componenti, modalità di costituzione dei gruppi, configurazione giuridica, disponibilità di spazi di lavoro, etc.); sulla loro formazione artistica (stages, scuole e laboratori teatrali, maestri e strutture di riferimento, modelli e influenze teatrali, spettacoli rappresentati, etc.) e sull’identità del progetto presentato (tematiche, ‘generi’, linguaggi, drammaturgia, etc.).
L’elaborazione e interpretazione dei dati sarà svolta in collaborazione con la Cattedra di Storia del Nuovo Teatro del Corso di Laurea Magistrale in Discipline dello Spettacolo dal vivo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Liberarsi da Shakespeare, ovvero gli Shakespeare della Fortezza
Il riferimento a Shakespeare accompagna e segna fortemente il lavoro della Compagnia della Fortezza nel corso del terzo millennio e corrisponde, di spettacolo in spettacolo, alla progressiva messa a fuoco non solo del linguaggio teatrale, ma del senso da attribuire al teatro in carcere, al ruolo degli attori detenuti e alla relazione con gli spettatori che entrano nel maschio mediceo di Volterra.
Il primo lavoro, nel 2000, è dedicato a “Macbeth”, seguito da “Amleto” nel 2001. Vengono poi sette anni in cui la compagnia esplora il rapporto con altri autori: Brecht, Pasolini, Rabelais, Collodi, che il regista Armando Punzo definisce, come in seguito Genet, “compagni di strada”. Shakespeare ritorna nel 2009, con un “Amleto” che non compare nel titolo ma le cui pagine si sveleranno agli spettatori nascoste dentro “Alice nel Paese delle Meraviglie”, per poi rivelare l’intreccio l’anno successivo nella crasi del titolo “Hamlice”, che del primo studio conserva il medesimo sottotitolo, “Saggio sulla fine di una civiltà”. Il biennio seguente è dedicato a “Romeo e Giulietta”, che nel 2011 affida al sottotitolo, “Mercuzio non vuole morire”, la trama segreta dello spettacolo, che si imporrà nel 2012 nel titolo, rivelandosi come “La vera tragedia in Romeo e Giulietta”. Dopo un biennio dedicato a Genet, la Fortezza ritorna a Shakespeare con un’opera in due tappe: “Shakespeare. Know well”, nel 2015, e “Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare”, nel 2016.
Dall’analisi degli otto spettacoli shakespeariani della Compagnia della Fortezza emerge come Punzo abbia ingaggiato una battaglia con Shakespeare inteso come repertorio teatrale per eccellenza, in grado di condensare compiutamente in sé e simboleggiare l’idea del Teatro e la sua istituzione. La decostruzione dell’immaginario shakespeariano è andata di pari passo con la sistematica cancellazione dell’immaginario legato al carcere nella percezione degli spettatori. Fino all’ultimo spettacolo, compendio del repertorio shakespeariano, che porta sulla scena uno Shakespeare postumo, impegnato a guidare i suoi personaggi (e i suoi attori) a vivere una vita ulteriore, fuori dalla rappresentazione dell’umanità di cui egli stesso ha fornito un “catalogo” apparentemente perfetto e oltre il “canone occidentale” istituito dai suoi testi.A trip through Armando Punzo’s Shakespeares. In his work with Compagnia della Fotezza, the playwright addresses the Bard within a strong dialectic relationship with textualities, gone through, re-proposed in the form of “spectres” and archetypal survivals, torn in pieces and contaminated by authors and different characters. The reality of the prison holds a dialogue with Punzo’s creatures and is shown as an alienating element, an image to disassemble in a provocative way against its stereotypical imaginary. This journey, which involves the spectator directly, unwinds through the entire relationship established by Compagnia della Fortezza with Shakespeare’s work, concentrating on their last play, "Dopo laTempesta. L’opera segreta di Shakespeare". Here Shakespeare’s characters survive in the form of ghosts and mingle with new ones, which are generated by the short circuit provoked by Punzo’s encounter with the Bard’s piece of work
Judith Malina, la più radicale e profonda rivoluzionaria del teatro
L'articolo traccia un profilo della regista statunitense Judith Malina, fondatrice del Living Theatre, morta a 88 anni il 10 aprile 2015. L'autrice, cui si devono tra l'altro le monografie "Conversazioni con Judith Malina" e "Storia del Living Theatre", ripercorre la vicenda storica del Living Theatre e gli ultimi anni di attività dell'artista, impegnata fino alla fine nella scrittura drammaturgica e nella regia
QUADERNI DI TEATRO CARCERE
La rivista annuale “Quaderni di Teatro Carcere” è promossa dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, con il contributo del Dipartimento delle Arti - Alma Mater Studiorum Università di Bologna e della Regione Emilia-Romagna. Nata come serie periodica nel 2013, è rivista dal 2014 (Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 8353, del 15 luglio 2014).
Direttore responsabile: Cristina Valenti, professore associato presso l’Università di Bologna e consulente scientifico del Coordinamento Teatro Carcere
Direzione: Paolo Billi e Cristina Valenti
Comitato scientifico: Desi Bruno (Responsabile dell'Osservatorio Carcere della Camera penale di Bologna, già Garante dei diritti dei detenuti, Regione Emilia-Romagna); Horacio Czertok (regista, Teatro Nucleo, Ferrara); Marco De Marinis (Professore ordinario, Università di Bologna); Ronald Jenkins (docente, Wesleyan University e Yale Divinity School); Maria Longo (già Magistrato, Procura Generale di Bologna); Massimo Marino (critico e studioso di teatro); Dario Melossi (Professore ordinario, Università di Bologna); Armando Punzo (regista, Compagnia della Fortezza, Volterra; direttore Centro Nazionale Teatro e Carcere); Frédéric Schoenaers (Professore ordinario, Université de Liège); Giuseppina Speltini (Professore ordinario, Università di Bologna); Antonio Taormina (Analista della cultura, già Coordinatore dell'Osservatorio dello Spettacolo, Regione Emilia-Romagna)
La rivista, edita da Titivillus Mostre Editoria, ha adottato il sistema di double blind peer review ed è inserita nel database IATJ – Archivio internazionale delle riviste teatrali.
Presenta abstracts in inglese ed è aperta a contributi internazionali in lingua. Ogni annale comprende una parte monografica, dedicata di anno in anno ai progetti culturali e teatrali portati avanti dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna; una rubrica dal titolo "Argomenti" che ospita contributi attinenti al dibattito e alle esperienze di Teatro e Carcere a livello nazionale; "Casi di studio", ovvero focus su singole esperienze italiane e internazionali; un dossier fotografico affidato a fotografi professionisti, specialisti nell'ambito del teatro sociale e carcerario; "Testi", copioni teatrali inediti realizzati dagli attori detenuti nell'ambito delle attività laboratoriali.Quaderni di Teatro Carcere, a pubblication of The Theatre in Prison Network of the Region Emilia Romagna, was founded as a series in 2013 and as a journal in 2014 by Cristina Valenti (editor in chief) and Paolo Billi (co-director). It can count on an international scientific committee. Its first purpose is to illustrate that the Prison Theatre, having fully reached its adulthood, fills a meaningful place in the contemporary theatrical culture, and plays a fundamental role in the cultural and social welfare. Each issue documents the activities carried out by The Emilia Romagna Prison Theatre Network and gathers statistic enquiries, interviews, critical opinions, theatre scripts written during the workshops in prison and dossiers of pictures. The journal also describes the most innovative theatrical experiences made in Italian prisons by theatrical companies and operators, opening to the contribution of theatre experts and representatives of judiciary institutions
SCENARIO LIVE
SCENARIO LIVE, evento speciale promosso e organizzato dall’Associazione Scenario, con la direzione artistica di Cristina Valenti, è realizzato grazie alla collaborazione di Regione Emilia-Romagna, Ater Circuito Multidisciplinare dell’Emilia Romagna, Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza 46a edizione, Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica.
La giornata coinvolge gli artisti vincitori e segnalati nelle edizioni dal 2000 al 2015 dei Premi Scenario, Scenario per Ustica e Scenario Infanzia per ripercorrere, attraverso stralci performativi e testimonianze video, l’ultimo quindicennio di storia del Nuovo Teatro italiano.
Ai Fratelli Dalla Via, vincitori del Premio Scenario 2013, è affidato il fil rouge che introduce con testi originali le tre tranche della giornata. Fra gli artisti presenti dal vivo nella prima tranche: Beatrice Baruffini, Gianfranco Berardi, Davide Giordano, Mosika, Odemà, Respirale Teatro, Teatro Dell’Orsa e l’inedita coppia formata da Anagoor e Marta Cuscunà, eccezionalmente insieme per Scenario Live. Accanto a loro, molti interventi in video (da M’Arte a Dispensabarzotti, da Habillé d’Eau agli (ex)Pathosformel, da Francesca Proia a Van, e ancora Giulio Baraldi, Cassepipe, Gaetano Colella, La Compagnia Prese Fuoco, Decimopianeta, Paolo Mazzarelli, No (think first dance later), Pisci ’e paranza, Taverna Est, Teatrialchemici, Teatro Minimo). La seconda tranche della giornata presenta i vincitori delle ultime due edizioni del premio: il Premio Scenario infanzia 2014, con Scena Madre e Giuliano Scarpinato, e i Premi Scenario e Scenario per Ustica 2015, con Caroline Baglioni e Mad in Europe. Le compagnie presentano estratti degli spettacoli con i quali si sono aggiudicati i rispettivi premi, oppure (nel caso di Scarpinato) un’anteprima del nuovo lavoro.
In serata il Collettivo InternoEnki, presenta, nello spazio antistante il Supercinema, un’azione teatrale tratta dallo spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2013. A seguire, alcuni dei maggiori interpreti della storia di Scenario ripropongono più o meno liberamente i lavori coi quali hanno ottenuto i rispettivi premi. Carullo Minasi reinterpretano Due passi sono, nella versione first part, Babilonia Teatri presenta la versione “light” di made in italy 2007, Sotterraneo dedica a Scenario Live una creazione originale, ispirata alla loro partecipazione al premio, dal titolo Worst case Scenario, e infine la compagnia Sud Costa Occidentale presenta mpalermu appunti dal 2001, versione per due attori, Sabino Civilleri e Tania Garribba, dei venti minuti con cui la compagnia di Emma Dante vinse il Premio Scenario 2001. Dalle 23 la serata continua con il Dj set di After Codice (sigla che raccoglie gli artisti che con la compagnia Codice Ivan, ora sciolta, vinsero il Premio Scenario 2009).
Nel foyer del Supercinema sono allestiti monitor con video-messaggi non stop dei protagonisti delle prime edizioni di Scenario (dal 1987 al 1999), oltre che di osservatori e giurati che hanno accompagnato il premio in tutti questi anni. Ed è proiettato inoltre un Omaggio video non stop a Matteo Latino, vincitore del Premio Scenario nel 2011, prematuramente scomparso
Dal performer al non-attore. Il teatro post-novecentesco
Recensione al volume di Marco De Marinis, "Il teatro dopo l'età d'oro. Novecento e oltre" (Roma, Bulzoni editore, 2013, pp. 416). La recensione parte dalla tesi contenuta nel titolo del volume, secondo la quale oltre il Novecento c’è il teatro che viene “dopo l’età d’oro”, ovvero il teatro che si è lasciato alle spalle le riforme novecentesche dei padri fondatori della regia (a inizio secolo) e del Nuovo Teatro (a partire dagli anni Sessanta). Riforme che hanno imposto un ripensamento del teatro a partire dai suoi fondamenti, mettendo al centro in particolare la “questione dell’attore”. La dialettica “continuità/discontinuità fra il Novecento teatrale e la scena attuale” attraversa l’intera riflessione sviluppata nel volume e ne rappresenta il filo rosso. Il nuovo secolo è erede del trauma di fondo del teatro novecentesco (evocato fin dall’introduzione del libro), ovvero la minaccia di estinzione (decretata prima dal cinema e dalla televisione, poi da internet e dal digitale). E, dopo essere sopravvissuto, può permettersi di mettere definitivamente in crisi la forma teatro e la forma dramma, innestandosi con maggiori e più sofisticati strumenti sul solco della performance o approdando alle nuove competenze multidisciplinari, tecniche e vocali che vanno dall’attore neo-interprete all’attore icona, fino al non-attore
PREMIO SCENARIO INFANZIA V EDIZIONE
Nel 2014 l’Associazione Scenario (presidente e legale rappresentante Cristina Valenti) ha promosso e organizzato la V edizione del PREMIO SCENARIO INFANZIA, fondato nel 2006 e corrispondente a una vocazione professionale e artistica connaturata nell’Associazione stessa, che si compone di 30 imprese teatrali, almeno 15 delle quali attive nell’ambito del teatro per l’infanzia e la gioventù. La rete di progetto rappresentata dall’Associazione Scenario, con la sua presenza articolata sul territorio nazionale e con la collaudata esperienza di monitoraggio portata avanti dalle Commissioni zonali, ha consentito di avviare un percorso utile ad incentivare e promuovere un inedito impegno delle giovani generazioni nell’ambito del teatro per l’infanzia e per l’adolescenza. Settore che più di ogni altro necessita di ricambio generazionale, in un panorama generazionale in cui l’immaginario infantile ce attraversa processi di cambiamento quanto mai accelerati.
Il PREMIO SCENARIO INFANZIA si è articolato attraverso diversi momenti, che hanno investito il territorio nazionale:
- presentazione del bando (marzo 2014);
- fase istruttoria: raccolta e selezione dei progetti a cura delle Commissioni zonali (formate dalle imprese teatrali socie di Scenario) (maggio-giugno 2014) :
- selezione con presentazione pubblica di 21 progetti di nuova drammaturgia destinati all’infanzia (24-25-26 settembre 2014, presso Cascina – La Città del Teatro);
- finale (organizzata all’interno di un significativo contesto teatrale, nell’ambito della programmazione del Teatro delle Briciole di Parma (7 novembre 2014), e proclamazione di due progetti vincitori ex aequo: Fa’afafine di Giuliano Scarpinato (Palermo) e La stanza dei giochi di ScenaMadre (Lavagna – GE), cui è stato corrisposto un contributo economico di 4.000 euro ciascuno come sostegno per la realizzazione dello spettacolo compiuto. La Giuria ha espresso inoltre una menzione speciale (non onerosa) al progetto Greta la Matta di Occhi sul Mondo (Perugia).
Il percorso del premio è stato accompagnato da un’indagine statistica sui nuovi soggetti e le nuove forme di teatralità giovanile nell’ambito del Teatro Ragazzi, attraverso la raccolta ed elaborazione dei dati emersi dai questionari compilati dai partecipanti al Premio SCENARIOinfanzia 2014. Tali questionari, obbligatori per i candidati al Premio, sono stati compilati on line e si compongono di una scheda analitica e di una scheda descrittiva. Attraverso i questionari sono state raccolte informazioni sulle caratteristiche dei gruppi e degli artisti (età e numero dei componenti, modalità di costituzione dei gruppi, configurazione giuridica, disponibilità di spazi di lavoro, etc.); sulla loro formazione artistica (stages, scuole e laboratori teatrali, maestri e strutture di riferimento, modelli e influenze teatrali, spettacoli rappresentati, etc.) e sull’identità del progetto presentato (tematiche, ‘generi’, linguaggi, drammaturgia, etc.).
L’elaborazione e interpretazione dei dati è stata svolta in collaborazione con la Cattedra di Storia del Nuovo Teatro del Corso di Laurea Magistrale in Discipline dello Spettacolo dal Vivo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Si sono candidati al Premio di 53 progetti (27 dei quali provenienti dal nord, 19 dal centro, 7 dal sud e dalle isole) che, dopo essere stati valutati da 7 commissioni distribuite su tutto il territorio nazionale, sono stati ammessi in numero di 21 alla Tappa di selezione, 8 dei quali hanno avuto accesso alla Finale
BABILONIA TEATRI. PER UN TEATRO POP ROCK PUNK
BABILONIA TEATRI. PER UN TEATRO POP ROCK PUNK. a cura di Cristina Valenti. Presentazione: Dopo aver vinto il Premio Scenario nel 2007 con lo spettacolo rivelazione made in italy, Babilonia Teatri si è aggiudicata nel giro di pochissimi anni il Premio Ubu, il Premio Hystrio, il Premio Franco Enriquez. La trilogia dell’italietta ("made in italy", "Underwork" e "Pornobboy") ha disegnato un ritratto spietato del bel Paese, raggelato nelle icone televisive, attraversato da razzismo e qualunquismo, consacrato a pseudo-valori a buon mercato. Radicata nella provincia veneta, che la compagnia ha contribuito a svelare come bacino di emergenze generazionali, l’invenzione linguistica di Babilonia Teatri ha toccato l’intera sintassi della scrittura scenica (testo, spazio, attore). I testi degli spettacoli, affidati alla pura esposizione, statica, frontale, non mimetica, sono portatori di una realtà che interagisce con la fisicità dei corpi e la concretezza degli oggetti e delle azioni. Oggetto d’indagine è la possibilità stessa di stare in scena: senza il ricorso a personaggi, dialoghi, meccanismi di finzione o immedesimazione. Hanno toccato i temi dell’intolleranza e del nazional-popolare ("made in italy"), della mancanza di lavoro ("Underwork"), della pornografia dell’informazione ("Pornobboy"), della banalizzazione e rimozione della morte nella società contemporanea ("The End"), della rinascita delle persone uscite dal coma ("Pinocchio"), della responsabilità dello spettatore e del suo sguardo di fronte all’infanzia ("Lolita").
Con l’ultimo spettacolo, "Jesus", proseguono il filone più intimo e introspettivo della loro produzione, raccogliendo dal figlio di quattro anni le domande fondamentali (e normalmente esorcizzate) sul senso della vita e rilanciandole in una riflessione sulla spiritualità che interroga a sua volta laici e credenti.
Il progetto comprende inoltre un laboratorio riservato agli studenti del Dipartimento delle Arti, dal titolo "Dietro lo specchio", che si concluderà con un esito aperto al pubblico. Completa il programma la tavola rotonda dedicata alla "Lingua di Babilonia Teatri", con la presentazione della monografia di Stefano Casi ("Per un teatro pop", Titivillus, 2013) e del volume di testi di Castellani e Raimondi ("Almanacco", Titivillus, 2013, con introduzione di Cristina Valenti)
DEI TEATRI, DELLA MEMORIA. VIII EDIZIONE. Rassegna teatrale
RASSEGNA TEATRALE “DEI TEATRI, DELLA MEMORIA”, VIII EDIZIONE. Direttore artistico CRISTINA VALENTI
Bologna, Giardino della Memoria di Ustica, 29 giugno – 10 agosto 2016
La rassegna DEI TEATRI, DELLA MEMORIA, con la direzione artistica di Cristina Valenti, giunge nel 2016 alla sua VIII edizione e si inserisce nel più ampio progetto "IL GIARDINO DELLA MEMORIA" promosso da Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e Museo per la Memoria di Ustica nel XXXVI Anniversario della Strage. Con i patrocini del MIUR Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Dipartimento delle Arti e del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna. Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Quartiere Navile, bè bolognaestate ‘16, Assemblea Regionale Siciliana. Media partner Rai. Main sponsor Unipol. Con la collaborazione di Tper Trasporto passeggeri Emilia Romagna, Legacoop Bologna, Gruppo Hera, Coop Alleanza 3.0. Progetto realizzato in collaborazione con Cronopios, Officina Immagine, Associazione Scenario.
La rassegna comprende sei appuntamenti, programmati con scadenza settimanale dal 29 giugno al 10 agosto 2016, con artisti e compagnie teatrali d'eccellenza, che operano nel campo dell’Innovazione, inseriti in un progetto dedicato alla memoria come impegno nel presente. La rassegna si apre e si chiude con due creazioni originali, nate da percorsi laboratoriali che hanno coinvolto rispettivamente gli studenti della Scuole Medie Zappa e un gruppo di minori e giovani adulti in carico alla giustizia minorile. Il primo lavoro, dal titolo “È ora, È adesso”, è stato realizzato nell’ambito del protocollo d’intesa “Vittime del terrorismo” sottoscritto con il Miur ed è il risultato di un progetto di “non-scuola”, esperienza fondata nel 1991 dal Teatro delle Albe di Ravenna e basata sul metodo del gioco e della creazione condivisa. Gli studenti della Scuola Media Zappa hanno lavorato da gennaio 2016 sul tema della Strage di Ustica sotto la guida dell’attore e regista Luigi Dadina e del rapper Lanfranco “Moder” Vicari. Il risultato del lavoro è stato presentato il 29 giugno all’interno del Museo per la Memoria di Ustica, ha vinto il concorso nazionale “Tracce di memoria” (III edizione), realizzato dalla “Rete degli Archivi per non dimenticare”, in collaborazione con MIUR e MIBACT. (https://www.youtube.com/watch?v=67c-icbE2mA)
La seconda creazione originale, “La notte di San Lorenzo” (10 agosto), ha dato vita a un oratorio di poesie civili selezionate da Niva Lorenzini su temi riconducibili a esperienze vissute dai minori reclusi o in carico ai Servizi della Giustizia Minorile. I testi originali che hanno composto la drammaturgia dello spettacolo (le poesie inedite di Francesca Tuscano e i testi dei ragazzi dell'IPM di Bologna) sono stati in seguito pubblicati nel volume “Nella notte. Di San Lorenzo” (Corraini edizioni, 2016).
Altro evento appositamente pensato per la rassegna è stato “Dopo la Tempesta” (5 luglio), regia di Armando Punzo, prologo al nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza di Volterra, presentato in anteprima esclusiva con il coinvolgimento degli spettatori. Altri spettacoli hanno diversamente intrecciato i temi della memoria e della verità. “Gianni” (14 luglio), vincitore del Premio Scenario per Ustica 2015 e del Premio In-Box 2016, della giovane attrice e autrice Caroline Baglioni, dedicato alla figura dello zio affetto da problemi maniaco-depressi; “Le fumatrici di pecore” (20 luglio) nato dall’incontro fra la danzatrice e coreografa Antonella Bertoni e la giovane Patrizia Biroli indaga poeticamente le risorse celate nelle attitudini differenti. “Trattato di Economia”, di Roberto Castello, “coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza”, si interroga sul denaro e sulla sua onnipresenza per scoprirne la paradossale mancanza di rapporto con la realtà
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