42 research outputs found

    The influence of cognitive factors on balance and gait

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    Gait and balance impairments are known to be omnipresent among the general elderly population, and especially among elderly people with neurological diseases (see Segev-Jacubovski et al. in Expert Rev Neurother 11:1057–1075, [1] for a review). © 2018, Springer International Publishing AG

    L’outcome funzionale e cognitivo in pazienti affetti da grave cerebrolesione acquisita: studio retrospettivo su 390 pazienti

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    Introduzione - Gli studi presenti in letteratura, concernenti il recupero funzionale e cognitivo nelle GCA, riguardano spesso pazienti con danno di origine traumatica; i lavori trattanti l’origine non traumatica sono limitati e generalmente non suddividono le varie categorie eziologiche che compongono tale gruppo. Lo scopo dello studio è stato confrontare, in pazienti affetti da GCA di origine traumatica, cerebrovascolare e anossica, il recupero funzionale e cognitivo ed individuare indici clinici predittivi per il destino post-dimissione. Materiali e Metodi - È stato eseguito uno studio retrospettivo su 390 pazienti (234 traumatici, 123 cerebrovascolari e 33 anossici) ricoverati nell’UGC dell’Ospedale di Negrar dal 2004 al 2007. Di ogni paziente sono stati raccolti i dati demografici e clinici: età, sesso, eziologia, intervallo tra evento acuto (ALOS) e ricovero in riabilitazione (RLOS), durata di degenza riabilitativa (RLOS), destino postdimissione, GCS, Glasgow Outcome Scale (GOS), Disability Rating Scale (DRS), Levels of Cognitive Functioning (LCF) e Functional Independence Measure (FIM). Risultati - Il confronto tra le tre eziologie mostrava come ai pazienti con GCA traumatica corrispondesse un’età media inferiore, una maggior percentuale di sesso maschile, un minor ALOS, una ridotta RLOS ed un miglior outcome funzionale e cognitivo a tutte le scale di valutazione. I pazienti con eziologia anossica presentavano invece il peggior outcome. ll punteggio ottenuto alla DRS al momento del ricovero in riabilitazione è risultato essere l’indice clinico maggiormente correlato con la probabilità di ritorno al domicilio, indipendentemente dall’eziologia. Conclusioni - I pazienti traumatici presentano un miglior outcome funzionale e cognitivo rispetto alle altre eziologie considerate. La scala DRS all’ammissione può essere considerata un indice clinico in grado di predire la probabilità di ritorno al domicili

    La fibromialgia: uno studio descrittivo sugli aspetti cognitivi e comportamentali

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    Introduzione La fibromialgia (FM) è una sindrome caratterizzata principalmente da dolore cronico diffuso, fatica, deficit cognitivi, disturbi del sonno, ansia, depressione e numerosi altri disturbi somatici. Nonostante siano state formulate diverse ipotesi sull’eziologia e fisiopatologia di tale sindrome, l’FM resta ancora una patologia oscura. Obiettivi Questo studio di tipo descrittivo si propone due obiettivi. Il primo è quello di stilare il profilo cognitivo-comportamentale di pazienti con FM, il secondo è quello di indagare l’esistenza di una relazione tra i deficit cognitivi, i tratti psicologici e le performance motorie di tali pazienti. Metodi Sono state reclutate 10 pazienti con diagnosi di FM (secondo i criteri ACR del 2010) afferenti al Centro di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. I criteri di inclusione erano: sesso femminile, età tra 20 e 65 anni, MMSE>24, assenza di patologie psichiatriche e malattie reumatologiche. Le pazienti, dopo esser state contattate, sono state valutate, in un’unica sessione, con una specifica batteria cognitiva (Trail Making Test, PASAT, Digit Span, Span Reversal, 15 Parole di Rey, Cubi di Corsi, Listening Span Test), una batteria comportamentale (STAI-Y1 e Y2, BDI, Brief Cope, Young Schema Questionnaire) e il Timed Up and Go. Risultati Dai risultati è emerso che il 60% delle pazienti mostra punteggio patologico in almeno 1 test di attenzione e in almeno 1 di memoria. Il 60% delle pazienti mostra inoltre un’ansia di stato almeno moderata e il 70% un’ansia di tratto almeno moderata. L’80% presenta un li- vello di depressione importante, ma solo il 20% mostra strategie di coping disfunzionali. Gli schemi comportamentali maladattivi più pre- senti sono la tendenza all’autosacrificio, porsi standard eccessivi, il sentirsi escluso socialmente ed abbandonato, l’eccessiva vulnerabi- lità e sottomissione. I risultati mostrano infine una correlazione significativa tra i deficit attentivi e alcuni aspetti psicologici come l’ansia di stato, i tratti di falli- mento e sottomissione. Discussione Dal seguente studio si evince come questa tipologia di pazienti condivida un profilo cognitivo-comportamentale comune e come esista una correlazione tra alcuni sintomi psicologici indagati e i deficit cognitivi

    Feasibility of a physical activity program in patients with mild cognitive impairment

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    Emerging evidence underlined the importance of physical activity on frailty, independence, communication, depression, cognition, and quality of life in patients with cognitive decline

    IS THE OUTCOME OF DIAGNOSTIC NERVE BLOCK RELATED TO SPASTIC MUSCLE ECHO INTENSITY? A RETROSPECTIVE OBSERVATIONAL STUDY ON PATIENTS WITH SPASTIC EQUINOVARUS FOOT

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    Objective: To investigate the relationship between spastic calf muscles echo intensity and the outcome of tibial nerve motor branches selective block in patients with spastic equinovarus foot. Design: Retrospective observational study. Patients: Forty-eight patients with spastic equinovarus foot. Methods: Each patient was given selective diagnostic nerve block (lidocaine 2% perineural injection) of the tibial nerve motor branches. All patients were evaluated before and after block. Outcomes were: spastic calf muscles echo intensity measured with the Heckmatt scale; affected ankle dorsiflexion passive range of motion; calf muscles spasticity measured with the modified Ashworth scale and the Tardieu scale (grade and angle). Results: Regarding the outcome of tibial nerve selective diagnostic block (difference between pre- and post-block condition), Spearman's correlation showed a significant inverse association of the spastic calf muscles echo intensity with the affected ankle dorsiflexion passive range of motion (p = 0.045; ρ = 00- 0.269), modified Ashworth scale score (p = 0.014; ρ = -0.327), Tardieu grade (p = 0.008; ρ = -0.352) and Tardieu angle (p = 0.043; ρ = -0.306). Conclusion: These findings support the hypothesis that patients with spastic equinovarus foot with higher spastic calf muscles echo intensity have a poor response to selective nerve block of the tibial nerve motor branches

    DISTURBI DELL’EQUILIBRIO E DEFICIT COGNITIVI NEL PAZIENTE CON MALATTIA DI PARKINSON

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    Introduzione. La Malattia di Parkinson (MP) è una patologia neurodegenerativa ad andamento cronico. I pazienti affetti da MP mostrano un quadro clinico di alterazione della performance motoria. In particolare, l’instabilità posturale è una delle manifestazioni cliniche maggiormente disabilitanti poiché è causa di frequenti cadute che spesso si associano a gravi esiti come fratture e disabilità permanenti (Robinson et al., 2005). Tale disturbo, insieme ad altri, può portare ad una riduzione delle attività della vita quotidiana e ad un rapido deterioramento delle “performance” motorie del paziente, con il conseguente aggravamento della disabilità ed incremento della dipendenza dal caregiver. Oltre alle difficoltà motorie il paziente affetto da MP presenta spesso anche disturbi nella sfera cognitiva (Bonnet Czernecki, 2013; Calabresi et al., 2013) quali solitamente rallentamento ideomotorio, disturbi a carico delle funzioni esecutive e fluttuazioni attentive. Spesso inoltre pazienti con MP mostrano disturbi comportamentali (depressione, ansia, apatia, ecc). La MP appare quindi come una malattia complessa in cui il paziente può mostrare in maniera concomitante disturbi motori, cognitivi e comportamentali. Ad oggi, tuttavia, non risulta ancora chiara quale sia l’interazione tra questi disturbi. Lo scopo del nostro studio è quindi quello di valutare se esiste una correlazione tra i disturbi dell’equilibrio e le capacità cognitive nei pazienti con MP. Materiali e metodi. Sono stati inclusi nello studio pazienti affetti da MP che presentavano disturbi dell’equilibrio (pt ≥ 2nella Hohen & Yahr Scale). Sono stati esclusi quelli affetti da demenza (MMSE ≥ 24). I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: il primo gruppo ha eseguito un training con Treadmill: 12 sedute da 45 min ciascuna, 3 volte la settimana per 4 settimane, il secondo gruppo, di controllo, non ha eseguito alcun training. I pazienti sono stati sottoposti a valutazione fisiatrica e cognitiva prima (T0), subito dopo la fine del training (T1) e al follow up a 4 settimane (T2). La valutazione motoria prevedeva: Unified Parkinson’s Disease Rating Scale (UPDRS), Berg Balance Scale (BBS), Timed Up and Go (single task e dual task), 6 Minute Walking Test (6MWT), 10-Meter Walking Test (10MWT), e pedana posturo- stabilometrica. Per quanto riguarda la valutazione neuropsicologica sono state valutate le abilità attentive (TMT), la working memory (memoria con interferenza), il linguaggio (Fluenza verbale semantica) e le funzioni esecutive (FABit, MoCA, Stroop test). Inoltre è stata indagata la presenza di depressione (BDI) e la qualità della vita del paziente (PDQ-8). Risultati. sono stati valutati 25 pazienti con MP. Di questi 22 rientravano nei criteri di inclusione dello studio, e sono stati randomizzati in due gruppi da 11 pazienti ciascuno. Quattro pazienti hanno abbandonato lo studio in corso di svolgimento. I dati raccolti hanno mostrato un miglioramento, a fine trattamento, delle funzioni motorie di equilibrio e resistenza alla deambulazione per i pazienti del primo gruppo rispetto a quelli del gruppo di controllo, (in particolare TUG single e dual task, 10 MWT, BBS, 6MWT). Inoltre, successivamente al training motorio i pazienti mostravano un miglioramento nelle capacità di attenzione visiva selettiva, velocità di visual-search, delle funzioni esecutive e di working memory. Tale miglioramento non si evidenziava nei pazienti del gruppo di controllo. Conclusioni. i risultati confermano l’efficacia già dimostrata del trattamento con Treadmill nei confronti di deambulazione ed equilibrio nei pazienti con MP. Inoltre viene messa in luce la relazione tra performance motorie e cognitive, evidenziando come un training motorio per la deambulazione possa avere un riscontro clinico sia sul versante motorio che sulle abilità cognitive. Ulteriori studi clinici con ampliamento della casistica saranno necessari al fine di approfondire questo tema

    The effects of an innovative combined Robot Assisted Gait Training and Virtual Reality on cognitive impairments and motor deficits in patients with multiple sclerosis: a pilot randomized control trial

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    Background: Cognitive impairments affect up to 70% of persons with Multiple Sclerosis (MS) and the potential of gait rehabilitation with Virtual Reality (VR) to reduce clinical symptoms and disability Poster Session 1, 24(S2) due to cognitive deficits might be very promising. The main aim of this pilot randomized controlled trial was to compare the effects of an innovative combined Robot Assisted Gait Training plus VR (RAGT-VR) with those of standard RAGT on cognitive impair- ments and motor deficits in patients with Multiple Sclerosis (MS). Methods: Subjects were enrolled and randomly allocated either in the RAGT- VR or in the RAGT group. The RAGT-VR group underwent a training on an end-effector device combine with VR while the RAGT group underwent a training on an end-effector device alone. Each patient, irrespective of group assignment, underwent individualized treatment 40-minute/day, two days/ week for six consecutive weeks for a total of 12 sessions. A blinded rater evaluated patients before, after treatment, and at one month follow-up. Primary outcome was the Paced Auditory Serial Addition Test (PASAT). Secondary outcomes were the Phonemic Fluency Test (PFT), Rivermead Behavioral Memory Test (RBMT), Digit Symbol (DSymb), Multiple Sclerosis Quality of Life-54 (MSQOL-54) and Two Minute Walking Test (2MWT), 10 Meter Walking Test (10MWT) and Berg Balance Scale (BBS). Results: Seventeen MS patients (7 males and 10 females) were ran- domized to the RAGT-VR group (n =8) or the RAGT group (n =9). At baseline no significant differences were noted. Between groups comparisons showed significant change in 2MWT after treatment (p=0.012) in favor of RAGT-VR group. In the RAGT-VR group, within-group comparison showed significant improvements after treatment and at follow-up on PASAT (p=0.012; p=0.012), PFT (p=0.012; p=0.012) and RBMT NT-IR (p=0.012; p=0.012). Significant improvements after treatment were found on MSQOL- 54 PHC composite (p=0.017), MSQOL-54 MHC composite (p=0.018), 2MWT (p=0.012), 10MWT (p=0.012) and BBS (p=0.011). In the RAGT group significant improvements were found for MSQOL-54 MHC (p=0.018), MSQOL-54 PHC (p=0.017), 10MWT (p=0.018) and BBS (p=0.016) after treatment. Conclusion: RAGT combine with VR could be consider a nov- elty training and more effective on improving gait abilities com- pare to RAGT alone and could ameliorated cognitive impairments in subjects suffering from MS. Further studies on larger patients samples are warranted to confirm these preliminary findings

    Neurotablet: un nuovo strumento per la riabilitazione neuropsicologica. studio pilota su pazienti con ictus cerebrale

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    Introduzione: Come noto, il deficit cognitivo è uno dei principali fattori disabilitanti nel paziente con ictus cerebrale. Risulta quindi di fondamentale importanza sottoporre i pazienti ad una riabilitazione specifica che possa ridurre tale deficit. Tra i vari trattamenti proposti nell’ambito neuropsicologico, recentemente sono stati sviluppati protocolli di intervento che prevedono l’utilizzo di strumenti computerizzati a scopo riabilitativo. I lavori presenti in letteratura indicano come la riabilitazione tramite software computerizzati possa portare ad un miglioramento di vari aspetti cognitivi deficitari nei pazienti con ictus (Bo ryun Kim et al 2011; Hwi-Young Cho et al 2015). Tuttavia rimane ancora da indagare approfonditamente l’efficacia di una riabilitazione tramite strumenti tecnologici computerizzati, sulle abilità cognitive dei pazienti con ictus. In tale ambito, recentemente è stato sviluppato un nuovo strumento specificatamente creato per la riabilitazione neuropsicologica: il Neurotablet. Obiettivo del presente studio è quindi quello di indagare gli effetti di un trattamento con Neurotablet in pazienti post ictus che presentano nello specifico disturbi di attenzione. Materiali e Metodi: Nel presente studio sono stati inclusi pazienti con ictus cerebrale afferenti alla Neuroriabilitazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona che presentano le seguenti caratteristiche: distanza dall’ictus compresa fra i 2 e i 6 mesi (fase subacuta), età compresa tra 20 e 85 anni, presenza di deficit attentivi conseguenti all’ictus (valutati con TMT, Test delle Campanelle, Matrici Attentive e Dual Task), assenza di decadimento cognitivo, di disturbi psichiatrici, di deficit di comprensione gravi, di neglect o di disturbi visivi non corretti. I pazienti che rispettavano tali criteri sono stati valutati attraverso una batteria di test (misure di outcome primarie: TMT, Matrici Attentive, Test delle Campanelle, Dual Task, SART, Test di Stroop; misure di outcome secondarie: MMSE, Test della figura di Rey, Memoria di Prosa, Digit Span, Span Reversal, Span di Corsi, FAB, Test dei labirinti di Elithorn, Test dell’Orologio e Test di Brixton) prima, dopo il trattamento riabilitativo con Neurotablet e a distanza di due mesi dalla fine dello stesso (follow-up). Il trattamento aveva una durata di quattro settimane per un totale di dodici sedute (tre sedute settimanali) ognuna della durata di quaranta minuti. Risultati: Attualmente sono stati inclusi nello studio 6 pazienti (età media: 70 anni; 5 maschi) con ictus cerebrale in fase sub-acuta (media distanza evento: 4,5 mesi) che presentavano disturbi di attenzione. Una prima analisi descrittiva mostra un miglioramento successivamente al trattamento nelle seguenti prove: Matrici Attentive, Dual Task, FABit, Test dei labirinti di Elithorn. Si rileva un peggioramento nei tempi di reazione del test SART e nel tempo di esecuzione del TMTb Complessivamente stabili le performance pre-post trattamento nelle altre prove. Le valutazione follow-up mostrano una stabilizzazione delle prestazioni rispetto alla valutazione post-trattamento. Conclusione: Dai dati preliminari non è possibile definire con precisione gli effetti del trattamento con Neurotablet. Tuttavia si riscontra un’alta compliance dei pazienti nei confronti del trattamento ed un miglioramento in alcune prove specifiche di attenzione. Rispetto ai protocolli riabilitativi standard l’utilizzo del Neurotablet fornisce un feedback immediato della performance del paziente, e permette di lavorare in maniera più specifica e sensibile poichè si adatta in maniera automatica alle capacità del paziente e fornisce una grande varietà di stimoli ed esercizi, lavorando anche sulla velocità di esecuzione

    Relationship between Cognitive Performance and Motor Dysfunction in Patients with Parkinson’s Disease: A Pilot Cross-Sectional Study

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    The aim of this pilot cross-sectional study was to extensively investigate the relationships between cognitive performance and motor dysfunction involving balance and gait ability in patients with Parkinson’s disease. Twenty subjects with Parkinson’s disease underwent a cognitive (outcomes: Frontal Assessment Battery-Italian version, Montreal overall Cognitive Assessment, Trail Making Test, Semantic Verbal Fluency Test, and Memory with Interference Test) and motor (outcomes: Berg Balance Scale, 10-Meter Walking Test, 6-Minute Walking Test, Timed Up and Go Test performed also under dual task condition, and Unified Parkinson’s Disease Rating Scale) assessment. Our correlation analyses showed that balance skills are significantly correlated with executive functions, cognitive impairment, and ability to switch attention between two tasks. Furthermore, functional mobility showed a significant correlation with cognitive impairment, verbal fluency, and ability to switch attention between two tasks. In addition, the functional mobility evaluated under the dual task condition showed a significant correlation with cognitive impairment and ability to switch attention between two tasks. These findings might help early identification of cognitive deficits or motor dysfunctions in patients with Parkinson’s disease who may benefit from rehabilitative strategies. Future prospective larger-scale studies are needed to strengthen our results
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