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    Realizzazione di un centro parrocchiale in località "Pila ai Piani", Frigento (AV)

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    Il progetto di una nuova Chiesa ed un nuovo centro parrocchiale, con la casa canonica, il salone e i locali di ministero pastorale, ha significato pensare ad un nuovo centro di aggregazione per il territorio, un luogo di tutti, che può essere frequentato tutti i giorni, ancor più quelli festivi. Ruolo centrale della composizione è quello della Chiesa, la cui mole si staglia con decisione sul contesto circostante e con la copertura a falde molto pronunciata, diviene un elemento di riferimento visibile anche da lontano, a rafforzare la riconoscibilità è la scelta di trattare l'edificio come un volume archetipo, di estrema semplicità, monomaterico, interamente in legno

    Progetto La Birreria, PUA dell'Area ex-Peroni in Napoli

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    L’obiettivo principale di questo Piano è avviare, a partire dal recupero dell’ex complesso industriale, un processo di sviluppo che investa l’intera area e che possa avere ripercussioni positive anche sui centri urbani dell’area a nord di Napoli. L’area è stata occupata dall’impianto industriale della Birra Peroni, attivo fino a pochi anni fa, del quale rimangono oggi i corpi architettonici; la forza e la chiarezza dell’impianto degli assi viari e la posizione limitrofa al nucleo originario del casale di Miano hanno consentito che questo brano di territorio mantenesse la sua forma fino ad oggi. Il tema della riconfigurazione del margine è centrale nell’idea complessiva sottesa al Piano; altro tema di progetto centrale è quello degli ingressi, che naturalmente variano a seconda degli accessi alle diverse funzioni che vengono realizzate nei nuovi spazi; Il progetto prevede il recupero dell’architettura della vecchia Birreria Peroni con l’intento di dare vita a un insieme di luoghi che conservino l’unitarietà della vecchia fabbrica e possano rappresentare un nuovo luogo pubblico, un centro di relazioni e commercio che rivitalizzi l’intera zona. Con questo Piano si è voluto costruire un programma che metta insieme differenti elementi quali luoghi per la comunità, come gli asili e le strutture culturali per la socializzazione e gli spazi privati, la residenza, i luoghi per il commercio e i locali per l’intrattenimento che renderanno vivibile il complesso. Albergo, residenze e centro commerciale sono le funzioni strutturanti il nuovo intervento, queste occupano in buona parte i vecchi edifici industriali dismessi, mentre i corpi delle residenze sono ricostruiti sul sedime di quanto abbattuto. Il centro commerciale si realizzerà interamente all’interno della struttura originaria dello stabilimento di produzione e imbottigliamento, e il progetto mantiene le caratteristiche architettoniche della sala. Il rispetto per la preesistenza segna anche il progetto del nuovo albergo che occuperà il vecchio edificio della fabbricazione, mentre gli edifici residenziali saranno ex-novo e disegneranno i nuovi prospetti del complesso

    To change the site's "destiny" through architecture

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    Territorio, paesaggio e trasformazione, ma anche territorio, paesaggio e ambiente. Chi è chiamato a progettare oggi un luogo, o all'interno di esso, è chiamato a una riflessione sul rapporto ottimale tra uomo e natura, rapporto che passa per una serie complessa di elementi, ed è alla base del contemporaneo concetto di sostenibilità, ormai fondamentale se inteso nella sua essenza profonda. L'opera di architettura contemporanea è spesso prate di un processo di manutenzione del territorio stesso; sin'ora sono perlopiù apparsi come processi distinti e separati, modi diversi di guardare al terriroio e ad una sua possibile trasformazione. E' invece proprio dal combinato di diverse specificità disciplinari che oggi si può immaginare di modificare il territorio stesso, sia esso più o meno urbanizzato, attraverso un modo diverso di intendere la relazione necessaria e proficua tra sostenibilità e ricerca, ed a mio modo di vedere anche tra ricerca e progettazione. Questo è il punto più interessante sul quale siamo invitati a riflettere, l'azione cosiddetta “professionale” non può essere senza una continua ricerca, senza confronto, senza aperture al mondo esterno. Ritengo quindi una gran fortuna poter avere un confronto aperto oltre l'accademia, ma anche oltre il nostro studio professionale. Il nostro modo di lavorare ci porta continuamente, un po' per le questioni da affrontare, molto per la nostra storia poersonale, che ci vede impegnati anche sul fronte dell'insegnamento, a ricercare i temi e le questioni che rappresentano il primo passo dell'esercizio progettuale, il nostro tentativo è sempre quello di mettere in evidenza a noi stessi, per poi riportare nel progetto, il “palinsesto” su cui andiamo ad indagare alla ricerca delle tracce che entrano nel nostro lavoro, con un fine ultimo: la valorizzazione e la tutela di quel luogo stesso. I progetti che ho scelto per raccontare il nostro modo di lavorare muovono dalla convinzione che sia possibile cambiare il destino di un luogo attraverso l’architettura; che sia possibile invertire tendenze negative, riscattare con i luoghi gli abitanti, invertire processi di periferizzazione e isolamento, avviare processi virtuosi di recupero e di valorizzazione ambientale. La specificità dei luoghi, la forme dei territori, l'identità urbana, l'attenzione ai caratteri morfologici, tipologici e infrastrutturali sono gli elementi dai quali deve muovere il progetto, dai quali iniziare a “mettere ordine tra le cose”, riconoscere, classificare, comporre e ricomporre, emarginare e accogliere, valorizzare e tutelare. I tre progetti che mi accingo a raccontare sono tre esempi di un modo di leggere, osservare e descrivere la realtà, ma anche di come il lavoro del progettista sia il frutto di occasioni, che non sempre si concretizzano nella costruzione, ma che certamente rappresentano la vera sfida di chi ama profondamente questo mestiere. Dunque, tre progetti, tre realtà, tre occasioni, tre temi centrali della nostra contemporaneità: l'infrastruttura, il recupero urbano, la costruzione sostenibile; tre committenti: l'ente pubblico Metrocampania Nordest, l'imprenditore privato che vuole provare ad investire nella città di Napoli, il medico appassionato della sua terra e dell'ambiente

    fgp st.udio progetto e ricerca

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    Un edificio residenziale nella provincia di Napoli recupero di un vecchio manufatto, due stazioni della circumflegrea a Quarto, progettoi che testimoniano questioni e risposte diversi, l'architettura dialoga con i luoghi, con la città consolidata, sia nel suo essere edficio reisdenziale, che nel suo essere infrastruttural lineare di collegamento, che cerca di ricucire parti urbane tagliate dalla linea del treno che corre in sopraelevata. Un lavoro in cui i temi si intraecciano così come gli strumenti della ruicerca teorica ed apllicata

    Lo spazio sacro

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    Lo spazio sacro di nuova edificazione della Chiesa dell'Immacolata Concezione a Baku, la prima chiesa realizzata in Azerbaijan dopo la caduta del regime comunista. Il progetto vuole generare uno spazio sacro impostato secondo le prescrizioni conciliari e capace, allo stesso tempo, di divenire generatore di luoghi urbani di incontro per la popolazione. La posizione della Chiesa rispetta l’orientamento planimetrico tradizionale e, con il complesso parrocchiale, configura una sorta di hortus conclusus, con i 12+1 ulivi, i 12 apostoli + Giuda. In continuità con la piazza verde - il giardino- è posta la piazza di pietra -il sagrato- che accoglie le persone. Il materiale di rivestimento è la badandar, pietra locale dal caratteristico color crema, con cui è stata costruita nel tempo tutta la città che risulta essere sostanzialmente monocroma. Divesro l'intervento di restauro e recupera della cappela del Monastero di Santa Chiara in Napoli, la cappella delle clarisse, poi divenuta Chiesa di Cristo Redentore e San Ludovico D'Angiò. Partendo da questa essenziale necessità la proposta progettuale, che interpreta le richieste della Madre Superiora e di tutta la comunità delle clarisse, prevede un allargamento del vano centrale presente nel muro che separa la cappella e il coro. Tale soluzione prevede la riproposizione e il riutilizzo delle cornici in pietra di tufo esistenti, debitamente integrate ove necessario, per la bordura dell'arco e dei due vani laterali. Ad ampliamento del vano centrale effettuato si potrà finalmente collocare l'attuale altare in posizione mediana tra l'aula e il coro, rendendo concreta la completa fusione del popolo dei fedeli con la comunità religiosa durante la celebrazione della Santa Eucaristia, così come richiesto dai documenti del Concilio Vaticano II che hanno ridotto la rigidità del concetto di separazione delle clarisse dal popolo dei fedeli durante le celebrazioni religiose, nel chiaro intento di riunire tutti i figli intorno al mistero dell'Eucarestia: ciò che normalmente è separato in quel momento deve essere unito ed egualmente partecipe ai Santi Misteri. Una struttura leggera di metallo intrecciato secondo la tradizione cenobitica ricostituirà infine delle leggere grate che, al termine delle celebrazioni, ripristinerà la separatezza tra la clausura ed il mondo estrerno. La trasformazione interviene sulla configurazione spaziale realizzata nell'ultimo dopoguerra dalla allora Madre Superiora, non particolarmente significativa dunque, comunque senza snaturare l'attuale configurazione, ma portandola piuttosto ad una misura idonea in equilibrio con la grande superficie della parete che non verrebbe sostanzialmente alterata, nella considerazione di fondo che sempre dovrebbe guidare le scelte degli uomini la massima evangelica secondo cui le cose sono al servizio degli uomini e non gli uomini al servizio delle cose. Un vantaggio spaziale conseguenza di tale proposta di ampliamento del vano centrale, sarà la migliore visione dell'imponente affresco trecentesco presente sulla parete di fondo del coro delle clarisse, oggi praticamente precluso alla vista dei partecipanti al rito, che in tal modo diventerebbe scena e fondale per coloro che visiteranno la cappella

    L'impiego pubblico non privatizzato all'indomani del d.lgs. n. 165/2001

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    quadro generale e sistematico della riforma del pubblico impiego e delle carriere escluse dalla riforma stess
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