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    Cominciare con la Resistenza. Saggi di storici esordienti sul 1943-1945

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    Ancora nel XXI secolo, dopo più di sessant'anni, la Resistenza anziché trovarsi archiviata tra i monumenti di una ormai lontana storia patria, continua a sollecitare il dibattito pubblico e l'interesse dei giovani studiosi che sono i protagonisti di questo libro.Si può parlare di una politica partigiana? E che rapporto ha avuto con quella dei partiti?. I contributi del volume ruotano intorno a queste domande partendo dai nodi classici - il governo Parri, la svolta di Salerno, la Repubblica di Montefiorino - ma affrontando anche aspetti poco indagati - i sovietici che furono partigiani in Italia o le opinioni dell'"uomo comune" durante il conflitto - per arrivare a toccare i diversi modi di rielaborare la memoria (i romanzi di Fenoglio, il teatro sui partigiani, il museo dedicato ai fratelli Cervi)

    introduzione

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    Riflessione intorno al convegno "Ripensare gli anni Settanta" tenutosi il 27, 28, 29 settembre 2007 di cui il volume introdotto raccoglie alcuni interventi rivisti dagli autori. Le quatrro categorie di "mondo" , "politica", "linguaggio" e "soggettività" sono identificate come parole chiave particolarmente ricorrenti in tutti gli interventi, nonché decisive per un bilancio di quel che in positivo e in negativo resta ancora da meditare intorno a quel decennio

    Rapporto sul Progetto di Assistenza Disoccupati (PAD) nella città di Bologna

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    As a consequence of global labor market reorganization, unemployment has become the unavoidable fate affecting a large number of workers. At the same time, the unemployed have to be considered the first experts on unemployment. These are the starting hypotheses for a recent ethnographic research conducted by a group of students and professors of Anthropology of the University of Bologna from May 2016 to November 2017. The sample of unemployed people chosen for the study is small in number, but analyzed in depth. It originated in a group which had already been involved in a project called PAD (Programma Assistenza Disoccupazione, a project created in Bologna by a pool of psychologists in collaboration with three Unions, i.e. CGIL, AUSER and NIDL, for assisting the unemployed). Anthropologists, psychologists and unionists all shared a common goal: to investigate the circumstances and the effects of the phenomenon of unemployment in Bologna, a town which used to be untouched by such a social issue. This report presents the results of our anthropological research: it shows how much institutional policies (indeed, very inadequate so far) do not take the personal stories and experiences of the unemployed into account. To advise policy makers, an anthropological approach therefore turns out to be especially useful when studying those social problems that no longer can be considered emergencies but structural issues

    La fine del movimento del ’77. Bologna punto e a capo?

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    il contributo analizza la vicenda del convegno che si tenne a Bologna nel 1977 e che segnò una cesura all'interno del movimento studentesco

    Politica e "movimenti" negli anni Settanta. Problematiche, categorie d'analisi e giudizi storiografici

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    Ad una rassegna critica delle impostazioni problematiche, delle analisi e dei giudizi della storiografia esistente in merito agli anni Settanta segue la proposta di una diversa angolatura per un ripensamento di quegli stessi anni. Parole chiave qui avanzate sono "vita intellettuale", "questione nazionale" e "passioni politiche

    L'Università e le proteste giovanile:gli studenti a Bologna

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    gli studenti dell'Università di Bologna durante il movimento del 197

    La cultura Popolare negli anni Settanta tra cinema, televisione, radio e fumetto.

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    Il saggio ripercorre le mutazioni della cultura popolare nel decennio, considerando di fatto anche la seconda metà degli anni Sessanta. Si individuano le forti spinte innovative che attraversarono la cultura mediale in quegli anni, il cui rilievo viene spesso oscurato dalle letture politiche che tendono a focalizzare l'attenzione sui movimenti di protesta sfociati negli episodi del Settantasette. Guardando invece ai media, e allargando lo sguardo a un decennio "lungo", appaiono evidenti le mutazioni dei consumi e delle pratiche di partecipazione culturale, il definirsi di consumi generazionali, l'incrinarsi del modello dei media di massa a favore di una comunicazione frammentata e molteplice. Gli anni Settanta appaiono allora, più che anni di piombo o anni del ribellismo giovanile, un periodo di elaborazione e definizione di nuove forme della comunicazione mediale, anticipando per molti versi quelle trasformazioni che si è soliti attribuire, nei decenni successivi, all'innovazione tecnologica

    I movimenti di protesta e la lunga depressione dell'economia italiana

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    Il saggio si è proposto l'obbiettivo di scandagliare le interconnessioni tra i caratteri dei movimenti di protesta, soprattutto giovanili, degli anni Settanta, che trovarono il loro culmine nel '77 bolognese, e le trasformazioni sociali e culturali indotte nella società italiana dalla terza crisi generale che prese le mosse tra il 1971 e il 1973

    Bologna 1977: l'Università

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    Dopo un'introduzione sullo "stato" dell'università italiana negli anni '70, il testo ripercorre le drammatiche vicende dell'Ateneo bolognese nel 1977, innanzitutto attraverso i verbali del Senato Accademico, del Consiglio di amministrazione, e dei Consigli delle facoltà più direttamente toccate dalle agitazioni studentesche di quei mesi, ponendo in luce la varietà di atteggiamenti e comportamenti che i vertici e il personale tutto dell'Università tennero di fronte a quel variegato e originale movimento, in una stagione già di per sé complessa per le difficili scelte strategiche che l'Ateneo e il sistema univesitario nel suo complesso dovevano affrontare
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