95 research outputs found

    Monumento funebre a Giuseppina Pizzigoni a Milano (1958)

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    Scheda relativa al monumento a Giuseppina Pizzigoni posta a Milano, nel Famedio del Cimitero Monumentale, nel 195

    Alcune architetture aziendali

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    Questa pubblicazione è frutto della collaborazione fra il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e il Dottorato di Architettura e Design del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova. Tale collaborazione è stata coordinata da Carlo Gandolfi e Vittorio Pizzigoni, che hanno curato gli esiti della ricerca raccolti nel presente volume gestendo anche il processo di revisione fra pari dei contributi. La produzione architettonica in ambito pubblico del progettista e designer milanese Roberto Menghi è parte di una storia più vasta: quella del rapporto del paese con l’industrializzazione, dell’urbanistica come strumento politico nel recupero del patrimonio edilizio compromesso dalla guerra e nella gestione delle periferie, la storia di élite imprenditoriali che investivano nella costruzione di uno spirito aziendale. Il rapporto di Menghi con i grandi gruppi industriali si può definire totale: dalla produzione degli oggetti di uso comune (brocche, secchi, innaffiatoi, canestri per benzina) fino alle architetture delle fabbriche e dei servizi sociali annessi. Nel caso di Roberto Menghi, l’attitudine verso applicazioni molteplici ed estese in tutta la gamma del progetto è frutto di una ricerca intellettuale e di una pratica costanti, entrambe svincolate da un costume preordinato, ma animate da una propensione verso la ‘giusta’ misura degli elementi. Quest'abilità, di fatto una connaturata trasversalità o versatilità, si trasferisce dalla teoria alla pratica del progetto architettonico

    On the nonlinear dynamics of spatial cellular tensegrities

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    It has been shown in [1] and [2] that the nonlinear mechanical response of one-dimensional assemblies of tensegrity modules is characterized by the presence of solitary waves and other nonlinear phenomena. In [3], numerical experiments carried out on two-dimensional periodic assemblies of tensegrity cells revealed that such lattices also supports the propagation of solitary waves. Here we extend that study by considering three-dimensional periodic assemblies of tensegrity cells. These cells have polyhedral shape with cables outside and bars inside, and they are assembled together by suspending one bar of a cell on the cables of an adjacent cell, so as to realize lattices characterized by a stiffening static response. We first present an exploration of the possible spatial tessellations which can be obtained in this way. Afterward, we discuss the simulated dynamic behavior of selected assemblies. References [1] Fraternali, F., Carpentieri, G., Amendola, A., Skelton, R.E., and Nesterenko, V.F., “Multiscale tunability of solitary wave dynamics in tensegrity metamaterials”, Applied Physics Letters, Vol. 105, 201903 (2014). [2] Davini,C.,Micheletti,A.,andPodio-Guidugli,P.,“OntheimpulsivedynamicsofT3tensegrity chains”, Meccanica, Vol. 51(11), pp. 2763-2776 (2016). [3] Micheletti, A., Paris, V., Pizzigoni, A., Ruscica, G. “Nonlinear cellular tensegrity materials”, presented at 23rd AIMETA Congress, Salerno, Italy, September 4-7, 201

    María Montessori y Giuseppina Pizzigoni: vestales en la renovación pedagógica italiana.

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    El presente artículo destaca dos figuras femeninas de la pedagogía. Maria Montessori fue una doctora en medicina que inicialmente realizó investigaciones para aliviar las tensiones generadas por las malas condiciones sanitarias en las que vivían los niños de su sociedad, y en las que debían educarse con estrategias tradicionales llamadas a cambiar. Giuseppina Pizzigoni era maestra y pensaba en una nueva escuela en la que los niños, hijos de una sociedad brutalmente industrializada, pudieran aprender fácilmente. Para ambas, la formación de los niños y niñas como labor de adultos, padres y maestros, debía forjarse con responsabilidad y nuevas metodologías que ellas mismas construyeron y propusieron. En el éxito de esa labor, consideraron, se encontraba el futuro de la humanidad. La comparación entre Giuseppina Pizzigoni y Maria Montessori nos permitirá destacar algunas diferencias y semejanzas de dos escuelas de pensamiento que, sin embargo, se remontan al unísono a la pedagogía italiana contemporánea de las nuevas escuelas.This article highlights two women important for pedagogy. María Montessori was a medical doctor who initially carried out research to alleviate the tensions generated by the poor sanitary conditions the children of this society experienced and under which they were educated through traditional strategies that had to be changed. Giuseppina Pizzigoni was a teacher who imagined a new school where children, the offspring of a brutally industrialized society, could be happy while learning. For both women the children’s education, being the task of adults, parents and teachers alike, should be carried out with responsibility and new methodologies they themselves constructed and proposed. For them, the future of humanity lies in the success of this task. Comparing Giuseppina Pizzigoni to Maria Montessori will allow us to point out some differences and similarities between the two schools of thought that go back to the contemporary Italian pedagogy of “new schools”

    Architettura su commissione

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    Questa pubblicazione è frutto della collaborazione fra il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e il Dottorato di Architettura e Design del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova. Tale collaborazione è stata coordinata da Carlo Gandolfi e Vittorio Pizzigoni, che hanno curato gli esiti della ricerca raccolti nel presente volume gestendo anche il processo di revisione fra pari dei contributi. La ricerca su Roberto Menghi pubblicata nel presente volume ha inizio nel corso del 2016 coinvolgendo alcuni docenti dell’Università di Parma, dell’Università di Genova e del Politecnico di Milano oltre a un gruppo di sei dottorandi del Dottorato in Architettura e Design dell’Università di Genova. I risultati parziali sono stati esposti pubblicamente in diverse occasioni e precisamente il 22 febbraio 2017 a Genova all’interno del Dottorato, il 21 ottobre 2017 all’Abbazia di Valserena durante un incontro seminariale, il 15 e 16 marzo 2019 sempre a Valserena nel seminario Lezioni italiane. Ignazio Gardella, Luigi Vietti, Roberto Menghi. Questa ricerca s’inserisce nel quadro di attività promosse dallo CSAC a partire da febbraio 2016, tra cui una più ampia ricerca sulla figura di Menghi coordinata da Carlo Gandolfi. In questo volume sono raccolte le “prime indagini” e i primi significativi risultati delle ricerche sull’opera di Roberto Menghi effettuate attraverso i materiali d’archivio conservati allo CSAC di Parma, tramite la rilettura della sporadica bibliografia esistente, e grazie all’analisi di alcuni edifici ancora esistenti. Questa pubblicazione, rivolta soprattutto agli studiosi e agli appassionati, non vuole essere una trattazione monografica, ossia non ha il fine di ricostruire interamente la carriera dell’autore e anche per questo non presenta una lettura cronologica delle sue opere. Essa ha la finalità di chiarire lo stato dell’arte relativamente agli studi su Menghi, di fornire una prima lettura critica del suo lavoro, di approfondire alcune tematiche specifiche; inoltre vuole essere uno strumento utile ad approfondire le indagini su questo importante progettista. Per esplicitare queste finalità, il volume è diviso in tre parti: la prima vòlta all’inquadramento critico dell’autore, la seconda dedicata all’approfondimento di singole tematiche, la terza infine indirizzata a mettere a disposizione strumenti e apparati che facilitino il lavoro di chi in futuro vorrà approfondire lo studio dell’opera di Roberto Menghi

    Pratozanino and Quarto, values from history and elements for restoration

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    This paper is a contribution to the Genoa Summer School organized by the DSA in 2014, in support of the project work on two former psychiatric hospitals, Pratozanino (Cogoleto) and Genova Quarto: 1 it explains the special, characterizing elements of the two sites, 2 it summarizes the activities on these two sites of SSBAP (Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio) and MARSC (Metodiche Analitiche per il Restauro e la Storia del Costruito

    The round wall

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    The first genoese Psychiatric Hospital was based upon the plan and construction of a clear model, Antoine Petit’s Hotel-dieu in Paris. It was just a circular wall containing inside it the six-arms that made up the house for lunatics. Italian Psychiatry dawned when Europe was attempting to organize specialized structures for particular groups of people (prisons, civil and psychiatric Hospitals, orphanages) from the consolidation of the hegemony of the bourgeois class

    Fornix: the circular platform-frame.

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    This paper explores the potential contribution of stone construction methods to environmental sustainability and modern construction and structural requirements. Drawing inspiration from an unrealized project by architect Pino Pizzigoni (Bergamo, 1944), it examines the spatial equilibrium of interlocking stone modular ribs designed without binders or reinforcement materials. The study addresses the structural performance, customization possibilities, and constructability of these structures by employing an integrated concept development method that combines a parametric design setting with mechanical analysis and physical concept models. The conceptual study indicates that the interlocking ashlars shall be able to maintain the thrust line within the structural section, allowing the structure to absorb external stresses typical in building constructions. Moreover, it suggests the possibility to achieve a three-dimensional equilibrium of mutually self-supporting rigid bodies that are firm even during installation. The findings lay the groundwork for a computational design method to produce resistant, spatially coherent ribs composed of modular elements that self-balance during construction and achieve improved structural capacity under operational conditions

    Una galleria tutta di vetro. Sezione del Vetro alla IX Triennale di Milano, 1951

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    Nel volume sono raccolte le “prime indagini” e i primi significativi risultati delle ricerche sull’opera di Roberto Menghi (1920-2006) effettuate a partire dai materiali d’archivio conservati allo CSAC di Parma tramite la rilettura della sporadica bibliografia esistente e grazie all’analisi di alcuni edifici. Nel caso specifico è stato approfondito il caso dell'allestimento della Sezione del Vetro alla IX Triennale di Milano del 1951
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