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    Gino Pavan e Ravenna archeologica

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    La figura di Gino Pavan occupa un posto significativo non solo nella storia del restauro dei monumenti ravennati, ma anche nella storia della ricerca archeologica. A Ravenna la sua attenzione si estende a largo spettro sia agli edifici curati e restaurati, ma anche agli edifici sottoposti a speciali indagini di carattere precipuamente archeologico negli anni della sua soprintendenza (1972-1976). Spicca il suo impegno investigativo nei riguardi della chiesa di Santa Croce. Nel guidare una vasta campagna di scavi archeologici a Santa Croce si dimostra capace di estendere i suoi interessi verso la comprensione dei caratteri fondamentali della complessa storia urbana. E’ passato al setaccio l’intero quartiere – già insistentemente ritenuto il quartiere degli imperatori (“regio domus Augustae”) - con un’articolazione cronologica che include pienamente l’età romana e non solo i classici monumenti tardoantichi della città. Erano anni nei quali le tre grandi specializzazioni degli operatori nel campo dei beni culturali (Stora dell’Arte, Archeologia e Architettura) mantenevano addentellati e aderenze, poi sempre più affievoliti col passare degli anni. Quando avvicina il mausoleo di Teodorico non si dimostra solo incisivo fautore della sua conservazione, ma anche curioso indagatore della storia della documentazione e dell’approccio antiquario al monumento oltre che attento cultore della storia degli studi. Si mosse con agilità dal particolare al generale come quando si dedicò ad una visione d’insieme del periodo giustinianeo a Ravenna. In questo lavoro è ben evidente non solo la lucida visione dei problemi, ma anche la forte capacità di affermare la necessità di conoscere analiticamente lo stato degli studi in una singolare condivisione di intenti con il contemporaneo Giuseppe Bovini, che senza dedicarsi personalmente alla ricerca archeologica dimostrava l’imprescindibile necessità di una precisa comprensione di ogni passo del pensiero critico per l’avvio di qualunque ricerca

    Studio progettuale di urban design per la riqualificazione degli spazi pubblici di Bugnara (AQ). Workshop “Bugnara. Le pietre della ricostruzione tra amnesie e memoria storica”. Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara, Corso di Laurea in Architettura. Bugnara, 29-31 marzo 2012.

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    Lo studio progettuale per la riqualificazione del centro storico di Bugnara (AQ) dopo il sisma del 2009 è stato condotto nell'ambito del Workshop " Bugnara. Le pietre della ricostruzione tra amnesie e memoria storica" da docenti e studenti del Dipartimento di Architettura di Ferrara che hanno lavorato in una prospettiva di collaborazione interuniversitaria con rappresentanti delle Università dell'Aquila, di Trento, Pescara, Roma e Udine, dei Politecnici di Milano, Bari e Madrid e della Texas Tech University di Lubbock. Davide Turrini e Vincenzo Pavan sono stati i responsabili scientifici del progetto. Indirizzo principale dello studio promosso dal comune di Bugnara e da Marmomacc-Veronafiere è stato quello di riqualificare il centro storico intervenendo su una serie di vuoti dovuti al sisma che non saranno saturati da nuove edificazioni. A partire da un’attenta analisi dell’utenza dei luoghi (principalmente anziani residenti stabilmente e famiglie di giovani che abitano stagionalmente), il progetto ricuce gli spazi pubblici di Bugnara in un percorso verde, assegnando ad ognuno di essi una funzione specifica per la vita comunitaria all’aperto. Le pietre calcaree e le brecce della tradizione costruttiva locale sono impiegate per progettare sedute, fontane, pavimentazioni e scalinate; oltre agli elementi di arredo e alle superfici, il design litico risolve nel dettaglio le soluzioni tecnologiche necessarie per i frequenti cambi di quota e di pendenza che caratterizzano la topografia dell’abitato. L'attività progettuale è stata oggetto di un convegno e di una mostra durante le giornate dell’edizione 2012 della fiera Marmomacc di Verona ed è sta recensita sulla rivista “Progettare. Architettura, città, territorio”, n. 6, 2012, pp. 56-59 (cfr. documento allegato)

    Explicit empirical model for photovoltaic devices. Experimental validation

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    A comparison between the experimental current-voltage (I-V) and power-voltage (P-V) characteristics of PhotoVoltaic (PV) modules, and the prediction of an explicit empirical model has been carried out. The model consists of an explicit expression for the current as a function of the voltage; the only inputs are the parameters that are always directly available in the manufacturer's datasheet. The comparison was carried out on four representative PV technologies, based on polycrystalline Si, Heterojunction with Intrinsic Thin layer (HIT), Copper Indium Gallium Selenide (CIGS), and Cadmium Telluride (CdTe). The comparison reveals that the model replicates the experimental I-V and P-V curves to a very good degree of accuracy for the considered operating conditions and PV technologies. This validation sets a turning point in PV modelling, as it enables a reliable use of this accessible model.</p

    On Pseudodeterministic Approximation Algorithms

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    We investigate the notion of pseudodeterminstic approximation algorithms. A randomized approximation algorithm A for a function f is pseudodeterministic if for every input x there is a unique value v so that A(x) outputs v with high probability, and v is a good approximation of f(x). We show that designing a pseudodeterministic version of Stockmeyer's well known approximation algorithm for the NP-membership counting problem will yield a new circuit lower bound: if such an approximation algorithm exists, then for every k, there is a language in the complexity class ZPP^{NP}_{tt} that does not have n^k-size circuits. While we do not know how to design such an algorithm for the NP-membership counting problem, we show a general result that any randomized approximation algorithm for a counting problem can be transformed to an approximation algorithm that has a constant number of influential random bits. That is, for most settings of these influential bits, the approximation algorithm will be pseudodeterministic

    Modellazione informativa di attività, mezzi e risorse per il cantiere e la fase esecutiva

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    Il volume, quarto della collana dedicata al progetto INNOVance, presenta come, mediante la digitalizzazione, sia oggi finalmente e fattivamente possibile giungere alla piena gestione informativa del processo produttivo anche in un settore considerato altamente tradizionale come le costruzioni. Attraverso una strutturazione delle informazioni che permetta l’effettiva computabilità e relazionalità dei dati anche la produzione di cantiere e le costruzioni possono entrare a pieno titolo, assieme agli altri settori industriali, nella rivoluzione simbolo di questo inizio di nuovo millennio: industria 4.0. Lavorazioni, mezzi e attrezzature, sicurezza, risorse umane, ecc. per ciascuno di essi una apposita scheda informativa digitale delle singole caratteristiche, degli attributi geometrici, alfanumerici e multimediali, consente un nuovo approccio alla gestione delle attività e del cantiere. Attraverso gli oggetti digitali tridimensionali BIM (3D) può essere simulata la sede produttiva. Attraverso le schede informative digitali ad esse collegati (dossier lavorazioni) è possibile stimare e gestire i tempi e la programmazione (4D) come stimare e gestire i costi e la contabilità industriale (5D). Utilizzando le schede informative definite nella piattaforma INNOVance ogni impresa può differenziare le squadre, regolare rese e redimenti, differenziare i prezzi mediante specifiche analisi sostituendo i singoli prodotti componenti. Analogamente le è possibile coordinare la sua catena di fornitura, gli specialisti, i sub-fornitori, così come perfezionare il dialogo con la committenza e i progettisti. A differenza di una libreria di oggetti tridimensionali, che spesso costituisce una semplice evoluzione digitale dei tradizionali cataloghi di prodotti, la piattaforma informativa INNOVance consente agli attori del processo edilizio di rendere efficiente ed efficace la loro interazione ai fini dell’ottimizzazione della produzione e della qualità del prodotto. I dossier lavorazione, pensati per il cantiere ed il suo efficientamento, usano tutte le potenzialità della strutturazione e relazionalità dei dati per superare uno dei maggiori gap ancora presenti nella produzione edilizia: la trasparenza e la trasmissibilità delle informazioni. Fattore di inefficienza produttiva che ancora oggi costituisce uno dei maggiori extra-costi presenti nella filiera, impedendone il passaggio a pieno titolo nell’era digitale. La piattaforma informativa INNOVance costituisce il vero cambiamento e punto di rottura tra un’edilizia fortemente tradizionale, così come la conosciamo, e il suo traghettamento, assieme a tutti gli altri settori, verso la rivoluzione di Industria 4.0

    Biología de los virus

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    141 p. : ilFil: Nates, Silvia Viviana. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Médicas; Argentina.Fil: Pavan, Jorge Victorio. Instituto de Virología “Dr. José María Vanella”; Argentina.Fil: Pavan, Jorge Victorio. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Médicas; Argentina.Fil: Nates, Silvia Viviana. Instituto de Virología “Dr. José María Vanella”; Argentina.En el diseño de este libro hemos puesto una particular dedicación en lograr un instrumento didáctico que le permita al lector disfrutar y entusiasmarse con la virología. Para esto reconstruimos acontecimientos vividos por quienes escribieron su página en historia de la microbiología, intentando transmitir la fuerza de la creatividad y el análisis crítico, elementos que consideramos indispensables para la construcción del conocimiento.Fil: Nates, Silvia Viviana. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Médicas; Argentina.Fil: Pavan, Jorge Victorio. Instituto de Virología “Dr. José María Vanella”; Argentina.Fil: Pavan, Jorge Victorio. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Médicas; Argentina.Fil: Nates, Silvia Viviana. Instituto de Virología “Dr. José María Vanella”; Argentina
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