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    Il Design della comunicazione per il welfare

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    Il ruolo del progetto della comunicazione, quando affianca le trasformazioni che le politiche sociali stanno compiendo, quando accompagna il cambiamento e fornisce strumenti per sostenere le relazioni con i cittadini e le cittadine, è stato affrontato e sviluppato in questo saggio. Lo si è fatto, a partire dall’analisi del modello progettuale praticato (il progetto di identità "Wemi. La città per il welfare") per soffermarsi sui processi decisionali, sul percorso, sulle fasi di inclusione e progettazione partecipata, al fine di restituire una visione complessiva del sistema di comunicazione e di affrontarne i principali nodi teorici

    Di cattive immagini si nutre la violenza

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    Sotto esame è il mondo delle immagini che quotidianamente progettiamo, realizziamo, veicoliamo, ma lo sono anche i meccanismi attraverso i quali esse traducono le disuguaglianze di genere contribuendo al loro rafforzamento: immagini e rappresentazioni comuni e ipersemplificate della realtà che influenzano il pensiero collettivo. Il saggio pone in evidenza le relazioni tra inquinamento semantico e cultura discriminatoria che favorisce e alimenta il circuito della violenza

    Visibilità, rappresentatività, riconoscimento

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    Il contributo indaga la relazione tra la presenza (e la visibilità) della donna nella sfera mediatica e la ‘qualità’ dell’enunciato ritenuta condizione irrinunciabile al fine del riconoscimento sociale. Tutto ciò viene considerato anche in ragione del fatto che si agisce in un contesto ambiguo, caratterizzato da una civiltà della cecità per difetto – grazie alla dematerializzazione dell’immagine digitale – unitamente a una cultura della cecità per eccesso. Al centro della trattazione la dinamica di iper-in-visibilità: tra l’invisibilità della donna in numerosi campi della società, nei suoi artefatti comunicativi, negli oggetti simbolici che la celebrano, come nelle narrazioni mediatiche, e l’iper-visibilità determinata, come noto, dalla sovraesposizione mediatica in una prospettiva sessista che agisce degradandola

    Tracce di iper-in-visibilità. Rappresentazione e disparità di genere: uno sguardo sulla quotidianità

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    Ogni contributo in forma di saggio costituisce una traccia che consente di documentare alcuni territori del paesaggio mediatico tuttora critici, poiché caratterizzati da logiche progettuali che sottostanno al dominio maschile e che andiamo a osservare in profondità, al fine di rivelare I MECCANISMI CHE INFLUISCONO SULLA STEREOTIPIZZAZIONE DELL’IDENTITÀ FEMMINILE. Gli studi e le osservazioni raccolte nel volume riguardano diversi ambiti tematici, affrontati attraverso una doppia lente, quella del DESIGN DELLA COMUNICAZIONE e degli STUDI DI GENERE. La riflessione intorno alle modalità di rappresentazione e al potere dell’atto iconico determina l’asse portante del testo. Attraverso osservazioni mirate – contenuti stock, video musicali mainstream, visual ageism, linguaggi pittogrammatici, menstruonormatività, per citarne alcuni – , testimonia le implicazioni e le ripercussioni a carico della STRETTA CONCATENAZIONE CHE SI STABILISCE TRA VISIBILITÀ, RAPPRESENTATIVITÀ E RICONOSCIMENTO SOCIALE

    We say stop. Riflessioni e contributi critici per contrastare la violenza contro le donne

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    Il volume propone una riflessione corale sulla violenza contro le donne approfondendone, grazie a una pluralità di punti di vista disciplinari, le molteplici forme attraverso le quali viene agita. 33 manifesti, realizzati nell’ambito del progetto “We say stop. La grafica per contrastare la violenza contro le donne”, costituiscono le tracce visuali affidate a esperte/i e studiose/i che hanno affiancato a esse i loro contributi critici. L’articolarsi del percorso tra testo e immagine, in un continuo intreccio tra i manifesti e le voci delle autrici e degli autori, restituisce la complessità di un fenomeno che si mostra in tutta la sua ampiezza e gravità. Violenza psicologica, gaslighting, stalking, violenza sessuale, violenza economica, revenge porn, hate speech, fenomeni poco conosciuti come quello dei pick-up artist sono affrontati secondo i due registri testuali proposti e affiancati da contributi che le diverse lenti disciplinari forniscono, aiutandoci a comprendere il fenomeno e a rafforzare gli strumenti necessari per contrastarlo

    La trama sottile della grafica

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    Il volume ripercorre alcuni momenti di quel ‘laboratorio della transizione’ che è stato la rivista LineaGrafica dagli anni Ottanta in poi. In un testo a più voci, i discorsi aperti da Giovanni Baule con i suoi editoriali – pubblicati tra il 1985 e il 2007, e di cui proponiamo una selezione – si intrecciano con riflessioni sui percorsi del design della comunicazione. Il dialogo a distanza che ne risulta è un’occasione per prendere posizione rispetto ai molteplici temi che hanno indirizzato questo campo di studi e di progetto che hanno segnato, nelle diverse fasi, tanto i momenti di riaffermazione delle radici e dell’identità disciplinare, quanto i profondi cambiamenti che hanno accompagnato le innovazioni tecnologiche, soprattutto digitali e di linguaggio
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