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    Profili di emissione “real world” per la valutazione del contributo della combustione della legna al PM

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    Studi di letteratura hanno mostrato come la combustione della legna per il riscaldamento domestico sia un’importante sorgente di particolato atmosferico durante l’inverno. La stima del contributo della combustione di legna al PM è spesso effettuata mediante metodi di source apportionment che, in alcuni casi, richiedono la conoscenza dei profili di emissione della sorgente come dato di input al modello. Allo stato dell’arte, la stima dei profili di emissione alla sorgente è un problema ancora molto dibattuto. Per quanto riguarda le emissioni dagli impianti di combustione della legna fattori quali la tipologia di legno, la pezzatura (ciocchi, pellets, cippato), l’efficienza di combustione e le condizioni di utilizzo sono tra i fattori che causano le maggiori incertezze. In questo lavoro viene presentata una metodologia che permette di ricavare fattori di emissione rappresentativi della sorgente “combustione della legna” a partire dai risultati dell’analisi Positive Matrix Factorization (PMF) piuttosto che dalle misure alla sorgente. In particolare, i profili chimici dei fattori identificati con l’analisi PMF sono stati la base di partenza per la stima di rapporti real world fra le componenti chimiche caratteristiche della sorgente [1, 2]. I profili real world così ottenuti sono stati confrontati con i profili di letteratura generalmente utilizzati per la stima del contributo della combustione della legna al PM [1]. I risultati dello studio hanno mostrato come i fattori di emissione ottenuti con PMF possono meglio rappresentare la situazione reale poiché tengono in conto eventuali effetti dovuti a riprocessamento della massa d’aria nel suo percorso dalla sorgente al recettore. L’utilizzo di fattori di emissione real world - ottenuti in un dato sito grazie a studi pregressi - presenta forti potenzialità applicative nello sviluppo di approcci modellistici attualmente basati su fattori di emissione affetti da forti incertezze e grande variabilità. Bibliografia [1] A. Piazzalunga et al., Atmos. Environ.. 6642-6649, 45 (2011). [2] V. Bernardoni et al., Sci. Total Environ., 4788–4795, 409 (2011)

    Historiae Musicae Cultores

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    Collana "storica" di monografie musicologiche della casa editrice fiorentina, giunta al volume 125. Nel 2012 hanno visto la luce quattro volumi di varia impostazione, tutti importanti: l'edizione dei drammi musicali di Giovanni Faustini per Francesco Cavalli, a cura di N. Badolato, frutto di una dissertazione dottorale e di una ricerca PRIN svolte in UniBo (n. 122: iv-534 pp.); la monografia di M. R. De Luca "Musica e cultura urbana nel Settecento a Catania" (n. 123: xvi-192 pp.); la monografia di M. Di Sandro su di un raro orologio carillon inglese del '700 conservato nel Palazzo Reale di Napoli, effettuata da M. Di Sandro (n. 124: x-142 pp.); la raccolta di saggi sull'opera lirica e il balleto di Fedele d'Amico (1912-1990), "Forma divina", curata in UniBo da L. Bianconi e N. Badolato (n. 124: due tomi di complessive xiii-578 pp.). L'irter redazionale di tutti e quattro i volumi è stato curato personalmente da L. Bianconi (non dai condirettori)

    SET-UP OF INNOVATIVE EXPERIMENTAL METODOLOGIES FOR THE ATMOSPHERIC AEROSOL CHARACTERISATION AND SOURCE APPORTIONMENT

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    The PhD work presented in this thesis focuses on the set-up of innovative experimental methodologies for the atmospheric aerosol characterisation and apportionment. Many issues are still open in aerosol science. Among them, the identification and quantification of PM sources and the separation between natural and anthropogenic contributions were explored in this work. To improve the state-of-the-art knowledge on aerosols, it has to be considered that the higher is the time- and size-resolution, the more detailed can be the information obtained; moreover, the identification of suitable source tracers plays a key role for the identification and quantification of aerosol sources. In this PhD thesis, three main experimental and modelling improvements were carried out: 1) set-up of an ED-XRF (Energy Dispersive X-Ray Fluorescence) spectrometer for the analysis of size-segregated samples. During the work, an experimental methodology for this kind of analysis was developed, and the obtained results were validated by an inter-comparison with PIXE technique (Particle Induced X-Ray Emission), usually used for size-segregated samples analysis. The developed ED-XRF set-up allows to obtain size-segregated elemental characterisation using a more widespread, cheap, and easy-to-use technique than PIXE. Moreover, it was used to validate a model developed in joint collaboration with the group of the University of Genoa for elemental size distribution determination (see next paragraph); 2)application of the PMF (Positive Matrix Factorization) receptor model to a 4-hour resolved dataset already available. In this work, PMF resolved seven main sources affecting the Milan urban area (re-suspended dust, construction work, secondary compounds, combustion, traffic, industry). Moreover, the combination of the source temporal trends with size-resolved number concentration gave the size-segregated source apportionment, following an approach developed in the past during a collaboration of the research groups of the Universities of Genoa, Milan, and Florence [Mazzei et al., 2007]. Moreover, in this PhD thesis - in joint collaboration with the group of the University of Genoa – the apportionment methodology approach was further developed to obtain the elemental size distribution without using multistage impactors. As previously mentioned, the ED-XRF analysis on cascade impactor samples analysis set-up in this work allowed the validation of this new methodology for size-segregated distribution estimation; 3) design, set-up and test of a sample preparation line for 14C measurements on aerosol samples carried out jointly with the LABEC-INFN research group. Literature studies showed 14C as a good tracer for the separation of natural and anthropogenic carbonaceous contributions to PM [Szidat et al., 2006]. In this PhD work, a sample preparation line was designed and realised, matching the constraints for the analysis of the organic and elemental carbon fractions (OC and EC, respectively). It was the most innovative, important, and demanding part of the PhD work (it is noteworthy that only another group in the world measures 14C in both OC and EC fractions). New technical solutions were developed during this PhD work and inserted in the final line, and many tests on fractions separation were carried out. First tests on isolated carbon fractions were performed and a preliminary source apportionment was carried out, evidencing limits and perspectives of the approach

    Un senso d'eccitato tramonto. Il teatro musicale in Italia nel secondo dopoguerra (1945-1961)

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    Nel secondo dopoguerra, in Italia, la produzione di nuove opere appare minacciata dal rischio concreto dell’inattualità, tra il trionfo crescente del cinema, l’ombra di una tradizione oramai ‘immobilizzata’ nel repertorio e la crescente spinta ad un totale rinnovamento del linguaggio musicale. Obiettivo della ricerca è anzitutto la ricostruzione e l’analisi di tale contesto, per poi arrivare – attraverso una dettagliata cronologia di tutte le nuove opere andate in scena nel quindicennio considerato – a specifici sondaggi analitici, capaci di restituire le caratteristiche musicali, drammaturgiche e letterarie di alcuni lavori particolarmente rappresentativi

    Determinazione di BC su filtri in PTFE e fibra di quarzo : risultati di 2 esperimenti a Milano

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    Il Black Carbon (BC) può essere misurato attraverso metodi basati sull’assorbimento della luce, ma al momento non esistono metodologie di riferimento o chiare definizioni di BC [1]. In questa presentazione mostreremo risultati ottenuti mediante un fotometro polare appositamente realizzato e messo a punto per la misura dell’assorbimento di una luce laser da parte di particelle di BC raccolte su filtri in PTFE e fibra di quarzo. Sono stati eseguiti due esperimenti a Milano nel 2009/2010 e 2011. In entrambi i casi i campionamenti svolti sono stati eseguiti in parallelo su filtri in PTFE e fibra di quarzo in un periodo estivo e in uno invernale. Tutti i filtri sono stati analizzati mediante fotometro polare. I filtri in fibra di quarzo sono stati anche analizzati con metodo termo-ottico a trasmissione (TOT) utilizzando diversi protocolli (NIOSH, EUSAAR_2, IMPROVE-like). Durante i campionamenti era inoltre operativo un Multi Angle Absorption Photometer (MAAP). Il primo esperimento ha avuto lo scopo di validare il set-up. Si è verificato che i valori di coefficiente di assorbimento dell’aerosol (babs in Mm-1) ottenuti con un MAAP erano perfettamente confrontabili (entro il 5%) con quelli ottenuti dal set-up messo a punto utilizzando filtri in fibra di quarzo. Al contrario, i valori di babs ottenuti utilizzando il medesimo set-up e schema di trasferimento radiativo con filtri in PTFE sono risultati molto inferiori (circa un fattore 2). Un comportamento simile è stato verificato su filtri in fibra di quarzo dopo rimozione dei composti solubili in acqua. Il secondo esperimento aveva l’obiettivo di studiare il potenziale ruolo di composti organici volatili nelle differenze osservate tra i campioni raccolti su filtri in PTFE e in fibra di quarzo. In questo caso, il campionatore utilizzato per i filtri in quarzo era dotato di un denuder a carbone attivo per la rimozione dei gas organici. I risultati ottenuti con il fotometro polare hanno mostrato un buon accordo tra i babs misurati utilizzando i due supporti, dimostrando che l’utilizzo di un denuder su un sistema di raccolta su filtri in fibra di quarzo può dare un valore di babs più accurato e, perciò, una miglior stima del BC. Un parametro cruciale per la determinazione del BC mediante assorbimento della luce è la valutazione del coefficiente di assorbimento (sabs,BC in m2 g-1) che può variare nel range 2-25 m2/g in funzione della distribuzione dimensionale e dell’indice di rifrazione [1] e può essere influenzato dallo stato di mixing delle particelle [2]. sabs,BC è solitamente determinato da misure di EC mediante tecniche TOT/TOR, che non sono ancora standardizzate. Nei nostri campioni, sono stati trovati valori di sabs,BC nel range 6.3-16 m2/g in funzione di diversi trattamenti del filtro in quarzo non trattato, lavato, denuded) e del protocollo utilizzato . Bibliografia [1] T.C. Bond and R.W. Bergstrom, Aerosol Sci. Technol. 27-67, 40 (2006) [2] H. Naoe, et al., Atmos. Environ. 1296-1301, 43 (2009

    EC assessment on real samples by Thermal Optical Transmittance method with and without WSOC removal and using different protocol

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    In this work, results on EC concentrations obtained by the Thermal Optical Transmittance method (TOT) using low-temperature and high-temperature protocols are shown. Analyses were carried out on PM10 samples collected at a heavily polluted urban site (Milan, Italy) during a winter and a summer field campaign. Three thermal protocols were applied, mainly differing for the highest temperature in the inert atmosphere (i.e. 870°C, 650°C, and 580°C). Measurements were carried out on both untreated and water washed samples. The aim was to find out the most suitable protocol to analyse samples collected in heavily polluted areas like the Po Valley, which is one of the main pollution hot-spots in Europe. Attention was focused on the possible EC pre-combustion and on the role of the carbon evolving at high temperature in the He step. The high temperature protocol resulted to be the one minimising possible biases

    A filter-based light-absorption measurement with polar photometer: effects of sampling artefacts from organic carbon

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    In this work, light-absorption measurements were carried out on quartz-fibre and PTFE (i.e. Teflon®) filters using a home-made polar photometer in order to assess the role of organic sampling artefacts on optical measurements. Filter-based light-absorption instruments are generally operated with quartz/glass-fibre filter tapes and – as far as we know – currently there are no systematic studies on the sampling artefacts affecting the light absorption coefficient measurements. In this work, particulate matter (PM) samples were collected in Milan (Italy) during different sampling campaigns with the aim of (1) validating the polar photometer; (2) comparing the absorption properties measured on PM collected on different filter media; (3) investigating the causes of the observed differences. The polar photometer was demonstrated to give aerosol light absorption coefficients (σap in Mm−1) fully comparable to those obtained by a Multi-Angle Absorption Photometer (MAAP) when using quartz-fibre filters to collect atmospheric particles. The aerosol light absorption coefficients determined on samples collected in parallel on quartz-fibre and PTFE filters showed significant differences (about 40%). These differences were much lower (i.e. 8%) when the quartz-fibre filter sampling line was equipped with a denuder to remove organic gases from the incoming air stream evidencing a relevant role of organic sampling artefacts in light absorption measurements by filter-based systems
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