2,945 research outputs found

    Renée de Sade : da Mishima Yukio a Ferdinando Bruni, con la voce di Ida Marinelli

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    Nel novembre 1965 la testata letteraria giapponese Bungei pubblicava il testo teatrale dello scrittore Mishima Yukio (1925-1970) Sado kōshaku fujin (La Marchesa de Sade) la cui fama, contemporanea e postuma, non avrebbe conosciuto soluzione di continuità. Il saggio si sviluppa con una presentazione della fortuna critica dell'opera teatrale in Giappone e in Europa (a cura di Virginia Sica); segue un'attenta riflessione dell'attrice Ida Marinelli sul percorso che la condusse alla piece teatrale e alle varie fasi di elaborazione del personaggio di Renèe de Sade.In November 1965 the Japanese literary magazine Bungei published the play of the writer Mishima Yukio (1925-1970) Sado kōshaku fujin (La Marchesa de Sade), whose fame, contemporary and posthumous, would not have known interruption. The paper develops a presentation of the critical success of the play in Japan and Europe (written by Virginia Sica), followed by a remarkable note by the actress Ida Marinelli, concerning the route that led her to the theater piece and the various stages of development of the character of Renée de Sade

    Hōjō Masako : donne e potere nel Giappone premoderno

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    Un consolidato immaginario collettivo circoscrive il ruolo femminile nella storia del Giappone a due miti culturali: l’uno, la donna silente e mansueta, rispettosa dei voleri di un mondo patriarcale, inquadrata nell’istituto sociale della famiglia; l’altro, in antinomia trasgressiva, fa genericamente rima con geisha, lemma foriero di chissà quali inconfessabili arti intime. Ma proprio come altrove nel mondo, anche in Giappone la Storia è fortemente indebitata con le donne di ogni condizione sociale. Basterebbe ricordare pochi, massicci esempi: nel mondo rurale, come soggetto attivo della vita produttiva e per la comunità di villaggio; all’aprirsi del XVII secolo, nell’emergente mondo mercantile urbano; inaugurandosi lo Stato moderno all’inizio del XX secolo, come forza lavoro nelle fabbriche del tessile, voce fondante dell’economia giapponese nella rincorsa alla “modernità”. Allo stesso modo, e lungo tutta la storia dell’arcipelago, il ruolo delle donne dei ceti nobiliari, dotate di istruzione e di rendite, ha contrassegnato le vicende del potere, della politica e della cultura del Paese. Per l'autrice del saggio, fra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, fra tutte spicca Hōjō Masako (1157-1225), consorte di Minamoto no Yoritomo (1147-1199), primo shōgun del Giappone, l’uomo che cambiò il destino del Paese con la fondazione del governo militare del bakufu (durato poi per quasi 700 anni).Il saggio è una rilettura del personaggio Masako e della sua lungimirante azione politica e culturale, con l'obiettivo di affrancarla dai luoghi comuni che l'hanno accompagnata nel corso della storia.A consolidated imaginary limits the role of women in Japanese history to two cultural myths: a woman silent and obedient, respectful of a patriarchal world, framed by the social institution of the family; on the opposite side, the geisha, misunderstood word suggesting unspeakable intimate arts. But, as everywhere in the world, also in Japan history is strongly indebted to the women of all social classes. Would be enough to recall few examples: in the countryside, as an active and productive subject for the village community; at the opening of the XVII century, in the emerging urban mercantile world; at the beginning of the modern state in the early XX century, as workers in the textile factories, voice of the Japanese economy in the run-up to "modernity." Similarly, and throughout the history of Japan, the role of women of the aristocracy, educated and with their own income, has marked the history of power, politics and culture of the country. For the author of this essay, between late XII and early XIII century, over all stands Hōjō Masako (1157-1225), wife of Minamoto no Yoritomo (1147-1199, the first shōgun of Japan, the man who changed the destiny of the country with the establishment of the bakufu's military government (which lasted for almost 700 years).The essay is a reinterpretation of Masako and of her far-sighted political and cultural action, and aims to free her from the clichés that have accompanied her name throughout history

    Il Tōhoku e la tradizione rurale. Eredità storiche, artigianali e rituali

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    Il saggio prende in esame alcune tradizioni artigianali e rituali del Tōhoku (area nord-est del Giappone), ancora molto diffuse e sentite dalla collettività della regione, attraverso un excursus storico-economico dall’VIII secolo alla contemporaneità. Il saggio si contestualizza in un volume dedicato nello specifico ai kokeshi (sorta di bambole di legno, lavorate al tornio e decorate secondo gli stili accreditati di dodici scuole), un prodotto artigianale assurto – in Giappone come all’estero - a simbolo del Tōhoku, benché le origini certe, di ambiente rurale, si attestino solo ai primi decenni dell’Ottocento. I kokeshi, associati ad altre tradizioni artigianali e ai numerosi rituali religiosi che gravitano intorno a essi, assecondano un immaginario collettivo che ancora oggi attribuisce alla regione stili economici e sociali poco aderenti all’attuale realtà produttiva, e rafforzano una percezione seduttiva e idealizzata di ‘mondo agreste’ rimasto indenne nel tempo. Questa rappresentazione, favorita e sponsorizzata dalle autorità locali e nazionali, in parte mira a dare risalto alla tutela riservata alle tradizioni del Paese, in parte a consolidare l’idea di un’identità ‘atipica’ del Tōhoku nel panorama nazionale

    Le politiche e le pratiche linguistiche di genere del Ministerio de Igualdad

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    Nella linea già tracciata in un precedente lavoro (Mariottini, Sica, in stampa) di analisi della lingua usata nella comunicazione pubblica spagnola, derivante dal “caso miembra”, le autrici sviluppano un’analisi delle politiche e delle pratiche linguistiche e discorsive del Ministerio de Igualdad, muovendosi nella cornice teorica degli gender studies e della Feminist Critical Discourse Analysis. Obiettivo del lavoro è presentare osservazioni qualitative corroborate da dati quantitativi per riflettere nuovamente (ma da prospettive diverse) sull’impegno linguistico istituzionale che la Spagna ha preso con fermezza per poter garantire pari opportunità tra donne e uomini.Following the same line drawn in a previous paper (Mariottini, Sica, in press) concerning the analysis of the language used in Spanish public communication and deriving from the “miembra-case”, the authors develop a study of the Ministerio de Igualdad linguistic and discursive policies and practices moving in the theoretical framework of gender studies and Feminist Critical Discourse Analysis. The aim of the paper is to present qualitative observations supported by quantitative data to reflect once again (but from different perspectives) on the linguistic institutional commitment that Spain has made in order to ensure equal opportunities between women and men

    Pazza nuvola, che vai fluttuando tra eremi, abbazie, bordelli e mescite di Sakai... : il Kyōunshū di Ikkyū Sōjun

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    The paper introduces the monk and scholar Ikkyū Sōjun (1394-1481), who, through the centuries, has become a folk legend, and his most famous anthology, the Kyōunshū. The author of the essay offers a reading of Ikkyū and his anthology within the historical and cultural frame of the Ashikaga period, characterized by opulence at the Gozan temples, belonging to the Rinzai line of Zen school. The anthology testifies the complaint of Ikkyū, abbot of Daitokuji, against the corruption of the abbeys and his interest in reviving the Zen of the Chinese patriarchs. The essay includes unpublished translations selected by Kyōunshū

    Cronologia (Mishima Yukio)

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    The essay is a critical reconstruction of the biography of the writer Yukio Mishima (1925-1970), on the occasion of an anthology of his works (retranslated from the Japanese), published by Mondadori. In particular, the paper seeks to condemn the ''like-politics'' ideological mistreatment made of the Author for decades, and to rather highlight the complex and consistent development of his artistic material, in prose, essays, theater

    Prefazione

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    Tokugawa Tsunayoshi : prove generali di stato sociale

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    Benché citato nei compendi di storia del Giappone, al V shōgun della casata Tokugawa, Tsunayoshi (1646-1709), è d’abitudine riservato un fugace spazio, circoscritto a scarni riferimenti ad una presunta personalità tirannica e instabile, e a legiferazioni indebitamente ricordate come misure a sola tutela dei cani che, come narra il gossip della Storia, avrebbero avuto preminenza assoluta sull’indirizzo legislativo dell’epoca. Sorge quindi una riflessione sull’incongruenza fra l’immagine di despota, a tratti spietato, portatore di gravi deficit psichici, lesivo della comunità sociale, e i benefici del suo trentennale governo, segnato da decreti e riforme della Res Publica, a soluzione di un ampio ventaglio di problemi sociali attinenti a ogni ceto della comunità urbana e delle province. Alcune di tali riforme furono prodrome di quelle poi avviate nella successiva era Kyōhō (1716-1735). E quantunque la continuità legislativa sia stata riconosciuta da taluni studiosi, Tsunayoshi é ricordato come Inu Kubō, lo shōgun-cane, nomignolo attribuitogli dalla tradizione popolare. Perché si fece e ancora si fa generico riferimento a “leggi di protezione dei cani” per gli Shōrui awaremi no rei (Ordinanze di compassione verso gli esseri viventi, un corpo di 135 norme emesse fra il 1685 e il 1709), che furono, di fatto, solo uno degli aspetti dell’esercizio governativo di Tsunayoshi. Le Ordinanze, di per sé, integrarono 45 disposizioni in merito all’assistenza degli orfani; le residue 90 furono destinate al trattamento di varie tipologie di animali (33 relative a cani e gatti, 17 ai cavalli, 40 ai volatili), ma l’ottica che le ispirò non sembrerebbe quella di un cieco fervore buddhista né di una cinofilia fondamentalista, come vorrebbe suggerire la tradizione popolare. Semmai si trattò di una moderna visione etica e ambientalista, a noi oggi così familiare e quindi precorsa di ben tre secoli

    Estrategia Energética Sustentable 2030 de los países del SICA

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    En este documento se propone un conjunto de acciones regionales para asegurar el abastecimiento energético de los países del SICA en calidad, cantidad y diversidad de fuentes, la provisión de servicios modernos de energía asequibles para toda la población y el uso racional y eficiente de la energía en las cadenas productivas para garantizar el desarrollo sostenible, considerando la equidad social, el crecimiento económico, la compatibilidad con el ambiente y la gobernabilidad.Presentación .-- Síntesis .-- Capítulo I. El entorno internacional y regional .-- Capítulo II. El contexto socioeconómico y energético regional de los países del Sistema de la Integración Centroamericana (SICA) .-- Capítulo III. Conceptualización de la estrategia energética y su contribución a los ODS .-- Capítulo IV. Las metas del ODS 7: análisis cuantitativo .-- Capítulo V. La hoja de ruta, metas a 2030

    Communication between thrombin exosites: structural effects of the simultaneous binding of two bimodular aptamers

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    Human α-thrombin is a trypsin-like serine protease playing a pivotal role in the haemostatic pathway. Apart from the active site, thrombin has two electropositive patches on its surface, named exosites I and II, which determine the biological properties of the enzyme through the binding of substrates and cofactors [1,2]. The two exosites also represent the anchoring sites for aptamers, which are short single stranded DNA or RNA oligonucleotides that bind their targets with very high affinity and specificity, by adopting defined and stable 3D structures [3,4]. New generation anti-thrombin aptamers, which adopt a mixed duplex/quadruplex structure and possess improved binding or anticoagulant properties, are currently under study [5]. Among them, NU172, the only thrombin binding aptamer in advanced clinical trial, recognizes exosite I with its quadruplex domain [6]. On the other hand, HD22_27mer oligonucleotide binds exosite II with both quadruplex and duplex domains [7]. Both these bimodular aptamers show high affinity toward their target. Recently, great attention has been paid to the study of the effects of the simultaneous binding of two ligands on both thrombin exosites [8-11]. In particular, an efficient modulation of thrombin activity could be obtained by the combined use of NU172 and HD22_27mer. Here we present the crystal structure of the ternary complex, in which thrombin is sandwiched between NU172 at exosite I and HD22_27mer at exosite II. Even though the crystalline packing reduces the conformational mobility of the two aptamers, the comparison of the present model with those of the relative binary complexes has revealed small but significant clues of an inter-exosites cross-talk. To evaluate the actual influence of the crystal packing on the long-range communication between the two exosites, a molecular dynamics study of the ternary complex is in progress. Details will be discussed at the Meeting. [1] E. Di Cera J Thromb Haemost. 2007, 5, 196. [2] S. Krishnaswamy J Thromb Haemost. 2005, 3, 54. [3] A.D. Keefe, S. Pai, A. Ellington Nat Rev Drug Discov. 2010, 9, 537. [4] I. Russo Krauss, A. Merlino, A. Randazzo, E. Novellino, L. Mazzarella, F. Sica Nucleic Acids Res. 2012, 40, 8119. [5] I. Russo Krauss, V. Napolitano, L. Petraccone, R. Troisi, V. Spiridonova, C.A. Mattia, F. Sica Int J Biol Macromol. 2018, 107, 1697. [6] R. Troisi, V. Napolitano, V. Spiridonova, I. Russo Krauss, F. Sica Nucleic Acids Res. 2018, 46, 12177. [7] I. Russo Krauss, A. Pica, A. Merlino, L. Mazzarella, F. Sica Acta Cryst. D 2013, 69, 2403. [8] N.S. Petrera, A.R. Stafford, B.A. Leslie, C.A. Kretz, J.C. Fredenburgh, J.I. Weitz J Biol Chem. 2009, 284, 25620. [9] X. Feng, C. Yu, F. Feng, P. Lu, Y. Chai, Q. Li, D. Zhang, X. Wang, L. Yao Chemistry 2019, 25, 2978. [10] K. Derszniak, K. Przyborowski, K. Matyjaszczyk, M. Moorlag, B. de Laat, M. Nowakowska, S. Chlopicki Front Pharmacol. 2019, 10, 68. [11] A. Pica, I. Russo Krauss, V. Parente, H. Tateishi-Karimata, S. Nagatoishi, K. Tsumoto, N. Sugimoto, F. Sica Nucleic Acids Res., 2017, 45, 461
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