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La lunga marcia dell'animazione. "Allegro non troppo" di Bruno Bozzetto.
Il saggio analizza il segmento "Boléro" del lungometraggio "Allegro non troppo" (1976) di Bruno Bozzetto, opera che combina live-action e animazione per proporre una riflessione critica sulla società dei consumi e sull'evoluzione umana. Attraverso l'uso della musica di Maurice Ravel e di un'estetica visiva ricca di simbolismi, Bozzetto esplora il rapporto tra trasformazione biologica e degenerazione etica, rappresentando un ciclo evolutivo che culmina in uno scenario apocalittico dominato da strutture artificiali e dall'immagine perturbante di una scimmia, simbolo di regressione. L'opera viene accostata alla tradizione dell'animazione disneyana e alla fantascienza, intrecciando critica sociale e sperimentazione estetica per offrire un ritratto distopico del progresso
Il cinema d’animazione. Gli scenari contemporanei dal cartoon al videogame.
Il libro mostra come negli ultimi decenni l’animazione sia riuscita a conquistarsi un’assoluta centralità nel panorama dell’intrattenimento globale, anche rispetto al cinema “dal vero” di cui, ora più che mai, non può essere considerata un fenomeno ancillare bensì la preziosa linfa vitale. Gli sviluppi delle nuove tecnologie, del resto, hanno elevato all’ennesima potenza quel carattere pervasivo che l’animazione possiede fin dalla sua nascita, facendo sì che si configuri oggi, dal cartoon al videogame, come un orizzonte straordinariamente vasto. I contributi raccolti nel volume si concentrano dunque sulle forme di volta in volta assunte dall’animazione nella sua natura variegata e composita, secondo una prospettiva trasversale a culture, scuole e territori geografici differenti. Il quadro che ne emerge è quello di un seducente regno in cui, ancora più che in passato, convivono tradizione e innovazione, manualità e tecnologia, realismo e astrattismo, documentario e finzione, racconto infantile e narrazione adulta
Un modo di produzione “orizzontale”. Il caso Videobase.
Il saggio analizza l'esperienza del collettivo Videobase. Fondato da Anna Lajolo, Guido Lombardi e Alfredo Leonardi, il gruppo ha sfruttato le potenzialità tecniche del videotape per promuovere una comunicazione orizzontale e accessibile "dal basso". Tale esperienza si caratterizza per un approccio innovativo alla produzione audiovisiva, basato su un'autorialità collettiva e una stretta collaborazione con le comunità locali. Attraverso progetti come "Il fitto dei padroni non lo paghiamo più" e soprattutto "L'isola dell'isola", Videobase ha sperimentato nuovi modelli di documentazione e partecipazione, dimostrando come il video possa essere uno strumento rivoluzionario per il riconoscimento sociale e la costruzione di identità collettive. Il lavoro del gruppo rappresenta un esempio paradigmatico di utilizzo consapevole della tecnologia per favorire il dibattito e la diffusione di idee al di fuori dei canali ufficiali
L’eccezione alla regola. Modi di produzione alternativi del cinema italiano dal dopoguerra agli anni ottanta.
Sergio Loene. Cinema as Political Fable (traduzione inglese di C. Uva, Sergio Leone. Il cinema come favola politica, Ente delle Spettacolo, Roma, 2013)
Il cinema di (ri)animazione. Tra synthespian e digital character. Il caso di Peter Cushing in Rogue One: A Star Wars Story.
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