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    MMG e certificazioni

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    Vengono descritte le problematiche e le implicazioni medico-legali relative all'attività certificativa da parte del medico di medicina general

    La gestione del rischio nella professione medica : metodologia e prospettive medico-legali

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    La gestione del rischio nella professione medica : metodologia e prospettive medico-legal

    Il contenzioso medico-legale

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    Verranno prese in considerazione le problematiche medico-legale correlate al tromboembolismo venoso in chirurgia ortopedica e vascolare, mettendo a disposizione l’esperienza dottrinale e professionale di questa branca specialistica, così da contribuire ad un confronto interdisciplinare che possa favorire quella cultura della prevenzione, che ormai contraddistingue la moderna Medicina, certi anche che l’esigenza di una adeguata informazione risulti una priorità non solo del paziente, ma anche di chi in concreto se ne prende cura, e che non infrequentemente si sente inoltre condizionato nelle sue scelte diagnostiche e terapeutiche più dal timore di incorrere in “guai” giudiziari, che dal perseguire ciò che “scienza e coscienza” gli consiglierebbero

    L’informazione... non solo per il consenso

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    Il problema dell’informazione in Medicina è non di rado sottostimato. E’ viceversa noto che a) i medici necessitano di: • informazioni sul singolo paziente, accurate, complete, immediatamente disponibili. • informazioni facilmente consultabili su linee-guida e conoscenze utili alla decisone clinica. • informazioni per valutare l’efficacia del proprio operato e condurre un aggiornamento continuo b) i pazienti vogliono: • informazioni di come si accede ai servizi. • informazioni sulla propria condizione, sul trattamento e gli esiti. • informazioni relative alle abilità di chi li tratta. • informazioni sanitarie personali accurate, complete e sicure. c) i managers sanitari pretendono: • informazioni per sapere cosa funziona e cosa non funziona. • informazioni per valutare le priorità dei servizi sanitari. • informazioni per identificare gli obiettivi e controllare l’uso delle risorse. d) il pubblico vuole: • informazioni affidabili sulla salute, sugli stili di vita corretti e di auto-aiuto. • informazioni sul funzionamento dell’azienda Sanità. • informazioni per influenzare e condividere la politica sanitaria A tale ultimo proposito da una relativamente recente indagine CENSIS (agosto 2004) emerge che sono più di 6 milioni gli italiani che leggono settimanalmente notizie riguardanti la medicina, le terapie e la prevenzione delle malattie. Le tradizionali pubblicazioni sulla scienza dei quotidiani sono dedicate ormai per il 55% a tematiche mediche. Negli inserti sanitari dei quotidiani nazionali: il 28,8% degli articoli tratta di questioni legate all’assistenza sanitaria e alle cure; il 21,8% degli articoli si occupa delle politiche sanitarie ed il 17,1% degli articoli è dedicato alla prevenzione. Nell’ambito delle patologie gravi e molto gravi (cancro, malattie cardiovascolari, malattie dell’apparato digerente, ecc.) gli articoli trattano nel 36% dei casi della ricerca e delle sue scoperte, nel 27,1% dei casi delle cure e dell’assistenza sanitaria, nel 15% dei casi della prevenzione. L’art. 31 dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale (ai sensi dell’art. 8 del decreto legislativo 502/92 come modificato dai decreti legislativi n. 517/93 e n. 229/99) è espressamente indicato che sono obblighi e compiti del medico: lo sviluppo e la diffusione della cultura sanitaria e della conoscenza del Servizio Sanitario Nazionale nonché del corretto uso del farmaco nell’ambito della quotidiana attività assistenziale, fatta salva la partecipazione a specifici progetti concordati a livello regionale e/o aziendale, nei confronti dei cittadini attraverso la loro sensibilizzazione alle tematiche concernenti in particolare: • l’osservanza di comportamenti e stili di vita positivi per la salute; • la donazione di sangue, plasma e organi; • la cultura dei trapianti; • il sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e il regime delle esenzioni; • l’esenzione dalla partecipazione alla spesa in relazione a particolari condizioni di malattia; • la necessità di un uso appropriato delle risorse messe a disposizione dal Servizio sanitario nazionale. Appare inoltre opportuno segnalare quanto contenuto nella CARTA DI FIRENZE (documento presentato ufficialmente in Palazzo Vecchio a Firenze il 14 aprile 2005 e costituito da 15 enunciati, da ritenersi le basi fondamentali di una nuova e moderna relazione terapeutica tra medico e paziente) agli artt. 5 e 15: “il tempo dedicato all’informazione, alla comunicazione e alla relazione è tempo di cura; la formazione alla comunicazione e all’informazione deve essere inserita nell’educazione di base e permanente dei professionisti della Sanità”. Bisognerà inoltre tenere conto che una “adeguata informazione” non consiste nel fornire acriticamente il numero più elevato possibile di notizie, ma nel rendere disponibili informazioni migliori in termini di selettività, di aggregazione e di facilità di gestione. La qualità delle informazioni dipende dalla qualità dei dati di partenza e quindi da caratteristiche quali: - completezza, - accuratezza ed esattezza, - tempestività, - destinazione (l’informazione è efficace se raggiunge chi la deve effettivamente utilizzare). Una informazione efficace consente di prevedere gli eventi o di controllarli meglio ed in ogni caso di avere un quadro oggettivo delle realtà che si devono affrontare, o come medico o come paziente. Appare opportuno concludere ricordando che, in ogni caso,“ogni persona ha il diritto di conoscere ogni informazione raccolta sulla propria salute. Tuttavia, la volontà di una persona di non essere informata deve essere rispettata" (art. 10 della Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina: Convenzione sui Diritti dell'Uomo e la biomedicina, Oviedo, 4 aprile 1997)

    Il ruolo di consulente del medico legale nella vertenza giudiziaria

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    L'incremento del contenzioso deve essere rapportato a diversi fattori, tra cui la maggiore consapevolezza dei propri diritti da parte dei pazienti, la sensibilizzazione operata dalle associazioni di difesa dei diritti del malato, l’accresciuta scolarizzazione della popolazione, l’evoluzione dei mezzi tecnici di cura e diagnosi, nonché l’evoluzione nell’interpretazione della responsabilità del medico. L’affrontare tematiche o problematiche di responsabilità medica deve sempre tenere in considerazione che in ogni attività sanitaria è insito un momento “imponderabile” che costituisce il rischio professionale; la verifica del rapporto di causalità tra l’azione o l’omissione del medico ed il danno verificatosi è condizione indispensabile per il giudizio sulla responsabilità professionale. Ciò appare ancor più evidente in un ambito così particolare come il tromboembolismo venoso, che non rappresenta una forma morbosa, bensì una complicanza di molteplici eventi naturali o traumatici, che non di rado risulta collegata a condizioni sia organiche, frequentemente non note e difficilmente rinvenibili, sia esogene (come ad esempio la peculiarità e la sede dell’intervento chirurgico)

    Aspetti e problematiche medico-legali correlati al tromboembolismo venoso e alla terapia anticoagulante orale

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    Aspetti e problematiche medico-legali correlati al tromboembolismo venoso e alla terapia anticoagulante oral

    La procedibilità d'ufficio

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    Certamente irta di insidie (oltre che gravata dalla responsabilità delle ovvie e gravi ripercussioni sugli interessati) può presentarsi la decisione riguardo la procedibilità d’ufficio dei delitti sessuali, la stessa, ovviamente, deve essere raggiunta premurandosi di fondarla sulle più complete ed adeguate competenze tecniche cliniche e medico-legali, consci, comunque, che soltanto “un’intelligenza che in un istante dato conoscesse tutte le forze di cui la natura è animata e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se d’altronde fosse abbastanza capace per sottomettere questi dati all’analisi, abbraccerebbe in una sola formula i movimenti dei più grandi corpi dell’universo e quelli dell’atomo più leggero; nulla sarebbe allora incerto e l’avvenire come il passato sarebbero presenti ai suoi occhi” (Simon Laplace, 1820)

    Attivita’ sportiva non agonistica vs agonistica

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    Verranno affrontate le normative di riferimento per quanto riguarda la certificazione medica inerente all'idoneità sportiva agonistica e non, con particolare attenzione alle problematiche di natura medico-legale. Ci si soffermerà, inoltre, sul ruolo del medico, in particolare di Medicina Generale, nell'ambito della prevenzione e della tutela della salute del cittadino, ancor più nelle fasce estreme (bambini ed anziani). Si cercherà, infine, di stimolare una attiva partecipazione dell'uditorio incentrando l'attenzione sul quesito: "esiste una concreta differenza di impegno psico-fisico per l'atleta nell'espletare l'attività sportiva in forma non agonistica od agonistica?"

    Profilassi delle tromboembolie in ortopedia-traumatologia

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    Profilassi delle tromboembolie in ortopedia-traumatologi

    L'handicap ed il suo accertamento

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    L'handicap ed il suo accertament
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