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Valutazione dei lipidi perossidi (radicali liberi) quale indice predittivo di patologia gestosica del II e III trimestre di gravidanza
Riassunto : Valutazione dei lipidi perossidi plasmatici (radicali liberi) quale indice predittivo di patologia gestosica del II e III trimestre di gravidanza. P. PENNESI, U. CATALDI, F. VIZZACCARO L’ipertensione indotta dalla gravidanza rappresenta una delle più comuni complicanze della gravidanza. Essa è la principale causa di ritardo di accrescimento intrauterino e di mortalità materno-fetale. Nel sangue materno delle donne preeclamptiche sono significativamente aumentati i lipidi perossidi. Essi possono danneggiare le cellule endoteliali ed indurre vasocostrizione placentare. Nel presente studio è stata valutata la possibilità di attribuire un ruolo predittivo prognostico al dosaggio ematico dei lipidi perossidi delle gestanti con sintomi clinici suggestivi di patologia gestosica (ipertensione, edemi, proteinuria ed obesità). Ciascuna paziente, con valori aumentati di lipidi perossidi, è stata sottoposta ad un trattamento terapeutico specifico per il sintomo presentato, impedendo così l’evoluzione della patologia verso la preeclamsia o l’eclamsia conclamata. Il dosaggio dei lipidi perossidi (radicali liberi) sarebbe, pertanto, consigliabile a scopo preventivo e quale indice predittivo di eventuale patologia gestosica in tutte le pazienti in stato di gravidanza, al II ed al III trimestre di gestazione
Ruolo della laparoscopia diagnostico-operativa nella patologia endometriosica genito-pelvica
L'endometriosi è una malattia che colpisce principalmente le donne in età riproduttiva.
Sono state selezionate 996 donne, delle quali 981 presentavano sintomi clinici tipici di endometriosi: dolore pelvico intermestruale, dismenorrea, dispareunia, infertilità.
Le restanti 15 pazienti erano clinicamente asintomatiche, comunque rientranti in condizioni di infertilità di coppia da fattore maschile.
Delle predette 996 pazienti, 225 sono state sottoposte a laparoscopia diagnostico-operativa.
Dei 210 casi sintomatici, 122 hanno presentato guarigione clinica, 83 hanno avuto un miglioramento sintomatologico e 5 una stazionarietà sintomatica.
le donne che hanno presentato guarigione clinica sono state sottoposte a trattamento farmacologico nei 6 mesi successivi al second look laparoscopico.
I casi che hanno presentato un miglioramento o una stazionarietà sintomatologici sono stati sottoposti a trattamento farmacologico con analoghi LH-RH dopo il primo intervento laparoscopico per almeno 6 mesi prima del second look laparoscopico.
Poichè la terapia medica da sola non eradica completamente la patologia endometriosica e la terapia chirurgica è associata ad un certo tasso di ricorrenza di malattia e sintomi, sembra logico considerare la terapia medica e chirurgica associate utili nel tentativo di aumentare i benefici di entrambe
Viremia siero-placentare e trasmissione materno-fetale del virus dell'epatite C
La trasmissione verticale dell’HCV è legata ai livelli di viremia materna. In particolare, il contagio si verifica prevalentemente per i neonati di madri i cui livelli di HCV-RNA sono superiori a 106 copie/ml.
Nel nostro studio abbiamo seguito 59 gravidanze in donne Ab anti –HCV+. Sono state utilizzate le seguenti indagini di laboratorio: – test RIBA II e test ELISA di III generazione (18 pazienti) per la ricerca degli Ab anti-HCV;
– metodica PCR e AMPLICOR HCV MONITOR (19 pazienti) per
la ricerca dell’HCV-RNA. Tali indagini sono state eseguite anche sul siero dei neonati a 3, 6, 12 e 18 mesi di vita.
La trasmissione verticale dell’HCV si è verificata con maggiore frequenza (80%) nei nati da parto spontaneo dalle donne HCV-RNA+. Dei nati da madri HCV-RNA+, che erano state sottoposte a taglio cesareo, solo il 15% è risultato positivo alla ricerca dell’HCV-RNA.
Altresì, l’11,11% dei nati dalle donne HCV-RNA- è risultato HCVRNA+. Da ciò si evidenzia che la trasmissione materno-fetale dell’HCV è strettamente correlata alla positività dell’HCV-RNA siero-placentare e che il rischio di trasmissione dell’infezione al feto è associato ad un alto livello di viremia nella madre (superiore a 106 copie/ml).
Tale rischio diminuisce se viene eseguito, a scopo preventivo, il taglio cesareo d’elezione a tutte le donne HCV-RNA+ con metodica di emostasi preestrazione fetale
Eziopatogenesi virale (HCV) nel determinismo dell'aborto ricorrente (ripetuto ed abituale)
L’aborto ricorrente può essere definito come la presenza di due (aborto ripetuto) o più aborti (aborto abituale) di tipo consecutivo. Diverse condizioni possono essere individuate come fattori eziopatogenetici di aborto ricorrente; tuttavia, circa la metà dei casi rimane ancora senza causa apparente (aborto “sine causa”).Nel nostro studio sono state inserite 350 donne in stato di gravidanza
con storia clinica di aborto ricorrente, le quali sono state studiate in riferimento all’infezione da HCV.
Delle 350 donne esaminate, 65 (18,6%) sono risultate positive per tale infezione. In particolare, 53 (81%) hanno presentato una positività della viremia compresa tra 105 e 106 copie/ml; mentre, le restanti 12 (19%) hanno evidenziato
una positività della viremia > 106 copie/ml.
Pertanto, l’interessamento del prodotto del concepimento da parte dell’HCV potrebbe essere suggestivo di un significativo aspetto eziopatogenetico nel determinismo dell’aborto ricorrente
On the characterization of carbon fibre surfaces by X-ray excited Auger electron spectroscopy
Plasmon resonance tunability of gold nanoparticles embedded in a confined cholesteric liquid crystal host
Gold nanoparticles have been dissolved in a cholesteric liquid crystal and then infiltrated in a micro-periodic polymeric structure. This has been realized by combining a holographic step and a microfluidic etching process. The spectral behavior of the nano-composite soft-structure has been investigated in the UV-Vis range for two different polarization directions of an impinging probe light and in presence of external perturbations (electric field, temperature variation). Obtained results show a highly tunable plasmonic response of the material. Copyright © 2012 Taylor and Francis Group, LLC
Le neoplasie ovariche nell'infanzia e nell'adolescenza: Inquadramento diagnostico-terapeutico e principi di prevenzione.
Nel presente lavoro, dopo alcune considerazioni introduttive sulla patologia neoplastica dell'ovaio nell'infanzia e nell'adolescenza, riguardanti il quadro clinico generale di tali tumori, compresi gli aspetti di diagnosi differenziale, gli Autori passano in rassegna l'inquadramento nosologico-istogenetico, i protocolli diagnostici e i principi terapeutici di tali importanti neoplasie dell'apparato genitale femminile nell'infanzia e nell'adolescenza.
Segue una dettagliata disamina riguardante tale patologia ed in riferimento alla casistica personale relativa a circa un ventennio di attività nell'ambito del II° Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e nell'ambito del Servizio di Convenzione per la Ginecologia dell'Infanzia e dell'Adolescenza tra tale Istituto e l'Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù.
Due considerazioni fondamentali emergono da tale lavoro, una di tipo associativo tra patologia disgenetico-malformativa e patologia neoplastica ovarica nell'infanzia e nell'adolescenza (42% Pennesi, 28% media statistica della letteratura mondiale) ed una di tipo preventivo riferita all'aumento delle resistenze delle arterie dell'ilo ovarico superiore a 40 mmHg nella gonade preneoplastica, derivandone un concetto di dominanza di tale gonade rispetto alla controlaterale nei cicli mestruali in esame o in fase infantile-prepuberale
The Ten Commandments in Old Frisian: Their Form and Content
This study discusses the relationship amongst the five surviving versions of the Ten Commandments in Old Frisian, which are collectively preserved in eight manuscripts and in one incunable. These versions do not follow the Vulgate text verbatim, but rather include interferences from other texts. As the author intends to show, the compiler of the version of the Ten Commandments in the First Rüstring Manuscript aimed to produce a comprehensive list of precepts by including the Great Commandment, and had a source close to Honorius’s De decem plagis Aegypti spiritualiter at their disposal. The text in Haet is Riocht? may have influenced the vernacular rendition of the Mosaic Law preserved in Codex Aysma. Lastly, the versions preserved in the First and Second Hunsingo Manuscripts and one of the two versions attested by Codex Unia seem to be independent translations of a single Latin text, which survives in Unia
A Study of the Alfredian Verse Prefaces and Epilogues
This study takes into account the verse prefaces and epilogues associated with the translations of the Alfredian age, approaching them from a metrical standpoint. As I hope to demonstrate, both the Metrical Preface and the Metrical Epilogue to Alfred’s translation of Gregory’s Pastoral Care fit the style of classical Old English poetry. Their author – be it Alfred or one of the scholars that convened at his court – was well-acquainted with the rules governing the traditional alliterative verse. The same applies to the brief Metrical Preface to the Old English Boethius. On the other hand, the Metrical Preface to Wærferth’s translation of Gregory’s Dialogues displays features (such as lack of enjambement and anaphora) that are typical of late Old English poetry. These and other features suggest that this preface might be a late forgery, which was possibly inspired by similar Alfredian examples. This interpretation would fit with the date of the only manuscript where Wærferth’s translation of Gregory’s Dialogues is accompanied by a preface (the eleventh century). The Metrical Epilogue to the translation of Bede’s Ecclesiastical History, which is also preserved in a single, eleventh-century copy, is characterised by the presence of similar features. According to this understanding, the Alfredian prologues and epilogues can be read as examples of the development of Old English poetry from early to late versification
A Re-assessment of Poema Morale and its influence on Penitence for a Wasted Life
The aim of this study is to re-assess the possible influence of Poema Morale on the slightly later lyric Penitence for Wasted Life. The intention is to consider both the content and metre of the two works. Previous scholarship has noted that Penitence for Wasted Life is thematically close to the early Middle English poem; as I shall show, this debt extends to metre as well. A wise old man’s reflection on the transience of worldly things, Poema Morale displays a fondness for proverbial sayings and vivid descriptions of heaven and hell – all elements that must surely have appealed to the Early Middle English readership. This appeal is attested to not only by the nine manuscripts in which the poem is preserved, but also by several textual borrowings from Poema Morale in a number of thirteenth-century lyrics, which were noted by previous scholarship. In this study, I shall suggest that, amongst these lyrics, Penitence for Wasted Life seems inspired by a specific section of Poema Morale, and that several previously unnoticed metrical correspondences between the two works actually indicate that the author of Penitence for Wasted Life possessed a first-hand knowledge of the twelfth-century poem
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