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    Paesaggio agro-pastorale e spazio rituale nell'età del Bronzo a Pantelleria

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    Le ricerche per la redazione della carta archeologica dell’isola di Pantelleria, ed alcune brevi considerazioni sul popolamento preistorico e protostorico dell’isola, supportate da analisi spaziali realizzate all’interno del Sistema Informativo Geografico usato come base della carta archeologica permettono oggi di valutare più attentamente il popolamento preistorico dell’isola. L’analisi della distribuzione delle presenze archeologiche databili all’età del bronzo ha confermato l’unicità dell’abitato di Mursia e ha permesso di porre i presupposti per lo studio del controllo territoriale dell’isola. Le ricognizioni di superficie realizzate attorno al villaggio permettono di proporre un’ipotesi di ricostruzione dello sfruttamento agricolo e pastorale del territorio, nonché di proporre un calcolo demografico da confrontare con i risultati dello scavo dell’abitato. Nella stessa area sono collocate inoltre le tombe monumentali (i sesi) che vengono qui analizzate da un punto di vista ideologico e considerate in particolare all’interno di un paesaggio che veniva a far parte dello spazio rituale della comunità di Mursi

    Scavi nel settore B del villaggio dell'età del Bronzo di Mursia, Pantelleria (TP)

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    Il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna partecipa all’esplorazione del villaggio con gli scavi del settore B , il terrazzo immediatamente a monte della moderna strada perimetrale che attraversa l’abitato dell’età del bronzo. Lo scavo dell’Università di Bologna diretto da Maurizio Cattani ha aperto un’area adiacente a quella scavata da Carlo Tozzi tra il 1967 e il 1971 con l’obiettivo di completare l’esplorazione di buona parte del terrazzo e indagare l’estremità meridionale del muro perimetrale. La particolare posizione del settore B ci permette di affrontare le problematiche relative al passaggio tra area abitata, dirupo naturale e muro difensivo ed indagare le modalità di percorso all’interno di questa zona di abitato e di passaggio al terrazzo più basso verso il mare (settori di scavo A, D). Tra i risultati più significativi delle campagne di scavo sono da annoverare la scoperta di numerose altre strutture residenziali e produttive, nonchè la ricostruzione della sequenza cronologica che comprende diverse fasi tra l’antica e la media età del bronzo. L'insediamento di Mursia rientra nell'ambito della cultura di Rodì-Tindari-Vallelunga, che è caratterizzata dalla presenza di una ceramica acroma con rari motivi incisi e con elaborate anse soprelevate e che è databile tra le fasi avanzate dell’età del Bronzo antica e l’inizio della media età del Bronzo (prima metà del II millennio a.C.). Il settore B è posto immediatamente ad est della strada moderna (detta anche strada perimetrale dell’isola), costruita negli anni ’30 attraversando il villaggio dell’età del Bronzo e ampliando in parte un sentiero già esistente. Esso è delimitato dalla scarpata naturale verso nord, nord-ovest e verso sud, sud-est, dove si rilevano le prime costruzioni artificiali di muri a secco, presumibilmente relative alla delimitazione del villaggio o alla sistemazione del bordo sulla scarpata, e dal gradino artificiale creato dalla costruzione della strada ad est. Verso est, il limite attuale è indicato da un poderoso muro di terrazzamento. I recenti scavi in corrispondenza della capanna B6 hanno permesso di dimostrare che la costruzione di questo muro, alto circa 3 m, è di età moderna e il notevole dislivello tra il terrazzo del settore B e quello più a monte è causato dal riporto di una notevole massa di terreno che va ad appoggiarsi al muro, coprendo gli strati di crollo della capanna. Le strutture dell’età del Bronzo erano pertanto poste lungo il pendio continuo della colata lavica, senza differenziazioni a terrazzamento. Questo pendio si assottigliava e occupava una larghezza non superiore ai 10 metri, proprio in corrispondenza delle capanne scavate, mentre altrove era interrotto dalle ripide scarpate naturali. Le denominazioni di Area Nord e Area Sud del settore B identificano le zone poste agli estremi rispetto allo scavo condotto da Carlo Tozzi negli anni ’60. Questo scavo rappresenta in parte una cesura nella documentazione delle fasi più recenti dell’abitato, poiché non sono note in pianta le evidenze murarie che sovrastavano il muro perimetrale originario delle capanne 1 e 2 , mentre si inserisce meglio nell’analisi dell’impianto architettonico delle prime fasi. Gli abitanti del villaggio occuparono ed edificarono su questo terrazzo a partire dalla seconda fase insediamentale generale . Complessa è l’articolazione e l’evoluzione delle strutture, per cui si è ritenuto opportuno la suddivisione in sottofasi specifiche, che chiarifichino la situazione particolare all’interno di quella generale: SETTORE B * FASE IIA : capanne ovali, seminterrate, disposte su file regolari, rappresentate dagli edifici B1-B4, B6, B9, B12-B14; * FASE IIB : ristrutturazioni con ampliamenti e rifacimenti murari, documentato solo per due ambienti B1 e B4 ; * FASE IIIA : realizzazione di grandi capanne a ferro di cavallo o ellittiche, B8 e B10 ; * FASE IIIB : ristrutturazione precedenti capanne con inser..

    Attualità dell'opera di Franco Minissi

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    Il testo descrive il progetto di Valorizzazione di Franco Minissi della Villa del Casale a Piazza Armerina, in particolare le coperture del sito, costruite per proteggere le pavimentazione a mosaico di epoca romana, considerate a livello internazionale una innovazione straordinaria nel campo della valorizzazione dei siti archeologici

    Virtual reality and virtual dives among sicilian stone cargos

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    In this paper, we describe the elaboration phases related to virtual models and virtual reality ( of a wide project on “The routes of the marble” directed by Carlo Beltrame of the Dipartimento di Studi Umanistici of Ca’ Foscari University in collaboration with the Soprintendenza del Mare Regione Siciliana . Immersive VR is based on Real Time Render technology, thanks to which the users can immerse themselves in situations characterised by a simulated reality, with a strong sensation of immersion. These technologies have been applied on the Isola delle Correnti and Cape Grani tola shipwrecks investigated and documented over the last few years by our team

    L'abitato di Mursia (Pantelleria) nel quadro delle interazioni nel Mediterraneo durante l'età del Bronzo, in Italia tra Mediterraneo ed Europa: mobilità, interazioni e scambi

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    The new results from the excavations at Mursia lead to a revaluation of the characteristics and role of the Early/Middle Bronze Age (1750-1450 BC) community of Pantelleria (1750-1450 BC) in the context of exchange and interactions in the Mediterranean. On the one hand, certain types of pottery, and above all the more consistent presence of engraved decoration, suggest a reassessment of the entire Mursia complex from a Mediterranean perspective. More specifically, the generic attribution to the RTV facies in a restrictive sense no longer appears satisfactory. On the other hand, the presence of different elements of external origin, and in particular valuable elements and ceramics of oriental production, confirm the role of Pantelleria as a reference point for those navigating in the central Mediterranean. The peculiarity of the foundation by a community of presumably Sicilian origin and the interactions already attested in the early II millennium BC make Pantelleria an exceptional context for further exploration of the mechanisms of mobility, exchange and maritime control within a particularly wide geographical area. The relationships extend towards the southern Tyrrhenian, the Sicilian channel, the Ionian and, in the most easterly regions presumably stretching as far as the Peloponnese and the Adriatic coasts. The only missing evidence concerns relations with northern Africa, but we can assume that this gap is due more to a lack of investigation than to any closure towards this area, moreover documented by elements that suggest the presence in navigation of a southern Mediterranean route

    Resoconto preliminare degli scavi dellinsediamento di Mursia (Pantelleria)

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    Gli scavi nell’abitato dell’età del Bronzo di Mursia hanno esplorato sia il promontorio sia il settore orientale (la c.d acropoli) mettendo in luce numerosi edifici distinti in tre fasi. In una prima fase si sviluppano capanne seminterrate dal perimetro ovale molto allungato con una abside pseudo-appuntita e l’altra semicircolare. Nella fase più recente compaiono strutture di forma circolare o quadrangolare, spesso agglutinate in più ambienti. Gli scavi consentono di ricostruire un quadro sulle dinamiche insediamentali e sulle tipologie strutturali. Le datazioni radiometriche collocano l’abitato nella prima metà del II millennio a.C

    Guilaine J., Tusa S., Veneroso P. avec la coll. de Convertini F. (2009) – La Sicile et l’Europe campaniforme, la collection Veneroso à Sciacca

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    Lemercier Olivier. Guilaine J., Tusa S., Veneroso P. avec la coll. de Convertini F. (2009) – La Sicile et l’Europe campaniforme, la collection Veneroso à Sciacca. In: Bulletin de la Société préhistorique française, tome 106, n°4, 2009. pp. 824-825
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