263,209 research outputs found

    Marmi e pietre della Versilia. Ciclo di seminari rivolti a progettisti e operatori del settore lapideo.

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    Ciclo di 5 seminari tecnici rivolti a progettisti e operatori del settore lapideo, realizzati nel mese di maggio 2009 a Pietrasanta (LU) e promossi dal Consorzio Sviluppo Attività Marmifera Versilia, dalla Provincia di Lucca e da Lucense. Temi dei seminari: I litotipi e le cave; Interior design in pietra; Architetture in pietra strutturale; Lavorazioni tridimensionali CAD/CAM/CNC. Davide Turrini cura in forma autonoma l'intero progetto scientifico del ciclo di seminari e i singoli momenti formativi, con lezioni frontali e laboratori

    Creativa produzione. La Toscana e il design italiano 1950-1990

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    In Toscana una stratificata sapienza artigianale permane a connotare la produzione di oggetti ed arredi nel delicato passaggio economico e tecnologico tra XIX e il XX secolo. Nei primi decenni del Novecento numerose manifatture regionali d’eccellenza si impegnano nel conservare e nel valorizzare i magisteri esecutivi storici e, al contempo, perseguono un rinnovamento tecnico e formale condotto, nella quasi totalità dei casi, grazie alla collaborazione con una cultura artistica particolarmente avanzata e sensibile a fertili contaminazioni con le arti applicate. Nel secondo dopoguerra il tessuto produttivo della regione si evolve nel contesto della rinascita sociale ed economica del secondo dopoguerra, dando vita ad un articolato scenario dove permangono fioriture di tradizione artigianale contestualmente ad affermazioni industriali contrassegnate da diversi gradienti di riproducibilità dei prodotti. Dagli anni Cinquanta la Toscana rimane terra di materiali e lavorazioni di altissima qualità e continua ad esprimere figure di artefici in grado di inserirsi nel processo progettuale ed esecutivo da co-protagonisti. A questi si aggiungono nuovi imprenditori illuminati che rinforzano la capacità regionale di attrazione nei confronti di artisti e designer perlopiù provenienti dal resto del paese e dall’estero, che da qui alimentano in modo caratterizzante, e a volte del tutto esclusivo, profili tipologici identitari del design italiano come quelli dell’oggetto d’uso in porcellana o in cristallo, del mobile e dell’imbottito o, ancora, dell’arredo in marmo. La mostra Creativa produzione. La Toscana e il design italiano 1950-1990 (Lucca, Fondazione Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, 13 giugno – 1 novembre 2015) apre lo sguardo su questa fenomenologia di prodotti e su tale coralità di apporti, tentando di ricomporre il quadro delle complesse relazioni tra cultura del progetto e manifatture, optando per queste ultime come chiave di ingresso nell’analisi e di lettura privilegiata, come pure attingendo in prevalenza alla loro memoria storica. Il percorso espositivo presenta infatti una selezione delle più significative realtà produttive della regione, valorizzate attraverso testimonianze dei loro archivi e delle loro collezioni, nel dipanarsi delle tante storie intrecciate di imprese, artefatti ed autori che hanno finito per caratterizzare in modo indelebile il design italiano degli ultimi cinquant’anni. Si restituisce così la dimensione e l’articolazione di una creatività per molti versi peculiare, che è frutto di un fortunato connubio tra eccellenze materiche ed esecutive, spirito imprenditoriale e multiforme genialità di artisti e designer. L’esposizione è punteggiata da alcune opere recenti a dimostrazione del fatto che questa Creativa produzione è ancora, in buona parte, in divenire. Davide Turrini è membro del comitato scientifico della mostra, ne è curatore (in collaborazione) ed è curatore del catalogo (in collaborazione)

    Sull'arte di pavimentare col mattone. Conversazione con Francesco Giovanetti

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    Franceso Giovanetti è esperto di tecniche costruttive storiche grazie ad un'approfondita pratica di cantieri di restauro consolidata in oltre vent’anni di lavoro al Comune di Roma, prima come progettista dell’Ufficio speciale per gli interventi sul centro storico, poi come dirigente nell’Ufficio edilizia monumentale. Giovanetti ha inoltre curato, tra il 1989 e il 1997, i Manuali del recupero di Roma, Città di Castello e Palermo. Innescando un dialogo con l'eseprto, l'intervista di Davide Turrini indaga i caratteri delle pavimentazioni laterizie dall'antichità all'epoca moderna, il rapporto tra pavimento e spazio architettonico, i caratteri dimensionali e materici dei singoli componenti della stesura pavimentale

    ARCHITETTURA, ENERGIA, LATERIZIO. Architettura, efficienza energetica e prestazioni del laterizio. Convegno

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    Convegno tenuto l'8 aprile 2010 alla Facoltà di Architettura di Ferrara e promosso dalla Facoltà stessa in collaborazione con ANDIL - Associazione Nazionale dei Produttori di Laterizio. Al centro del dibattito della giornata di lavori i sistemi edilizi in laterizio tipici del costruire italiano. Analisi delle loro prestazioni in termini di qualità, durata, sicurezza e sostenibilità energetica. Davide Turrini cura il coordinamento scientifico del convegno

    Memoirs of Seventeen Boarders at the College of Nobles in Parma (1670): Youth and Education in Early Modern Italy

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    Edizione del manoscritto del gesuita padre Orazio Smeraldi "Memorie di diciasette convittori del Collegio de’ nobili di Parma" (1670), conservato nella Biblioteca "Passerini Landi" di Piacenza, in lingua originale (italiano) con saggio introduttivo di Miriam Turrini in inglese (pp. 3-74). Il manoscritto permette di entrare nella vita di un collegio di fama europea, di accostarsi al metodo educativo dei gesuiti, di delineare i rapporti tra i gesuiti e i collegiali e le loro famiglie e di individuare alcuni comportamenti dei convittori. Il progetto ottocentesco di un’edizione del testo sulla base di un manoscritto conservato nell’Archivum Romanum Societatis Iesu getta luce sugli orizzonti educativi della Compagnia di Gesù appena restaurata

    Manuel e Francisco Aires Mateus. Casa No Tempo a Montemor, Portogallo

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    Da tempo Davide Turrini dedica un'attenzione critica specifica, testimoniata da numerose pubblicazioni, all'architettura di Manuel e Francisco Aires Mateus. In questo articolo, contenuto in un numero monografico della rivista Costruire in Laterizio sull'architettura d'interni, analizza e inquadra criticamente la recente realizzazione di Casa No Tempo, peculiare per il pavimento totalizzante in elementi di cotto non stuccati. Anche i pavimenti in laterizio sono un tema costante della ricerca dell'autore

    New York, 500 Park Avenue. I progetti di Ettore Sottsass, George Nelson e Hans von Klier per lo showroom Olivetti

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    Il contributo si propone di delineare i processi e gli esiti di una pietra miliare dell'allestimento degli showroom moderni e contemporanei, quello dello showroom Olivetti di New York, 500 Park Avenue, presentando i risultati di una ricerca condotta su fonti primarie quasi interamente inedite. In particolare analizza e ricostruisce progetti di Ettore Sottsass, Jacques Famery, Bruno Scagliola, George Sowden, George Nelson e Hans von Klier, sviluppati tra il 1969 e il 1975

    Identità Olivetti: dall'autorappresentazione a un'agenda per il futuro

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    Il saggio esamina lo sviluppo dell'identità aziendale della Olivetti, dall'apertura dell'Ufficio Pubblicità Olivetti nel 1933 a quella del padiglione permanente Olivetti alla Fiera di Hannover nel 1983, visto come il passo finale di una strategia di corporate identity particolarmente efficace. Suddiviso in quattro sezioni, il contributo si sviluppa tra i temi dell'autorappresentazione, della fortuna critica e storiografica, dell'ethos olivettiano, fino ad esplorare le possibili valenze della lezione olivettiana come agenda per il futuro, affrontando l'exhibition design di negozi, fiere ed esposizioni, nonché i linguaggi che hanno plasmato il vocabolario aziendale: comunicazione visiva e interaction design, attività culturali e promozionali

    DESIGNED & MADE IN ITALY. INVARIANTI, TRANSIZIONI, NUOVE MAPPE VALORIALI

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    Il legame Designed & Made in Italy analizzato dal nume- ro 9 della rivista MD Journal è contrassegnato da approcci e contenuti articolati, tesi a ribadirne/ridefinirne/rifondarne i caratteri attuali rispetto al passato, richiamando la sostanza delle origini e la profonda stratificazione di valori interconnessi che nel nostro paese uniscono da sempre cultura progettuale, costruttiva, di vendita e utilizzo dei pro- dotti in un rapporto di reciproca alimentazione. In Italia – dove sono perlopiù mancati investimenti ingenti e continuativi di grandi imprese industriali, nonché committenze unitarie, vaste e strutturate – l’osservazione del nesso tra design e manifattura ha dovuto includere storicamente il fattore «gusto», inteso come fenomeno culturale complesso e ricco di sfumature che ha incorporato valenze semantiche, formali, di qualità esecutiva e commerciali del tutto peculiari e riconoscibili (De Fusco, 2007, p. VIII). Il destino del Made in Italy, da quanto rilevato, appare ancor più ancorato alla rifondazione dei presupposti sui quali si è concretizzato il valore originario, esso rispecchia dinamiche progettuali, sociali e produttive inclusive e spesso avanguardistiche. Le espressioni delle forme del fare, tangi- bili e intangibili, affermano e contribuiscono al riconoscimento, nei modi di agire, del legame profondo esistente tra la cultura e l’identità dei luoghi, generatori del cosiddetto “stile italiano”. Sebbene, la tradizione indichi spesso la direzione da seguire, valori rinnovati appaiono nella società, innestandosi in quelli resistenti, viceversa, sostituendosi a ciò che oramai logoro non è più aderente alla dinamica sociale (Hildreth, Kimble, 2004, p. 75)

    Studio progettuale di urban design per la riqualificazione degli spazi pubblici di Bugnara (AQ). Workshop “Bugnara. Le pietre della ricostruzione tra amnesie e memoria storica”. Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara, Corso di Laurea in Architettura. Bugnara, 29-31 marzo 2012.

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    Lo studio progettuale per la riqualificazione del centro storico di Bugnara (AQ) dopo il sisma del 2009 è stato condotto nell'ambito del Workshop " Bugnara. Le pietre della ricostruzione tra amnesie e memoria storica" da docenti e studenti del Dipartimento di Architettura di Ferrara che hanno lavorato in una prospettiva di collaborazione interuniversitaria con rappresentanti delle Università dell'Aquila, di Trento, Pescara, Roma e Udine, dei Politecnici di Milano, Bari e Madrid e della Texas Tech University di Lubbock. Davide Turrini e Vincenzo Pavan sono stati i responsabili scientifici del progetto. Indirizzo principale dello studio promosso dal comune di Bugnara e da Marmomacc-Veronafiere è stato quello di riqualificare il centro storico intervenendo su una serie di vuoti dovuti al sisma che non saranno saturati da nuove edificazioni. A partire da un’attenta analisi dell’utenza dei luoghi (principalmente anziani residenti stabilmente e famiglie di giovani che abitano stagionalmente), il progetto ricuce gli spazi pubblici di Bugnara in un percorso verde, assegnando ad ognuno di essi una funzione specifica per la vita comunitaria all’aperto. Le pietre calcaree e le brecce della tradizione costruttiva locale sono impiegate per progettare sedute, fontane, pavimentazioni e scalinate; oltre agli elementi di arredo e alle superfici, il design litico risolve nel dettaglio le soluzioni tecnologiche necessarie per i frequenti cambi di quota e di pendenza che caratterizzano la topografia dell’abitato. L'attività progettuale è stata oggetto di un convegno e di una mostra durante le giornate dell’edizione 2012 della fiera Marmomacc di Verona ed è sta recensita sulla rivista “Progettare. Architettura, città, territorio”, n. 6, 2012, pp. 56-59 (cfr. documento allegato)
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