1,721,056 research outputs found
Let’s start from the AIB
The AIB is a light organization (we are almost all volunteers), but also complex and very extensive, and this is its, our, main strength: here we meet intelligence and passions of generations of librarians with different sensitivity and origin, equipped with different skills and attitudes, which
together offer a broad picture of the many abilities today committed to supporting research, learning, active participation of citizens in community life, of bibliographic resources’ protection and enhancement and that give a clearer perception of the fundamental identity,
richness, social and cultural depth of our diverse profession through the sharing of fundamental values and the commitment to contribute to associative activities, and also of that great ability, working together, to withstand decades of political and planning disinvestment on libraries, a disincentive that is not only proven by cuts in funding and by reforms
that have often ‘forgotten’ them, but is often supported by a considerable part (fortunately not all) of the public leadership, flattened on the administration of the existing situation or pledged to please the political leaders of the moment
What is a library, who librarians are: diary of an intense three-year period
Almost three years have passed since the last elections for the renewal of AIB positions, the National executive committee mandate is coming to an end and the time has come for a reflection that takes stock of where we have arrived and what the Association’s leanings for the next few years could be. The National executive committee, aware of the responsibility of leading an authoritative professional association, with an important history and equally important responsibilities for the future, started with very ambitious aims, but also aware of the difficulties, both within the profession and related to the context, with which should have been compared
Principi di catalogazione e rappresentazione delle entità bibliografiche. Presentazione di Diego Maltese
La ricerca muove dalla constatazione che la biblioteconomia e i bibliotecari dovrebbero avere un ruolo propositivo, politico e istituzionale: studiare, sperimentare e commissionare modelli per la catalogazione, per la visualizzazione delle informazioni e per la ricerca bibliografica attraverso il Web. I bibliotecari dovrebbero essere i committenti dei software di catalogazione e dei modelli di visualizzazione dei cataloghi. Invece, a parte alcune eccezioni, si assiste in generale a una tendenza opposta che consiste nel tentativo di adeguare i modelli catalografici e i sistemi di ricerca bibliografica a logiche estremamente semplificate assimilabili a quelle su cui si basano gli scambi di informazioni commerciali. Il volume prende in esame l’evoluzione normativa internazionale in campo catalografico negli aspetti legati alla comunicazione bibliografica e al flusso che porta dalla codifica delle regole all’elaborazione di strutture di visualizzazione catalografica. Il lavoro si concentra su due ambiti di interesse: da una parte i dati bibliografici, i loro elementi costitutivi e le loro strutture comunicative; dall’altra le strutture di visualizzazione e di uso dei dati bibliografici che potrebbero integrarsi con le tecnologie e le finalità del Web semantico, con particolare attenzione agli ultimi sviluppi di ISBD
Mauro Guerrini - Carlo Bianchini, Manuale RDA
Un manuale su Resource description and access (RDA), lo standard per la metadatazione delle risorse, come recita il suo stesso sottotitolo sembra essere la naturale evoluzione di Introduzione a RDA, il volume pubblicato nel 2014 da Carlo Bianchini e Mauro Guerrini per i tipi dell’Editrice Bibliografica, che presentava analiticamente il progetto del nuovo modello di descrizione e il contesto internazionale dello standard. Il dibattito e le analisi delle nuove linee guida hanno da tempo interessato la comunità professionale in ambito internazionale e il risultato è un’ampia bibliografia su questo tema
Alfredo Serrai, La biblioteca tra informazione e cultura, Pistoia, Settegiorni, 2016, 111 pp. (Storia editoria biblioteche, 3)
Dopo i due ultimi lavori monografici La bibliografia come febbre di conoscenza: una conversazione con Marco Menato e Simone Volpato (Macerata, Biblohaus, 2015) e Romolo Spezioli e la Biblioteca civica di Fermo (Perugia, Morlacchi, 2015, numero speciale di «Bibliothecae.it»), in questo libro Alfredo Serrai ritorna anche su temi biblioteconomici, alcuni dei quali di grande attualità. Il volume raccoglie una serie di riflessioni nate in occasione di incontri pubblici e lezioni tenuti anche a Zurigo e presso la Biblioteca Classense di Ravenna
Teresa Motta: una bibliotecaria e “un anno di vicende memorabili”, con lettere inedite di Francesco Barberi e Manlio Rossi-Doria (1943-1949), presentazione di Alberto Petrucciani
Teresa Motta (Potenza 1890-1953) frequentò la Scuola normale femminile e si abilitò da maestra elementare nel 1906. Nel 1919 venne nominata aiuto bibliotecaria presso la Biblioteca provinciale di Potenza, durante la direzione di Sergio De Pilato, e collaborò anche con due dei suoi successori, Stefano Nicola Lauria e Ferdinando Tantalo. Negli anni in cui Teresa vi lavorò come bibliotecaria, anche grazie ai suoi studi e agli intensi rapporti istituzionali instaurati con la Soprintendenza bibliografica e la Direzione generale Accademie e biblioteche, la Provinciale definì il proprio impianto biblioteconomico e pose le basi per la professionalizzazione dei servizi bibliotecari. Lo studio della documentazione inedita dell’archivio storico e dell’uso dei servizi al pubblico della Provinciale ha portato alla luce che alla fine del ventennio fascista la bibliotecaria entrò in relazione con un gruppo abbastanza nutrito di internati per motivi politici e razziali, destinati a Potenza e ad alcuni paesi nella sua provincia tra il 1940 e il 1943. Con coraggio e discrezione Teresa accolse in Biblioteca provinciale, oltre ai suoi lettori abituali, una piccola comunità cosmopolita di internati ai quali, in virtù delle leggi vigenti, non era consentito far parte del pubblico delle biblioteche italiane, aiutandoli in piena consapevolezza
Formare e gestire collezioni con i discovery tools. I bibliotecari e la qualità dei dati nei sistemi di ricerca bibliografica
Discovery tools are specialized portals for bibliographic research widely used in libraries with heterogeneous collections of electronic and digital resources. The feature distinguishing them from software for federated search among online resources is their central index, that is a database to which libraries have access thanks to the contract stipulated with the discovery tool software companies. Between the two parts composing a discovery tool - the central index and the search interface - librarians have paid great attention to the second during the selection and parametrization of these research systems. The fact that discovery tools are becoming the only access portal to library collections, especially in the academic field, should shift the attention to their core tool: the central index, that is, a large collection not containing documents but metadata redirecting the user to the original databases containing information and publications
Collezioni di beni comuni: banche dati, repository, biblioteche digitali
Il contributo che qui si presenta propone alcune riflessioni che muovono dalla lettura di un saggio di Paola Castellucci, Carte del nuovo mondo, edito da Il Mulino nel 2017. Quelle che oggi definiamo banche dati, repository e biblioteche digitali sono il punto d’arrivo di un percorso storico e politico che ha inizio negli anni Sessanta e che ha portato un bene costoso, prerogativa di pochi ricercatori, alla portata di molti. La storia delle banche dati, degli archivi aperti della ricerca e del movimento Open Access attesta la concretezza di tali nuovi modelli di comunicazione scientifica e dimostra che i risultati della ricerca sono beni comuni dell’umanità, pur con la consapevolezza che esistono ancora molti ostacoli da superare
Digital Humanities in Italy: the tradition of innovation
The specific themes and methods of the Digital Humanities (modeling approach, critical use of computational methods, technologies and data, innovative models of representation and dissemination of cultural products, collaborative research, crowdsourcing, Public Humanities and Open Science) can provide the whole domain of humanistic knowledge with the tools and arguments for a renewed
social justification of their existence, up to the challenges of the times to come
Da “catalogare” a “identificare e collegare”. Riflessioni su Introduzione a RDA
Emerging technologies applied in the field of Library and Information Science are increasing the interaction between the user and information resources. The adoption, even if partial, of FRBR conceptual model in Resource Description and Access, and, in Italy, in Regole italiane di catalogazione have stressed the difference between the object and the content of cataloging. These changes are adding to the communicative potential offered by semantic web, which
requires that data describing the resources be individual and identifiable, independent of the bibliographic records and reusable in other contexts. In addition to these features, the elements of the description, the new products of cataloguing, must meet more criteria of authority, increasing the role of authority control in professional work
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