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    «Bisogna che ci vogliamo un po’ bene». Anna Maria Ortese e la casa editrice Pellicanolibri di Beppe Costa, con un carteggio d’autrice

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    This contribution focuses on the collaboration between Anna Maria Ortese and the independent publisher Beppe Costa, who brought the author back into the publishing market in the 1980s after years of absence. It draws on a selection of unpublished letters written by Ortese to Costa between 1985 and 1986, a period of intense collaboration between the two. The letters highlight their common poetics and reveal their capacity for resilience in the face of the difficulties of everyday life and the literary market

    «Cos’è la verità? La vita». Le prose brevi di Lalla Romano, Milena Milani e Goliarda Sapienza

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    Un percorso che tocca Le metamorfosi di Lalla Romano, approda tematicamente a Destino coatto di Goliarda Sapienza e chiude con Emilia sulla diga di Milena Milani. L'esperienza-vita delle tre autrici è posta al centro come strumento di scrittura. Si offre, secondo un quadro a oggi mai affrontato, un punto di vista inedito sui racconti degli anni Cinquanta di Sapienza, con una comparazione tra edizione postuma del 2002 (per i tipi di Empirìa) e edizione a stampa su rivista nel 1970, in «Nuovi Argomenti», in cui figurerebbe un assaggio de L'arte della gioia

    «fermare la fantasia». Leggere L'università di Rebibbia di Goliarda Sapienza attraverso lettere e documenti inediti

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    L’obiettivo di questo saggio è riconnettere il libro "L’università di Rebibbia" di Goliarda Sapienza (1983) al momento della stesura e in cui lei lo presentò al pubblico. Alcuni documenti inediti permettono di ripensare il contesto “attorno” al libro: lettere, interviste e recensioni possono infatti amplificare la discussione su questo “romanzo-diario”. Nuovi materiali su di esso offrono una differente prospettiva di lettura sulla vita dell’autrice e sul suo lavoro negli anni Ottanta.The aim of this essay is to reconnect the book "L’università di Rebibbia" by Goliarda Sapienza (1983) to the moment she wrote it and to the period she presented it to her audience. Several unpublished documents let us rethink the context “around” the book: letters, interviews and reviews could in fact amplify the discussion on this “diary-novel”. New materials about it offer to us a different perspective on the author’s life and work in the 80s

    Mi (rap)presento tra poesia e disegno. Silvia Salvagnini: editi e inediti (2004-2017)

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    Con un focus su stile e contenuti si offre una prima panoramica dell’opera della poeta performativa Silvia Salvagnini (1982-), attraversando parimenti poesie destinate sia a un pubblico infantile sia adulto. L’analisi le mette in relazione alla tradizione poetica del Novecento, in un dialogo intertestuale significante che sconfina nell’oltre-poetico

    La poesia di Livia De Stefani e i suoi modelli: per una prima lettura

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    Il contributo intende esplorare il lessico della poesia di Livia De Stefani, conosciuta come romanziera nel secondo Novecento e meno come poeta. Si identificano, in particolare, dei riferimenti al modello dannunziano e di Alcyone come presente nei testi dell'autrice, rimarcando la linea individuata da Pier Vincenzo Mengaldo già indagata, in parte, per la poesia di Goliarda Sapienza

    Goliarda Sapienza: una voce intertestuale (1996-2016)

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    Questa nuova monografia su Goliarda Sapienza muove da un’esigenza nata in cinque anni di studio e approfondimento: tentare una differente e rinnovata ricognizione critica sull’autrice con ampliamenti, riproposizioni e riappropriazioni di alcune tesi edite, talora veri e propri sconfinamenti, considerando in maggior misura le opere postume commisurate alle opere pubblicate in vita. La cronologia odierna svela, infatti, un’intertestualità inedita, che deve essere letta – soprattutto, ma non solo – alla luce della raccolta poetica "Ancestrale", dei racconti di "Destino coatto", e dei testi di "Tre pièces e soggetti cinematografici". Ripercorrendo la biografia di Sapienza – prima – tracciata grazie a documenti inediti, ed entrando nei testi – in seguito – si ritesse la trama di un’esistenza plurima, vitale e libera, presentata seguendo un itinerario artistico che trova fondamento nella 'voce' come 'strumento primo' di scrittura, e perciò imprescindibile nell’approccio all’opera tutta. Chiude il volume un’ampia bibliografia, a oggi la più completa esistente sull’autrice

    Elementi di paesaggio sonoro nel Solus ad solam di Gabriele d’Annunzio

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    Especially known for its autobiographical content and not for its structure of diary and epistolary, Solus ad solam is a complex book with a philological problem inside. A new way to read it is trying to highlight acoustic and auditive elements, using the definition of ‘soundscape’ given by Schafer in 1977. Collecting and creating an acoustic vocabulary, comparing it to the one in Notturno’s text, it is possibile to find a new way to interpret both of them. Regarding this perspective, sounds, voice and everything connected to the ‘ear’ establish also a predominance of power, control and absence explicated in the structure
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