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    IPSAS and accounting system in the Italian Public Administrations: expected changes and implementation scenarious

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    This paper proposes to identify the main features of a possible implementation path of the International Public Sector Accounting Standard (IPSAS) standards within the Italian local public administration. In perspective, local Public Administrations (PA) may represent the reference target for the introduction of IPSAS standards but a direct application in the short-run can hardly be imagined in the Italian context. According to the CFOs of medium-small Municipalities in the Lazio Region, the IPSAS enforcement strategy swings between the “forced” model and the “spontaneous” model. The application of IPSAS standards to Italian PAs depends on specific law provisions at all institutional levels and requires a process of implementation based on a bottom-up model “governed by the center”. Keywords: accrual accounting, cash accounting, IPSAS, public finance and accounting system reform

    Environmental reporting and accountability in the Lazio Region between national guidelines and pilot experiences of local government in Italy

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    The need to support traditional annual financial balance sheets with environmental balance sheets is a strong pri- ority for public organizations in order to communicate the use of public resources to their citizens through the processes of governance, and from the perspective of sustainable development. Currently environmental reports are still not widespread, yet a lot of social reporting experiences have taken place in regions, provinces and municipalities (at present over 150 nationally). APAT (the Italian Agency for Environmental Protection and Technical Services, now ISPRA), which coordi- nates a network of 20 regional environmental agencies, has recently begun a process to harmonize environmental reporting methods at a local level by analyzing the implemented experiences. This led to the formulation of the “Guidelines for the preparation of reports on the state of environment at a local level”. This work examines the experimental application of the methodological guidelines proposed by APAT for defin- ing a model of integrated environmental reporting in the Lazio Region. In particular, the case study analysis of the regional government of Lazio is linked with a preliminary analysis based on the methodology of previous case studies carried out by the authors (investigating social reporting in Lombardia and Veneto (Veneto Region, 2003, 2004), not presented in this paper)

    Il match fixing nel calcio professionistico: riflessioni critiche nella prospettiva dell'economia manageriale e comportamentale

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    Il contributo analizza il fenomeno del match fixing nel settore calcistico, vale a dire quegli atteggiamenti dei soggetti coinvolti nella competizione, direttamente ed indirettamente, che consentono il raggiungimento di un’intesa sull’esito della competizione. Lo scritto si sofferma sulle due distinte tipologie di match fixing: quello con finalità sportive e quello con finalità economiche, analizzando le cause e i fattori che ne influenzano la reiterazione.The paper examines the phenomenon of match fixing in football: those athletes’ attitudes which are directly and indirectly aimed to draw up an agreement about the final result of the competition. This comment focuses on two distinct types of match fixing and analyzes the causes and factors affecting its reiteration. The first one aimes to sporting purposes, while the other aimes to economic purpouse

    Intelligenza artificiale e processi decisionali d’impresa nell’era digitale: verso un nuovo umanesimo della leadership

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    Il saggio, dopo aver definito il concetto di intelligenza artificiale (IA) e averne delineato i confini nell’ambito delle discipline economico-aziendali, evidenzia i vantaggi e gli svantaggi derivanti dall’introduzione dell’IA all’interno dei processi aziendali. Viene poi posta l’attenzione sulle problematiche collegate alla convivenza tra esseri umani e IA nell’ambito delle organizzazioni imprenditoriali e, infine, sono formulate talune proposte finalizzate a risolvere le suddette problematiche nella prospettiva di un nuovo umanesimo che, partendo dalle aziende, possa coinvolgere la società umana nel suo complesso

    La valutazione del capitale nelle differenti finalità e ipotesi di destinazione: profili tassonomici

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    Negli ultimi anni, il tema dell’amministrazione, gestione e valutazione del capitale delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata ha assunto sempre maggiore rilevanza, anche in virtù dei numerosi processi di sequestro e confisca dei beni aziendali intervenuti nello scenario nazionale, con particolare riferimento a specifiche aree geografiche e settori dell’economia italiana. In questa direzione, attraverso il Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 159, il legislatore italiano ha definito, tra gli altri aspetti, quale sia la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, prevedendo la possibilità di ricorrere, da parte dello Stato e, precisamente, dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), all’affitto o comodato, alla vendita e alla liquidazione del complesso e/o dei beni aziendali. A ben vedere, la scelta di optare per una delle suddette soluzioni non presenta i caratteri dell’automatismo, ma costituisce l’esito di un lungo processo valutativo attivato fin dalla fase di sequestro e, successivamente, proseguito nelle fasi di confisca di primo grado e definitiva del patrimonio proveniente dalla criminalità organizzata. Una volta terminato il suddetto iter, si potrà decidere la destinazione dei beni oggetto di confisca, rendendo, in ogni caso, necessaria la stima del capitale d’impresa, che assumerà una configurazione differente a seconda della soluzione che si intenderà adottare. È evidente, infatti, che la scelta della soluzione avrà inevitabili riflessi sulla configurazione di capitale che dovrà essere valutata, la quale, a sua volta, influirà sui criteri e le metodologie di stima da applicare. In questo scenario, appare necessario analizzare in senso problematico il concetto di valore aziendale riferito alle aziende confiscate alla criminalità organizzata, in funzione delle caratteristiche di ciascun complesso aziendale, non tralasciando i fattori che possono incidere sulla determinazione del valore dell’azienda stessa. Alla luce di ciò, il principale obiettivo del presente contributo è di investigare il concetto di valore del capitale aziendale nelle imprese sottoposte a procedura di confisca ai sensi del D. Lgs. n. 159/2011, effettuando, in via preliminare, una disamina delle diverse possibili configurazioni di valore riferibili alle aziende sottoposte a confisca e proseguendo con l’interpretazione sistematica delle ipotesi di destinazione previste dall’art. 48, comma 8, del D. Lgs. n. 159/2011. In altri termini, si investigano altresì i seguenti aspetti: - il momento in cui si manifesta l’esigenza della valutazione; - l’oggetto della valutazione, ovvero la configurazione di capitale d’impresa da stimare connessa alla sorte del complesso aziendale in ipotesi di: · affitto o comodato d’azienda; · cessione d’azienda; · liquidazione d’azienda

    Le valutazioni del capitale nelle differenti finalità e ipotesi di destinazione: profili tassonomici

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    .1. Obiettivo. — 1.2. Il concetto di valore del capitale. Inquadramento dottrinale e di prassi. — 1.3. Le configurazioni di capitale da stimare nelle aziende sottoposte a procedura di confisca ai sensi del D. lgs. 159/2011. — 1.4. Conclusioni. — 1.5. Bibliografi

    Le metodologie di stima del valore economico del brevetto

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    L’importanza assunta dai beni immateriali d’impresa (Comuzzi et al., 2009; Roos et al., 1997; Sveiby, 1997), con l’avvento dell’economia della conoscenza (Foray, 2006; Quagli, 1995; Trequattrini, 2008; Zanda, 2012), ha modificato i paradigmi di gestione del sistema aziendale, favorendo la nascita di modelli di business fondati sullo sfruttamento della conoscenza, nella prospettiva della creazione di valore sostenibile nel lungo periodo (Guatri, 1991). In questa direzione, tra i beni intangibili d’impresa, il brevetto o patent rappresenta un asset strategico in grado di supportare il management nella gestione aziendale, favorendo, principalmente, l’efficienza dei sistemi produttivi interni, l’aumento delle conoscenze e della produttività delle risorse umane, la generazione di benefici economici futuri. Alcuni studi (Bresnahan et al., 2000; Brynjolfsson et al., 2002) sostengono che quando l’azienda aumenta gli investimenti in capitale intellettuale (Stewart, 1999), tra cui è incluso il brevetto, è possibile generare un effetto leva nella produttività dell’impresa, nonché nella creazione del vantaggio competitivo. Nella prospettiva dei diritti della proprietà intellettuale dell’impresa (Gollin 2008), il brevetto è un istituto giuridico volto a tutelare un’invenzione con determinate caratteristiche e di cui il proprietario è in grado di gestire la creazione, l’uso, la vendita (Ghidini, 2009), l’utilizzo e lo sfruttamento: il diritto esclusivo di sfruttamento del “trovato”, per venti anni dal deposito della domanda, è inesistente, infatti, se manca l’invenzione. In tale scenario, la valutazione economica di un brevetto interviene a sostegno delle operazioni aziendali di merger & acquisition, ovvero in quelle di cessione dell’intangible a titolo provvisorio o definitivo, in cui è necessario esprimere un valore monetario per il suo trasferimento. Nella prospettiva interna all’azienda, la valutazione economica di un brevetto si effettua mediante la due diligence della proprietà intellettuale, identificando, in chiave strategica, la parte del portafoglio brevetti da utilizzare all'interno dell'azienda e da cedere all'esterno a titolo provvisorio, ovvero a titolo definitivo. La due diligence della proprietà intellettuale è il presupposto per applicare politiche di open innovation all’interno delle imprese (Chersbrough, 2006). A partire dalla valenza che il brevetto possiede a livello aziendale, il presente capitolo si propone di analizzare le metodologie di stima del valore economico del brevetto proposte dalla dottrina e dalla prassi valutativa aziendale

    Innovative start-ups and equity crowdfunding

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    This paper aims to analyse the development process of innovative start-ups with special attention to the equity crowdfunding regulations. The main objective of this analysis is to interpret the effects of equity crowdfunding on the development mechanism of innovative start-ups and compared with other methods of existing loans (for example, the American JOBS Act and the venture capital regulation). The research uses a qualitative method with an exploratory approach. The differential finding of the contribution summarises the main similarities and differences of the financial instruments available to innovative start-ups, highlighting in the new regulation on equity crowdfunding a sustainable financial instrument, capable of reducing the effects of the problem of informative asymmetries
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