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    Tiepolo, Paolo

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    Paolo Tiepolo fu uno dei più autorevoli membri dell'aristocrazia veneziana della seconda metà del '500. Fu ambasciatore a Mantova, alla corte imperiale, a Filippo II, e Roma presso i papi Pio V, e Gregorio XIII, coi quali collaborò durante la Lega Santa contro gli Ottomani. Le sue relazioni delle ambascerie contengono penetranti interpretazioni della politica spagnola e pontificia nell'età della Controriforma. Nella politica interna di Venezia, si batté per mantenere al potere la ristretta oligarchia che faceva capo al Consiglio dei Dieci

    [Introduzione a] Le relazioni tra il Friuli e l'Istria fra tardo Medio Evo e prima Età moderna

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    La storia delle relazioni tra il Friuli e l’Istria nella prima età moderna si divide in due periodi: nel primo periodo entrambe le regioni furono soggette al patriarcato di Aquileia, ma ci fu una crescita dell’influenza veneziana sulla costa istriana (secoli XIII-XIV); nel secondo periodo, che comincia col 1420, entrambe le regioni appartennero alla Repubblica di Venezia. Né il patriarcato, né la Repubblica di Venezia si impegnarono in modo coerente per favorire i traffici fra le due parti, che tuttavia si svilupparono, nel Trecento per l’attività di alcuni mercanti toscani, e nel secoli XV-XVIII per l’interesse delle due province a scambiare alcuni prodotti fondamentali, specialmente l’olio istriano e il grano friulano. Accanto agli scambi commerciali, va segnalata la migrazione di mercanti e artigiani friulani in Istria, e la circolazione fra le due ragioni di membri del clero, maestri di scuola, , artisti e musicisti. Anche le idee della Riforma circolarono fra le due regioni, soprattutto ad opera del vescovo di Capodistria Pier Paolo Vergerio, e nelle due regioni si manifestarono a livello popolare i medesimi miti agrari (cioè la credenza nei benandanti o kresniki)

    Surian, Antonio

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    Antonio Surian fu un colto e influente patrizio veneziano del Rinascimento. Si segnalano gl istudi givoanili all'Università di Padova, dove fu allievo del filosofo Pietro Pomponazzi. Si analizzano le sue ambascerie al re d'Ungheria, a Enrico VIII d'Inghilterra e al cardinale Wolsey, all'ultima Repubblica fiorentina del 1528-1529 (di cui previde la caduta) e a papa Clemente VII Medici, di cui delineò magistralmente le direttive politiche ed ecclesiastiche, volte a difendere il rango della famiglia Medici e a rinviare la convocazione di un Concilio

    Giovan Battista Ramusio tra politica, religione e cultura.

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    I recenti studi sul celebre geografo veneziano G. B. Ramusio hanno sottolineato l'importanza delle funzioni burocratiche da lui esercitate per conto della Repubblica di Venezia come segretario del Consiglio dei Dieci, e la sua profonda competenza umanistica. Sono state però trascurate le tracce evidenti dei suoi rapporti con figure chiave della riforma cattolica, come Egidio da Viterbo, Gasparo Contarini, Pietro Bembo, i cardinali Cortese e Fregoso. Ramusio, come censore per conto dello Stato veneziano, licenziò un'opera del cardinal Fregoso che fu poi gravemente colpita dall'Indice; e collaborò con Gasparo Contarini, divenuto cardinale, a ricerche storiche sui primi Concili ecumenici, in preparazione del nuovo concilio convocato da papa Paolo III Farnese. L'obiettivo delle sue Navigationi e Viaggi è la promozione del sapere geografico da parte dei Principi, con accenti quasi utopistici

    Tiepolo, Stefano

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    Stefano Tiepolo fu uno dei maggiori comandanti navali veneziani della metà del 500, eletto per tre volte Capitano generale da Mar. Fu anche comandante militare in Terraferma, Provveditore generale da Mar. Fu più volte candidato alla carica di doge.Le sue private vicende familiari hanno risvegliato gli interessi degli storici della società veneziana: nutrì a lungo una profonda inimicizia con la famiglia dei Massolo, da cui proveniva il genero del Tiepolo, che si era macchiato di uxoricidio

    Democratici di Antico Regime nel Friuli e nell'Istria (dalla metà del '700 a Campoformio). Una panoramica.

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    Il saggio ricostruisce il profilo di un certo numero di protagonisti della lotta per il potere nella Patria del Friuli e nell’Istria veneta del Settecento e del primo Ottocento, che si distinsero per posizioni filopopolari ed ebbero talora un ruolo anche nel periodo della prima dominazione austriaca e nel Regno italico. In alcuni centri friulani, come Udine e Tolmezzo, nel ‘700 la lotta dei popolari fu resa possibile dall’esistenza di Consigli e cariche cittadine in cui erano ammessi anche i popolani accanto ai nobili. Invece nell’Istria, dove i Consigli erano rigidamente riservati al patriziato, come a Capodistria, la lotta degli esponenti filopopolari tese a contrapporre a tali Consigli una rappresentanza popolare istituzionalizzata, come i Sindici del popolo, creati a Rovigno nel 1683. I leaders dei popolari friulani e istriani potevano essere popolani, o membri della piccola nobiltà. Fra gli intellettuali spiccano diversi avvocati e uomini di legge. Alcuni possedevano un esteso patrimonio, immobiliare o mobiliare, come i Linussio e Antivari nel Friuli e i Barbojo a Pirano. Si trattò di politici versatili, ma non particolarmente idonei a realizzare i programmi del nuovo stato napoleonico. Nel regno italico, furono per lo più giudici o podestà. Solamente per uno di essi, l’avvocato Benvenuti, capo del governo provvisorio in Friuli nel 1805, fu ventilata la possibilità della nomina a senatore

    Tiepolo, Ermolao

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    Ermolao Tiepolo fu uno dei più combattivi comandanti navali nella Venezia di fine 500, particolarmente impegnato nella lotta contro i corsari uscocchi. Si può dimostrare, sulla base dei documenti, che Ermolao Tiepolo avrebbe volentieri accettato la collaborazione del Turchi per cacciare i corsari uscocchi da Segna e dall'Adriatico, se non fosse stato fermato dal governo veneziano, che temeva complicazioni nei rapporti con gli Asburgo e con la Santa Sede

    Paolo Sarpi, Fulgenzio Micanzio, John Milton e "Il Penseroso". Lineamenti di una ricerca

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    The manuscript of the life of Paolo Sarpi written by his disciple Fulgenzio Micanzio reached England in 1632, when Milton was composing Il Penseroso. Both the biography and the poem describe the protagonist as «penseroso» (pensive), melancholic, sober, dedicated to a hermitic life, and a profound inquirer into the secrets of nature. The kinship of Charles Diodati, Milton’s best friend, with the theologian Jean Diodati, an old collaborator of Sarpi's, makes this hypothesis even more plausible. The reference of the poem to a «pensive nun» does not prevent us from hypothesizing that it was referred to Sarpi, because of some latent homosexual allusions included in Micanzio’s biography, which Milton could have easily deciphered
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