264,032 research outputs found

    Un'identità femminile

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    Il testo illustra la figura di Anna Maria Fundarò, architetto e docente universitaria, fondatrice negli anni '70 della scuola di design dell'Università di Palermo; è strutturato con una breve profilo di A.M. Fundarò e una successiva conversazione a tre voci tra Mario Damiani Almeyda, custode dell' archivio Damiani Almeyda Fundarò, Paola Barbera, storica dell'architettura, Viviana Trapani che oggi insegna Design all'Università di Palermo, diretta dallo studio OMA, curatore della Biennale Nomade d'Arte Contemporanea Manifesta, svoltasi a Palermo nel 2018. Il contributo di V.M. Trapani è centrale nel delineare la rilevanza e l'originalità scientifica e didattica della figura di Anna Maria Fundarò per l'insegnamento e la cultura del design in Italia.The text illustrates the figure of Anna Maria Fundarò, architect and university professor, founder in the 1970s of the design school of the University of Palermo; is structured with a brief profile of A.M. Fundarò and a subsequent three-voice conversation between Mario Damiani Almeyda, custodian of the Damiani Almeyda Fundarò archive, Paola Barbera, architectural historian, Viviana Trapani who today teaches Design at the University of Palermo, directed by the OMA studio, curator of the Biennale Nomade Contemporary Art Manifesta, held in Palermo in 2018. The contribution of V.M. Trapani is central in outlining the scientific and didactic relevance and originality of Anna Maria Fundarò for the teaching and culture of design in Italy

    Politiche di gestione e valutazione nel turismo sostenibile. I casi dell’agro ericino e delle tonnare di Scopello

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    L'obiettivo dello studio è di evidenziare le criticità e gli aspetti notevoli dei modi di gestione e valutazione messi in atto nei processi di trasformazione territoriale con riferimento specifico al campo del turismo sostenibile, analizzando una realtà territoriale in Sicilia. Il caso scelto delle Tonnare di Scopello nel territorio dell’Agro-Ericino in provincia di Trapani, é inserito in un contesto ambientale e paesaggistico di notevole capacità attrattiva. Il modo di gestione adottato non è allineato alle politiche del turismo siciliano di tipo tradizionale. Si tratta di una risorsa turistica fragile che potrebbe facilmente subire la perdita dei valori identitari specifici a causa delle pressioni del turismo costiero. Il caso, descritto a diversi livelli di scala, è stato scelto anche in base alla possibilità del diretto coinvolgimento dei protagonisti nel lavoro di ricerca proposto. Gli aspetti della gestione attraversano in modo trasversale i temi della pianificazione urbana e territoriale sullo sfondo dell’integrazione con le problematiche della programmazione economica nei differenti modi di uso turistico delle risorse locali da parte delle istituzioni e degli stakeholders. Nelle conclusioni si mette in evidenza lo specifico contributo della pianificazione territoriale al turismo soprattutto dal punto di vista della gestione delle risorse: nonostante i limiti degli approcci e delle attenzioni focalizzate sugli aspetti fisici, sia le istituzioni che l’imprenditoria turistica, pur concentrandosi sulla centralità del turismo che è il turista, non può fare a meno di tenere nel dovuto conto gli aspetti della regolazione delle attività di trasformazione territoriale sia a livello locale che di area vasta

    I molteplici spazi della narrazione

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    La casa è certamente uno dei più frequentati mondi narrativi: quadro della propria sicurezza privata, luogo privilegiato delle memorie familiari è in grado di intercettare le dimensioni identitarie. [...] ma è anche la regione dell’immaginazione e del futuro dove si attiva un processo incessante di creazione di significato. (Pizzocaro 2013) Il tema degli “spazi narrativi” è stato focalizzato a partire da alcune riflessioni sul lavoro di A. M.Fundarò, ed è il fil rouge che collega idealmente anche diverse esperienze: ricerche e riflessioni teoriche inerenti gli spazi museali e gli eventi temporanei, lo spazio-tempo della storia, la scena teatrale, lo spazio domestico, la multidimensionalità della comunicazione visiva, lo spazio delle identità territoriali. Intendendo la narrazione come un dispositivo di apprendimento e di costruzione di senso, di espressione e creatività profondamente radicato nell’uomo. In particolare, uno dei più complessi ed evocativi lavori progettuali di Fundarò, l’allestimento delle grandi mostre “L’arte del Corallo in Sicilia” e “Ori e argenti di Sicilia” presso il Museo A.Pepoli di Trapani, curato da M.C. Di Natale, può innescare una conversazione a più voci, quasi un contrappunto multidisciplinare, intorno al tema della narrazione e dei molteplici spazi fisici e concettuali, di progetto e di elaborazione teorica che questo termine, così spiccatamente relazionale, evoca e trasmette alla cultura del progetto.The house is certainly one of the most frequented narrative worlds: the framework of private security, the privileged place of family memories is able to intercept the identity dimensions. [... ] but it is also the region of imagination and the future where an incessant process of creation of meaning is activated. (Pizzocaro 2013) The theme of the "narrative spaces" was focused on some reflections on the work of A. M.Fundarò, and is the common thread that also ideally connects different experiences: research and theoretical reflections related to museum spaces and temporary events, the space-time of history, the theatrical scene, the domestic space, the multidimensionality of visual communication, the space of territorial identities. Understanding the narrative as a device of learning and building sense, expression and creativity deeply rooted in man. In particular, one of the most complex and evocative projects of Fundarò, the setting up of the great exhibitions "The art of the Coral in Sicily" and "Gold and silver of Sicily" at the Museum A.Pepoli of Trapani, curated by M.C. Christmas, can trigger a conversation with several voices, almost a multidisciplinary counterpoint, around the theme of narration and the multiple physical and conceptual spaces, of design and theoretical elaboration that this term, so distinctly relational, evokes and transmits to the culture of the project

    Adeno-Associated Viral Vectors as a Tool for Large Gene Delivery to the Retina

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    Gene therapy using adeno-associated viral (AAV) vectors currently represents the most promising approach for the treatment of many inherited retinal diseases (IRDs), given AAV’s ability to efficiently deliver therapeutic genes to both photoreceptors and retinal pigment epithelium, and their excellent safety and efficacy profiles in humans. However, one of the main obstacles to widespread AAV application is their limited packaging capacity, which precludes their use from the treatment of IRDs which are caused by mutations in genes whose coding sequence exceeds 5 kb. Therefore, in recent years, considerable effort has been made to identify strategies to increase the transfer capacity of AAV vectors. This review will discuss these new developed strategies, highlighting the advancements as well as the limitations that the field has still to overcome to finally expand the applicability of AAV vectors to IRDs due to mutations in large genes

    Dual AAV Vectors for Stargardt Disease

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    Stargardt disease (STGD1), due to mutations in the large ABCA4 gene, is the most common inherited macular degeneration in humans. Attempts at developing gene therapy approaches for treatment of STGD1 are currently ongoing. Among all the vectors available for gene therapy of inherited retinal diseases, those based on adeno-associated viruses (AAV) are the most promising given the efficacy shown in various animal models and their excellent safety profile in humans, as confirmed in many ongoing clinical trials. However, one of the main obstacles for the use of AAV is their limited effective packaging capacity of about 5 kb. Taking advantage of the AAV genome’s ability to concatemerize, others and we have recently developed dual AAV vectors to overcome this limit. We tested dual AAV vectors for ABCA4 delivery, and found that they transduce efficiently both mouse and pig photoreceptors, and rescue the Abca4−/− mouse retinal phenotype, indicating their potential for gene therapy of STGD1. This chapter details how we designed dual AAV vectors for the delivery of the ABCA4 gene and describes the techniques that can be explored to evaluate dual AAV transduction efficiency in vitro and in the retina, and their efficacy in the mouse model of STGD1

    Design per i beni e le produzioni culturali nello scenario della crisi

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    Il design ha da tempo elaborato e consolidato teorie e pratiche intorno alle tematiche dei BB.CC.; questa disciplina soprattutto ha evidenziato ed esplorato la grande potenzialità dei Beni Culturali come risorsa particolarmente diffusa nel territorio nazionale e sempre più centrale nello sviluppo territoriale; inoltre il patrimonio culturale è da ritenere una risorsa sostenibile e rinnovabile, in quanto attuatrice di processi di consapevolezza e accrescimento della conoscenza, fruibili, ma non soggetti al mero consumo. Oggi, in tempo di crisi globale, accanto ai temi della valorizzazione e comunicazione, il design deve sviluppare una riflessione anche attorno alla produzione di nuovi valori che i BBCC possono attivare e per offrire alla società forme di resistenza e risposte efficaci agli effetti della crisi.For many years design has been elaborating and establishing theories and practices around cultural heritage issues. Above all this discipline highlighted and explored the huge potential of cultural heritage as a resource which is particularly diffused over the national territory and is becoming more and more central in territory development. Moreover, cultural heritage must be considered as a sustainable and renewable good, as it enables awareness and processes of knowledge growth, which are usable, yet not merely consumable. Nowadays, in an era of global crisis, besides the subjects of valorisation and communication, design must reflect upon the new values that cultural heritage can activate, in order to offer to society modes of opposing and of effectively resolving the effects of the crisis

    I Gessi di Santa Ninfa (Trapani) -1989-

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    Julian Maurice. I Gessi di Santa Ninfa (Trapani) -1989-. In: Karstologia : revue de karstologie et de spéléologie physique, n°17, 1er semestre 1991. p. 59

    I Gessi di Santa Ninfa (Trapani) -1989-

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    Julian Maurice. I Gessi di Santa Ninfa (Trapani) -1989-. In: Karstologia : revue de karstologie et de spéléologie physique, n°17, 1er semestre 1991. p. 59
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