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    Introduzione

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    La mia introduzione discute l'opera di Ramin Jahanbegloo, Introduction to nonviolence edito da Palgrave McMillan nel 2014 per presentarne l'edizione italiana, presto a disposizione dei lettori. In questa introduzione fornisco al lettore una chiave di lettura del libro, orientato a presentare la storia della nonviolenza in epoche storiche e contesti culturali e religiosi diversi, come una narrazione alternativa a quella che solitamente viene fornita. Non, quindi, la ricostruzione di guerre e sopraffazioni, ma la narrazione della resistenza di coloro che alla violenza risposero con la nonviolenza e con strumenti di lotta pacifici e efficaci. Il volume offre così un punto di vista inedito su tante vicende di violenza storicamente note

    Fra kósmos e pólis: identità e cittadinanza da una prospettiva mediterranea

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    Parole come identità, cittadinanza, globalizzazione sono diventate di uso comune, spesso senza avere un’adeguata conoscenza della loro genesi, del cambiamento del loro significato né della complessità che le caratterizza. Le autrici e gli autori dei saggi raccolti in questo volume esplorano il legame che sussiste tra questi concetti nella tradizione filosofica: il legame originario tra kósmos e polis - tra ordine cosmico e ordine politico - che ha caratterizzato l’esperienza greca, si realizzava nella tensione del logos che doveva dar luogo all’ordine in una polis particolare. L’ordine politico è (anche) riflesso dell’ordine cosmico, garante di armonia e stabilità. Tuttavia, da Socrate in poi è continuamente emersa la tensione tra gli elementi che permettono di definire identità, cittadinanza, globalizzazione e le relazioni che tra essi intercorrono. Dal pensiero greco al cibo mediterraneo, dalla filosofia del linguaggio alle recenti riflessioni sul cosmopolitismo e il sovranismo, il volume discute e articola la tensione tra ordine possibile (kósmos) e contesti particolari (pólis). La scelta di indagare tutto ciò a partire da una prospettiva mediterranea è stata sollecitata da più motivazioni. Dopo secoli in cui esso le rotte oceaniche sembravano averlo messo in secondo piano, il Mediterraneo è tornato a essere protagonista, non sempre felice, di vicende economiche, politiche, ma anche sociali e culturali di impatto globale. Tornato agli onori della cronaca per le rotte dei migranti, per l’arsenale bellico schierato nelle sue acque, ma anche per gli interessi commerciali, economici e strategici della Cina e della Russia nel continente Africano, il Mediterraneo è tornato a essere - suo malgrado - l’agorà del mondo contemporaneo. Tuttavia in un modo completamente diverso dal passato. Siamo lontani dal mare nostrum degli antichi Romani, che tanto ha affascinato gli storici e gli studiosi delle civiltà antiche che grazie a esso sono fiorite. Se, in passato, il Mediterraneo è stato luogo di incontro, scontro e confronto tra culture diverse, oggi è linea di confine e terreno di negoziazione degli interessi economici delle grandi potenze. Questo lo sfondo a partire dal quale le autrici e gli autori dei saggi che compongono il libro analizzano concetti tanto attuali quanto - spesso - sfuggenti

    Note di metodologia biblica

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    lo studio propone un'analisi dei diversi metodi di esegesi biblica. Attraverso un'indagine molto accurata, l'A. dimostra che nessun metodo è migliore di altri a priori, ma ciascuno ha pregi e limiti a seconda del testo trattato e delle finalità dell'indagine

    Fratelli tutti? Credenti e non credenti in dialogo con Papa Francesco

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    Nove intellettuali, credenti e non credenti, accolgono l'invito dell'enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco: riflettere sulle sfide contemporanee alla luce del paradigma della fratellanza, con l'obiettivo di abolire la «cultura dello scarto» a favore di una «cultura della cura». Che siano di ampio respiro o più specificamente politiche, filosofiche, o giuridiche, queste riflessioni rappresentano una presa di posizione all'insegna del rispetto e dell'ascolto attivo. Come il discorso al Senato di Antonio Spadaro SJ - qui pubblicato per la prima volta - non limita le possibilità interpretative dell'enciclica, così il dialogo con Gianni Vattimo, piuttosto che fornire una visione teorica definitiva, alimenta una riflessione critica, dimostrando come la fecondità della sfida lanciata da Papa Francesco stia proprio nella pluralità di voci, linguaggi e convinzioni che riesce a mettere a confronto

    La violenza e i suoi immaginari religiosi: il rapporto con lo straniero nella Bibbia

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    Il contributo analizza e discute la concezione dello straniero nella letteratura biblica. In tal modo vengono messe in luce dinamiche relazionali ed elementi di riflessione utili a comprendere anche la situazione contemporanea, con particolare riferimento alle società multiculturali e caratterizzate dal pluralismo religios

    La Bibbia tra testo e dottrina

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    Il contributo offre una panoramica sulla vicenda dell'insegnamento della teologia in Italia: dalle Facoltà Teologiche alla nascita degli Istituti di scienze religiose aperti ai laici. All'interno della vicenda istituzionale emerge la tensione che caratterizza lo studio del testo biblico: da un lato fonte e monopolio della dottrina ufficiale, dall'altro oggetto di studio culturale capace di aprire nuovi orizzonti di sapere e di vissuto di fede

    Immagini di violenza divina nell'AT

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    Le immagini violente di Dio occupano molte pagine della Bibbia e, tuttavia, suscitano stupore poiché sembrano contrastare con l’eredità della tradizione teologica cristiana. Il disorientamento obbliga a ripensare la prospettiva con la quale ci si accosta al testo e l’analisi delle sue modalità espressive. In che modo e in che misura è possibile superare la distanza temporale e culturale che ci separa dalla pagina biblica? Qual è l’utilità di comprendere narrazioni tanto distanti dalla sensibilità religiosa contemporanea? L’analisi di tre brani poetici (Esodo 15, Giudici 5 e Abacuc 3) consente di fare emergere un’immagine divina complessa, non «monolitica», non riducibile a un attributo dominante, che costringe a ricollocare la questione della violenza divina dal centro a una posizione meno cruciale, ma comunque sintomatica, dell’esperienza di Dio testimoniata dagli autori biblici

    La parabola del brutto: da "non essere" a reale

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    Il contributo consta di una riflessione sul ruolo e il significato del "brutto" nella storia dell'estetica. Il percorso si snoda attraverso una riflessione di tipo storico, intrecciata ad una di tipo concettuale, affrontando le seguenti questioni: cosa intendiamo per "estetica"? Che differenza c'è tra l'estetica filosofica, quella artistica e quella teologica? Come si delinea in esse il ruolo del brutto? Quale eco della società esso ci rimanda? L'esito del percorso dimostra che la riflessione teorica, anche la più astratta, non è mai lontana dall'offrire una visione socio-politica concret
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