99 research outputs found

    Tommaso Traetta

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    Biografia e opere di Tommaso Traetta su nuove font

    Tommaso Traetta. Nuovi studi

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    Premessa alla curatela del volume che riunisce i più recenti studi su Tommaso Traett

    Armida. Excerpts - Don Mus.Ms. 1925 : S, strings; RieT 6.1/16

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    Tommaso TraettaText: Giovanni Ambrogio Migliavacca. - Quelle: manuscript. - Provenienz: Fürstlich Fürstenbergische Hofbibliothek, DonaueschingenAria | a | Soprano Solo | Violini 2.e | Viola e | Basso | Del Sig. Tomaso Traetta | In Parma | 1760 | [by other hand:] Parto, ma lasci

    The structure of 2-pyramidal 2-factorizations

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    A 2-factorization of a simple graph Γ\Gamma is called 2-pyramidal if it admits an automorphism group G fixing two vertices and acting sharply transitively on the others. Here we show that such a 2-factorization may exist only if Γ\Gamma is a cocktail party graph, i.e., Γ=K2nI\Gamma = K_2n − I with I being a 1-factor. It will be said of the first or second type according to whether the involutions of G form a unique conjugacy class or not. As far as we are aware, 2-factorizations of the second type are completely new. We will prove, in particular, that K2nIK_2n − I admits a 2-pyramidal 2-factorization of the second type if and only if n ≡ 1 (mod 8)

    Infinitely many cyclic solutions to the Hamilton-Waterloo problem with odd length cycles

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    It is conjectured that for every pair (l,m) of odd integers greater than 2 with m=1 (mod l), there exists a cyclic two-factorization of Klm having exactly (m-1)/2 factors of type lm and all the others of type ml. The authors prove the conjecture in the affirmative when l = 1(mod4) and m≥l2-l+1

    Tommaso Traetta nel romanzo 'Hildegard von Hohenthal' di Wilhelm Heinse

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    Il nome di Wilhelm Heinse (1746–1803) è legato al suo romanzo più noto, 'Ardinghello und die glückseligen Inseln' (Ardinghello e le isole felici, 1787), citato da molti come uno dei primi esempi di Künstlerroman della letteratura tedesca», e in secondo luogo alla sua fama di scrittore erotico, che lo accompagnò, con poca fortuna, fino alla morte. Tale etichetta gli derivò dalla traduzione del 'Satyricon' di Petronio, apparsa nel 1773, cui seguirono un altro componimento ritenuto da molti critici osceno, 'Die Kirschen' (Le ciliegie), e il primo romanzo, d’ambientazione greca e arcaica, 'Laidion oder die eleusinischen Geheimnisse' (Laidione o i misteri eleusini), che celebra il trionfo pagano del piacere sen- suale. Da quel momento, si apre una felice stagione creativa che vide Heinse sposare alcuni tratti fondamentali dello Sturm und Drang, quali il vitalismo, l’esaltazione del genio e, in particolare, il desiderio di unione cosmica con la natura. Punti di riferimento per lo scrittore della Turingia furono Friedrich Heinrich Jacobi (1743–1819), col quale Heinse strinse un profondo legame amicale, e (dopo la lettura dei 'Dolori del giovane Werther') Johann Wolfgang Goethe. Altra tappa decisiva nel percorso di formazione — come per molti contemporanei di Heinse — fu il viaggio in Italia, «a lungo sognato, mille volte rimandato e poi finalmente compiuto tra il 1780 e il 1783». I ricordi di questa fondamentale esperienza sono raccolti nelle centinaia di pagine diaristiche e nelle lettere da cui Heinse attinse poi per redigere l’'Ardinghello' e l’altro romanzo maggiore, 'Hildegard von Hohenthal', al centro della presente indagine (con particolare riferimento alla presenza della musica al suo interno e alla figura del compositore Tommaso Traetta)

    In absentia. Traetta nello sguardo dei posteri

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    Alla figura di Tommaso Traetta è dedicato uno spazio considerevole nella primissima ricostruzione storiografica di quella che un tempo veniva indicata come “scuola napoletana”: l’Apoteosi della musica del Regno di Napoli, redatta attorno al 1820 da Giuseppe Sigismondo. La circostanza è di grande interesse perché permette di verificare attraverso una fonte di prima mano quale segno il compositore bitontino avesse lasciato a Napoli a quarant’anni dalla sua scomparsa. Mezzo secolo più tardi, sempre passando per Napoli, s’interesserà a Traetta anche Giuseppe Verdi. Questi due sguardi sul Bitontino, diversissimi per prospettiva, diversamente ma egualmente autorevoli, danno forma, ai due estremi del secolo romantico, a un’assenza: quella della musica di Traetta, per Sigismondo ancora memoria viva, per Verdi patrimonio da riscoprire
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