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QUANDO LA SPESA SOCIALE FAVORISCE LA COMPETITIVITA'? UN MODELLO DEI COSTI E DEI BENEFICI DEL WELFARE SULL'EFFICIENZA ECONOMICA.
Nicola Acocella, Nicoletta Stame, Andrew Hind
Socio-spatial inequalities and urban transformation. The case of Rome districts
Over the past thirty years, public policy in Rome has failed to effectively address a rising level of socio-economic inequality. Indicators such as level of education or number of household members appear to be geographically concentrated and sensitive to the distance from the city centre. The hypothesis that socio-spatial inequalities strongly influence economic performance and foster political instability has been subject to numerous empirical investigations. Nevertheless, studies of specific urban contexts are not common. The absence of empirical applications at this scale is probably due to the fact that variables used for analysing the economic and social performance of regions are difficult to quantify or inapplicable at the micro level. The purpose of this paper is to examine the spatial distribution of socioeconomic inequalities in the municipal territory of Rome and to explore the conditions that account for them. We will analyse the spatial distribution of urban quality indicators and socio-economic profiles with data from different sources, aggregated at the neighbourhood level
Roma, periferie ed esclusione sociale
The aim of this work is to investigate the phenomenon of social exclusion in Rome, by means of data and maps for 155 districts. Socially excluded people are prevented from full participation in society, notably in outer districts and in the eastern sector of the city
Le sette Rome. La capitale delle disuguaglianze raccontata in 29 mappe.
«Sette città, sette Rome, un numero che torna come un destino. La città storica, colma di testimonianze artistiche, architettoniche e archeologiche; la città ricca, che unisce quartieri benestanti anche lontani fra loro; la città dell’automobile, disposta lungo i principali assi di viabilità di scorrimento veloce; la città-campagna, che si estende su ciò che resta dell’Agro romano; la città compatta, dei quartieri residenziali intensivi costruiti negli anni dell’espansione post-bellica; e infine la città del disagio, dove si trova gran parte dei complessi di case popolari circondati da periferici quartieri abusivi, e la più sfuggente, sebbene diffusa, città degli invisibili: due città in cui la pandemia ha mostrato la sua faccia più feroce».
Roma è una capitale con un modesto peso demografico, ma al suo interno racchiude un grande «caleidoscopio urbano»: può capitare che una strada divida mondi diversi per estetica, composizione sociale, qualità della vita. Questa diversità è frutto della sua impetuosa crescita negli ultimi 150 anni, una crescita che non poteva generare un territorio urbano omogeneo e uniforme: quella che continuiamo a chiamare Roma è divenuta ormai una grande area metropolitana, dalla costa del Tirreno fino ai primi rilievi appenninici, e al suo interno ha visto svilupparsi e prendere forma altre città. Sulla base di dati aggiornati – economici, urbanistici, demografici, e relativi a infrastrutture e servizi – gli autori proseguono il lavoro di ricerca e mappatura della capitale che ha preso avvio con Le mappe della disuguaglianza: una ricognizione accurata della realtà romana, che ha consentito di delineare sette «città nella città», con caratteristiche simili, per composizione dei nuclei familiari, livelli di istruzione, tipologie occupazionali, dotazioni urbane, preferenze politiche. Nelle 29 carte a colori le sette città emergono in tutta la loro evidenza, e accanto ad esse, in maniera pressoché analoga, la geografia delle imprese, che si dispongono nel tessuto urbano seguendo una specifica frammentazione, a seconda del settore di interesse, e quella linea centrifuga che da tempo contraddistingue la crescita della capitale. Una capitale delle disuguaglianze, perché le sette città mappate nel libro non fanno che portare alla luce in maniera ancora più marcata una realtà fatta di disparità economiche e sociali fortissime, sulle quali la pandemia ha inciso pesantemente, esasperando il disagio delle aree più fragili: non è un caso che il virus si diffonda maggiormente nelle zone popolari del quadrante est della città, intorno e soprattutto fuori dal Gra, dove i residenti crescono e le difficoltà socio-economiche sono maggiori, o che l’impatto più devastante sia quello sulla «città degli invisibili», a causa delle difficili condizioni igieniche, della mancanza di spazi adeguati al distanziamento, di tipologie occupazionali spesso manuali e poco adatte al lavoro agile, della necessità di muoversi col trasporto pubblico. Una vera e propria radiografia della capitale è quella proposta nel volume, che offre utili strumenti di lavoro nella prospettiva di introdurre un cambio di rotta di fronte ai tanti cambiamenti in corso e a una crisi, quella che ha investito da tempo la città, che va ben oltre le dinamiche economiche, e sempre di più somiglia a una crisi identitaria
Le Mappe della disuguaglianza
Quando si parla di Roma – come esempio per antonomasia di una realtà urbana complessa e stra- tificata, sintesi del difficile cammino delle metropoli in Europa e nel mondo – spesso si finisce per cadere nella trappola dei luoghi comuni, della visione stantia di una città che non c’è più, dell’in- consapevolezza di come cambiano i cittadini e dove si spostano. Oggi, nell’era della connettività uni- versale, una volta che ci si è allontanati dai percorsi più battuti, a Roma si può avere la sensazione di fare un salto nel buio e, un po’ come accadeva ai navigatori del XV secolo (loro sì, per colpa di mappe inesatte), di imbattersi in nuove terre, piene di problemi ma anche di potenzialità.
Questo volume – una Saggina fuori formato, studiata per ospitare le tante mappe a colori presenti all’interno – traccia una geografia delle disuguaglianze tra i quartieri di Roma in un confronto asso- lutamente inedito e prezioso con le altre tre principali città metropolitane italiane: Milano, Napoli e Torino. Si passano al setaccio i quartieri e perfino singoli aggregati abitativi su temi che riguardano le aree metropolitane di tutta Italia e che interessano da vicino i cittadini: dai trasporti alla scuola, dal turismo all’ambiente, dalla sanità alla presenza di stranieri. Un libro che si rivolge a tutti coloro che amano e desiderano conoscere meglio Roma e le altre grandi realtà metropolitane, agli amministra- tori che devono pensare e disegnare le politiche, ai ricercatori che studiano in dettaglio le dinamiche urbane, ai giornalisti per approfondire le notizie di cronaca.
Le odierne realtà metropolitane sono spesso divise da barriere visibili e invisibili che determinano crescenti livelli di disuguaglianze socio-economiche. Questi estesi territori urbanizzati, altamente di- versificati, poco conosciuti e in continua evoluzione, necessitano di essere indagati a fondo con stru- menti capaci di mettere a fuoco problemi, criticità e differenze.
Il volume apre una finestra sulle reali differenze esistenti in ambiti territoriali grandi e complessi. Per questo motivo, il lavoro non si limita all’analisi delle loro caratteristiche in termini aggregati, ma indaga le città metropolitane attraverso indicatori con un livello di dettaglio territoriale molto più fi- ne: le 155 zone urbanistiche di Roma, gli 88 nuclei di identità locale di Milano, le 94 zone statistiche di Torino e i 30 quartieri di Napoli.
L’auspicio è che queste mappe siano consultate da tanti, ma soprattutto da quelli che le politiche le devono pensare e disegnare
L'impatto della Pandemia nei quartieri di Roma
Roma si presenta sempre più come una città profondamente diseguale. La grande crisi del 2008 prima e la pandemia più recentemente non hanno fatto altro che evidenziare una tendenza in corso ormai da trent’anni. Impattano su un tessuto sociale e produttivo già debole, con forti e persistenti disuguaglianze di salute, genere, reddito, istruzione,
opportunità lavorative e servizi pubblici che incidono a geometria variabile sui quartieri delle periferie romane
Le Disuguaglianze digitali nella città metropolitana di Roma al tempo del Covid-19
The Covid-19 pandemic amplified our dependence on the internet and, consequently, also the digital divide between those who were able in the recent months to easily organize their online activities (smart working or distance learning), those who have done this with difficulty, and those that were excluded because of the lack of digital skills, digital devices or an adequate internet connection. This paper focuses on the capacity of the internet connection in the metropolitan city of Rome, with a detailed look at each of its municipalities and neighborhoods
Roma, tre periferie a confronto: Corviale, Ostia Nord, e San Basilio
Le disuguaglianze socioeconomiche nelle grandi città rappresentano da sempre una questione centrale nella programmazione delle politiche urbane. Il presente lavoro si concentra su tre quartieri di Roma che per motivi diversi sono spesso al centro dell’attenzione dei media: Corviale, Ostia Nord e San Basilio. Si tratta di tre zone urbanistiche1 con una grande presenza di case popolari2, dove il disagio socioeconomico è intenso e duraturo nel corso delle generazioni3. Nate in periodi diversi, si caratterizzano per una complessità sociale particolarmente forte
#mapparoma27: Airbnb: 15.700 alloggi solo nel 1° Municipio
L’affitto a breve termine di alloggi turistici su piattaforme online è un fenomeno recente ma in fortissima crescita, in tutte le grandi città italiane ed estere. È un tema al centro dell’interesse di analisti e ricercatori che stanno studiando gli effetti delle piattaforme digitali sul processo di trasformazione sociale e omologazione delle aree più centrali e caratteristiche delle città e sulla diseguale distribuzione dei guadagni. A Roma in pochi anni gli alloggi in affitto sulla principale e più popolare piattaforma, Airbnb, hanno superato i 30.000 e il tasso di crescita annuale è di circa l’8%
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