1,721,038 research outputs found
Pauliska ou les figures de l'indicible
L'articolo propone una lettura del romanzo "Paulika ou la Perversité moderne" (1798) di Révéroni de Saint Cyr, esplorando le categorie del silenzio e dell'indicibile nell'inverosimile narrazione di un'avventura umana investita dagli orrori della guerra e dalle mistificazioni scientifiche della fine del XVIII° secolo. La reticenza, allusiva ed empatica, delle forme della preterizione, la drammatizzazione, sottile ed espressiva, delle diverse forme di esitazione, così come la polifonia dei giochi di antifrasi ironica o delle enunciazioni paradossali veicolano l'indicibile che percorre il romanzo: l'analisi mette in luce la forza del linguaggio figurato implicito che, accanto alle enfasi e alle esagerazioni grottesche, fa esplodere la condanna dell'autore contro le strumentalizzazioni e gli abusi della scienza e contro l'inconsistente e pericolosa pretesa di vanificare i fondamenti della morale e della società
Fragments poétiques dans la prose serhanienne
Lo studio è un'analisi dei frammenti poetici che accompagnano la prosa narrativa del romanzo Messaouda di A. Serhane, confondendosi in un 'itinéraire sémio-lyrique' eterogeneo ed imprevedibile. Liberi nella loro prosodia, costruiti con imprevedibili cambi metrici, disposti tipograficamente in frammenti arbitrari, questi versi appaiono per il poeta come delle unità di respiro: l'analisi evidenzia la natura orale di una pulsione di parola puramente istintiva in cui le variazioni di ampiezza mimano dei movimenti corporali, respiratori o emotivi. Un equilibrio fatto di immagini, colori, linee e forme sostuitisce regolarità e segni tipografici in una poesia che rende sensibile l'immediatezza dell' 'io' poetico che assume il suo canto per raccontare il suo pessimismo e la coscienza dolorosa del suo presente degradato
F. TODESCO, Lectures de l'oeuvre de J.-J. Rousseau, Città di castello (PG), Casa editrice Emil di Odoya, 2019
Il volume comprende una serie di studi dell'opera di J.-J. Rousseau, dal saggio di filosofia politica "Discours sur l'origine et les fondements de l'inégalité parmi les hommes" (1755) al romanzo "Julie ou La Nouvelle Héloise" (1761), passando per il trattato sull'educazione "Emile ou de l'éducation" (1762) : opere che testimoniano momenti cruciali nella vita dello scrittore ginevrino che, in poco tempo, conosce il successo più eclatante e la persecuzione. Con un percorso di analisi dalla forma al senso, le diverse letture approfondiscono i vari temi narrati o discussi facendo emergere il valore retorico e dialogico del linguaggio rousseauiano: una retorica che, più che un gioco di seduzione, si rivela uno strumento di dibattito critico e riflessione
«Se cacher pour mieux se montrer» : une lecture de la Préface d’Émile
Il saggio è un'analisi testuale del discorso di difesa elaborato da Rousseau per il suo romanzo sull'educazione e inserito poco prima della sua pubblicazione. Con uno stile fortemente modalizzato, Rousseau problematizza innanzitutto l'idea stessa di scrittura che la sua opera sviluppa, alla quale il suo discorso presta connotazioni diverse e spesso contraddittorie (recueil, brochures, mémoire, ouvrage, ...) . Ma, declinando una molteplicità di sfumature connotative, Rousseau non fa che segnalare con maggior evidenza la sua presenza nel testo, il suo impegno affettivo e assiologico. Benché sembri voler mettere in primo piano la sua opera, discutendone l'appartenenza generica e l'importanza del tema affrontato, in realtà la sua presenza è quasi teatrale nella messa in atto della funzione espressiva della lingua: con uno stile quasi oratorio, il "je" dell'enunciazione sfuma, rettifica, rinforza progressivamente i suoi propositi. Mostrare delle esitazioni è una strategia narrativa che gli consente di far emergere la sua soggettività, il suo desiderio di fare della "sua" verità "la vérité; di porsi e di segnalare più nettamente la sua originalità
L'écriture comme arme de combat : quelques formes de profanation dans l'oeuvre romanesque d'Abdelhak Serhane
L'articolo dimostra come nella scrittura del romanziere francofono marocchino A. Serhane le categorie temporali e le strutture topologiche riflettano, accanto al lessico oltraggioso e profanorio dei suoi discorsi diretti e alla polifonia dei suoi pastiches e delle sue parodie, la sua volontà di smantellare tabù e autoritarismi secolari e inviolabili. La riflessione proposta mette in luce come, in questo combattimento contro l'ordine e le regole imposte, il "sacro", nel suo valore di trascendenza, di universalità, di "cosmos" organizzatore del mondo, sia introdotto nella narrazione serhaniana soltanto come oggetto di un doppio gioco enunciativo provocatorio e corrosivo o per essere annullato nei limiti e nel disordine della vita materiale finita. Il rinvio all'analisi fenomenologica e simbolica dell'esperienza religiosa proposta Mircea Eliade (Le sacré et le profane, ...) percorre la lettura del romanzo "Le Deuil des chiens" e consente di far emergere la dimensione uniformente profana e amorfa dello spazio e del tempo che inquadrano la celebrazione della morte, in un universo simbolico completamente privo di ogni ierofania
"Je m'insinue, visiteuse importune, dans le vestibule de ce proche passé" : le devoir de la mémoire d'Assia Djebar
Figlia dell’Algeria coloniale, intellettuale e artista impegnata nella lotta per l’emancipazione femminile algerina, Assia Djebar racconta, con una presa di parola ardita e furtiva, la storia del suo paese colonizzato e ferito e il silenzio di tante vite segrete. L’articolo analizza alcuni frammenti della sua “scrittura-voce” attraverso i ritratti e le parole che costruiscono il racconto Femmes d’Alger dans leur appartement, tratto dalla raccolta di novelle omonima (1980): giovani donne segnate dalla partecipazione alla guerra di Indipendenza traducono con il loro linguaggio sensuale e tragico la memoria di un’esperienza coloniale inscritta nei loro corpi. Polifonica e ampiamente connotata, la loro parola è l’effetto immediato dei sentimenti che esprime, in una stilizzazione emotiva diffusa. Per queste eroine combattenti, così come per l’intero universo femminile, in un pictura poesis denso di significati, Djebar racconta anche la forza dello sguardo e della parola rubati, come nella pittura di Delacroix, e il sogno di uno spazio finalmente aperto e libero, come nella pittura di Picasso
Quatrebarbes, Elisabeth de, en religion Elisabeth de la Trinité, carmélite (Chateau-Gontier, Anjou, 1598 - Beaune, Bourgogne, 1660)
L'articolo presenta una biografia della religiosa, estrapolata dalla lettura ragionata delle fonti reperite, nel contesto religioso del Grand siècle. Presenta una descrizione degli scritti autografi rivenuti e la loro collacazione geografica e virtuale. Seguono i riferimenti bibliografici
Jeux de mots qui percutent, jeux de mots qui enquetent: la rhétorique engagée d'A.Serhane
Il saggio percorre alcuni giochi di parole disseminati nella narrazione e nella poesia dello scrittore marocchino A. Serhane. Fa osservare come i numerosi virtuosismi che increspano la prosa e la poesia di questo scrittore "engagé" della letteratura magrebina post-moderna - prodotti con i suoni e le lettere o con le parole e la loro elaborazione lessicale, sintattica o semantica - siano sempre il luogo di un metalinguaggio critico. L'autore far risuonare in tal modo, amplificandoli, il suo impegno ideologico e la profondità della sua ricerca interiore. Serhane gioca con le parole per giocare con le idee
"L'écriture comme transformation du sujet" : réception italienne de l’œuvre de Jean Pélégri et nouvelles suggestions critiques
Lo studio percorre l’opera del pied-noir algerino Jean Pélégri attraverso la lettura critica della sua ricezione italiana, sostanzialmente espressa dai lavori di una specialista prematuramente scomparsa, Anna Zoppellari. Ma il percorso fra questi studi, in dialogo con le non numerose benché approfondite indagini internazionali, è l’occasione per una rilettura del romanzo Le Maboul e per l’elaborazione di nuove suggestioni di sviluppo critico. Con un’attenzione centrata sulla materialità della parola, in una prospettiva che, oltre che estetica, è etica e assiologica, l’analisi fa emergere, fra risonanze fonetiche e analogie, anacoluti, ex abrupto, sincopi sintattiche e giri di frase, la teatralizzazione di un ‘pensiero parlato’ che traduce la complessità del labirinto interiore della mente e diventa veicolo di una riflessione intima complessa sul destino e l’imponderabilità delle azioni umane. Costruito attorno al desiderio, alluso o dichiarato, di un luogo dall’impossibile approdo - metafora dell’irrealizzato sogno di una convivenza “solidaire et fraternelle” fra Francesi e Algerini, all’alba della guerra che porterà all’Indipendenza dell’Algeria -, il romanzo è riletto anche come racconto dello svanire delle utopie: lo studio individua nell’eterotopia disforica dell’ambiguità e della disillusione un’altra chiave di lettura del percorso esistenziale del protagonista di questo “livre de la tabula rasa”, insistentemente percorso dall’intonazione, autoreferenziale e dialogica ad un tempo, del ‘questionnement’
Descrivere per argomentare: esempi dalla contemporaneità francese e francofona, in "IL CONFRONTO LETTERARIO", Pavia, Ibisside Editoriale, n°60, pp. 289-305
Lo studio dimostra che, in quanto riattualizzazione semantica, la descrizione letteraria non può prescindere da un fine, da una teleologia, da un'autoriflessione, in una dimensione soprattutto pragmatica. Rappresenta un metalinguaggio e va messa in rapporto con la performatività dell'enunciazione, in una prospettiva di risemantizzazione finalizzata. La descrizione in letteratura non è adeguamento al mondo, ma veicolo di una reinterpretazione, strumento di rilettura, modalità orientata di riscoperta. Questo sia quando, con un'evidenza ideologica e argomentativa, è il supporto formale di uno spazio assunto come simbolo di una cultura - come, ad esempio, in molti romanzi engagés della letteratura francofona contemporanea - , sia quando è la rappresentazione di uno spazio da cui si apre il movimento, interiore e personale, di una coscienza, come nell'opera romanzesca di Butor e dei nuovi romanzieri. Utilizzando le suggestioni offerte dalla teoria linguistica del "sistema descrittivo" e attraverso una serie di analisi testuali, il saggio sottolinea la valenza argomentativa del linguaggio descrittivo, luogo delle stratificazioni di senso, delle concettualizzazioni, della soggettività e degli investimenti assiologici e affettivi
- …
