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Addenda alla voce [445a] Claude-François LAMBERT, in Dictionnaire des Journalistes (1600-1789): Édition électronique revue, corrigée et augmentée
Additif
État-civil: Né en 1705. Voir fiche de police : N.A.F. 10781-10783, Joseph d'Hemery, Notes de police sur divers écrivains français (3 vol.) «Lambert (l’abbé), prêtre, auteur [...] en 1746 vivait avec la fille d’un nommé Antoine, employé dans les vivres, la faisant passer pour sa femme et logeait avec elle sous ce titre chez la veuve Bailly, en chambre garnie, sous le nom de Carré, où cette fille est accouchée d’un garçon. Cette femme demeure présentement avec lui sous le titre de gouvernante et a son petit garçon avec lui [...] (BnF, n.a.f. 10781-10783, Notes de police sur divers écrivains français du milieu du XVIIIe siècle, rédigées par les soins de Joseph d'Hémery, inspecteur de la librairie, sous les ordres du lieutenant de police Berryer, et intitulées : «Historique des auteurs en 1752». Cité dans Robert Darnton, Pour les Lumières: défense, illustration, méthode, trad. Jean-François Baillon, Presses universitaires de Bordeaux, 2002, p. 91, publié in extenso dans Le grand massacre des chats, Paris, Laffont, 1985).
Situation de fortune: Hémery note, le 1er décembre 1751, que L. est parti de chez sa logeuse «sans payer une somme de 850 livres» et que, retrouvé « au bout de sept ans», il a fait «des arrangements pour le paiement de cette somme dans l’espace de deux ans» (BnF, n.a.f. 10781-10783). «M. le comte d’Argenson [...] lui fit valoir des gratifications» pour les Lettres d’un seigneur hollandais et «une pension de 600 livres» pour l’Histoire littéraire du règne de Louis Quatorze «qu’il a fait imprimer à ses frais, aucun libraire n’ayant voulu s’en charger». Mansart, l’architecte du roi, lui avait «avancé les fonds nécessaires pour cette entreprise». Selon Antoine Sabatier de Castres, L. «a composé des Romans, où le style du besoin et de la faim se fait sentir à chaque page» (Les trois siècles de la littérature françoise, ou tableau de l'esprit de nos écrivains depuis François I, jusqu'en 1781, La Haye-Paris, Moutard, 1781, t. 3, p. 62).
Carrière: Selon Hémery, L. composa «les Lettres d’un seigneur hollandais en trois volumes en 1744 [...] par ordre de M. le comte d’Argenson [...] Il y a apparence que ce ministre fait plus de cas de lui comme mouche que comme auteur». (Gerardo TOCCHINI et UMR LIRE
Non fu Arrigo
Annuncio - nell'ambito del Convegno internazionale: «Ecco il mondo»: Arrigo Boito, il futuro
nel passato e il passato nel futuro. Per il Centenario della morte e per il Centocinquantenario del Mefistofele
a cura di Maria Ida Biggi, Emanuele d’Angelo, Michele Girardi
Venezia Fondazione Giorgio Cini, 13–15.11 201
Maçonnerie et culture de la répresentation au XVIIIe siècle: musique et mécénat musical.
La politica della rappresentazione. Comunicazione sociale e consumo culturale nella Francia di antico regime (1669-1781). Nuova edizione ampliata.
rec. ad A. LILTI, Le monde des salons. Sociabilité et mondanité à Paris au XVIIIe siècle, Paris, Fayard, 2005, 568 pp.
Minacciare con le immagini. Tintoretto: gli affreschi scomparsi della «Casa Barbariga» e la svolta ideologica del patriziato veneziano
Gli scritti letterarii, i dipinti, le statue, i palazzi, le sinfonie, le opere liriche sono documenti storici, in cui si riflettono non solo la creatività dell’autore, ma anche i contesti sociali e culturali, con le loro molteplici tensioni e contraddizioni, da cui esse traggono significato e che al tempo stesso contribuiscono a illuminare.
Lo studio qui presentato è volto a ricostruire e capire un ciclo pittorico ormai irrimediabilmente consumato dal tempo, ridotto a una muta larva su una vecchia foto, a esili ombre graffite sulla facciata della veneziana «Casa» dei Barbarigo di San Trovaso, incapace ormai di restituire una pur minima traccia degli squillanti colori dei quali l’aveva ornata, a metà Cinquecento, il genio di Iacopo Tintoretto. Ombre tuttavia sufficienti per avviare una raccolta di indizi e poi di prove sul loro contenuto figurativo, per ricostruirne la struttura e l’iconografia, per coglierne il significato iconologico, per dare ad esse un senso nel quadro delle esigenze di autorappresentazione e delle ambizioni del committente, per contesualizzarle nelle profonde dislocazioni politiche, economiche e sociali verificatesi nella storia della Serenissima negli anni centrali del secolo, con il progressivo abbandono dello «Stato da Mar» e il dirottarsi degli investimenti nelle grandi proprietà fondiarie di Terraferma.
Un gioco di pazienza che servirà a riportare alla luce i perduti affreschi di palazzo Barbarigo: non certo nella loro dimensione estetica e visiva, perduta ormai per sempre, ma nei messaggi ideologici che ad essi erano stati affidati; non per quello che erano, insomma, ma per quello che volevano essere. Un documento per capire non tanto l’unicità dell’estro di Tintoretto quanto la storia di Venezia
Genesi, forme, circolazione e metamorfosi delle poesie per musica nella corte estense. Tra Tasso e Guarini: lo strano destino di "Tirsi morir volea"
Libretti napoletani, libretti tosco-romani: nascita della commedia per musica goldoniana
Carteggio Verdi-Piroli, a cura di Giuseppe Martini, Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 2017 («Edizione nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani»), 2 voll., lxviii + 1201 pp.
critical discussion on early sources (Verdi's episatolary) - with important considerations of revision on a historical-political basis of Verdi's opinions in the aftermath of the Unità d'Itali
Le veglie di Torino. Joseph de Maistre e la religione magica del cristianesimo delle origini
Lo studio, condotto sulle carte private di de Maistre custodite negli Archivi Dipartimentali della Savoia (Cambéry), ricostruisce la presenza di complesse trame di cultura esoterica cristiana nell'opera maggiore del grande filosofo cattolico dell'età della Restaurazione, le Soirées de Saint-Pétersbourg, trama corroborata dall'autorità di Origene e dalla pratica del sonnambulismo magnetico, una pratica magica ch'egli considerava antichissima e autorizzata dai Padri della Chiesa ed in grado di mettere in comunicazione con le intelligenze angeliche. Maistre ritieneva con ciò di contribuire alla realizzazione d’un progetto concepito in modo niente affatto dissimile a quello da lui tracciato nel 1782 per la massoneria scozzese, vagheggiando egli un cattolicesimo del secolo XIX strutturato secondo il modello iniziatico del cristianesimo delle origini: in basso l’adesione delle masse ad un spiritualità dei semplici, al limite imbevuta di superstizione; in alto, un’élite segreta composta di spirituali, di uomini retti e responsabili autorizzati ad impiegare i mezzi messi a disposizione dalle scienze «mystiques et extraordinaires», vocati ad intercettare frammenti del disegno supremo, guidati del pari dall'illuminazione interiore e dal dogma rivelato, che in tale contesto avrebbe avuto il compito d’ispirare, dirigere, confermare ma anche di limitare, correggere
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