1,724,827 research outputs found
Presentazione di Ines Testoni
La Death Education è una realtà che, negli Stati Uniti, nell’Europa settentrionale ed in Israele, ha già assunto una consistenza significativa, e, che, da qualche tempo, si sta diffondendo anche in Italia. Se nel secolo scorso i temi inerenti al morire venivano rubricati – come sottolineava in un celebre articolo Geoffrey Gorer del 1955 “The pornography of death” – tra gli argomenti osceni, con il nuovo millennio sembra che stia lentamente tramontando la volontà di occultare l’evidenza della morte e la sua inevitabilità. Possiamo infatti annoverare un numero sempre crescente di iniziative artistiche e di occasioni scientifiche che discutono di questo per promuoverne la presa di coscienza individuale e collettiva, alla ricerca dei linguaggi da adottare e dei contenuti su cui soffermarsi per descrivere la finitudine umana e i vissuti di perdita che la caratterizzano. L’allungamento del lifespan garantito dallo sviluppo della medicina ha prodotto un ulteriore effetto consistente nel prolungamento delle fasi finali e terminali della vita e della malattia, esponendo quindi le persone a dover fare i conti con l’evidenza del dover morire. La linea culturale, sviluppata a partire dal secondo dopoguerra caratterizzata da censura e negazionismo rispetto a questa necessità, ha prodotto infatti un esito fortemente disfunzionale che oggi richiede di essere gestito e risolto, perché ha reso intere generazioni abituate all’agio, al benessere, alla ricchezza e alla pace, a non sapere come gestire il momento più difficile ma anche forse più importante della vita: quello del congedo dal mondo. L’attuale mancanza di linguaggi appropriati per comunicare con chi muore e con i dolenti, come pure l’assenza di una cultura che illustri i significati che hanno caratterizzato la storia dell’umanità per affrontare la prova esistenziale più difficile è l’esito appunto di mezzo secolo di scotomizzazioni sistematiche che non possono più essere ammesse, data l’istanza diffusa di riconquistare categorie in grado di farci assumere la morte come elemento essenziale del significare la vita
Alfredo Testoni cineasta
Presentazione dell'attività cinematografica del commediografo bolognese Alfredo Testoni: soggettista, sceneggiatore, regista. Fonti e documenti per fissare la filmografia. Materiali per la ricostruzione dei film dispersi
Quaderni de Gli Argonauti
Saggi di: Emanuele Severino, Michel Bitbol, Ines testoni, Diego De Leo, Adone Brandalise, Andrea Toniolo, Amedeo Boros, Fiorenza Milano, Loretta Zorzi Meneguzzo
Results of the European Daphne EMPoWER project (European research project on women groups suffering from gender-based violence).
Objective: You will get a theoretical and empirical overview in the field of different cultures. Special research tools will be introduced. The challenges in an ongoing research project will be shared.
Methodology to be used: Qualitative and quantitative approach. The presentation will be verbal with slides.
Conclusions: The theoretical and empirical findings show that psychodrama is an intervention that strengthens the empowerment of women to say no to violence, to change the victim role and to avoid the violence transmission over generation. The project will give results, limitations and outlook.
Key words: Violence, Trauma, Sociodrama, Gender
Abstract:
The presentation will cover quantitative research tools like Spontaneity Assessment Inventory (SAI-R) and the Clinical Outcome Routine Evaluation Outcome Measure (CORE-OM). We translated into appropriate languages and faced the challenge to validate it and to assess its applicability for women suffering from male violence. American psychodramatic language is not easy to transfer comprehensibly to a cultural diverse population and even more to women suffering from male violence. Beck Depression Inventory (BDI-II) we are using as a third tool for validation. Hundreds of students and trainees of different subjects as well as clients of our partner were tested in order to make qualitative as well as quantitative comparisons between survivors and the so called normal population regarding the outcomes of the research tools. BDI-II seems not comfortable for normal population.
One aim of an investigation coordinated by Ines Testoni from University of Padua is to find out if psychodrama is helpful in the field of women suffering from violence. With an EU Daphne grant against violence the project provided in the experimental group counseling with an integrated-ecological approach and a psychodrama intervention group. The control group got counseling. More than 20 women in each country like Albania, Austria, Bulgaria, Italy, Portugal, and Rumania received intervention which we evaluated with CORE-OM and SAI-R.
There is to discuss how to overcome the problems with different languages and (sub-)cultures in (group-)intervention
Psicologia palliativa: intorno all'ultimo compito evolutivo
Le cure palliative e la terapia del dolore, per la prima volta in Italia, trovano spazio in un manuale dedicato, scritto dalla principale studiosa italiana dei Death Studies. Questo saggio esamina il compito evolutivo del fine-vita, i quadri legislativi e il contesto culturale, gli interventi necessari e le pratiche relazionali intorno al morire. Ines Testoni - autrice di oltre cento articoli specialistici su riviste internazionali - offre qui un prezioso strumento per potenziare le capacità di cura dei professionisti del settore e per educare alla mortalità, un tema che spesso viene espulso dal nostro orizzonte cognitivo. Quanto la psicologia palliativa sia diventata importante lo riconosce anche la legge italiana, che ne ha reso obbligatorio l'insegnamento nei corsi di laurea e di specializzazione post-universitaria per medici, infermieri, psicologi e assistenti sanitari. Un manuale che predispone strategie di intervento e fa riflettere sulla finitudine, perché solo accettando la morte si può vivere la vita nella sua totalità. Prefazione Italo Penco. Presentazione Guido Biasco
Il ruolo della donna nelle rappresentazioni delle reti relazionali in collaboratori di giustizia e la percezione della violenza subita
Il capitolo presenta la seconda parte dei risultati di una ricerca testuale su collaboratori di giustizia, finalizzata alla rilevazione delle rappresentazioni dei ruoli di genere e alle loro implicazioni. Divisa in tre parti, l’indagine nel suo complesso è funzionale alla discussione intorno alle possibilità di modificazione dei network che sostengono il familismo e con esso le dinamiche mafiose, grazie al cambiamento che la donna può consapevolmente mettere in essere, ponendosi come soggetto che trasforma la propria posizione di ruolo. In questa sede per un verso si riassume quanto evidenziato nella prima parte della ricerca (Testoni, et. al 2008) preannunciando quanto sarà discusso nella terza (la discussione sui ruoli maschili) e per l’altro rileva aspetti degni di nota nella percezione della condizione femminile da parte dei soggetti narranti
Ambivalenza del vuoto tra Eros e Thanatos: Dalla violenza al lutto
In questo volume, ritenendo la polarità Eros-Thanatos non solo attuale ma estremamente potente per la sua inestricabile ambivalenza, abbiamo voluto riprendere il nodo con cui Freud ha considerato compiuta la teoria pulsionale, per declinarlo poi – in termini non freudiani – in modo bi-fronte, ovvero per un verso come violenza della morte che si esprime tramite la sessualità e per l’altro come amore che si manifesta in tutta la propria straziante affettività nella perdita del lutto:
- Rispetto a Eros, si considera dunque l’aspetto mortale analizzando alcuni scenari in cui domina la violenza che travolge i processi di de-umanizzazione del debole e di comunicazione, all’interno dei quali si sviluppa il mercato del sesso come esercizio dell’abuso – si muovono in tale orizzonte i contributi di Testoni e Pogliani; di Giovanna Gerini, Fabiana Giaretton, Carlo Trombetta e Patrizia Romito; di Lucia Beltramini e Patrizia Romito; di Adriano Zamperini.
- Rispetto a Thanatos, si considera infine l’aspetto dell’erotica come la violenza patita nel lutto per la perdita della persona amata - si sviluppano in questo spazio i lavori di Prati Gabriele, Pietrantoni Luca e di Enrico Cazzaniga. In un prossimo volume della Rivista di Sessuologia verrà esteso questo campo di ricerca e verranno accolti contributi che sviluppino ampiamente il problema
IL DIO CANNIBALE. ANORESSIA E CULTURE DEL CORPO
Il disagio diffuso nel rapporto con gli alimenti, che talora dà origine a squilibri paradossali come la morte per fame volontaria, è al centro di un dibattito che coinvolge l'opinione pubblica e interessa molte discipline. Il dio cannibale offre una chiave di lettura dell'anoressia come sintomo di una «follia» che interpella ogni abitante dell'Occidente e illustra le ragioni per cui colpisce soprattutto le donne, ma è destinata a interessare sempre più anche gli uomini. Se la bibliografia scientifica considera l'anoressia come una «malattia», Ines Testoni concentra la propria riflessione sulla natura del nesso esistente tra l'opulenza propria dell'Occidente e il manifestarsi stesso dell'anoressia, la quale - come qualsiasi sofferenza psichica - è espressione della società in cui emerge, oltre che dell'angoscia dell'individuo che ne è portatore. Ed è proprio a partire dalla doppia origine sociale e individuale dell'anoressia, che l'Autrice intraprende una ricerca tesa a individuare le specifiche dinamiche culturali e psicologiche in cui trova origine quel «patimento» che nel Novecento si è rivelato attraverso il digiuno femminile
Aspiration Therapy for Obesity
Obesity is currently the most important global public health issue due to its high prevalence in the population, disease-related adverse effects on health, quality of life, and healthcare costs. Lifestyle modification and pharmacotherapy are only partially successful in reducing the body weight and are in general unable to maintain weight loss over the long term. Bariatric surgery provides effective and durable weight loss but is associated to an elevated risk of complications, both in the short- and long term. For these reasons, many efforts have been made in the recent years to develop endoscopic bariatric therapies for patients with class II and III obesity, who do not have significant and persistent benefits from conservative treatments and are not qualified for invasive surgical procedures. Aspiration therapy by AspireAssist (Aspire Bariatrics, King of Prussia, PA) has been approved in 2016 for use in patients 22 years and older, with a BMI of 35-65 kg/m2, who have failed to lose or maintain weight loss with nonsurgical weight loss therapies. The device consists of a modified percutaneous gastrostomy tube (A-TubeTM) and an external detachable device to facilitate drainage. The device allows patients to remove a portion of ingested meals through the gastrostomy tube; about 30% of the calories consumed in a meal could be aspirated with this system. Several studies have demonstrated the effectiveness and safety of aspiration therapy, with low rates of adverse events and no deaths related to the procedure, as well as no evidence of eating disorders developed during therapy
Gender education as a first-line tool to fight violence against women
This volume is the result of an analysis carried out by various scholars working at the international level on the issue of Gender-Based Violence (GBV). It pays particular attention to domestic violence, as in this field feminism has tenaciously sought to change the condition of women and, as a result, many international policies have promoted a significant social transformation. Despite these positive steps, which have increased the self-determination of women, allowing them to improve their agency in every domain of private and public life, the problem still exists. Therefore we question, with pain and bewilderment, but also with determination to continue advancing, how it is possible—after the Declaration of Human Rights and the development of feminism—that violence against women is still so deeply rooted in every culture and even in Western countries. If we consider social policies as a fundamental factor that signals individual and social awareness and action, the political commitment against GBV that is now more than four decades long should have accomplished more.
In fact, political action against GBV began in 1979, when the United Nations (UN) drafted the Convention on the Elimination of all Forms of Discrimination against Women (CEDAW) and defined “discrimination against women” as any distinction, exclusion, or restriction made on the basis of sex that has the effect of impairing or nullifying the recognition, enjoyment, or exercise by women of human rights and fundamental freedoms in the political, economic, social, cultural, and civil dimensions. The application of the CEDAW agenda, in 1981, required that the ratifying states incorporate gender equality into their specific legislation, abolish all discriminatory references in their laws, and enact new specifications to fight such discrimination. Then in 1994 the UN classified GBV as any act resulting in physical, sexual, or mental harm or suffering to women, including threats of such acts, coercion, or arbitrary deprivation of liberty, whether in public or in private life. Furthermore, it emphasized that violence against women is a global health and development issue, entailing a host of policies aimed at changing public education and promoting action programs around the world. This political ideology has been accepted, and it paved the way for the European Istanbul Convention, which since 2011 has been working to create a series of specific social measures and promote the “four Ps”: prevention, protection, support of victims, and prosecution of offenders...
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