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Patrimonio ecclesiastico ravennate, Codice Teodosiano ed i rapporti dei tabellioni con Costantinopoli nei contratti della Chiesa di Ravenna
L’estensione del patrimonio immobiliare della Chiesa di Ravenna e la diversità delle colture dei suoi terreni offrono un interessante modello di gestione fondiaria di un vasto ed eterogeneo patrimonio.
I papiri più antichi, pubblicati in ultimo da Tjäder, risalgono alla seconda metà del V secolo.
Ad una prima analisi, poiché nel Codice Teodosiano, così come a noi noto, non vi sono costituzioni specificatamente dedicate alla gestione fondiaria ecclesiastica, parrebbero assenti strumenti legislativi di indirizzo in materia. In particolare il secondo libro del sedicesimo titolo “De episcopis, ecclesiis et clericis” si dedica ad altre questioni.
La lacuna è, tuttavia, apparente. Se si considera, infatti, che una buona parte del patrimonio delle Chiese deriva dalla res privata, è lecito ipotizzare che le Chiese abbiano mantenuto gli stessi rapporti giuridici con coloro che coltivavano ed amministravano i terreni della casa imperiale e che, dunque, la normativa sulla gestione dei fondi imperiali fosse applicabile anche ai fondi ecclesiastici che, di fatto, erano strutturalmente identici.
Lo studio dell’enfiteusi ecclesiastica ravennate, una delle tipologie di amministrazione dei fondi, riaccende la questione della conoscibilità da parte dei tabellioni ravennati delle costituzioni orientali. È noto che tale legislazione fosse conosciuta e non si discute che i formulari per l’enfiteusi della seconda metà del VI e del VII secolo si riferissero in particolare alla Nov. 120 del 544, ma si potrebbe avanzare l’ipotesi che il canale di conoscenza e di trasmissione di questi testi, vista la tempestività con cui sono recepiti, potesse anche non essere quello ufficiale della cancelleria, ma quello “professionale” dei tabellioni di Costantinopoli
Historical Perspectives on Property and Land Law. An Interdisciplinary Dialogue on Methods and Research Approaches
This volume aims to investigate, with an interdisciplinary approach, how legal property regimes, land law and land registration systems are intertwined with economic, social, and political spheres; to analyse the social functions and legal and political implications of various land registration systems in different contexts and how, for example, they operated in a colonial framework; to scrutinise the relations between politics and property, as well as the transformation of the property concept, in its meaning and function.Introduction / Elisabetta Fiocchi Malaspina - Simona Tarozzi (pp. 9-13). -- Transfer of Immovable Properties, Publicity and Land Law in the Age of Justinian: the Perspective of the Praetorian Prefect / Silvia Schiavo (pp. 15-28). -- L’evasione fiscale come problema circolare nelle esperienze storiche: esempi della tarda antichità / Paola Bianchi (pp. 29-50). -- Land Grant in Late Antiquity: a pattern for Modern Colonial Regulations? / Simona Tarozzi (pp. 51-67). -- Contextualización iushistórica de la reforma agraria chilena (siglo XX) / Agustín Parise (pp. 69-93). -- La influencia del Derecho Romano en la adquisición y en el sistema de transferencia en los derechos reales en el siglo XIX, Argentina / Pamela Alejandra Cacciavillani (pp. 95-110). -- The indigenous concept of land in Andean constitutionalism / Silvia Bagni (pp. 111-136). -- The “trascrizione” system in Italy from the end of the nineteenth century to the promulgation of the civil code (1942) / Alan Sandonà (pp. 137-160). -- Registro e colonialismo em Angola / Mariana Dias Paes (pp. 161-176). -- Tracing Social Spaces: Global Perspectives on the History of Land Registration / Elisabetta Fiocchi Malaspina (pp. 177-202). -- The politics of real property in the Kingdom of Sardinia, 1720–1848 / Charles Bartlett (pp. 203-226)
Land Grant in Antiquity: a pattern for Modern Colonialism Regulations?
Toward the end of the 19th century, an independent Chile experienced a fast-territorial expansion and established several colonies in the southern territories of Santiago, included Araucanía, where lived the Mapuche, a group of indigenous inhabitants of south-central Chile and southwestern Argentine. For this, the government in Santiago promoted a new colonial project. First, the Mapuche were persuaded to remise their land and to live in the cities; second, the Chilean government aimed to convince the European to settle in Chile by describing all benefits of a new life in South America. Many families, especially from Germany and Italy, chosen to live in Chile. This paper aims to point out some similarities between Roman laws of the 4th century CE. regarding the long-standing issue of abandoned lands (agri deserti). and Chilean laws relating to remise and colonization of Mapuche’s territory, especially the laws of 1866 and 1874
Spunti di riflessione sulla diiudicatio visigota in Form. Visig. 40
This paper examines the formula nr. 40 from the Formulae Visigothichae: a pattern for recording a hearing. The
analysis points out the reception of some Roman law principles in the Visigothic procedural system
Terre e patrimonio ecclesiastico: i papiri di Ravenna. Una ricerca campione
I papiri di Ravenna offrono una preziosa, e per certi versi unica, documentazione di atti di vendita alla Chiesa di Ravenna nel VI secolo d.C. e dimostrano che le cessioni erano per lo più determinate dalla necessità di liberarsi di questi beni per timore di confische, per bisogno urgente di liquidità, ma anche per la natura sterile o poco produttiva dei fondi stessi. L’incertezza dovuta alle guerre gotiche prima e all’invasione longobarda poi hanno spinto i piccoli proprietari a rinunciare ai loro possessi. Le piccole unità, del tutto indipendenti, in cui le coloniae della Chiesa di Ravenna erano costituite, testimoniano l’evolversi verso complessi latifondistici nelle mani di un unico proprietario, la Chiesa di Ravenna, che gestisce il suo patrimonio per lo più attraverso concessioni di enfiteusi.Ravenna papyri represent an exceptional evidence of sale contracts of the Church of Ravenna in the 6th century A.D. Awful economy, besides caused by Gothic War and Lombardic invasion of Italy, forced private landlords to give their estates to the Church of Ravenna for defence and financial security. They could continue to live there and work the soil, as emphyteutae
Alluvioni e paludi: strategie d'intervento dell'amministrazione tardoantica
I cambiamenti climatici, anche nell’età antica, necessiterebbero di piani di interventi, atti a prevenire e gestire i problemi che conseguono a catastrofi naturali. A livello legislativo si possono prevedere regole straordinarie da applicarsi nel momento in cui l’emergenza si verifichi, ma anche disporre leggi ordinarie sulla gestione e cura dell’ambiente che possano prevenire o limitare gli effetti devastanti delle forze della natura.
Tuttavia, nelle codificazioni tardoantiche, nello specifico Codice Teodosiano e Codice di Giustiniano, manca una trattazione sistematica di queste strategie d’intervento: non ci sono libri o titoli specificatamente dedicati alla gestione e prevenzione delle catastrofi naturali e climatiche.
Si trovano, naturalmente, riferimenti ad alluvioni: nella novella di Teodosio II, Nov. Theod. 20 “De adluvionibus et paludibus”, emanata il 21 settembre 440. e nel Codex repetitae praelectionis il titolo 7.41 “De adluvionibus et paludibus et de pascuis ad alium statum transaltis”, ma questi testi normativi sono prevalentemente attenti a questioni relative al diritto di proprietà.
In questa sede, ci si soffermerà in particolare sul titolo C. 7.41 composto da tre costituzioni: un rescritto di Gordiano propositum il 29 ottobre 239, una disposizione di Arcadio, data l’11 giugno 403 e parte del testo della Nov. Theod. 20 che chiude il titolo.
L’analisi di queste costituzioni porta alla conclusione che la gestione delle catastrofi naturali e climatiche non si armonizza con norme che, inserite nel codice, devono essere regole fondamentalmente generali ed ordinarie; mentre la catastrofe è per definizione straordinaria e unica e per questo si parla di stato di emergenza. Si può avere solamente una legislazione locale, regionale, che si occupa dei fenomeni con caratteristiche di eccezionalità, ma che accadono nella stessa regione e possono essere prevedibili, come nel caso delle alluvioni del Nilo. La stessa Nov. Theod. 20 potrebbe essere considerata una traccia di una regolamentazione più ampia relativa ai problemi del Nilo. Questa legislazione regionale d’altronde può essere estesa ad altri territori dell’impero, se lo stesso problema si presentasse anche là. E la novella stessa è una esemplificazione di questa possibile estensione.
Le misure s’inquadrano nel regime fondiario disposto per gli agri deserti, terreni sterili o abbandonati e dunque divenuti sterili. La legislazione imperiale, da Teodosio II a Giustiniano, dimostra la più favorevole condiscendenza verso i soggetti che si prendevano cura spontaneamente di questi terreno e li bonificavano, se paludosi
Interpretatio visigotica a C.Th. 8.12.1 e la donatio post obitum della prassi nelle province occidentali
La riforma di Costantino sulla donazione è recepita da Teodosio II che la pone ad apertura del dodicesimo titolo del libro ottavo del suo codice.. Delle nove costituzioni di cui è composto il titolo “De donationibus”, sia nella ricostruzione di Mommsen, sia in quella di Krüger, solo due sono restituite dal Breviarium, mentre le restanti sette provengono dal manoscritto Parisinus 9643 (R); esse sono: C.Th. 8.12.1 che riporta il testo della norma costantiniana e C.Th. 8.12.9, costituzione di Teodosio II del 417 che concede al donante di servirsi del costituto possessorio al fine di evitare la formalità della traditio corporalis, requisito altrimenti obbligatorio nella donazione di beni immobili. Entrambe i provvedimenti citati sono corredati da interpretationes le cui differenze stilistiche hanno stimolato una più attenta riflessione sulle possibili fonti utilizzate per la loro redazione. Senza entrare nel merito se le interpretationes siano o meno un’elaborazione originale dei compilatori del Breviarium, oggetto della relazione è la formulazione dell’ipotesi secondo cui il testo dell’interpretatio a C.Th. 8.12.1 possa essere stato preso dai formulari romani. Il confronto tra il testo visigotico e alcune formule di donationes post obitum in uso in Gallia, nel VI secolo ad Angers (Form. Andec. n. 58) e poco dopo il VI secolo a Tours (Form. Turon, n. 1b) sembrano corroborare tale ipotesi
Il diritto romano nelle clausole notarili dei Papiri di Ravenna del VI sec. d.C.
Le clausole dei formulari ravennati di età giustinianea presentano elementi di raffinato tecnicismo giuridico che deriva da una non comune conoscenza del diritto romano da parte dei tabellioni. Questa competenza in materia non solo abilita il forensis ravennate ad elaborare formule che possano soddisfare puntualmente gli interessi delle parti, in particolare quelli della Chiesa di Ravenna, ma contribuisce alla notorietà stessa di questi formulari anche al di fuori del territorio ravennate. L'analisi dei formulari germanici, nell'edizione Zeumer nei Monumenta Germaniae Historica, infatti, evidenzia delle analogie, non certamente casuali, tra le clausole merovingiche di Angers, quelle visigote di Cordoba e le formule ravennati
Alcune osservazioni sul diritto processuale nelle Formulae Andecavenses
Il modello dibattimentale del processo merovingico nella Gallia occidentale (Neustria) è schematizzato nella formula denominata iudicius. Momento centrale sembra essere il giuramento che è tenuto a prestare il convenuto se vuole risolvere la causa. La struttura descritta nel testo mostra commistioni di modelli diversi, da quello formulare a quello della cognitio giustinianea, adattati, tuttavia, ad una società romano-germanica
Le colonie di vacanze fasciste: un esempio di welfare nel Ventennio
Le colonie di vacanza fasciste sono state un importante esempio di pedagogia totalitaria. il fascismo fece proprio un modello di sociabilità che fondava le sue radici nell'Ottocento e nello scoutismo per piegarlo in funzione delle proprie finalità di controllo della società. Le colonie di vacanza furono improntate, sia nelle forme architettoniche sia nella loro organizzazione, al modello di fascistizzazione della società perseguito dal regime mussoliniano, dimostrando al contempo l'importanza attribuita dal fascismo alle giovani generazioni
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