86,627 research outputs found

    Diversamente etnografi. Metodi e strumenti dell’antropologia nei mondi dell’applicazione

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    Il contributo discute le criticità ma anche l'urgenza di elaborare una discussione impegnata sui metodi e gli strumenti dell'antropologia in contesti applicati e operativi

    Migranti e non migranti : accogliere, ospitare e convivere

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    Questo saggio, attraverso le annotazioni sulle reti sociali stratificate lungo il tempo e i decenni di immigrazione straniera in Italia (Colucci 2018) e osservando tentativi di convivenza e modelli alternativi di ospitalità, ha avuto come obiettivo di illuminare alcuni interstizi (Riccio e Tarabusi 2018) potenzialmente fruttuosi per chi opera nell’accoglienza e inclusione dei migranti

    Acrobati sul confine : il ruolo dell’operatore nelle pratiche di accoglienza

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    A partire da una fiorente letteratura antropologica che ha posto al centro il lavoro con i rifugiati e richiedenti asilo , il contributo interroga le ricadute quotidiane di un’accoglienza emergenziale sul ruolo degli operatori, e soprattutto operatrici, e propone una riflessione sugli strumenti riflessivi e critici che è utile affinare per abitare in modo consapevole tali mondi professionali e allargare gli spazi di agency all’interno di un sistema forgiato da profonde incoerenze strutturali

    Bonetti, R. (a cura di) (2014), La trappola della normalità. Antropologia ed etnografia nei mondi della scuola

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    Recensione di un volume che raccoglie diversi contributi focalizzati su una esplorazione etnografica dei costrutti sociali di "normalità" nei mondi della scuola

    Criticità e potenzialità della formazione e della comunicazione nei campi dell'accoglienza: un'introduzione

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    Muovendo dai punti di vista riflessivi di ricercatori e operatori sociali, l'articolo propone una discussione critica sulle potenzialità e contraddizioni che emergono nei campi operativi dell’accoglienza rivolta a rifugiati e richiedenti asilo. In particolare, discute la specificità del profilo e del ruolo dell’operatore e, più in generale, delle professioni coinvolte nel sistema di accoglienza e asilo (quali educatori, assistenti sociali, psicologi, mediatori interculturali, operatori legali e sociali), assumendo l'ambito della formazione e della comunicazione (le loro criticità e potenzialità) come punti di osservazione privilegiati

    Psychological group support attenuates distress of waiting in couples scheduled for assisted reproduction

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    The aim of the study is to determine whether a cognitive-behavioral group treatment could lead to a decrease of psychological distress in couples waiting for assisted reproduction. Fifty consecutive couples included in the waiting list for IVF-ET or ICSI were randomly allocated either to receive Cognitive-Behavioral Treatment (CBT Group) or just waiting (Observation Group). The group is formed by 8-10 couples; 12 meetings are provided for a period of 4 months. Two psychometric test have been administered (Symptom Rating Test and Westbrook Coping Scales) at baseline and after 4 months. At baseline, females showed a higher level of SRT than males (F = 16.6 ± 14.1; M = 10.2 ± 9.0; p = 0.01). This became evident for anxiety (F = 5.6 ± 4.9; M = 3.3 ± 3.0, p = 0.004), somatization (F = 3.0 ± 2.5; M = 1.8 ± 2.1, p = 0.01) and feelings of inadequacy (F = 3.9 ± 3.7; M = 2.3 ± 2.7, p = 0.01). After 4 months in the males of Observation Group (from 2.3 ± 2.0 to 4.0 ± 2.8, p = 0.01) there was an increase of the level of anxiety. No other meaningful differences in other variables were found. In females of CBT Group a trend towards a significant decrease in the total value of psychological uneasiness (the SRT) (from 17.7 ± 13.7 to 14.1 ± 14.0, p = 0.07) was found. A long wait before the scheduled intervention of assisted reproduction increased anxiety levels, namely in male partners. CBT avoids such a 'waiting stress' and could be useful for stimulating discussion and awareness inside the couple. Shortening the waiting list and psychological support would be provided by infertility centres

    Dilemmi, mediazioni e pratiche nel lavoro dell'accoglienza rivolta a rifugiati e richiedenti asilo

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    Il numero prende le mosse dalla stringente necessità, emersa da parte di chi si trova a diverso titolo coinvolto nei contesti operativi dell’accoglienza – ricercatori, operatori sociali, educatori, assistenti sociali, psicologi, mediatori, operatori legali, coordinatori di progetti, ecc. –, di innescare una riflessione sulle progettualità e sulle pratiche di lavoro che prendono forma nel campo controverso e contraddittorio dell'asilo. Ponendosi in dialogo con il recente dibattito sulle migrazioni forzate, il numero si propone di portare in primo piano la complessità e varietà delle esperienze sociali e lavorative, per ora solo parzialmente esplorate, di chi si trova coinvolto nei campi operativi dell’accoglienza. A partire da una prospettiva interdisciplinare, i contributi cercano in particolare di stimolare una riflessione critica sulla costruzione di nuove professionalità nell’ambito delle migrazioni forzate. Da un lato, il numero si pone dunque l’obiettivo di mettere a fuoco alcuni dei principali dilemmi e interrogativi che animano questi mondi professionali non solo interpellando le esperienze empiriche di ricercatori, ma anche stimolando la riflessività professionale di coloro che sono operativamente coinvolti. Dall’altro lato, si propone di mettere a confronto le soluzioni, le negoziazioni e le strategie contestuali che il personale sta elaborando, non senza una certa dose di improvvisazione, nei campi «ordinari» e straordinari dell’accoglienza

    Incontrare le migrazioni : spunti per l’accoglienza e inclusione di migranti, richiedenti asilo e rifugiati

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    Questo volume emerge da un contributo corale di alcuni membri del comitato scientifico e di altri docenti del Master Educatore nell’accoglienza e inclusione di migranti, richiedenti asilo e rifugiati presso l’Università di Bologna. A partire da un approccio interdisciplinare, il testo fornisce strumenti conoscitivi agli operatori dei servizi per migranti e dell’accoglienza, proponendo un percorso che si articola attraverso tre aree: storico-politicoistituzionale, socio-antropologica e psicopedagogica. Muovendo da un approccio storico verso l’entroterra delle migrazioni, con un’attenzione particolare all’Africa, lo sguardo si sposta sul contesto di immigrazione, sull’evoluzione della presenza straniera e sulle trasformazioni normative delle politiche migratorie e di asilo in Europa ed in Italia in particolare. A partire da un inquadramento delle politiche di welfare e delle sue trasformazioni, il testo offre poi strumenti critici nell’analisi del complesso ruolo dell’operatore, fornendo approfondimenti sulla dimensione di genere nell’accoglienza e sulle sperimentazioni di convivenza. Uno spazio viene successivamente dedicato alle competenze pedagogiche dell’educatore nell’accoglienza in termini progettuali e relazionali, alle questioni dell’interculturalità all’interno della cittadinanza globale e alle strategie della mediazione interculturale. Il percorso si conclude con un’analisi dell’esperienza del privato sociale nel Sistema Accoglienza e con una serie di conversazioni che interpellano le esperienze operative di diversi professionisti (operatori, formatori, supervisori). Senza pretesa di esaustività, i molteplici vertici di osservazione proposti cercano dunque di fornire ai lettori alcuni “spunti” di riflessione sui processi migratori e sulle caratteristiche delle pratiche di accoglienza e inclusione

    Dilemmi, mediazioni e opportunità nel lavoro di accoglienza rivolto a rifugiati e richiedenti asilo: un’introduzione

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    Gli arrivi sempre più consistenti di imbarcazioni “cariche di corpi umani in fuga” (Pinelli 2011) nelle coste meridionali italiane ha sollevato nel nostro paese interrogativi profondi e suggerito nuovi terreni di indagine ai ricercatori delle scienze sociali. L’insoddisfazione verso le letture prevalenti nel discorso pubblico, in parte relative alle politiche di gestione delle migrazioni e alle misure di controllo dei confini, sembra infatti avere stimolato nel panorama nazionale la produzione di un fiorente corpus di studi e ricerche sulle migrazioni forzate. Mentre alcune riflessioni si sono focalizzate sulla violenza e drammaticità che plasma le esperienze e traiettorie di rifugiati e richiedenti asilo (Pinelli 2011; Pinelli, Ciabarri 2016), altri studi hanno contribuito a portare alla luce le dimensioni opache e contradditorie delle politiche di accoglienza in specifici contesti locali (Sorgoni 2011), facendo emergere nelle rappresentazioni degli operatori aspetti relativi alle pratiche educative e di inserimento sociale (Catarci 2011). Su questo versante, l’analisi dei processi e delle procedure burocratiche che un arcipelago composito di attori istituzionali e professionali si è trovato improvvisamente a gestire ha rivelato, per esempio, uno scarto marcato fra le richieste astratte di neutralità e le implicazioni personali che gli operatori sperimentano quotidianamente di fronte a storie drammatiche e difficili da decifrare; ha evidenziato le dinamiche di esclusione, spersonalizzazione e controllo che si celano nella traduzione concreta dei processi di istituzionalizzazione delle procedure previste dal sistema dell’asilo; e ancora, ha mostrato un netto contrasto fra le domande di efficienza nella rigida applicazione delle procedure e le pratiche discrezionali che si sviluppano nelle interazioni quotidiane fra personale dell’accoglienza e i richiedenti protezione internazionale. La necessità di discutere gli elementi di eterogeneità all’interno delle diverse esperienze (Zoletto 2012) sembra imporsi così nei contesti organizzativi e nelle pratiche di chi opera per promuovere percorsi di progettazione, autonomia e inclusione sociale. Nel tentativo di fornire un contributo a tale dibattito, ci si propone di portare in primo piano la complessità e varietà delle esperienze sociali e lavorative, per ora solo parzialmente esplorate, di chi si trova ad operare in un campo altamente controverso e conflittuale. A partire da una prospettiva interdisciplinare, ricercatori, professionisti, educatori e operatori, con occhio analitico e riflessivo, si propongano di mettere a fuoco i dilemmi e le tensioni, ma anche i margini di manovra, le strategie e negoziazioni che il personale dell’accoglienza sta elaborando e praticando in molteplici setting di lavoro. Dal punto di vista applicativo si rende necessaria un’approfondita riflessione che possa consentire, tanto ai ricercatori e agli studiosi quanto ai soggetti che quotidianamente operano nei contesti interculturali, di addentrarsi nella comprensione del fenomeno in una direzione che tenga strettamente congiunte la prospettiva teorica e quella pratica (Bertolini, 1988)
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