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    SARS-CoV-2: a potential trigger for subacute thyroiditis? Insights from a case report

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    We report the case of a 69- year old woman with nodular goitre, hospitalized in dedicated area for a pneumonia due to Sars-Cov2 after recent back-surgery. In the 5th day she developed overt thyrotoxicosis initially treated with methimazole with no biochemical and clinical response . Thyroid ultrasound showed an enlarged hypoechoic thyroid, decreased vascularity and a known 30-mm isoechoic nodule. Thyroid autoantibodies was absent and serum thyroglobulin was elevated. At thyroid scan using Tc 99-m, there was no uptake . These data indicated a thyroid-destructive process compatible with a subacute thyroiditis, possibly triggered by SARS-CoV-2. Methimazole was discontinued and steroids were given, with clinical and biochemical improvement in a few days. To our knowledge, this and another case report of destructive thyroiditis associated with SARS-CoV-2 infection were almost simultaneously described

    Perspective in pharmacological management of Graves' hyperthyroidism and orbitopathy

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    Drugs currently used for Graves' hyperthyroidism (thionamides) or for the major extrathyroidal expression of Graves' disease, Graves' , orbitopathy (systemic glucocorticoids with or without orbital radiotherapy), have limited effects on the autoimmune processes underpinning these disorders. Thionamides show a high rate of treatment failure and at least 30% of patients with Graves' orbitopathy are eventually dissatisfied with treatment outcome. Progress in our understanding of the autoimmune basis of Graves' hyperthyroidism and orbitopathy made it possible, similar to other autoimmune disorders, to envision the use of novel immunomodulating drugs. Among the currently available biologic agents, the CD20+ B-cell-depleting agent, rituximab, and TNF-α inhibitors are the drugs that have the highest chance of finding a place in the treatment of Graves' hyperthyroidism and orbitopathy, although randomized, controlled clinical trials are warranted to support their use. © 2008 Expert Reviews Ltd

    RISULTATI DELL’ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO SUGLI EFFETTI DELLA LEGGE 55/2005: ESPERIENZA NELLA REGIONE LOMBARDIA

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    Introduzione: L’emanazione della Legge 55 del 21 marzo 2005 prevede il monitoraggio periodico dello stato di iodonutrizione il quale è affidato all’Osservatorio Nazionale Osnami. Per la Regione Lombardia è stato richiesto di individuare e campionare le aree nelle quali effettuare il monitoraggio sulla popolazione scolare 11-13 anni. Obiettivo: Monitorare lo stato di iodonutrizione e di consumo di sale iodato di almeno il 10% della popolazione scolare extraurbana nelle Province Lombarde selezionate tra le Comunità Montane. Allo stato attuale sono state individuate alcune aree sentinella per le Province di Varese (Comunità Montana della Valganna-Valmarchirolo e Valcuvia, Sondrio ( Valtellina di Morbegno) e Brescia ( Valcamonica e Valtrompia) e confrontate con le aree urbane di riferimento. Nelle scuole prescelte il monitoraggio è stato preceduto da uno o più incontri informativi rivolti ai ragazzi e al personale docente e/o famiglie, con illustrazione di slides sull’importanza della iodoprofilassi e sugli effetti della iodocarenza. Risultati: In tutto sono stati campionati 2820 ragazzi, (circa il 60% del numero prefissato) con un numero di risposte pari al 63% del campione analizzato. La mediana della ioduria dell’intero campione è risultata pari a 84 mcg/dl con importanti differenze tra le singole aree studiate e differenze statisticamente significative tra area sentinella (AS) e relativa area urbana (AU)solo per la provincia di Varese ( AS 77 vs AU 112 p 0.003). Nelle AS di Sondrio e Brescia la mediana è risultata rispettivamente 97 e 48.5 mcg/l. Nell’intero campione la percentuale di ragazzi con iodosufficienza ( I >100 mcg/l) è risultata 43.6 % con una percentuale di ioduria < 50 mcg/l pari al 32% del totale, con percentuali variabili dal 25% ( AS Sondrio) al 51% ( AS Brescia). L’impiego di sale iodato dichiarato è risultato pari al 71.6% dei ragazzi ( con differenze non significative tra le vari aree) ma sottilineamo che solo il 20% degli intervistati dichiara di usarlo regolarmente. Questa percentuale si riduce a poco più del 13% nell’area sentinella di Brescia, nella quale si riscontra il valore più basso di ioduria. Il consumo di pasti prevalentemente fuori casa della popolazione scolare in esame è risultato inferiore al 20%. In conclusione una prima proiezione sullo stato di iodonutrizione nella nostra Regione, indica un valore di ioduria che non si discosta dal dato nazionale disponibile prima della introduzione della Legge 55/2005 e rileva un consumo regolare di sale iodato nell’alimentazione ancora largamente inferiore all’obiettivo OMS. Tali dati necessitano di conferma su un numero maggiormente rappresentativo della popolazione scolare extraurbana. Nella nostra esperienza fondamentale è risultata la collaborazione delle autorità scolastiche che si è tradotta in una maggiore percentuale di risposte. Riteniamo che una adeguata sensibilizzazione da parte delle autorità scolastiche sia fondamentale per velocizzare il sistema di monitoraggio e ridurre i costi
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