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    Ricerca di composti farmacologicamente attivi e potenzialmente pericolosi in prodotti di libero commercio impiegando la spettrometria di massa ad elevata risoluzione

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    Negli ultimi anni a livello internazionale si è assistito alla crescente diffusione di prodotti estranei all’ambito farmaceutico, pubblicizzati come integratori dietetici o prodotti naturali atti a migliorare il benessere psico-fisico, contenenti tuttavia sostanze illecite non dichiarate in etichetta. La commercializzazione di queste sostanze presenta una potenziale pericolosità per la salute pubblica, sia per la dichiarata «naturalità» dei prodotti commerciali che induce l’utilizzatore a sottostimarne gli eventuali effetti tossici, sia per la possibile interazione di tali composti con la terapia farmacologica eventualmente assunta in concomitanza. D’altra parte, l’estrema varietà dei principi attivi presenti in questi prodotti rende l’identificazione degli stessi estremamente difficile, anche a causa della mancanza di standard di riferimento. In questo ambito, la spettrometria di massa ad alta risoluzione (HRMS) ha contribuito significativamente allo sviluppo della ricerca incognita di composti di interesse, introducendo un nuovo criterio di identificazione molecolare basato sull’elevato potere discriminante della massa accurata, che, essendo direttamente calcolabile dalla formula chimica del composto, prescinde dalla necessità di disporre di standard puri e dalla necessità di frammentazione del composto. Nel presente lavoro, sono proposte e discusse applicazioni in questo ambito della spettrometria di massa ad alta risoluzione

    Carbohydrate Deficient Transferrin, a reliable marker of chronic alcohol abuse in both forensic and clinical settings - a review.

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    The paper reports an updated review of pre-analytical, analytical, interpretative aspects of carbohydrate deficient transferri

    I cannabinoidi sintetici, una nuova classe di sostanze d’abuso. Problemi e prospettive analitiche

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    Negli anni recenti sono comparse nel mercato internazionale numerose molecole di sintesi con un’elevata attività sui recettori dei cannabinoidi, commercializzate sotto forma di incensi o miscele erbacee presso negozi specializzati (smart shops) o via Internet. Tale preoccupante diffusione, evidenziata anche dal Sistema Nazionale di Allerta Rapida, ha indotto il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri a proporre l’inserimento di molte di queste molecole nelle tabelle ministeriali ex DPR. 09 ottobre 1990 n. 309, determinando così la necessità di poter disporre di metodiche analitiche idonee alla loro identificazione e caratterizzazione di affidabilità e robustezza compatibili con un impiego forense. Questi aspetti sono l’oggetto del presente lavoro. Miscele erbacee commercializzate come profumatori ambientali o incensi sono state acquistate direttamente in smart shops, tramite Internet ovvero ottenuti a seguito di sequestri effettuati dalle Procure e/o Questure italiane di numerose città. Le tecnologie utilizzate in questo progetto sono state prevalentemente cromatografiche (in fase liquida o gassosa) accoppiate alla spettrometria di massa, in particolare ESI-TOF/MS, LC-ESI-IT/MS, GC-EI/MS. La maggioranza dei profumatori ambientali o incensi analizzate sono risultate contenere quantità biologicamente attive di cannabinoidi sintetici, in particolare JWH-018, JWH-073, JWH-081, JWH-122, JWH-250, JWH-210, JWH-019 e AM-694. Tuttavia, tra i prodotti analizzati è stata riscontrata una grande variabilità nella composizione, spesso non corrispondente alla tipologia di confezionamento e di etichettatura. Un approccio analitico basato sull’impiego in combinazione di tecniche cromatografiche e di spettrometria di massa ad alta e bassa risoluzione, con e senza frammentazione, si è dimostrato idoneo alla identificazione di dei cannabinoidi sintetici nei prodotti commerciali denominati “herbal blends” o profumatori ambientali rendendo così possibile il monitoraggio della loro diffusione nel mercato e la repressione del loro commercio

    The review process of the Italian Code of medical deontology. Critical issues and innovation in the advanced drafts

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    Dopo 20 anni dal primo Codice di deontologia medica nella storia repubblicana, dall’edizione del 1978 il testo è stato revisionato di media ogni 7 anni , e ciò a fronte del continuo progresso scientifico in campo biomedico, del cambiamento che ha investito la relazione di cura, nonché della sempre maggiore complessità dell’organizzazione e della gestione sanitaria. A partire da tali trasformazioni, che coinvolgono la nuova medicina anche sotto il profilo sociale e giuridico, la volontà di rimettere mano al Codice di deontologia medica si configura come un’esigenza imprescindibile per una professione che voglia restare al passo con i tempi, registrarne i cambiamenti, valutare gli scenari futuri

    Biomarkers for the identification of alcohol use/abuse: a critical review.

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    Alcohol abuse represents a highly relevant medical, social, and economic problem all over the world. The diagnosis of conditions of alcohol use or abuse is complex, requiring different and integrated methodologies; among them the use of biomarkers is a very helpful and objective tool. This review article discusses the currently available biomarkers of alcohol abuse, showing their positive and negative characteristics in terms of detection window, diagnostic sensitivity, diagnostic specificity, and analytical feasibility. Particular attention is dedicated to the most used biomarkers, represented by liver enzymes (AST, ALT, and GGT), MCV, CDT, EtG and EtS, FAEE, and PEth. A critical analysis of the different biomarkers showed wide variability in terms of detection window, sensitivity, and specificity. On this basis, the choice of any indicator should depend on the aim and context for which the diagnosis of alcohol abuse is required (e.g., clinical, fitness for driver's license, fitness to work, child custody). Moreover, this study showed that the diagnosis of alcohol abuse cannot be based only on the use of biomarkers, but it must also consider the integration of anamnestic, clinical, instrumental, and laboratory data

    Recent advances in the applications of CE to forensic sciences (2005-2007)

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    The present article reviews the applications of CE in forensic science covering the period from 2005 until the first part of 2007. The overview includes the most relevant examples of analytical applications of capillary electrophoretic and electrokinetic techniques in the following fields: (i) forensic drugs, toxicants and dyes, (ii) small ions of forensic interest (iii) explosives, (iv) forensic DNA, and (v) other biopolymers of forensic interest
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