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    Intermedialità e amedialità: percorsi del credere e del sapere nelle immagini contemporanee

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    Oltre sessant’anni dopo la sua scomparsa, il pensiero di André Bazin si rivela ancora di estrema attualità. Dimostra, per esempio, di essere uno strumento utile (forse il più utile) per interpretare il cinema che definiamo “moderno”. Ma c’è di più: la riflessione di Bazin si rivela una chiave interpretativa irrinunciabile nella comprensione di molti fenomeni che interessano la produzione audiovisiva contemporanea, in particolare le nuove forme del documentario. Per il tramite di Bazin, questo volume vuole essere uno strumento utile alla comprensione di quegli oggetti misteriosi che sono le immagini in movimento, anche quando (o forse ancora di più quando) esse dimostrano di tendere verso un radicale ripensamento del loro statuto, proprio come ora sta accadendo

    Intermedialità e amedialità: percorsi del credere e del sapere nelle immagini contemporanee

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    Oltre sessant’anni dopo la sua scomparsa, il pensiero di André Bazin si rivela ancora di estrema attualità. Dimostra, per esempio, di essere uno strumento utile (forse il più utile) per interpretare il cinema che definiamo “moderno”. Ma c’è di più: la riflessione di Bazin si rivela una chiave interpretativa irrinunciabile nella comprensione di molti fenomeni che interessano la produzione audiovisiva contemporanea, in particolare le nuove forme del documentario. Per il tramite di Bazin, questo volume vuole essere uno strumento utile alla comprensione di quegli oggetti misteriosi che sono le immagini in movimento, anche quando (o forse ancora di più quando) esse dimostrano di tendere verso un radicale ripensamento del loro statuto, proprio come ora sta accadendo

    Introduzione

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    Oltre sessant’anni dopo la sua scomparsa, il pensiero di André Bazin si rivela ancora di estrema attualità. Dimostra, per esempio, di essere uno strumento utile (forse il più utile) per interpretare il cinema che definiamo “moderno”. Ma c’è di più: la riflessione di Bazin si rivela una chiave interpretativa irrinunciabile nella comprensione di molti fenomeni che interessano la produzione audiovisiva contemporanea, in particolare le nuove forme del documentario. Per il tramite di Bazin, questo volume vuole essere uno strumento utile alla comprensione di quegli oggetti misteriosi che sono le immagini in movimento, anche quando (o forse ancora di più quando) esse dimostrano di tendere verso un radicale ripensamento del loro statuto, proprio come ora sta accadendo

    Depicting life, analysing the power: The ‘actuality’ of Italian cinema

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    The increasing production of biographical films dealing with power and its figures raises interesting questions about the nature and the aims of political cinema. What are the strategies used to represent people whose public image has completely overlapped to their identity? This matter concerns not only thematic aspects of the biopic genre, but more in depth it discloses fundamental issues at the basis of any theory of cinema. From this point of view, some Italian instances propose original solutions, creating a coherent framework in continuity with a long tradition that has marked the history of Italian thought. This article aims at making a survey of these inputs through the analysis of contemporary relevant texts – above all Il Caimano/The Caiman (Moretti, 2006), Il Divo: La spettacolare vita di Giulio Andreotti/Il Divo (Sorrentino, 2008), Vincere/To Win (Bellocchio, 2009) – in the attempt of defining the space of effectiveness of this new line of development within the huge field of political cinema

    Comunicazione, mediazione, immunizzazione: Arrival di Villeneuve

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    Dennis Villeneuve’s Arrival (2016) has a key topic the encounter with the other and the mediations mandatory for this very encounter could be the occasion for a radical transformation of the subject, instead of a moment of immunitary closeness. By analysing the complex theoretical and formal structure put in place by the movie, this paper resorts to three keywords in the recent history of critical visual theory – that is, medium, communication, munus (e.g., gift in latin) – to show the exemplary nature of cinematic narrative in the understanding of contemporary biopolitical processes

    Gli inganni della trasparenza

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    La recensione del libro curato da Maria Albergamo "La trasparenza inganna" mette in rilievo la centralità del concetto di trasparenza nelle retoriche contemporanee, provando a decostruirne l'efficacia attraverso un dialogo con altri autori come ad esempio Michel Foucault, Guy Debord e Byung-Chul Han

    Storia, mito, utopia. Note per una riconsiderazione critica dell'ultimo Pasolini

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    In Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), opera ultima di Pasolini, il mito perde la sua tonalità positiva e originante per legarsi intrinsecamete a uno spettacolo di morte. La memoria del fascismo, affrontata polemicamente dal regista, viene elaborata come macchina mitologica tanatopolitica alla quale si contrappone un'utopia capace di affermare e rigenerare la vita. Attraverso l'analisi dell'articolazione topologica dispiegata dal film, distinta tra spazio utopico, eterotopico e reale, il presente intervento prova a ripensarne alcune chiavi interpretative, soffermandosi sul livello teorico costruito dal discorso filmico.In Salò or the 120 Days of Sodom (1975), Pasolini's last work, the myth loses its positive and originary features to intrinsically link to a death spectacle. The memory of fascism, polemically questioned by the director, is elaborated as a thanatopolitical mythological machinery to which an utopia able to affirm and regenerate life is counterposed. Through the analysis of the topological articulation disclosed by the film, this paper attempts to rethink some of its interpretative keys, by lingering on the theoretical level proposed by the film discourse

    Il pensiero filmico della nazione

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    La recensione al libro di Roberto De Gaetano "Cinema italiano: forme, identità, stili di vita" affronta le questioni poste dal volume in una prospettiva allargata, identificando alcuni tratti di un possibile pensiero filmico italiano alla luce dei lavori di Roberto Esposito, evidenziando così il ruolo fondamentale della settimana arte nel dare forma all'immaginario e al pensiero nazional

    I giorni della vendemmia

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    Recensione critica al film di Marco Righi "I giorni della vendemmia" (2013
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