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    Homeland. Paura e sicurezza nella guerra al terrore

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    Intrighi, terrorismo internazionale, geopolitica, spionaggio: Homeland è la serie televisiva che ha rivoluzionato il racconto del mondo dopo l’11 settembre, vincendo numerosi premi e ottenendo un enorme successo di pubblico. Per la prima volta un libro ne indaga l’estetica, i segreti e lo stile, svelandone tutta la densità concettuale, l’ampiezza dei temi e gli aspetti controversi. Giacomo Tagliani conduce il lettore in un labirinto di immagini, tra gli schermi della guerra a distanza e l'onniscienza dei dispositivi di controllo: mettendo in questione l'odierna nozione d'identità occidentale e il suo rapporto con l'alterità, questo volume, più di una semplice guida alla serie, offre una riflessione quanto mai attuale sul modo in cui si racconta l’epoca della Guerra al terrore

    Intermedialità e amedialità: percorsi del credere e del sapere nelle immagini contemporanee

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    Oltre sessant’anni dopo la sua scomparsa, il pensiero di André Bazin si rivela ancora di estrema attualità. Dimostra, per esempio, di essere uno strumento utile (forse il più utile) per interpretare il cinema che definiamo “moderno”. Ma c’è di più: la riflessione di Bazin si rivela una chiave interpretativa irrinunciabile nella comprensione di molti fenomeni che interessano la produzione audiovisiva contemporanea, in particolare le nuove forme del documentario. Per il tramite di Bazin, questo volume vuole essere uno strumento utile alla comprensione di quegli oggetti misteriosi che sono le immagini in movimento, anche quando (o forse ancora di più quando) esse dimostrano di tendere verso un radicale ripensamento del loro statuto, proprio come ora sta accadendo

    Nota al testo, traduzione e note di commento [relative ai capp. CLXVII-CLXXIX del Lancelot en prose]

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    Il volume presenta la prima traduzione italiana della seconda parte del Lancelot en prose, romanzo antico francese del XIII secolo, corredata di nota al testo, commento e introduzioni letterarie.The book presents the first Italian translation of the second part of Prose Lancelot, a 13th-century Old French romance, with philological and literary introductions and a commentary

    Intermedialità e amedialità: percorsi del credere e del sapere nelle immagini contemporanee

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    Oltre sessant’anni dopo la sua scomparsa, il pensiero di André Bazin si rivela ancora di estrema attualità. Dimostra, per esempio, di essere uno strumento utile (forse il più utile) per interpretare il cinema che definiamo “moderno”. Ma c’è di più: la riflessione di Bazin si rivela una chiave interpretativa irrinunciabile nella comprensione di molti fenomeni che interessano la produzione audiovisiva contemporanea, in particolare le nuove forme del documentario. Per il tramite di Bazin, questo volume vuole essere uno strumento utile alla comprensione di quegli oggetti misteriosi che sono le immagini in movimento, anche quando (o forse ancora di più quando) esse dimostrano di tendere verso un radicale ripensamento del loro statuto, proprio come ora sta accadendo

    L’ordine del discorso autoriale. Immagini, pratiche, estetiche tra politica e biografia

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    The paper aims to investigate the possibilities for the concept of “political author” as an effect of discourse to survive in contemporary cinema by analysing the case of Italian biopics of the new Millennium. After a proposal of definition of a political authoriality, the analyses of the films attempt to show how the articula- tion of such an authoriality in three different figures – the director, the actor, and the real model – and in subcategories defines a specific feature of biographical cinema, to eventually conclude with some remarks about the posthumous life of the authorial discourse after the “death of the author”, between politics and commitment

    Teoria e retorica delle immagini. Tzvetan Todorov e la pittura

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    Tra i molteplici ambiti di ricerca di Tzvetan Todorov, le immagini ricoprono un ruolo quantitativamente defilato ma di considerevole rilievo teorico. Circoscritto principalmente al dittico apologetico sulla pittura nordica, Elogio del quotidiano e Elogio dell'individuo, il lavoro del teorico bulgaro sul visivo si inserisce nell'alveo costitutivamente interdisciplinare della teoria dell'arte di matrice francese, nata negli anni '70 come costola del pensiero strutturalista e influenzata principalmente dall'antropologia e dall'ermeneutica. L'importanza di tale impostazione per gli studi odierni sulle immagini acquista sempre maggior credito, in virtù del suo focalizzarsi sul piano discorsivo – trattando il quadro come un dispositivo di costruzione del senso – anziché su quello tematico o stilistico della storia dell'arte tradizionale, o ancora su quello esclusivamente formale. Il presente lavoro intende tracciare una ricognizione degli spunti rinvenibili nei due libri in questione, evidenziando tanto i legami con alcuni tra gli autori più significativi di questo ambito disciplinare quanto i rilanci più personali di un singolare percorso di ricerca. Plessi concettuali come la nozione di testo e di oggetto teorico, oltre a questioni di carattere metodologico, saranno pertanto esaminate nelle loro diverse sfaccettature. Attraverso il lavoro di Todorov, alcune linee guide per orientarsi nell'iconosfera contemporanea possono emergere pienamente, superando le incertezze e le imprecisioni di un approccio statico e rigido ai processi di significazione visiva.Among Tzvetan Todorov’s different fields of research, images play a small but highly meaningful theoretical role. The work on visuality of the Bulgarian scholar is mainly confined within the apologetic diptych about Northern painting – namely Éloge du quotidien and Éloge de l’individu – and it shows a strong relationship with the interdisciplinary approach of French theory of art, a branch of the structuralist thought born during the Seventies under the influence of Hermeneutics and Anthropology. The importance of such an approach for contemporary research on images is constantly growing, since it focuses on the discursive level – by considering the picture as an apparatus of creation of meaning – rather than the thematic or stylistic levels, typical of the classical Art History, or the pure formal one. This paper aims at tracing a survey of the inputs springing from the aforementioned books, highlighting both the links with some of the most important scholars of this disciplinary field and the personal proposals of this unique research course. We will therefore take into consideration conceptual tangles such as the notions of text and theoretical object, as well as matters of methodological nature. Through Todorov’s work, it is possible to point out some guidelines within the present time iconosphere, overwhelming the hesitations of a static and stiff approach to the processes of visual signification.  </p

    L’immaginario audiovisivo di Daesh: estetiche e pratiche transmediali del terrore

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    La comunicazione di Daesh ha definito un nuovo orizzonte iconologico nella Guerra al terrore, mostrando l’efficacia delle immagini nel diffondere la paura ben oltre l’effettivo potenziale militare. Questo intervento presenta una ricognizione delle principali traiettorie estetiche sviluppate dall’al-Hayāt Media Center delineando una tassonomia discorsiva basata su alcuni esempi salienti in grado di mostrare la complessità di questa strategia propagandistica. Il caso Daesh sembra assumere infatti un valore paradigmatico all’interno dello scenario mediale contemporaneo, interrogando gli spettatori sulle forme di negoziazione del senso tra chiusure immunitarie e prospettive comunitarie.Daesh’s communication has shaped a new iconological perspective in the realm of the War on Terror, showing the effectiveness of images in spreading fear beyond actual military capability. This essay proposes a survey of the main aesthetic threads developed by al-Hayāt Media Center by outlining a discursive taxonomy based on examples able to display the complexity of this propaganda strategy. As a matter of fact, the Daesh case seems to have a paradigmatic value within the current media scenario by questioning spectators about the forms of negotiation of meaning between immunization and community perspectives

    Atti e perversioni

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    Il contributo intende tracciare una ricognizione generale della rappresentazione nel cinema italiano dal dopoguerra a oggi del rapporto che intercorre tra gli atti a sfondo erotico e le perversioni associate. Attraverso una serie di casi di studio, l'analisi cercherà di rendere conto delle principali direttrici che hanno segnato il cinema nazionale nella messa in scena del rapporto tra italiani e eros in una società in continua trasformazion
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