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Città del Messico, la comunità che costruisce e cura i suoi presidi
PILARES è uno dei programmi governativi usciti dalla spinta riformatrice della ex-sindaca di Città del Messico, Claudia Sheinbaum, dal 2024 Presidente del Messico. costruire 300 centri nei 16 comuni (quartieri) della città, promuovendo l’istruzione, la cultura e lo sport, soprattutto nelle aree marginali. PILARES è l’acronimo di Puntos de Innovación, Libertad, Arte, Educación y Saberes che già lascia preludere quello che è lo spirito versatile degli spazi che lo ospita.
Meno vincoli e più idee per ottenere spazi in cui i cittadini possono svagarsi, apprendere, condividere e contribuire alla società in maniera attiva. L'articolo descrive i differenti piani attraverso i quali il programma si sviluppa: quello delle politiche sociali, della partecipazione dei cittadini al processo, dell'indotto urbano, dell'architettura, attraverso la descrizione dettagliata di 5 progetti significativi realizzati all'interno di PILARE
SPAZIO PUBBLICO LA FORMULA MESSICANA
Il caso SEDATU rappresenta uno dei programmi di Riforma più rilevanti del panorama latino americano degli ultimi decenni.
Si tratta di un programma governativo che ha innestato circa 1300 progetti di spazi pubblici o edifici dotati di spazio pubblico in tutto il territori nazionale dal 2018 al 2024. I progetti sono stati realizzati con un importante sforzo partecipativo da parte della comunita
Laboratori e centro socio-educativo per persone con disabilità Erba, Como
Articolo sul numero dedicato al tema dell'accessibilità ed inclusione.
Il progetto viene descritto non solo per gli elementi compositivi e tecnologici, ma anche per la sua capacità di inserimento in un contesto periurbano ed il suo ruolo di riqualificazione del tessuto sociale, a partire dai principi di inclusione.
Progetto di copertin
IL CORPO NUDO DELL’ARCHITETTURA
Architettura e corpo umano sono uniti da un legame intimo e antico. Potremmo persino leggere la storia dell’architettura come la materializzazione dell’idea di spazio che l’uomo ha costruito attorno al proprio corpo in risposta all’esigenza di immaginare e dar forma ad un habitat.
In numerose realizzazioni degli ultimi anni, tuttavia, la corporeità degli abitanti sembra aver perso la sua centralità nella progettazione architettonica in favore di altre istanze. Molte delle strutture più significative per la società contemporanea richiedono sempre meno interazione fisica con l’essere umano. Nell’era post-industriale in cui viviamo, dove quasi ogni aspetto della vita è digitalizzato e gran parte della realtà avviene su uno schermo, la nostra esistenza fisica appare sempre più superflua: nel momento in cui i corpi non sono più elementi agenti della nostra esistenza non sappiamo più che farcene. Rispetto alla possibilità, forse inesorabile, di un futuro fatto di oggetti e corpi iperperformanti ma sempre meno umani, l’opera architettonica e sociale di IFdesign e Noivoiloro è un esempio concreto di come sia possibile progettare gli edifici che abitiamo come organismi aperti alla molteplicità, in una prospettiva relazionale dove gli abitanti tornino ad essere protagonisti con tutte le loro differenze e le loro imperfezioni
Muro di Sormano
E se ciclabili e cammini parlassero, cosa ci direbbero? Questo libro si propone di dare voce a quei fili sottili e leggeri che sono i cammini e le ciclabili con i quali possiamo scoprire territori bellissimi e ricchi di arte, storia, gusto, mestieri e tradizioni. A ben pensarci infatti ciclabili e cammini sono strisce sulle quali si possono scrivere, disegnare e persino ricamare parole, immagini e simboli che raccontano i luoghi attraversati. Bisogna usare fantasia, arte e design per trasformare quelle lingue di asfalto in uno spettacolare biglietto da visita per quei paesaggi. Il progetto tecnico delle lunghe ciclabili, come Vento, può diventare qualcosa di più di quel che è oggi, ma perché questo accada occorre dilatare la sfida tecnica con un vero e proprio progetto di narrazione territoriale, ben diverso da uno storytelling commerciale. Qui si tratta di un progetto culturale con l'ambizione di rigenerare territori fragili attraverso un altro modo di fare turismo lento. Nel libro troverete alcune suggestioni catturate qua e là nel mondo, da reinterpretare e a cui ispirarsi per sperimentare nuovi linguaggi capaci di rendere parlanti ciclabili e cammini. Nell’immaginario sportivo, il Muro di Sormano si caratterizza immediatamente per la sua forte pendenza e per le imprese ciclistiche a esso legate. Attraverso il progetto, il territorioe la sua memoria storica vengono raccontati a chiunque affronti questa pendenza, che costituisce essa stessa fine e mezzo della narrazione
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