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    Impiego di Biomasse di Microalghe Marine nei Mangimi per Spigola

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    L’acquacoltura è già un’attività che si caratterizza per l’ottima conversione di materie prime in proteine di alta qualità e molti sforzi sono stati intrapresi negli ultimi decenni per rendere questa attività produttiva ancora più sostenibile. L’impiego di risorse naturali quali farine e/o oli di pesce nei mangimi è stato drasticamente ridimensionato e sostituito da un maggior impiego di ingredienti di origine vegetale; tuttavia esistono ancora delle ampie opportunità per ancor meglio coniugare la sostenibilità dell’attività produttiva e la garanzia di qualità del prodotto per il consumatore. Una di queste è rappresentata dall’impiego delle microalghe quali ingredienti alternativi nei mangimi impiegati in acquacoltura. Le biomasse di microalghe rappresentano un potenziale ingrediente che si caratterizza per l’elevata sostenibilità e l’elevato valore nutrizione sia in termini di contenuto proteico e lipidico che in termini di qualità dell’apporto di acidi grassi ω-3 a lunga catena. Le ricerche condotte negli ultimi anni in collaborazione tra l’ Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR di Firenze, il Dipartimento di Biotecnologie Agrarie dell’Università di Firenze e il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Udine hanno voluto saggiare su scala pilota l’effetto di mangimi in cui le microalghe erano incluse a livelli diversi in sostituzione della farina e dell’olio di pesce sulle performance produttive e sulla qualità della porzione edule delle spigole in condizioni controllate di allevamento. I risultati sono stati molto incoraggianti. L’inclusione di opportune combinazioni di diverse specie di microalghe ha infatti consentito la sostituzione di quote importanti di farina e/o olio di pesce nel mangime senza pregiudicare l’accrescimento degli animali nonché garantendo le sue ben note proprietà salutistiche

    Dietary threonine requirement of juvenile european sea bass (Dicentrarchus labrax)

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    Groups of 35 European sea bass juveniles, weighing 7.5 ± 0.15 g/fish (mean ± S.D.), were kept in each of 18 flow-through 200-1 tanks supplied with marine water (temperature 21.1°C; salinity 35‰). Triplicate tanks of fish were fed for 65 days six isonitrogenous (48.6% crude protein) and isolipidic (14.1% by ether extract) semipurified diets obtained from a basal mixture formulated to minimize the threonine level (0.76% by weight). The basal diet contained maize gluten (200 g/kg), herring meat (50 g/kg) and gelatin (150 g/kg) and pure L-amino acids to simulate the amino acid profile of sea bass muscle protein, excluding arginine, lysine and tryptophan, the concentrations of which were kept close to previously defined requirement levels. The six diets used to evaluate the threonine requirement were obtained by adding 0.0, 3.5, 7.0, 10.5, 14.0 and 17.5 g L-threonine/kg to the basal diet. Different regression models were used to analyse the dose-weight gain relationship and all models adequately fitted the data (RSQ > 0.92) leading to similar estimates of dietary threonine requirement (1.12-1.26 g/100 g diet; i.e., 2.3-2.6 g/100 g protein). A slightly higher requirement value was obtained when nitrogen gain was chosen as the response criteria (i.e., 1.45 g/100 g diet; 3.0 g/100 g protein). The pattern of post-absorptive plasma-free threonine concentrations of juvenile seabass was in response to threonine intake and was proven to be indicative of dietary requirement (i.e., 1.28 g/100 g diet; 2.7 g/100 g protein). These figures are consistent with the threonine requirement value of 2.6 g/100 g protein calculated by the 'ideal protein' method (e.g., whole-body threonine A/E ratio relative to the dose-response lysine requirement value previously estimated for this species). Apart from reduced growth performance, no depression in feed intake or outward pathological signs were observed in juvenile sea bass fed diets limiting in threonine. Similarly, excessive dietary threonine (up to 190% of the requirement level) had apparently no adverse effect on feed intake and growth response
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